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Educazione Esoterica: Apprendere per comprendere
Argomento:Letture d'Esoterismo

Letture d'EsoterismoPer i neofiti è uso comune precorrere i tempi, correndo a progettare "il tetto" della propria "dimora filosofale" senza pensare a costruire prima, solide fondamenta e muri perimetrali "giusti e perfetti". E questa incoerenza si compie anche quando s’indirizza all’uso dell’intuizione, una mente ancora "ragionevolmente limitata".

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Apprendere per comprendere

di Athos A. Altomonte

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Per i neofiti è uso comune precorrere i tempi, correndo a progettare "il tetto" della propria "dimora filosofale" senza pensare a costruire prima, solide fondamenta e muri perimetrali "giusti e perfetti". E questa incoerenza si compie anche quando s’indirizza all’uso dell’intuizione, una mente ancora "ragionevolmente limitata".

Così come molti devoti parlano spesso di "paradiso" senza, però, adoperarsi a fare ciò che serve per arrivarci, anche molti esoteristi discettano con grande dispiego di termini su cos’è giusto, utile e necessario: ma stando seduti, e senza mai incomodarsi in un vero cimento che ne possa comprovare le qualità.

Dire che una ragione "normale" possa penetrare un simbolo con l’ausilio dell’intuitività, per quanto mi consta, ha lo stesso significato di dire a qualcuno, di fissare negli occhi un pesce rosso, che fluttua nella sua boccia di vetro, per capire "cosa pensa".

E alcuni, fissando negli occhi il pesce rosso, finiscono per credere davvero di capire cosa pensa: fino a convincersi di poter comunicare davvero con "lui"! Una burla? Invece succede. Sebbene né un simbolo, né tanto meno Dio siano un pesce rosso, molti ce li vorrebbero ugualmente spiegare.

Per evitare di cadere nella trappola dell’illusione, allora, bisogna procedere secondo le regole.

Convincersi con quella che definisco: una furba modestia. Conoscere e applicare con dovizia "regole e canoni" della tradizione iniziatica, non è affatto una perdita di tempo. Ma sembra che i più non abbiano né tempo né voglia. Forse perché non sono né modesti, né furbi, oppure perché si credono "già imparati".

Per il "resto del mondo", cioè, quelli che non nascono "già imparati", ed io tra loro, è necessario apprendere e comprendere regole e procedure per avanzare con discreto successo sulla via iniziatica.

Si comincia con l’apprendere come potenziare la mente, liberandosi (dis-integrazione) le "impressioni mondane" inutili ed indesiderabili. Poi, conoscendosi meglio, si procede a "liberarsi" correggendosi.

Ma farlo da soli è fuori questione, perché tutti, anche se in vario grado e misura, tendiamo ad assolverci in tutto e per tutto (auto-indulgenza e pietà di sé, minano l’impulso a migliorare).

Per evitare questa anomalia assolutoria,  serve uno "speculum".

Cioè "qualcuno" che sia saggio ma intransigente e che si ponga d’innanzi come "specchio", a rifletterci ogni nostra azione, parola e pensiero, affinché la si possa vedere e giudicare per quello che è e non per quello che vorremmo che fosse.

Solo in questo modo si possono modificare gli atteggiamenti che condizionano il carattere.

Carattere e toni mentali, infine, compongono un intreccio pressoché indissolubile, ma trasformando gli uni si finisce per trasformare anche la mente. Così, accrescendo la percezione di sé (stessi), si modifica anche la struttura psichica, sino ad ampliarla (alto e basso) ed approfondirla.

Se non si fosse capito, sto parlando di trasformare la mente da uno strumento bidimensionale ad un altro dalle capacità tridimensionali ed .… oltre.

Allora, solo "nel mezzo del cammino" si potrà parlare, in modo realistico, dell’uso dell’intuito e della capacità di penetrare dinamicamente il simbolo, l’ideogramma e, perché no, anche l’idea.  

 

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