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SviluppoCoscienziale: Parliamo dell'Anima /3
Argomento:Letture d'Esoterismo Orientale

Letture d'Esoterismo OrientaleIl corpo eterico, simbolo dell'Anima - Apparizione e progresso dell'Anima - Coordinamento della Personalità - L'Angelo della Presenza

La vita che pulsa nel cuore del sistema solare produce uno sviluppo evolutivo delle energie dell'universo, di cui l'uomo finito non può ancora avere la visione completa. In pari modo, il centro d'energia che chiamiamo l'aspetto spirituale nell'uomo, produce (utilizzando la materia o sostanza) lo sviluppo evolutivo di ciò che chiamiamo anima, la più alta manifestazione della forma, il regno umano. L'uomo è il prodotto più alto dell'esistenza nei tre mondi.

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Parliamo dell'Anima /3

a cura di Adriano Nardi

prodotto per Esonet.it

Estratti dagli scritti di Alice A. Bailey e del Maestro D. K.

 

Sommario: Il corpo eterico, simbolo dell'Anima - Apparizione e progresso dell'Anima - Coordinamento della Personalità - L'Angelo della Presenza

 

Il corpo eterico, simbolo dell'Anima

Il grande simbolo dell'anima, nell'essere umano, è il suo corpo eterico o vitale, per le seguenti ragioni:

1. È la controparte fisica del corpo di luce interiore, che chiamiamo corpo dell'anima, corpo spirituale. Nella Bibbia è detto "coppa d'oro" e si distingue:

a. per la sua qualità luminosa;

b. per la frequenza di vibrazione che è sempre sincrona con lo sviluppo dell'anima;

c. per la sua forza di coesione, che unisce e connette ogni parte della struttura fisica.

2. È la "trama microcosmica della vita", poiché compenetra ogni parte della struttura corporea e ha tre scopi:

a. portare in tutto il corpo il principio vitale, l'energia che produce attività. Ciò avviene per mezzo del sangue e il punto centrale per questa distribuzione è il cuore, trasmettitore di vitalità fisica;

b. permettere all'anima, o essere umano eppure spirituale, di essere in rapporto col suo ambiente. Ciò avviene per mezzo dell'intero sistema nervoso e il centro di tale attività è il cervello, sede della ricettività cosciente;

c. produrre infine, per mezzo della vita e della coscienza, un'attività irradiante o manifestazione di gloria, che farà di ciascun essere umano un centro d'attività per la distribuzione di luce e d'energia attrattiva ad altri esseri umani e, attraverso essi, ai regni subumani. Questo fa parte del Piano del Logos planetario per vivificare e rinnovare la vibrazione delle forme che definiamo subumane.

3. Il simbolo microcosmico dell'anima non solo sottostà all'intera struttura fisica, essendo così il simbolo dell'anima mundi o anima universale, ma è indivisibile, coesivo e un'entità unificata, simboleggiante l'unità e l'omogeneità di Dio. In essa non vi sono organismi separati, ma è semplicemente un corpo di forza che fluisce liberamente, la fusione o unificazione di due tipi d'energia, in proporzione diversa, energia dinamica e energia di attrazione o magnetica. Questi due tipi d'energia, forza di volontà e forza d'amore, o di atma e buddhi, caratterizzano pure l'anima universale; è il giuoco di queste due forze sulla materia che attrae al corpo eterico di tutte le forme i necessari atomi fisici e, avendoli così attratti, per mezzo della volontà li spinge a determinate attività.

4. Questo corpo di luce e d'energia, coerente e unificato, è simbolo dell'anima, in quanto ha in sé sette punti focali in cui la condensazione, se così possiamo esprimerci, delle due energie mescolate, s'intensifica. Essi corrispondono ai sette punti focali del sistema solare, in cui il Logos solare focalizza le proprie energie, attraverso i sette Logoi planetari. Di ciò tratteremo in seguito. Il punto da notarsi qui è semplicemente la natura simbolica del corpo eterico o corpo vitale, poiché comprendendo la natura delle energie irradiate e la natura unificata della forma e del funzionamento, si potrà avere un'idea dell'opera dell'anima, il principio intermedio della natura.

5. Si può anche spingere oltre il simbolismo, ricordando che il corpo eterico collega il corpo puramente fisico o corpo denso con il corpo puramente sottile, il corpo astrale o emotivo. In ciò scorgiamo il riflesso dell'anima dell'uomo che collega i tre mondi (corrispondenti agli aspetti, solido, liquido e gassoso del corpo strettamente fisico dell'uomo) ai piani superiori del sistema solare, collegando in tal modo il mentale al buddhico e la mente agli stati di coscienza intuitivi.

 

Apparizione e progresso dell'Anima

La vita che pulsa nel cuore del sistema solare produce uno sviluppo evolutivo delle energie dell'universo, di cui l'uomo finito non può ancora avere la visione completa. In pari modo, il centro d'energia che chiamiamo l'aspetto spirituale nell'uomo, produce (utilizzando la materia o sostanza) lo sviluppo evolutivo di ciò che chiamiamo anima, la più alta manifestazione della forma, il regno umano. L'uomo è il prodotto più alto dell'esistenza nei tre mondi. Per uomo intendo l'uomo spirituale, figlio di Dio incarnato. Le forme di tutti i regni della natura - umano, animale, vegetale e minerale - contribuiscono a questa manifestazione. L'energia del terzo aspetto della Divinità tende alla rivelazione dell'anima o secondo aspetto, che a sua volta rivela l'aspetto superiore. Si ricordi sempre come questo stesso pensiero è espresso, con molta accuratezza, nella Dottrina Segreta di H. P. Blavatsky: "Noi consideriamo la vita come l'unica forma d'esistenza, manifestantesi in ciò che chiamiamo materia; o ciò che, erratamente separandoli, chiamiamo spirito, anima e materia nell'uomo. La materia è il veicolo per la manifestazione dell'anima su questo piano d'esistenza e l'anima è il veicolo, su un piano più elevato, per la manifestazione dello spirito e questi tre sono una trinità sintetizzata dalla vita che li pervade tutti."Attraverso la materia, l'anima si sviluppa e trova la sua massima espressione nell'anima dell'uomo.

Con il processo creativo, le esistenze vengono in manifestazione, partecipano all'esperienza del loro ciclo particolare, sia esso effimero come la vita di una farfalla o relativamente permanente come la vita animante della divinità planetaria, indi svaniscono. In tal modo i due aspetti interessati, spirito e materia, sono messi in stretto rapporto ed esercitano necessariamente un effetto reciproco. La cosiddetta materia viene energizzata o "elevata", nel senso occulto del termine, dal suo contatto con il cosiddetto spirito. A sua volta lo spirito può accrescere la propria vibrazione per mezzo della sua esperienza nella materia. Dall'unione di questi due aspetti divini ne emerge un terzo, che chiamiamo anima; per mezzo dell'anima lo spirito sviluppa una facoltà di sentire, una consapevolezza cosciente e una capacità di rispondere che rimarranno sue anche quando, col tempo e ciclicamente, avverrà la separazione fra i due aspetti.

Vi sono tre grandi suddivisioni che segnano il progresso dell'anima verso la meta. Con il processo d'Individualizzazione essa perviene alla vera autocoscienza e consapevolezza nei tre mondi della sua esperienza. L'attore del dramma della vita impara a perfezione la parte. Tramite il processo d'Iniziazione l'anima diventa consapevole della natura essenziale della divinità. La partecipazione pienamente conscia al gruppo e l'assorbimento di ciò che è personale e individuale nel Tutto, caratterizzano questo stadio del sentiero dell'evoluzione. Sopravviene infine quel misterioso processo in cui l'anima è talmente assorbita, mediante l'Identificazione, nella Realtà e nella Sintesi supreme, che anche la coscienza di gruppo svanisce (tranne se deliberatamente recuperata per servizio). Allora nulla si conosce all'infuori della Divinità; nessuna separazione di parti, né sintesi minori, né divisioni o differenze.

Si può affermare che, nel corso di questi processi, sulla coscienza dell'uomo che si risveglia agiscono tre correnti di energia:

a. L'energia della materia stessa, che influenza la coscienza dell'uomo spirituale interiore, che usa la forma per esprimersi.

b. L'energia dell'anima, o angelo solare, che si riversa nei veicoli e produce l'energia reciproca nella forma solare.

c. L'energia della vita stessa, frase senza senso per chi non abbia superato la terza iniziazione, poiché neppure le scoperte della scienza moderna danno l'idea della sua vera natura.

Questo è il programma per l'umanità, per ciò che riguarda lo sviluppo della coscienza. L'accento dell'intero processo evolutivo verte in ultima analisi sullo sviluppo di una cosciente, intelligente consapevolezza della vita che anima le forme. Il preciso stato di consapevolezza dipende dall'età dell'anima, anche se questa non ha età temporale, così come l'intende l'umanità. L'anima è senza tempo ed è eterna. Le passa dinanzi il caleidoscopio dei sensi e il dramma ricorrente dell'esistenza fenomenica esterna; ma attraverso tutte queste contingenze di tempo e luogo essa conserva sempre l'atteggiamento dello Spettatore e dell'Osservatore. Guarda e interpreta.

Nei primi stadi, quando la "coscienza Lemure" caratterizza l'uomo fenomenico, l'aspetto frammentario dell'anima che dimora nella forma umana e dà all'uomo quel tanto di coscienza che vi si trova è inerte, rudimentale e non organizzato; è privo di mente, come noi l'intendiamo e si distingue solo per la completa identificazione con la forma fisica e le sue attività. È il periodo delle lente reazioni tamasiche (tamas è una delle tre qualità della sostanza universale e rappresenta la tendenza inerziale, oscurante, condensante; equivale all'elemento terra, n.d.c.) alla sofferenza, alla gioia, al dolore, allo stimolo e alla soddisfazione del desiderio, e al greve impulso subcosciente al miglioramento. Le vite si susseguono e lentamente cresce l'identificazione cosciente, mentre aumenta il desiderio di maggiori appagamenti; l'anima immanente e vivificante è sempre più profondamente nascosta, prigioniera della forma. Tutte le forze della vita sono concentrate nel corpo fisico e i desideri sono di natura fisica; ma al tempo stesso cresce la tendenza a desideri più sottili, evocati dal corpo astrale (piano delle emozioni, n.d.c.).

Gradatamente l'identificazione dell'anima con la forma si sposta dal fisico all'astrale. In questo periodo nulla esiste che si possa chiamare personalità. Vi è solo un corpo fisico vivente e attivo, con i suoi bisogni, desideri, appetiti, accompagnati da un lentissimo ma sempre maggiore spostamento della coscienza dal veicolo fisico a quello astrale. Quando questo trasferimento, col tempo, sia compiuto, la coscienza non è più identificata esclusivamente con il veicolo fisico, ma si accentra nel corpo astrale-emotivo. Allora il fulcro d'attenzione dell'anima, operante nell'uomo in lenta evoluzione, si stabilisce nel mondo del desiderio ed essa s'identifica con un altro apparato di risposta, il corpo astrale o del desiderio. La sua coscienza diventa allora "Atlantidea". I suoi desideri non sono più così vaghi e rudimentali; finora riguardavano gli impulsi o appetiti fondamentali, in primo luogo l'istinto di conservazione, poi l'istinto di riproduzione mediante l'impulso a procreare, infine l'appagamento economico. Questo è lo stadio di consapevolezza del bambino e del selvaggio.

Gradatamente tuttavia si nota una costante, crescente realizzazione interiore del desiderio vero e proprio, mentre scema l'interesse per le soddisfazioni fisiche. La coscienza comincia lentamente a rispondere allo stimolo della mente e alla capacità di discriminare e di scegliere fra diversi desideri; affiora la facoltà di usare il tempo con una certa intelligenza. Piaceri più sottili esercitano il loro richiamo; i desideri si fanno meno rudi e fisici; si fa strada il desiderio di bellezza e un vago senso dei valori estetici. La sua coscienza diviene sempre più astrale-mentale o kamamanasica e la tendenza degli atteggiamenti quotidiani o modi di vivere e del carattere si allargano, sviluppano, migliorano. Sebbene sia ancora prevalentemente preda di desideri irragionevoli, tuttavia il campo delle sue soddisfazioni e degli impulsi sensori è meno spiccatamente animale e più decisamente emotivo. Si riconoscono umori e sentimenti, e compaiono un confuso desiderio di pace e l'impulso a trovare quella cosa vaga chiamata "felicità". Questo periodo corrisponde all'adolescenza e allo stato di coscienza atlantidea. È la condizione odierna delle masse. La maggioranza degli esseri umani sono tuttora Atlantidei, con reazioni e modi di affrontare la vita puramente emotivi. Sono ancora prevalentemente dominati dai desideri egoistici e dai richiami della vita istintiva. L'umanità terrena è ancora nello stadio atlantideo, mentre gli intellettuali, i discepoli e gli aspiranti stanno rapidamente superandolo, perché giunsero all'individuazione sulla catena lunare* e furono gli Atlantidei del passato.

__________

* Periodo di una catena - Si tenga presente la seguente tabella:

Sette razze-ramo formano......................................

una sottorazza.

Sette sottorazze formano........................................

una razza-radice.

Sette razze-radice formano.....................................

un periodo mondiale.

Sette periodi mondiali formano...............................

una ronda.

Sette ronde formano................................................

il periodo di una catena.

Sette periodi di una catena formano........................

uno schema planetario.

Dieci schemi planetari formano...............................

un sistema solare.

__________

 

Nelle persone più evolute il corpo mentale è attivo, specie nella civiltà occidentale. L'energia del raggio mentale comincia ad affluire e lentamente si afferma. Quando ciò avviene, la natura del desiderio viene sottomessa, ciò che consente a quella fisica di essere strumento sempre migliore degli impulsi mentali. La coscienza cerebrale comincia ad organizzarsi e la focalizzazione delle energie si sposta per gradi dai centri inferiori ai superiori. Il genere umano sta sviluppando la "coscienza ariana" e sta per raggiungere la maturità. Negli individui più progrediti inoltre, la personalità è integrata e passa sotto il preciso dominio del suo raggio, che ha una presa sintetica e coerente sui tre corpi e ne determina la fusione in un'unità operante. Successivamente la personalità diviene lo strumento dell'anima che vi dimora.

 

Coordinamento della Personalità

L'ego si appropria di forme che gli consentono di esprimersi ai vari livelli della manifestazione divina. Queste forme, a tempo debito, diventano incarnazioni della volontà e del proposito dell'Essere divino che vi dimora. Questi è l'anima. Nel corso del ciclo evolutivo si producono tre sviluppi:

1. Le forme d'espressione progrediscono a poco a poco per effetto di:

a. Successive incarnazioni.

b. Impulso e conseguente attività di desiderio.

c. Interpretazione dell'esperienza, sempre più intensa, corretta e appropriata col passare del tempo.

2. Il sé che risiede nella forma, o vi si identifica:

a. Lentamente si fa cosciente e quindi intelligentemente attivo nei tre mondi dell'evoluzione umana.

b. Sposta il centro dell'attenzione successivamente da un corpo all'altro, trasferendosi, in coscienza, in stati sempre più elevati di consapevolezza fino a che il Sentiero della Ricerca diventa il Sentiero del Ritorno, e il desiderio d'identificarsi con la forma cambia in aspirazione all'autoconsapevolezza. Più tardi avviene l'identificazione con il Sé ai suoi livelli di coscienza.

c. Si riorienta e in tal modo occultamente "abbandona ciò che finora desiderava e aspira a ciò che finora non ha visto".

3. L'aspirante attraversa una fase evolutiva intermedia in cui "l'attrazione divina" sostituisce quella dei tre mondi. Essa si suddivide in cinque parti:

a. Un periodo in cui ci si rende conto della dualità e della mancanza di dominio.

b. Un periodo in cui si raggiunge un dominio di sé realizzato mediante:

i. Il decentramento.

ii. La comprensione del compito da svolgere.

iii. L'indagine, da parte dell'Osservatore divino, della natura della forma.

iv. L'espressione del divino praticata con comprensione per mezzo della forma.

c. Un periodo in cui avviene l'allineamento e (mediante comprensione e pratica) la forma è progressivamente subordinata alle esigenze del Sé, con il quale inizia a operare all'unisono.

d. Un periodo in cui le forme, allineate sempre più di frequente, sono:

i. Integrate in una personalità operante e attiva.

ii. Trascinate dal potere della vita dominante e integrata della loro personalità.

iii. Gradualmente dominate dal Sé e fuse in un efficace strumento di servizio al mondo.

iv. Unificate, nell'intento e nel proposito, con l'anima.

e. Un periodo nel quale i raggi della personalità e dell'anima si fondono in un'unica energia, e quello della personalità diventa una qualità e un complemento del raggio dell'anima, consentendole di esprimere il suo proposito nei tre mondi. Così progrediamo, così forma e coscienza, apparenza e qualità vengono riunite e si consegue l'unità divina, ponendo fine alla dualità finora avvertita, che fino a questo momento ha ostacolato l'aspirante.

 

L'Angelo della Presenza

Si dice che "i pensieri sono cose" e producono effetti tangibili. Si afferma anche che "come un uomo pensa nel suo cuore, tale egli è" e che, perciò, le manifestazioni tangibili del pensiero hanno effetti precisi in lui. In queste antiche verità ripetute è racchiuso molto insegnamento, molta luce e comprensione, […] nonché la chiave del tuo problema immediato (si tratta qui di Istruzioni date ad un Discepolo, n.d.c.). Qual è la situazione, fratello mio? Come anima incarnata sei consapevole della realtà, percepita soggettivamente e sovente in modo vago, del tuo vero Sé, dell'Angelo solare, che è l'Angelo della Presenza. Il tuo problema consiste nel perfezionare questa realizzazione e sapere che tu sei l'Angelo, che si erge fra te, l'uomo sul piano fisico e la Presenza.

Si può chiarire l'argomento considerando per un momento quale sia la realtà rappresentata dalla parola Presenza. Il mistico è sempre conscio del dualismo, dell'uomo inferiore e dell'anima che vi dimora, dello stanco discepolo e dell'Angelo, del sé minore e del vero Sé, della vita umana e della vita spirituale. Molte altre qualità stanno ad esprimere la stessa realtà. Ma dietro a tutte si intravede, immanente, stupendo e glorioso, ciò di cui queste qualità non sono che aspetti: la Presenza immanente e tuttavia trascendente del divino. In questo Uno si riassorbono tutte le dualità e tutte le distinzioni e le diversità perdono significato.

Quando ti si dice di prendere coscienza della Presenza, significa anzitutto che sei già in qualche misura consapevole dell'Angelo e puoi cominciare a percepire, sia pure in maniera vaga e debole, quel grande Tutto che sorregge il mondo soggettivo dell'essere, come questo sorregge il mondo fisico tangibile, della vita quotidiana. Un simbolo di ciò può essere visto sapendo che l'intero pianeta è esterno alla stanza dove rifletti sulle mie parole, separato soltanto dalla finestra e dall'estensione della tua consapevolezza. L'universo esterno al pianeta, il sistema solare e il firmamento ti appaiono attraverso quella lastra di vetro che, se è pulita, rivela, ma che impedisce la vista se è sudicia o protetta da una tenda. Questa consapevolezza e la tua capacità di proiettarti nell'immensità dell'universo regolano la portata della tua conoscenza in ogni momento. Rifletti su ciò, fratello mio, e attraverso la finestra della mente guarda quella Luce che rivela l'Angelo che, a sua volta, vela e nasconde la Divinità immensa, ignota, ma viva e vibrante.

Ogni essere umano è in realtà un minuscolo vortice nell'immenso oceano dell'Essere in cui vive e muove, in costante movimento fin quando l'anima non "soffia sulle acque" (o sulle forze) e l'Angelo della Presenza discende in quel vortice; allora tutto si placa. Le acque mosse dal ritmo della vita, poi agitate con violenza dalla discesa dell'Angelo, rispondono al Suo potere risanatore e diventano un "lago quieto, dove i piccoli possono entrare e trovare la guarigione di cui hanno bisogno". Così si legge nell'Antico Commentario.

 

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