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SviluppoCoscienziale: Parliamo dell'Anima /2
Argomento:Letture d'Esoterismo Orientale

Letture d'Esoterismo OrientaleDefinizione di Anima - Che cosa è l'anima? Possiamo definirla? Quale ne è la natura? - La nascita del Cristo interiore - L'emergere in manifestazione dell'aspetto soggettivo dell'uomo

Quando l'umanità avrà la certezza della divinità e dell'immortalità, e avrà acquisito la conoscenza della natura dell'anima e del regno in cui Opera, il suo atteggiamento nei confronti della vita giornaliera e delle vicende correnti subirà una trasformazione tale che vedremo realmente e di fatto emergere un nuovo cielo e una nuova terra.

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Parliamo dell'Anima /2

a cura di Adriano Nardi

prodotto per Esonet.it


Estratti dagli scritti di Alice A. Bailey e del Maestro D. K.

 

Sommario: Definizione di Anima - Che cosa è l'anima? Possiamo definirla? Quale ne è la natura? - La nascita del Cristo interiore - L'emergere in manifestazione dell'aspetto soggettivo dell'uomo

 

Definizione di Anima

1. L'anima, macrocosmica e microcosmica, universale e umana, è quell'entità portata in esistenza dal rapporto stabilitosi fra l'aspetto spirito e l'aspetto materia.

a. L'anima non è quindi né spirito né materia, ma la relazione fra i due.

b. L'anima è il mediatore fra questa dualità: è il principio intermedio, l'anello di congiunzione tra Dio e la sua forma.

c. L'anima è quindi un altro nome per designare il principio cristico, sia nella natura che nell'essere umano.

2. L'anima è la forza d'attrazione dell'universo manifestato e, se attiva, mantiene insieme tutte le forme affinché la vita di Dio possa manifestarsi o esprimersi attraverso esse.

a. L'anima è perciò l'aspetto costruttore della forma ed è la forza d'attrazione in ogni forma dell'universo, nel pianeta, nei regni della natura e nell'essere umano (che riassume in sé stesso tutti gli aspetti), che origina la forma, la mette in grado di svilupparsi e crescere per ospitare in modo più adeguato la vita in essa dimorante, e che guida tutte le creature di Dio a progredire sul sentiero dell'evoluzione, da un regno all'altro, verso una meta finale e un glorioso compimento.

b. L'anima è la forza d'evoluzione stessa, e S. Paolo pensava a questo quando disse: "Cristo in noi, speranza di gloria".

3. Quest'anima si manifesta in modo diverso nei vari regni della natura, ma la sua funzione è sempre la stessa, sia che si tratti di un atomo di sostanza e del suo potere di conservare la propria identità e forma e proseguire la sua attività lungo le proprie linee, sia che si tratti di una forma in uno dei tre regni della natura, mantenuta insieme dalla forza di coesione e che manifesta caratteristiche, prosegue la propria esistenza istintiva e opera come un tutto, verso qualcosa di più elevato e migliore.

a. L'anima è quindi ciò che conferisce caratteristiche distintive e differenti manifestazioni delle forme.

b. L'anima agisce sulla materia, costringendola ad assumere certe forme, a rispondere a certe vibrazioni e a costruire le forme fenomeniche specifiche che nel mondo del piano fisico riconosciamo come minerali, vegetali, animali, umane e altre forme ancora, nel caso di un iniziato.

4. Le qualità, le vibrazioni, i colori, le caratteristiche di tutti i regni della natura, sono qualità dell'anima, come lo sono i poteri latenti in ogni forma che cerca di esprimersi e che manifesta una potenzialità. Nel loro insieme, al concludersi del periodo evolutivo esse riveleranno la natura della vita divina e dell'anima mundi, la superanima che rivela il carattere di Dio.

a. Perciò l'anima, attraverso queste qualità e caratteristiche, si manifesta come reazione cosciente alla materia, poiché le qualità sono originate dall'interazione della coppia degli opposti, spirito e materia, nonché dalla loro mutua influenza. Questa è la base della coscienza.

b. L'anima è il fattore cosciente in tutte le forme, la sorgente della consapevolezza che tutte le forme hanno in sé e della rispondenza alle condizioni di gruppo ambientali, dimostrata da tutte le forme, a qualsiasi regno esse appartengano.

c. L'anima può, perciò, essere definita come l'importante aspetto insito in ogni forma, risultante dall'unione di spirito e materia, che sente, è consapevole, attrae o respinge, risponde o rifiuta di rispondere e mantiene tutte le forme in una condizione costante d'attività vibratoria.

d. L'anima è l'entità percettiva risultante dall'unione di Padre-Spirito e Madre-Materia. È ciò che nel mondo vegetale, per esempio, determina la risposta ai raggi solari e lo sbocciare del fiore; è ciò che nel regno animale permette di amare il padrone, di cacciare la preda, di seguire gli istinti; è ciò che rende l'essere umano consapevole del suo ambiente e del suo gruppo, che lo mette in grado di vivere la sua vita nei tre mondi della sua normale evoluzione come spettatore, come colui che percepisce e come attore. È ciò che col tempo gli consente di scoprire che quest'anima insita in lui è duplice, che una parte di lui risponde all'anima animale, mentre un'altra parte riconosce l'anima divina. Attualmente gli uomini, per la maggioranza, non agiscono totalmente né come animali né come puri esseri divini, ma possono essere considerati anime umane.

 

L'anima può essere considerata come la percezione unificata e la relativa consapevolezza di ciò che sottostà alla forma di un pianeta e di un sistema solare. Queste due entità rappresentano l'insieme di tutte le forme dette "organiche" e "inorganiche", secondo la differenziazione fatta dal materialista. L'anima, pur costituendo un grande complesso, è tuttavia limitata nelle sua espressione dalla natura e dalla qualità della forma in cui si trova; vi sono quindi forme che rispondono all'anima e la esprimono ampiamente, mentre altre, data la loro densità e la qualità degli atomi di cui sono composte, sono incapaci di riconoscere gli aspetti superiori dell'anima e possono esprimerne soltanto la vibrazione, il tono o colore più bassi.

 

Che cosa è l'anima? Possiamo definirla? Quale ne è la natura?

Mi limiterò ad esporre quattro definizioni che serviranno di base a ciò che seguirà.

1. Si può dire che l'anima sia il Figlio del Padre e della Madre (Spirito-Materia) e quindi la vita di Dio incorporata che s'incarna per rivelare la qualità della natura divina, che è amore essenziale. Tale vita, assumendo forma, alimenta la qualità dell'amore in ogni forma e alla fine rivela il proposito di tutto il creato.

2. L'anima può essere considerata come il principio intelligenza, le cui caratteristiche sono la mente e la consapevolezza mentale, che a loro volta si manifestano come facoltà di analizzare, discriminare, separare e distinguere, scegliere o rifiutare, con tutto ciò che questi termini implicano.

Con i simboli verbali cerco di trasmettere in diversi modi il significato dell'anima. L'anima è dunque il figlio di Dio, il prodotto del matrimonio fra spirito e materia. L'anima è un'espressione della mente di Dio, poiché mente ed intelletto sono termini che esprimono il principio cosmico dell'amore intelligente, un amore che genera un'apparenza mediante la natura mentale e quindi costruisce forme o apparenze separate. L'anima inoltre, con la qualità dell'amore, produce la fusione fra apparenza e qualità, fra consapevolezza e forma.

3. L'anima è (e qui le parole limitano e falsano) un'unità di luce, colorata da una particolare vibrazione di raggio; è un centro vibrante d'energia entro l'apparenza o forma di tutta la sua vita di raggio. È uno dei sette gruppi di milioni di vite che nel loro insieme costituiscono la Vita Una; per sua natura è conscia o consapevole in tre direzioni: è cosciente di Dio, cosciente del gruppo, cosciente di sé. Questo aspetto autocosciente è portato a compimento nell'apparenza fenomenica dell'essere umano; l'aspetto coscienza di gruppo conserva lo stato di coscienza umano, ma vi aggiunge la consapevolezza della sua vita di raggio, in progressivo sviluppo; è allora consapevolezza dell'amore, della qualità, dello spirito nei suoi rapporti; vi è coscienza di Dio solo in potenza, e questo sviluppo per l'anima rappresenta l'ascesa e l'espansione quando l'aspetto coscienza di sé sia perfetto e la consapevolezza di gruppo riconosciuta.

4. L'anima è il principio di sensibilità che soggiace ad ogni manifestazione esteriore, pervade ogni forma e costituisce la coscienza di Dio stesso. Quando l'anima, immersa nella sostanza, è semplicemente sensibile, con l'interazione evolutiva aggiunge qualcosa e vediamo emergere qualità e capacità di reagire alla vibrazione e all'ambiente. Tale è l'anima come si esprime in tutti i regni subumani.

Quando invece, quale espressione di sensibilità e qualità, l'anima aggiunge ad esse la facoltà di auto-consapevolezza distaccata, appare quell'entità auto-identificata che è l'essere umano.

Quando alla sensibilità, alla qualità e all'auto-consapevolezza l'anima aggiunge la coscienza di gruppo, abbiamo l'identificazione con un gruppo di raggio e appaiono il discepolo, l'iniziato e il maestro.

Quando alla sensibilità, qualità, auto-consapevolezza e coscienza di gruppo l'anima aggiunge la coscienza del proposito divino sintetico (che chiamiamo Piano) appare lo stato d'essere e di conoscenza che distingue chi percorre il Sentiero dell'Iniziazione e include le Vite ordinate per gradi, dal discepolo più avanzato allo stesso Logos planetario.

Tuttavia non dimenticate che pur facendo queste distinzioni è sempre una sola Anima che opera, agisce, tramite i veicoli di varia capacità, di diverso grado di finezza e con limitazioni più o meno grandi, proprio come un uomo è una sola identità che a volte opera tramite un corpo fisico e a volte mediante uno emotivo o uno mentale, e talvolta sapendo di essere il Sé, evento questo raro e insolito per la maggior parte degli uomini.

 

La nascita del Cristo interiore

Quando l'umanità avrà la certezza della divinità e dell'immortalità, e avrà acquisito la conoscenza della natura dell'anima e del regno in cui Opera, il suo atteggiamento nei confronti della vita giornaliera e delle vicende correnti subirà una trasformazione tale che vedremo realmente e di fatto emergere un nuovo cielo e una nuova terra. Quando l'entità centrale d'ogni forma umana sarà riconosciuta per ciò che è essenzialmente, e la sua divina persistenza sarà accertata, di necessità assisteremo all'inizio del regno della legge divina sulla terra, legge imposta senza contrasto e senza rivolte. Questa benefica reazione avverrà perché i pensatori saranno uniti in una generale consapevolezza dell'anima e la conseguente coscienza di gruppo consentirà loro di vedere il proposito sottostante all'operare della legge.

Diciamolo con parole più semplici. Nel Nuovo Testamento si dice che dobbiamo fare in modo che la mente che era in Cristo si manifesti anche in noi. Noi operiamo per perfezionare la legge di Cristo sulla terra; tendiamo allo sviluppo della coscienza cristica e all'instaurazione della Sua legge, che è Amore. Ciò sarà realizzato nell'era dell'Acquario e la fratellanza sarà stabilita sulla terra. La regola di Cristo è il predominio delle leggi spirituali basilari. La mente di Cristo è un'espressione che trasmette il concetto della regola dell'amore divino intelligente che stimola il dominio dell'anima in tutte le forme, e introduce il regno dello Spirito. Non è facile esprimere la natura della rivelazione che sta per sopraggiungere. Implica il riconoscimento, da parte di tutti gli uomini, che la "sostanza mentale", com'è chiamata dagli Indù, alla quale le menti umane sono connesse e di cui i corpi mentali sono parte integrante, è anche parte della mente di Cristo, il Cristo cosmico, di cui il Cristo storico, sul nostro pianeta, è il rappresentante eletto.

Quando gli uomini, grazie alla meditazione e al servizio di gruppo, saranno consapevoli delle loro menti disciplinate e illuminate, si vedranno iniziati alla coscienza del vero essere e a uno stato di conoscenza che dimostreranno loro il fatto dell'anima, senza dubbi e incertezze. Il Mistero delle Età sta per essere svelato e con la rivelazione dell'anima lo sarà anche il mistero che essa cela. Le sacre scritture del mondo, come sappiamo, hanno sempre profetizzato che alla fine dell'era avremo la rivelazione di ciò che è segreto e vedremo emergere alla luce del giorno ciò che fino allora era nascosto e velato. Il ciclo attuale è appunto la fine dell'era e nei prossimi duecento anni la morte, come è compresa ora, sarà abolita e verrà stabilito il fatto dell'esistenza dell'anima. Questa sarà conosciuta come un'entità, come l'impulso motivante e il centro spirituale sottostante a ogni forma manifesta. Nei prossimi decenni alcune grandi credenze verranno convalidate.

 

L'uomo e la sua anima tentano di riunirsi, e quando ciò avviene il Cristo nasce nel cavo del cuore e si manifesta nella vita quotidiana con potere crescente.

 

L'emergere in manifestazione dell'aspetto soggettivo dell'uomo.

Uno degli obiettivi dell'evoluzione è che la realtà soggettiva venga infine riconosciuta. Questo può essere espresso in molti modi simbolici che trattano tutti del medesimo fatto della natura:

La nascita del Cristo interiore.

Il risplendere della radiosità o gloria interiore.

La manifestazione del secondo aspetto o dell'Amore.

La manifestazione dell'Angelo Solare.

L'apparizione del Figlio di Dio, l'Ego o Anima interiore.

La piena espressione di buddhi, che utilizza manas.

Questo emergere in manifestazione è determinato da ciò che si intende con le espressioni seguenti:

L'affinamento dei corpi che formano lo scrigno o involucro che nasconde la realtà.

Il processo dello "svelarsi", affinché i corpi che velano il Sé siano portati, uno ad uno, al punto in cui diventano semplici trasparenze, permettendo il totale risplendere della natura divina.

L'espansione della coscienza, risultante dalla capacità del sé di identificarsi con la sua vera natura di Spettatore, e di non considerarsi più quale organo di percezione.

 

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