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Educazione Esoterica: Il «Cimento del Fuoco»
Argomento:Domande e Risposte

Domande e Risposte…posso chiederle di descrivere più dettagliatamente il "Cimento del Fuoco" ? Grazie. R.

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Il «Cimento del Fuoco»

di Athos A. Altomonte

© copyright by Esonet.it

 

D: …posso chiederle di descrivere più dettagliatamente il "Cimento del Fuoco" ? Grazie. R.

 

R: Riuscire a definire "dettagliatamente" in una breve risposta questo aspetto del "travaglio iniziatico", è forse pretendere troppo. Possiamo, però, cominciare a ricavarne alcuni particolari sostanziali.

Va detto che negli Antichi Commentari, viene spesso usato un linguaggio emblematico. Nel nostro caso "fuoco" è sinonimo di spirito. Ma, come è noto, anche "spirito" è solo un termine approssimativo. Che anche se rende l'idea, non rispecchia il significato dell'aspetto energetico a cui ci si riferisce. Inoltre, sempre alla ricerca della giusta dimensione della realtà, quello che sembra eccezionale visto da un piano inferiore, come ad esempio quello della materia, diventa del tutto normale se viene poi considerato sul suo piano d'appartenenza.

Ecco come, ad un certo punto del "cammino iniziatico", anche lo spirito non appare più come un aspetto tanto "eccezionale". Semmai parrà "eccezionale" l'aver potuto soprav-vivere così a lungo nel buio della fisicità, della superstizione e dell'ignoranza.

Ma tralasciamo altre digressioni ed accostiamo due frasi emblematiche, quella di «Cimento del Fuoco» e quella di «Fuoco che consuma». Per analogia, possiamo cominciare ad intravedere il senso esoterico del discorso.

Cimento di Fuoco e Fuoco che consuma sono metafore che velano il significato di "trasmutazione", che avviene attraverso un aspetto che possiamo definire: Volontà Pura (non Volontà di Bene, ma Volontà di Volere).

Gli aspetti segreti del 1mo raggio, insomma.

In sottordine la si può anche chiamare: volontà spirituale. Anche se con questo termine, si corre il rischio di indicare qualcosa di astratto e lontano, dalla realtà umana: mentre il "divino" ovverosia la "realtà spirituale", non appartiene "all'alto dei cieli", come credono certi devoti, ma è una realtà presente "nell'essere umano". Cioè "dentro" ognuno di noi. E quando la si "scopre", all'occhio dell'Iniziato si apre il Fuoco dell'anima, che non per nulla, è chiamata: Angelo Solare.

E, tengo a precisare che l'Elemento Fuoco (v. Pentalfa e i 5 Regni di Natura) è tale sia per l'Uomo che per la Donna. Perché, il sesso fisico di cui l'anima si "riveste" (v. Vestiti di Pelle) durante una particolare "apparizione", è un fattore assolutamente irrilevante rispetto al "fuoco spirituale".

Ma fin qui tutto è teoria, davanti alla quale ci si può anche "inchinare", ma ciò non cambia il fatto che ogni nozione resta inutilizzabile, finché non se ne ricavi la connotazione di "scienza iniziatica".

Ecco il distinguo che si pone tra teoria ed azione. Due elementi assolutamente complementari, ma che non vanno assolutamente presi a sé stanti, pena lo scisma del Principio iniziatico che diventerebbe, così, futile nozionismo (la dottrina).

Ma procediamo nella ricerca.

Il motto latino: "Ubi maior minor cessat" significa: dove c'è il maggiore il minore si ritira e il suo potere cessa (v. Psicosintesi, approccio ad una moderna prassi iniziatica).

Attraverso una determinazione indefessa, l'Adepto (il minore) raggiunge dentro di sé il vertice (la Montagna sacra o cielo interiore, posti dentro ognuno di noi, e sede della Divinità interiore, di cui noi siamo il riflesso materiale) di Sé stesso (il Maggiore). Quel vertice (apice spirituale) si apre su un piano più sottile che, per la sua intensa luminosità è detto: sole spirituale. Ma, nella realtà, si tratta solo di un diverso e più intenso genere di Volontà.

È chiaro che, quando la Volontà (spirituale) incontra (e si fonde) con la volontà iniziatica dell'Adepto, la volontà spirituale "assuma la potestà assoluta" sommando in Sé stessa ogni altro aspetto esteriore.

Ecco perché la scelta del motto: "Ubi maior minor cessat"

In questa fusione tra cielo (lo spirito) e terra (l'Iniziato), ch'è ricordata dall'ermetismo come "matrimonio alchemico", i due aspetti si fondono fino a "generare un terzo elemento", "simile ma dissimile" da entrambe.

Nell'aggregazione tra spirito e materia, la mente superiore (Manas) svolge un ruolo determinante. Perché solo una mente potente può fungere da "medio" tra i due diversi aspetti (terra-fuoco). Infatti, è la mente superiore (intelletto puro o buddhi) a concepire l'approssimarsi dell'evento (la fusione) e mediare tra i "due diversi simili" sino al completamento dell'amalgama.

In questa fase (v. Metamorfosi), tutto ciò che risulta incompatibile della parte grossolana (che appartiene alla personalità), viene rigettato e distrutto. Nella parte sottile, invece, quella parte di energia ignea che, seppur disponibile, non si è potuta utilizzare, viene riassimilata e torna, così, al serbatoio energetico originario.

Spero che queste brevi notazioni possano esserti di aiuto per continuare la tua opera.

Fraternamente  

 

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