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Uso dei Linguaggi: Esoterismo dei linguaggi dell'Arte, dell'armonia, della bellezza
Argomento:Arte ed Esoterismo

Arte ed EsoterismoMalinconia - Lettura dei significati simbolici - Riconoscere i valori della geometria invisibile

Anche se in tono minore, tutti nella loro vita hanno provato un lampo d'intuitività. Il cosiddetto capire senza sapere come. Pensatori, artisti, scienziati e osservatori hanno conosciuto il lampo d'intuizione che li ha illuminati con il senso di bellezza e d'armonia.

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Esoterismo dei linguaggi dell'Arte, dell'armonia, della bellezza

di Athos A. Altomonte

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Sommario: Malinconia - Lettura dei significati simbolici - Riconoscere i valori della geometria invisibile

 

L'armonia e la bellezza sono doti che nascono da un particolare stato di coscienza, che non solo gli animatori dei grandi principi spirituali hanno provato. Anche se in tono minore, tutti nella loro vita hanno provato un lampo d'intuitività. Il cosiddetto capire senza sapere come.

Pensatori, artisti, scienziati ed osservatori hanno conosciuto il lampo d'intuizione che li ha illuminati con il senso di bellezza e d'armonia.

Il momento d'illuminazione attiva processi mentali solitamente bloccati, dando l'impressione di provenire da un altro mondo, mentre si tratta di un momentaneo accesso ad un più sottile piano di coscienza, dove i significati si moltiplicano e si svelano, illuminando la mente dell'osservatore.

Nell' intuizione sparisce ogni distinzione fra soggetto pensante e concetto pensato, e l'unione tra pensiero e pensatore esalta le potenzialità della mente. Tant'è che il processo iniziatico, mira soprattutto a rendere durevole il collegamento (il ponte) tra l'oscurità sensoriale della coscienza fisica, e la percettività della sua controparte superiore.

Anche l'illuminazione artistica è un momento di risveglio interiore che svela i significati profondi di quanto viene percepito attraverso i sensi. Per questo, la vera funzione dell'arte è svelare la bellezza nascosta e l'armonia divina in tutte le cose. Essere capaci fa la differenza tra l'artista e la sua arte, e l'artigiano e la sua professione.

La visione geniale è una virtù in cui intuizione e ispirazione si sommano al crisma percettivo dell'artista, rendendolo uno straordinario strumento di sintesi creativa.

Studiare gli aspetti della creatività, in ogni sua forma, è importante, perché, aiuta a riconoscerne gli aspetti fondamentali che verranno presi a modello.

Una percettività estremamente emancipata, però, può procurare sofferenza quando alla personalità del pensatore manca un adeguato allineamento interiore. In altre parole, l'energia creativa diventa sofferenza (vedi Analisi della febbre creativa) quando non è guidata da una mente potente. E l'autocontrollo solitamente scarseggia negli spiriti troppo indipendenti.

 

Attivare l'intuizione (percezione dinamica-mascolina) e ricevere l'ispirazione (percezione attrattiva-femminina) sono processi che si attivano con la sensibilità del pensatore.

Nel loro equilibrio, sensibilità, intuitività ed ispirazione sono usati per dare una forma concreta (l'opera) a pensieri percettibili solo alla visione interiore.

La sensibilità percettiva è un aspetto spontaneo prossimo all'empatia, che trova il suo sviluppo nell'intelligenza empatica, capace di cogliere il lato nascosto di ogni idea. Ricavando una visione con cui si collega un significato a molti altri. Ecco l'importanza dell'analogia.

I collegamenti tra diverse rappresentazioni fisiche e mentali, sono canali di comunicazione che il pensatore apprende a conoscere ed usare come un vero e proprio linguaggio iniziatico. Riconoscere i collegamenti tra più significati (analogia), è l'inizio della geometria di pensiero, che riceve e comunica idee, sentimenti ed emozioni. Col risultato che quanto è capito può essere riprodotto in forma convenzionale, attraverso canoni, codici, criteri, o simboli che ampliandosi diventano linguaggi che, nelle forme più particolari, diventano veri e propri linguaggi iniziatici (vedi I linguaggi iniziatici)

 

Le forme più pure di bellezza e d'armonia nascono dal pensiero, dal gesto e dalla parola dei loro creatori. E se le forme d'arte più raffinate si rispecchiano nella purezza di canoni che vengono fatti risplendere di riflessi divini, anche l'arte è un linguaggio che bisogna imparare a conoscere, perché, assieme al linguaggio simbolico (vedi Esempi di linguaggio ermetico-simbolico) è uno strumento profondamente esoterico.

 

Tanto l'arte architettonica quanto l'opera pittorica, si basano su rapporti geometrici invisibili ad occhi inesperti. È proprio da quei rapporti che scaturisce l'armonia. Più facile è riconoscere la bellezza. Anche se, colpiti dall'ammirazione, si sorvola sui significati o si trascura di comprendere il linguaggio dell'artista. Come accade per i Templi e per le Cattedrali, che non sono i simboli di fede che molti s'immaginano, ma veri e propri libri di pietra, che bisogna imparare a leggere, per raggiungere i messaggi che vi sono stati incisi da grandi iniziati e Maestri costruttori (vedi Maestri Costruttori).

 

Assieme al linguaggio simbolico l'artista usa il linguaggio delle emozioni per comunicare concetti anche di notevole complessità. Ma per chi non ne riconosce i canoni, dell'opera resta solo la rappresentazione formale, magari di portata notevole, ma solo un'apparenza figurata. Ecco perché i canoni dell'arte sono alla base del linguaggio d'arte.

Per fare un pratico esempio ci apprestiamo a visitare un opera esemplare del suo genere.

Intitolata «Malinconia» l'opera è stata realizzata nel 1514 dal maestro tedesco Albrecht Durer.

Uno degli artisti che hanno usato le proprie opere per trasmettere principi iniziatici e che per questo sono state paragonate a libri di grande valore simbolico.

 

Malinconia

Il significato esoterico di “malinconia” è quello di “Colui ch'è sottoposto alle prove di Saturno”.

Un metafora in cui il pianeta Saturno simboleggia il taumaturgo divino che destina le prove a cui l'iniziando viene sottoposto e che deve superare per raggiungere la «libertà vittoriosa».

Di prove ne sono un esempio le 12 fatiche di Ercole.

Durante i periodi di prove a cui la vita ci sottopone, il senso di abbandono, di solitudine e di fatica provocano un dolore di vivere che alcune tradizioni hanno chiamato: le notti oscure dell'anima. Perchè, durante le prove l'anima non può intervenire sulla personalità (la ragione fisica) del postulante, per non inficiarne l'autonomia: che non è ancora libero arbitrio ma, più semplicemente, libertà di scelta. E più alti sono i traguardi e più duro è l'impegno.

Le prove manifestano crisi che iniziano con il processo di trasformare se stessi. La trasmutazione interiore segue gli stessi precetti della metamorfosi iniziatica* delle antiche tradizioni, ed hanno entrambi il significato di cambiare dentro per crescere.

La trasformazione interiore è un processo limitato nel tempo, tutto svolto nella coscienza fisica, che s'accompagna col senso di malinconia (sensazione di abbandono dell'anima).

Durante il processo di trasformazione si è malinconici perché due forze sembrano spezzarci entrando in conflitto. Una parte di noi stessi (la coscienza legata ai sensi fisici) resiste all'avanzamento mentre una seconda (la coscienza evolutiva slegata dalla fisicità) spinge ad oltrepassare ogni punto di stasi mentale (abitudini, pigrizie). In questo “tira e molla” chiamato evoluzione personale la persona è confusa, perché non capisce dove sta andando (incomprensibilità del nuovo). Perché, si lascia alle spalle parti di se stessa, ricordi e antiche abitudini. Perché, pensa con rimpianto come si è stati e con chi ci si è accompagnati.

Tutto sembra perdersi. E questo malessere dura finché non si rende conto dei vantaggi che comporta la crescita interiore. Accrescimento delle potenzialità latenti. Ampliamento dei confini della propria coscienza. Quindi, maggiore capacità di comprendere, lungimiranza, estensione delle capacità mentali e della sensibilità: che fanno della precedente visione mentale un ricordo da non rimpiangere.

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* La trasmutazione o metamorfosi iniziatica si basa sul processo di trasformazione e rigenerazione delle energie istintive, passionali, sentimentali che vengono sublimate in energia psico-spirituale.
Lo zolfo, il sale e il mercurio degli alchimisti sono simboli dei diversi aspetti della psiche umana. Il recipiente (athanor) in cui vengono messi è l'uomo, anzi, più precisamente è la sua coscienza. Il fuoco è chiamato incendium amoris, il calore e la forza trasformatrice dell'amore spirituale.

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Lettura dei significati simbolici

La maggiore delle due figure alate rappresenta l'anima, mentre la più piccola che le sta a fianco, rappresenta l'individualità dell'uomo materiale che, immemore bambino, incide sul suo libricino la memoria del suo breve presente soggettivo. Segna le esperienze di bene e di male dalle quali scaturirà la trama del suo destino.

La ruota su cui è seduta la personalità è la Ruota della Generazione e della Rinascita che muove il destino.

La “Ruota” fa parte degli arcani maggior dei Tarot.

I suoi significati, come le altre 21 Lame del Dio Toth, sono stati nascosti da significati popolari che ne hanno fatto perdere in parte i contenuti ritenuti sacri. La Decima Lama, la Ruota, è stata ricoperta dal significato plebeo di Ruota della Fortuna. Forse perché, non sapendo che il destino è la conseguenza delle proprie decisioni-azioni (legge di causa-effetto), il profano immagina che bene o male dipendano da coincidenze fortunose o disgraziate.

Il moto della Ruota della Generazione e della Rinascita* è legato ai cicli temporali, che agiscono e modificano il piano fisico ed i ritmi di ogni essere vivente. Per cui, nel bene o nel male, i cicli sono la linea d'avanzamento di ogni regno di natura. (**)
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* Ruota della Generazione e della Rinascita - I nove mesi della gestazione fanno parte della Ruota della Vita. Un periodo dove l'Ego dell'uomo ripercorre le proprie esperienze per ri-costituire la propria veste fisica e mentale. L'atto del concepimento corrisponde all'individualizzazione della razza, mentre quello della nascita corrisponde alla sua prima iniziazione.
Da un Commentario esoterico: «Molto si chiarirà quando saranno comprese le implicazioni astrologiche della vita individuale... come quello del moto attorno alla Ruota della Vita. L'oroscopo della persona fisica è legata alla Ruota che gira da destra a sinistra (da Aries a Taurus, n.d.a.), mentre quello dell'anima scorre sulla Ruota da sinistra a destra.
I modi antagonisti della Ruota “che gira su se stessa”, come dice la Bibbia, causano conflitti nella vita del pianeta, dell'Umanità e dell'individuo.» Nell'uomo s'evidenzia con l'alternarsi del destino. Con la sua gioia e il suo dolore, con le difficoltà e le buone occasioni causate dalle scelte e dagli atti personali. Dunque, moto della Ruota e destino, sono sinonimi “minori” destinati ad ampliarsi con lo sviluppo delle conoscenza iniziatica.

** Cicli circadiani - «... i Cicli governano l'apparire e lo scomparire delle grandi energie che entrano ed escono dall'universo. Limitate e ostacolate dalla qualità delle forme sulle quali esercitano la propria influenza.
Capire il flusso dei Cicli significa capire le leggi fondamentali dell'evoluzione che muovono i ritmi della rigenerazione.
Gli impulsi vitali subiscono il flusso e riflusso dell'energia e l'alternarsi dei periodi di “luce” e di “tenebra”. Con la luce del sole l'energia emerge, per tornare ad acquietarsi con l'oscurità della notte.
I cicli si rispecchiano nei periodi chiari e oscuri dei pianeti ed in quelli di bene e male dell'umanità. Tanto nei periodi di emersione e d'immersione di ogni essere vivente (nascita, crescita, morte e rigenerazione), come nei periodi di progresso e di caduta che caratterizzano gli stadi di sviluppo di ogni razza e nazione …»

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Sul fondo dell'immagine si distinguono altri simboli. Una luce s'emana da un punto che rappresenta l'uscita dal mondo: traguardo ultimo dell'anima incarnata. Un ponte sovrasta le acque di un mare ormai quieto, traversandole.

L'acqua rappresenta l'emotività che domina l'animo umano ed il mondo che si è costruito. Mondo che l'artista indica nei manufatti che pone defilati sulle coste. Le abitazioni segnano il mondo costruito dall'uomo; gli alberi rappresentano il regno vegetale mentre le montagne rappresentano il regno minerale.

Il ponte è un passaggio che travalica le acque dei desideri e delle passioni. Rappresenta la coscienza superiore, il cui fluire non è suggestionato dai segni del mondo, e la sua presenza è manifestata dalla luce che s'emana dal punto che manifesta su tutto la presenza della coscienza Divina.

Sul capo dell'angelo è poggiata una ghirlanda sempreverde simbolo di vittoria.

Anche nel mondo terreno (la coscienza) l'angelo è predestinato alla vittoria, perché, unico ad essere composto della sostanza spirituale del suo creatore. La vittoria dell'anima non è la sua libertà, poiché, non è mai del tutto infissa nella materia. La sua vittoria è l'ascesa della piccola personalità (piccola perché breve è la sua esistenza terrena) ch'è la sua “ombra in terra”. Detto in parole semplici: se l'anima è l'ombra celeste dello spirito, l'uomo fisico è l'ombra terrena dell'anima.

L'ascesa della personalità terrena è raffigurata dalla Scala poggiata al suo fianco, sulle mura dell'edificio che raffigura il Tempio interiore eretto dall'evoluzione (ascesa) umana. E acciocché si avveri, degli attrezzi vengono appesi alle sue pareti.

La Bilancia è il simbolo d'Equilibrio e di Giustizia, virtù che abbiamo discusso in precedenza.

La Clessidra graduata raffigura i cicli della vita, associati al moto universale e riposti nel simbolo del Grande Zodiaco.

La Campana viene sfregata ritualmente per far scaturire la nota vibrante (onda sinusoidale) che richiama l'attenzione di Dio e dei suoi messaggeri. È la rappresentazione del “suono sacro e silenzioso” che ogni uomo deve imparare a far risuonare in sé per richiamare l'attenzione (legge di affinità) della particella divina che ci anima.

Memorie esoteriche parlano di questo suono interiore come della Parola Sostituita (la voce fisica) e della Parola Perduta*, proiettata per un atto di volontà cosciente.

L'atto di volontà che genera un allineamento energetico tra coscienza, cuore e mente fa risuonare l'anima che “risponde”, producendo una nota vibrante (legge di attrazione magnetica). Un tono che “precipita” nella coscienza dell'uomo, riempiendola di un moto energetico che “elettrizza” i tre livelli della sua manifestazione:

1) l'energia che personalizza la mente fisica;

2) l'energia che individualizza la mente superiore;

3) l'energia che priva di caratterizzazioni corporali manifesta nella mente la volontà spirituale**.

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* Parola Perduta - La nota che presentiamo è tratta da un saggio più ampio.
Le Parole evocatrici, si basano sul criterio che tutte le parole sono simboli con potere di stimolare e provocare l'attività ad essi associata. Consiste nello scegliere la parola che esprime la qualità che vogliamo evocare. Si può evocare tramite uno scritto da guardare, una parola da ripetere (v. mantram), o un'immagine da visualizzare. L'importante sta nel ripetere ordinatamente la tecnica. L'immagine visiva o uditiva produce un'impressione sull'inconscio plastico e gradualmente agisce su di esso. Il ritmo da adottare per le Parole evocatrici, può essere continuativo, periodico, ripetitivo, ciclico, o a rotazione.
La Parola Perduta è un'energia essenzialmente distruttiva. Emanazione sonora a forma di spirale, diviene conica quando si chiude, sempre se proiettata correttamente e con l'ausilio della visualizzazione. Diviene attrattiva dopo che la sonorità ha dissolto tutte “le forme esistenti” nello spazio d'operazione, dove si viene così a creare un vortice prolungato. Nel vuoto d'ordine superiore creatosi, vengono attratte forme energetiche attinenti alla qualità di quello Spazio (v. eggregore).
La Parola Perduta può essere emessa sonoramente per far vibrare il campo fisico, silenziosamente (assai più potente) per far vibrare il campo mentale. Ma noi non andiamo oltre. Proiettata, libera distruggendo, è il Suono di Liberazione, la Grande Nota di Resurrezione spirituale e dell'elevazione dell'Umanità al Luogo Segreto dell'Altissimo.

** Vedi Platone, la monade divina (ch'è in noi).

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Altra nozione che l'artista ha voluto trasmettere è quella dei Numeri incisi nel Quadrato magico. Il Quadrato magico è composto da Numeri che non debbono essere mai ripetuti, quindi, che possono apparire una sola volta. Inoltre, la somma dei numeri posti sulle linee orizzontali, verticali e oblique, deve dare sempre il medesimo risultato.

Apollonio di Tiana insegnava come un Quadrato magico tratteneva energia diventando un potente talismano. Dai tempi di Pitagora, Ficino, Paracelo, quest'arte sacerdotale, che viene fatta risalire ben oltre il Tempio dei Misteri di Osiride, era promossa a scopo di ricerca e terapeutico. È ben noto il rapporto tra Numero-Suono-Colore velato nei Quadrati magici*.

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*Quadrato magico - Con questo Quadrato, l'artista indica il Numero 34, che è il valore numerico del Pianeta Giove che vibra allo stesso suono energetico del Sole (Do), la medesima ottava ma di 1 tono e 12 inferiore. La medesima ottava con cui vibra il pianeta terra, che scende ulteriormente d'un tono. Sono tesi che trovano riscontro nelle le Lezioni sul Monocordo di Pitagora, gli armonici universali di Fludd, sul “De Musica Mondana” e “Le Armonie del Monocordo sovramondano” e nei moderni studi sull'Armonica di H. Kaiser.
La nota fondamentale del Sistema Solare corrisponde ad un suono d'ottava, di cui i pianeti formano in vibrazioni, gli intervalli, in toni e semitoni ed allora s'evidenzia che la somma di quegli intervalli eguagliano i sei toni completi dell'ottava.
Altro elemento importante sta nel significato di cui la Tradizione ermetica riveste il Pianeta Giove, Logos che viene indicato come quello da cui s'emana la Magia Rituale e l'Ordine Cerimoniale.
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« …l'Anima nella sua discesa nella materia, viene infissa alla croce della forma con i quattro chiodi degli elementi... »

L'animale dall'aspetto mansueto e domestico che giace ai piedi dell'opera di Durer rappresenta sì il regno animale, ma in questo caso assume un valore particolare: quello dell'animale in cui la coscienza fisica e parte dell'anima sono immersi.

A sottolineare il concetto d'incarnazione, l'artista, aggiunge in basso a destra 4 chiodi che rappresentano i 4 Elementi che fissano la coscienza divina al mondo fisico. La terra, il corpo fisico, l'acqua, le emozioni, l'aria, il pensiero ed il fuoco, lo spirito; sono la matrice della forma umana.

Poco visibile a fianco dei quattro chiodi è poggiato un bulino, strumento usato per incidere e tracciare segni su vari materiali (complementi della materia). Il bulino, questa volta, potrebbe essere interpretato come la penna della vita.

Rimandando lo sguardo al fondo dell'opera sono poste due immagini lontane. La prima raffigura una barca di legno poggiata in riva al mare.

Nell'iconografia esoterica rappresenta la mente fisica e razionale dell'uomo che, solcando le acque del mare delle emozioni, attraversa col suo moto il piano orizzontale della mente, quello della comprensione bidimensionale. Anche le ali delle due immagini principali simboleggiano la mente, ma quella che nella propria astrazione produce una visione intellettuale ed intelligente*.

La psiche evoluta attraverso una continua intuizione, sviluppa la visione tridimensionale (verticalizzazione della mente, che unisce la ragione all'intelligenza dell'Ego superiore). Allora l'uomo abbandonerà la consuetudine d'osservare la realtà con le caratteristiche del profano**, che riflette solo nei piani inferiori della propria mente.

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*Intelligenza - Secondo l'Alchimia spirituale l'intelligenza è l'Argento dei Saggi. Che corrisponde all'intuizione, alla penetrazione e all'informazione. È lei che ci dà il discernimento degli spiriti e la possibilità di percepire, sotto gli aspetti o forme fisiche il loro collegamento ai poli del Bene e del Male, della Luce e della Tenebra. L'Intelligenza ci fa penetrare nel senso occulto delle parole, delle rappresentazioni formali, delle lettere e dei testi esoterici ed al loro significato superiore. Ci collega al senso velato delle Sacre Scritture e dei Libri Santi. Ci svela il simbolismo superiore dei Segni Sensibili, dei Riti, dei Simboli, degli Oggetti e delle Materie Sacramentali. Ci permette d'afferrare la presenza di realtà spirituali nei riflessi imperfetti delle apparenze. Ci mostra la consistenza delle cause che producono effetti e fenomeni.

**Profano - Profanum, pro-avanti, fanum-tempio il non iniziato che sosta d'innanzi al Tempio non osando entrarvi da solo per non violarne la sacralità o per non essere colpito dagli effetti dell'azione empia. Profano è colui ch'è giudicato indegno d'udire l'insegnamento segreto e di toccare i sacri oggetti rituali. Ad una osservazione superficiale potrebbe sembrare che il concetto di “profanità” consegua quello d'ignoranza, ma non è esattamente così. È vero che l'ignoranza determina l'essere profano ma è anche vero che si presenta ad un livello di conoscenza relativa, quindi, anche nelle più alte formule d'iniziazione umana persiste una parte di “non sapere”. Allora, per caratterizzare il profano bisogna cercare altrove. Secondo i canoni dell'Alchimia spirituale è la golosità ad essere peggiore dell'ignoranza.
La golosità porterà a divorare a dismisura tutti i documenti, libri, trattati e schemi che il profano troverà accessibili. Conserverà le dottrine più disparate e diverse, gli insegnamenti anche opposti. Le più strane mescolanze incoraggiano il goloso. Avido di tutto ciò che adula la sua curiosità e l'appetito di conoscenza, il goloso ingurgita ogni strano miscuglio, che l'avarizia porterà ad un isolamento totale quanto sterile. Svelare, insegnare e trasmettere tutto ciò che si è ricevuto ed appreso da altri, all'avaro parrà sempre un atto doloroso e urtante. Ammucchierà libri e manoscritti, documenti ed iniziazioni simboliche, ma non concepirà mai di dover essere un semplice strumento di trasmissione di un ordine che non potrà certamente comprendere.
Con orgoglio personale tenterà di estrarne una dottrina personale, assicurandosi di completare le parti monche con concetti di fantasia. Altrimenti, se sarà la pigrizia a mescolarsi al suo appetito ottuso, restituirà repentinamente l'eccesso di tutte le più disparate conoscenze, mal digerite da una mente pigra. Così tornerà al materialismo, che stimerà più sicuro e riposante.
La Golosità corrisponde all'Acqua. È il contrario della Temperanza mentre è legata all'avarizia. L'Avarizia corrisponde alla Terra ed è il contrario della Prudenza.

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Il grande vaso con manici posto d'innanzi al piccolo scafo ricorda l'athanor alchemico, e le lingue di fiamma che ne scaturiscono, alimentate da un fuoco di legno o carboni, suggeriscono l'idea di un fuoco ravvivato da elementi naturali. Una mente che col fuoco purificatore dello spirito consuma e brucia le scorie della propria coscienza (v. Pentalfa Fiammeggiante in Numeri segreti dei catechismi massonici e Il Pentalfa ed i 5 regni di Natura).

L'adepto minore non possiede ancora il potere risolutore dell'Atto di Volontà, raffigurato da una folgore. Ricorre, allora, all'uso della volontà minore. Alla sua pervicacia, ben cadenzata e ripetitiva com'è simboleggiato nei ripetuti colpi di martello con cui batte sulla sua pietra fino a renderla levigata e sottile. Come ricorda la metafora della trasformazione iniziatica, la pervicacia, costante e cadenzata, con cui si colpisce con precisione il medesimo punto, trapassa anche la roccia più dura e il più solido ostacolo.

A terra è ben visibile un incensiere; che rammenta l'importanza delle fumigazioni e dell'uso Rituale dei Profumi nel Tempio. Questo simbolo ricorda occultamente il senso dell'olfatto* che sottintende il senso della vista interiore. Percezione che in oriente è rappresentata nella metafora del Terzo occhio.

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*Il senso dell'olfatto, nella sua controparte inferiore ed astrale, viene detto istinto.
Nelle “lezioni sulla psicosintesi” del 1973 R. Assagioli afferma che, in senso preciso, l'ispirazione è il processo di passaggio o discesa nel campo di coscienza di contenuti più o meno elaborati del supercosciente; ispirazione artistica, letteraria, musicale, guida e aiuto del Sé o Ego superiore. Talvolta il prodotto arriva alla coscienza ben conformato e completo, altre volte invece si presenta in uno stato grezzo, incompleto e richiede un lavoro da parte dell'io cosciente (la personalità), per acquistare una forma adeguata.
Riferendosi ad un uomo che vive le proprie percezioni ancora completamente immerso nel piano emotivo ed astrale, viene detto che “va a naso”; indicando così ch'egli segue l'istinto animale. Ma questa percezione, che anticipa il tempo in cui l'Adepto fruirà della chiara-visione della Psiche, avviene anche per l'istinto animico. Sia in stato di coscienza ordinaria che nel silenzio interiore, per l'uomo che si lascia raggiungere dall'afflato dell'Anima, questo gli giunge, istintualmente, sotto forma d'ispirazione. Allora quell'uomo, viene detto “ispirato”.

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Sempre a terra notiamo un metro. È la logica che fornisce all'operaio-speculativo (l'iniziato minore) il senso della misura che, assieme alla sega (senso di discriminazione), gli permette di dare le giuste proporzioni ai manufatti del pensiero. L'armonia del pensiero viene maggiormente realizzata con l'uso simbolico della pialla, l'equilibrio che cancella (tolleranza) ogni diversità superficiale (diversità effimere).

Ai piedi della figura principale s'intravede una tenaglia. In senso metaforico rappresenta la tenacia. La fermezza nell'estrarre i chiodi degli elementi fisici che crocifiggono la parte di coscienza dell'anima materializzata nel corpo animale. Un altro riferimento alla coscienza umana soggiogata dalla sensualità e dalle illusioni di madre terra, vedova, perché priva della luce dello spirito (il padre).

Il piccolo regolo di legno è la metafora dell'esperienza, utile a definire gli angoli della pietra definendo, così, lo stile del carattere e la personalità.

Poggiati sul grembo dell'angelo, troviamo altri due oggetti significativi.

Il Libro delle Leggi, custodito dall'anima.

Il Compasso, nella sua graduazione è il simbolo dell'apertura mentale. Alla sua massima espansione significa l'intelletto del tutto risvegliato, ch'è il massimo aspetto che può raggiungere una mente fisica (l'io personale). La completa apertura mentale è la condizione per cui l'Ego supercosciente (frutto dell'attività dell'anima sul piano fisico) può mettersi in collegamento con la propria controparte fisica, riversandole parte della propria energia pensiero. Questo, in poche parole, è il processo che porta all'illuminazione* chiamato Ragion Pura e che frutta l'Oro dei Saggi**.

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*Illuminazione - «...normalmente viviamo vedendo con gli occhi, ascoltando con le orecchie, stimolati dai sensi, mossi dalle facoltà del corpo; e riceviamo soltanto quel sapere spirituale che può, momentaneamente, giungerci attraverso la purezza del nostro essere. Sulla via mistica noi creiamo la nostra luce; e all'inizio lottiamo, ciechi e delusi, senza vedere nulla, incapaci di pensare, incapaci d'immaginare. Ma se continuiamo per settimane e per mesi, lo stato stuporoso scompare. Le nostre facoltà si riaggiustano, lavorano come vogliamo, e non hanno mai lavorato così bene. Le oscure caverne del cervello cominciano a diventare luminose. Stiamo creando la nostra stessa luce.
Con il calore del volere e dell'aspirare trasformiamo ciò che è grossolano negli eteri sottili attraverso i quali la mente lavora. Come una scura barra di metallo comincia ad illuminarsi, prima rosseggiando, poi giungendo al calore bianco, così come si fonde il ghiaccio, è successivamente liquido, vapore, gas; ed infine energia radiante, così gli eteri si purificano e diventano essenze luminose, e instaurano una nuova vicenda per l'anima e ci legano a un mondo mediale, direzione cielo, dove essi hanno la loro vera dimora.» George W. Russel

**Oro dei Saggi - Per l'Alchimia spirituale, l'Oro dei Saggi è la saggezza e questa consiste nella scelta del migliore, fra i dati accessibili all'Intelligenza. Se Intelligenza è Conoscenza la saggezza è l'uso che se ne fa.
La saggezza ci fa giudicare tutte le cose, giudicandole in conformità alla più Alta di tutte le cause (l'Archetipo Uno) e dalla quale tutte le altre dipendono, mentre lei non dipende da nessun'altra.

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Restano da considerare i due solidi. La sfera riveste un significato particolare, perché, al suo interno, possono essere inscritti i corpi di tutti i solidi regolari. Al pari del cerchio che nell'espressione bidimensionale contiene tutte le figure regolari della geometria piana. È, quindi, una forma che raffigura il concetto di “universale”. Nel contesto mentale, questo termine è usato per indicare un punto coscienziale come la sfera personale, la sfera di coscienza, la sfera d'influenza ecc. Insomma la sfera raffigura il concetto di habitat mentale. La sede della personalità (habitat mentale) può avere diverse caratteristiche. Può essere un centro liberatorio o restrittivo. Naturale o artificiale. Sacro o profano. Spirituale o infernale. Tutto questo è abbinato alla forma sferica. Per non parlare del valore filosofico dello zero metafisico.

Con questo giungiamo al simbolo maggiore contenuto nell'opera il dodecaedro.

Pitagora è stato il maestro degli ipersolidi* che, come il decaedro, costituiscono la geometria della IV dimensione.

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* Ipersolidi - «... quando cerchiamo di comprendere l'idea di uno spazio euclideo a quattro dimensioni, siamo aiutati dall'immaginare gli sforzi che farebbe un ipotetico “essere” a due dimensioni, per visualizzare il nostro mondo tridimensionale.» - op. cit. Abbot, da “Ordinary Polytopes in Higher Space”

Per una ricerca più approfondita sullo studio grafico degl'ipersolidi e sulla IV. dimensione, consigliamo i trattati: “A Primer to Higher Space” di Bragdon; “Regular Polytopes” del matematico H.S.M. Coxter.

Rappresentazione di due solidi

Duodecedron Planus Vacuus e Ycocedron Planus Vacuus, opera di Leonardo da Vinci da “ De Divina Proporzione ” di Luca Pacioli. AD. 1509 (Biblioteca Ambrosiana)

Nessuno sa chi sia stato il primo a scoprire che mentre il numero dei poligoni regolari è infinito, quello dei solidi regolari nello spazio a tre dimensione è limitato a 5.

Volendo limitare la nostra breve indagine alla tradizione matematica occidentale, ricordiamo che scrive sull'argomento lo storico e matematico C. Boyer:

«... lo scoliasta Suida riferisce che Teeteto, amico di Platone 414-369 a.C., fu il primo a scrivere delle forme solide... sembra verosimile che Teeteto abbia studiato più a fondo di ogni altro matematico i 5 solidi regolari.»

E all'indirizzo dell'Opera di Platone ha scritto:

«Non è escluso che sia stato proprio il culto pitagorico per la figura geometrica del dodecaedro ad indurre Platone a considerare questo quinto ed ultimo solido regolare come simbolo dell'universo.»

Proclo 485-410 a.C. scrive nel suo “Commento al primo libro degli Elementi di Euclide” detto anche “Riassunto” che «...Pitagora trasformò questo studio in una forma liberale. Investigando dall'alto dei suoi principi e indagando i teoremi astrattamente ed intellettualmente, scoprì il fatto degli irrazionali e la costruzione delle figure cosmiche.»

In occidente, fu comunque Platone (427-348 a.C.) che per primo espresse tanto interesse per lo studio di quelle forme, da lasciarne una notevole testimonianza nella sua Opera il Timeo.

La cosmogonia platonica

«Quando Dio prese ad ordinare l'universo, da criterio il fuoco, e l'acqua e la terra e l'aria... erano tuttavia in quello stato come conviene che sia ogni cosa dalla quale Dio è assente... Dio le compose nel modo più bello e più buono che potesse, mentre prima non era così, questo da noi sia detto d'ogni cosa per sempre».

Timeo 53b

« … che fuoco e terra e acqua e aria siano corpi è chiaro ad ognuno …»

Timeo 53c.

La generazione matematica

«...ora bisogna dire quali siano i quattro bellissimi corpi dissimili tra loro, dei quali alcuni sono capaci, dissolvendosi, di generarsi reciprocamente.

E se lo scopriamo, abbiamo la verità intorno all'origine della terra e del fuoco e dei corpi che secondo proporzione stanno in mezzo. Perché non accorderemo a nessuno che vi siano corpi visibili più belli di questi, che formano ciascuno un genere a se.

Conviene dunque di comporre queste quattro specie di corpi insigni per bellezza allora diremo d'aver compreso sufficientemente la loro natura».

Timeo 53e

La generazione matematica del V solido, il dodecaedro

«...il più bello dei molti triangoli, quello che ripetuto forma un terzo triangolo, che è equilatero». [*]

Timeo 54a

[*] Un triangolo rettangolo scaleno con un cateto uguale a metà dell'ipotenusa.

«Se quattro triangoli equilateri si compongono insieme, essi formano per ogni tre angoli piani un angolo solido, che viene subito dopo il più ottuso degli angoli piani.

E di quattro angoli siffatti si compone la prima specie solida che può dividere l'intera sfera in parti eguali e simili».

Timeo 55

Gli ipersolidi e i 4 Elementi

«...è il tetraedro (fig. A) elemento e germe di fuoco... la seconda specie poi, si forma degli stessi triangoli, riuniti insieme in otto triangoli equilateri... e diciamo la seconda per generazione quella dell'aria ; è l'ottaedro (fig.B). La terza specie è poi formata da centoventi triangoli solidi congiunti insieme e di dodici angoli solidi, è quella dell'acqua ; l'icosaedro (fig.C). Ma il triangolo isoscele generò la natura della quarta specie in modo da formare un tetragono equilatero... e la figura del corpo risultante divenne cubica... attribuendo questa forma alla terra ; è il cubo [*] (fig.D).

Restava una quinta combinazione e Dio se ne giovò per decorare l'universo; il dodecaedro (fig.E).»

Timeo 55 c / 56 a

[*] v. la pietra cubica dei catechismi massonici

__________

 

Riconoscere i valori della geometria invisibile

Quanto resta velato dalle immagini sono le relazioni invisibili e silenziose tra gli elementi che compongono l'opera. Come insegnava Pitagora, sono la geometria del mondo.

Nelle relazioni che correlano le parti che frazionano lo spazio interiore dell'opera, nasce quella scienza in cui la geometria dei rapporti è sintetizzata dal “ Numero”, che di ogni Forma è l'anima.

Passando dalla condizione bidimensionale delle figure a quella tridimensionale di solido, sì passa allo studio delle relazioni degli spazi interni. Una scienza che ha evidenti analogie con lo studio degli armonici ed i loro rapporti matematici.

La “Scienza dell'Armonica” (H.Kaiser) è filiazione diretta della Scienza del Suono di Pitagora, che lui stesso insegnava con l'uso di uno strumento di sua invenzione chiamato Monocordo.

Qui, l'attenzione passa dall'opera all'uomo, perché, anche l'uomo contiene spazi interiori, postulato riconosciuto dalla scienza moderna. Sappiamo che lo spazio produce un numero e questo ha valore di suono e che il moto del suono produce colore. E questa equazione di forma, numero, suono e colore diventa soglia della scienza sacra che si credeva perduta, ma, invero, è solo dimenticata.

Questo è l'insegnamento occulto che il maestro (ma non solo questo maestro) ci ha voluto consegnare. Se i rapporti geometrici, ridotti a numeri, esprimono suoni, intervalli, toni e semitoni, che poi si traducono in colori (scale cromatiche), lo stesso processo vale per l'uomo. Cosa che già Pitagora poneva come indiscutibile assunto.

Non vogliamo condurre il lettore verso nozioni troppo specialistiche, ma indicare un percorso.

Oggi le armoniche sonore sono parte integrante della scienza, della psicologia e della medicina. Ma anche della matematica. Basti pensare alla Matematica Sinergetica di H.B.Fuller.  

 

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