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Ermetismo: Alchimia tradizione che non è mai morta /1
Argomento:Alchimia

AlchimiaL'Occultismo e l'Alchimia

Normalmente si pensa che l'Alchimia sia una falsa arte il cui proposito è fabbricare oro in maniera artificiale, supposizione che nel Medioevo condusse molti creduloni alla rovina.
In primo luogo ci viene posta una domanda che consiste nel sapere come bisogna considerare l'Alchimia dal punto di vista della Scienza Occulta. Perciò, non ci riferiremo a quei commenti e a quelle dichiarazioni inerenti all'Alchimia che appaiono in certe Enciclopedie attuali, ma faremo riferimento solo a coloro che considerano gli alchimisti come maestri nella loro scienza.

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Alchimia tradizione che non è mai morta

di Gerard Encausse (Papus)
traduzione a cura di Giuseppe Barbone

© copyright by Esonet.it


Capitolo I / L'Occultismo e l'Alchimia

Normalmente si pensa che l'Alchimia sia una falsa arte il cui proposito è fabbricare oro in maniera artificiale, supposizione che nel Medioevo condusse molti creduloni alla rovina.

In primo luogo ci viene posta una domanda che consiste nel sapere come bisogna considerare l'Alchimia dal punto di vista della Scienza Occulta. Perciò, non ci riferiremo a quei commenti e a quelle dichiarazioni inerenti all'Alchimia che appaiono in certe Enciclopedie attuali, ma faremo riferimento solo a coloro che considerano gli alchimisti come maestri nella loro scienza.

Per esempio, prendiamo l'opera di Raimondo Lullo. Cosa vi troviamo? Nient'altro che le regole di questa arte speciale, considerata come l'unica occupazione degli alchimisti. In effetti, in ogni scritto serio, nel quale si faccia riferimento alla filosofia ermetica, troveremo quanto segue: una filosofia profonda che serve da base ad una sintesi naturale, la quale ha, come punto di partenza, la teoria dell'evoluzione esposta fino alle sue ultime conseguenze e la teoria dell'unità della sostanza e del piano, da cui l'assioma alchemico che dice: "Tutto" è nel tutto; una seria applicazione dei principi della cabala ebraica, vincolati alla tradizione egiziana e gnostica. Numerose pratiche di carattere fisico, chimico e biologico che sostengono quelle teorie.

Per tali circostanze, quando si vuole vedere nell'Alchimia solo pratiche di natura chimica non si fa altro che mutilare, in modo fin troppo indegno, un insegnamento completo che nella sua pratica arriva a giustificare la sua teoria scientifica.

In realtà un alchimista era, dunque, contemporaneamente, medico, astronomo ed astrologo, filosofo, cabalista e chimico. Ugualmente, gli studi erano molto seri e prolungati, ed erano trasmessi, mediante iniziazione, dal maestro ad uno o due discepoli diletti, occultandoli accuratamente ai profani. Insieme a questi saggi, veri filosofi ermetici, vi erano i ciarlatani ignoranti il cui unico proposito consisteva nell'acquisire ricchezze materiali. L'unica cosa che costoro fecero fu sempre quella di screditare l'Alchimia.

Perciò, varie migliaia di tomi scritti in francese che si trovano nelle nostre biblioteche sotto il titolo di "Filosofia Ermetica" comprendono quanto segue:

trattati di storia naturale;

trattati di fisica e chimica correnti;

trattati di alchimia propriamente detta, o di preparazione della Pietra filosofale;

trattati di filosofia e cabala, o di astrologia;

opere di tipo enciclopedico, conglomerato di tutti i generi.

Questa osservazione permette di comprovare che la tradizione esoterica la troviamo rappresentata, in tutti i suoi rami, dalla Filosofia Ermetica.

Come avvenne il passaggio di questa tradizione dall'Egitto verso Occidente è quello che vedremo.

Lo studio di coloro i quali sono depositari dell'Esoterismo ci permise di comprovare che gli Esseni da un lato, e gli gnostici dall'altra, furono gli unici che conservarono le chiavi della Scienza Nascosta.

Gli Esseni, che vivevano in Palestina, lontani da ogni attività politica, fondarono molte società segrete. Invece, gli gnostici cercarono di diffondere ovunque i loro insegnamenti. Per la libertà loro concessa dalle autorità regionali affinché divulgassero gli insegnamenti esoterici, furono scritti molti trattati relativi alle pratiche della Scienza Nascosta secondo le tradizioni dell'Università egiziana propriamente detta. Questi trattati la cui redazione risale effettivamente al II secolo della nostra era, avevano solo la finalità di riportare la memoria e propendere alla trasmissione orale. C'erano due grandi classi di trattati: quelli che si occupavano del mondo invisibile, dell'anima e dei suoi poteri, cioè della Psicurgia, e quelli che si occupavano dell'applicazione dei poteri dell'anima alla Natura, cioè, della Teurgia e dell'Alchimia.

Dei primi, che sono principalmente filosofici, possediamo alcuni frammenti della cui traduzione si occupò interamente lo studioso Louis Ménard. Dei secondi, possediamo un'enorme quantità di trattati che si possono effettivamente denominare: opere Alchemiche.

Si crede, in maniera generale e coincidente, che la parte pratica dell'Occultismo arrivò in Europa attraverso gli arabi. Questi ultimi introdussero in Europa le scienze che essi avevano ricevuto dagli gnostici che si trovavano in Egitto, molto tempo dopo che la Gnosi era presente in Europa.

Orbene, la Gnosi abbracciava una parte magica. Ricordatevi dei miracoli di Apollonio di Tiana, di Simon Mago e di altri celebri gnostici e scoprirete la vera origine di questa Filosofia Ermetica, origine che, a prima vista, sembra tanto nebulosa.

L'Alchimia, dunque, rappresenta in Occidente la via di trasmissione della Scienza Nascosta. Per questa ragione, ora ci occuperemo dei lavori e delle teorie dei "figli di Hermes". Proseguendo vedremo:

Il proposito esoterico degli alchimisti. La Pietra Filosofale. La sua realtà e cosa si può dire della sua preparazione.

I testi sui quali gli alchimisti basano le loro opinioni filosofiche. La Tavola di Smeraldo e le sue applicazioni.

La spiegazione delle storie simboliche che è possibile trovare nei testi di Alchimia.

Come esempio di queste applicazioni, faremo ampi commenti sulla preparazione della Pietra Filosofale secondo un testo di stile simbolico del secolo XIX, di Cyliani, scritto nell'anno 1837.

Finalmente, ci riferiremo all'Alchimia della nostra epoca ed ai suoi attuali cultori.

 

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