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Lame dei Tarot: L'Eremita – simbolo della ricerca interiore
Argomento:Letture d'Esoterismo

Letture d'EsoterismoL'Eremita procede nel suo cammino con l'ausilio dei suoi strumenti. Percorre il sentiero interiore alla ricerca della luce della verità che gli sarà trasmessa dall'anima. E cercando l'anima, l'Eremita troverà Sé stesso: raggiungendo, così, la risoluzione del Magistero iniziatico.

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L'Eremita – simbolo della ricerca interiore

di Athos A. Altomonte

© copyright by Esonet.it


Sommario: Introduzione - Il mistero del Viaggio iniziatico - L'Eremita è il nobile Viaggiatore sul sentiero iniziatico

 

Introduzione

Le XXII “Lame” degli Arcani Maggiori sono i capitoli del più grande libro esoterico giuntoci dai Misteri Mediterranei, testimoni di antichi insegnamenti segreti velati nei simboli.

Le Lame d'Oro dei Tarot risalgono al culto egizio per il Dio Toth. Il Grande sacerdote del Tempio di Osiride li usavano per riceverne auspici da Dio. Di seguito, anche i Grandi sacerdoti del Tempio di Gerusalemme li usarono per trarne oracoli col favore dei Theraphim.

«…Quando il Sommo sacerdozio smise di esistere in Israele, quando tutti gli oracoli del mondo tacquero alla presenza del Verbo fatto Uomo che parlava attraverso la bocca del più popolare e del più dolce dei saggi, quando l'Arca andò perduta, quando il santuario fu profanato ed il Tempio di Gerusalemme fu distrutto per sempre, i misteri dell'Ephod e del Theraphim, che non erano più tracciati sull'oro e sulle pietre preziose, furono raffigurati da saggi cabalisti sull'avorio, sulla pergamena, sul cuoio argentato e dorato e poi su semplici carte, che furono sempre sospette alla chiesa ufficiale, come se racchiudessero una chiave pericolosa dei suoi misteri». – Eliphas Levi

 

Il mistero del Viaggio iniziatico

Molte cerimonie iniziatiche si basano sulla metafora del viaggio. La Massoneria, ad esempio, ne riproduce quattro che rappresentano il cammino dell'uomo, simbolo dell'umanità, attraverso gli elementi dei quattro regni di Natura (minerale, vegetale, animale, umano). Nell'uomo, i quattro elementi sono la metafora di 4 piani di coscienza: la terra è l'aspetto fisco, l'acqua è l'aspetto emotivo, l'aria è il pensiero ed il fuoco rappresenta l'energia vitale. Elementi che l'uomo, e l'umanità, deve imparare a dominare per ottenere la libertà iniziatica (v. le Ali del Caduceo ermetico ne La «verità assoluta» nella dimensione dell'uomo ). Questo significa liberarsi dall'influenza della fisicità animale, rigenerando l'identità del pensiero e riacquistando la coscienza primigenia di sé stessi.

Il viaggio comincia da V.I.T.R.I.O.L. Visita (visita) Interiora Terrae (la terra interiore, l'inconscio personale) Rectificando (correggendo) Invenies (trovarai) Occultum Lapidem (la pietra nascosta, l'essenza nascosta). Ricordandosi che la coscienza è il sentiero iniziatico.

La mente che s'identifica ora con un elemento ora l'altro (integrazione), affermando io sono questo ed io sono quello , spinta da una forza inconscia, inizia il suo viaggio attraverso la coscienza materiale (elementi terra ed acqua) alla ricerca di qualcosa che ancora non capisce, alla ricerca di una identità dimenticata. Raffinandosi, la mente avanzando nei piani più sottili della propria coscienza (elemento aria), fino a raggiungere quel livello chiamato cielo interiore (la coscienza sottile).

Per progredire, dovrà imparare a negare (dis-integrazione) i collegamenti primitivi affermando ora io non sono questo, né sono quello. Se ne è capace, raggiunge la parte più alta (sottile) di Sé. La cima della montagna iniziatica, ovvero del cielo interiore: dove alla luce dell'anima (viaggio nel fuoco), incontra la parte Divina di se stesso, chiamata spirito.

Il viaggio iniziatico rappresenta l'evoluzione della coscienza umana che dall'uomo-animale progredisce sino a ritrovare l'uomo-spirituale. Si accosta alla metafora della caduta della mente (l'eloim, l'angelo decaduto) nella sostanza fisico-animale che, trasformando gl'impulsi della natura inferiore, risale verso l'identità dimenticata. Nella versione esoterica la caduta non è una metafora di punizione, ma una atto di servizio alla vita planetaria. Difatti, raffinando i propri elementi, l'identità dell'uomo ch'è solo mente e coscienza, assorbe, trascende e sublima la grossolanità energetica degli elementi di cui è composto e di cui si nutre, restituendoli all'aura planetaria sotto forma di energia-pensiero. Mentre gli elementi del corpo, spinti dalla legge d'evoluzione vengono restituiti perfezionati e la loro materia, innalzata.

 

L'Eremita è il nobile Viaggiatore sul sentiero iniziatico

L'Eremita procede nel suo cammino con l'ausilio dei suoi strumenti. Percorre il sentiero interiore alla ricerca della luce della verità che gli sarà trasmessa dall'anima. E cercando l'anima, l'Eremita troverà Sé stesso: raggiungendo, così, la risoluzione del Magistero iniziatico.

Da dove vengo, dove vado, come e perché sono il quesito che l'iniziato deve risolvere.

La porta che s'intravede alle sue spalle indica “da dove viene”, la direzione in cui è volto indica “dove andare”, gli strumenti di cui è fornito mostrano “come”. Il Mistero Maggiore sarà capire “perché tutto ciò avviene” .

Questa Lama è contrassegnata dal Numero 9 (3-3-3) che rappresenta la perfezione iniziatica.*

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* Il Numero Nove, la perfezione
Lo Yod primitivo è appoggiato su nove pilastri che lo sostengono. Questi nove pilastri sono disposti nelle nove direzioni del mondo. Sono disposti in linee rette, Tre in ogni direzione ed uno al centro. Questi tre punti disposti in quadrato fanno nove, che in realtà non sono che otto. Sono i troni del sacro Yod. Libro dello Zohar II/180
Nove è allora il numero delle forze che sorreggono il sistema di manifestazione d'ogni Forma ed il loro itinerario al suo interno, come viene mostrato dalla Cosmogonia Arcaica. Possiamo visualizzare questa cognizione sacerdotale e scientifica, che ci giunge dall'antichità, col Sigillo di Apollonio di Tiana (vedi i Quadrati Magici).
Le lettere nella prima immagine si riferiscono ai punti cardinali che sono “le 9 direzioni del mondo” citate nel Libro dello Zohar ebraico, mentre i numeri indicano le qualità e le caratteristiche di quelle energie.
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La vecchiezza dell'Eremita è simbolo di saggezza. Una vecchiezza iniziatica che non corrisponde certo all'età fisiologica, e nell'età della saggezza la via da percorrere è ormai priva di ostacoli.

Il mantello nero raffigura l'uniformità iniziatica. Una mente cosciente priva delle colorazioni passionali che distingue un umano dall'altro.

Il manto è la negazione delle diversità apparenti e ricopre la diversità delle forme. Nel saggio ogni antagonismo è ormai scomparso. La sua uniforme è il sapere. Senza opinioni o favoritismi particolari, il sapere rende eguale nel pensiero, nella parola e nei gesti, a tutti i Membri della Fratellanza universale, passati e futuri. Superata la soglia dei Misteri Maggiori, il mantello del saggio diverrà bianco com'è il colore della Verità.

La lanterna che porta alta su di sé simboleggia la Conoscenza che “come luce che scende dall'alto” illumina gli ostacoli del cammino. La lampada tenuta dalla mano destra, lato attivo, indica il contatto con la parte volitiva della coscienza superiore, che consolida nell'iniziato la capacità di chiara-visione. Visione di cui era priva la mente concreta, archivio della memoria passata, incapace di proiettare la propria capacità d'investigare dentro il concetto desiderato.

Il Bastone con 7 nodi portato nella mano sinistra, lato passivo e ricettivo, raffigura la spina dorsale ed i 7 Centri, attivi nell'iniziato, (v. Caduceo Ermetico ne Le Colonne del Tempio) attraverso cui fluiscono nell'uomo le 7 energie dei 7 pianeti sacri, i 7 Maestri Segreti a cui si riferisce il Rito Scozzese. Svelare il precetto «l'uomo manifesta l'universo e conoscendo te stesso scoprirai l'universo», significa accendere la “Volta stella” ch'è dentro ognuno di noi.

Il serpente è posto sul lato destro dell'Eremita, attivo e consapevole e a lui unito, guarda e marcia nella sua stessa direzione.

Il serpente è il simbolo della consapevolezza. Adamo ed Eva, mito dell'individualizzazione, a causa del frutto di un serpente conobbero se stessi perdendo, così, l'incoscienza animale “accorgendosi di sé, seppero di essere vivi, conobbero il dolore dell'esistenza e la paura di morire”.

Kundalini è il serpente della forza ignea e primordiale che genera le forme fisiche. Il serpente è l'energia sessuale (v. libido), che passionale diventa Eros.

Una spinta che non conosce né il bene, né il male che la mente dell'uomo può dirigere verso uno dei due versanti. È il perno della libertà di scelta e dell'errore. Energia psichica che trasformandosi in saggezza sviluppa il Libero Arbitrio.

Nella sua sublimazione l'energia sessuale accende il centro posto nella gola che la trasforma in intelligenza creativa, ch'è la massima espressione dell'energia fisica. Concludendo, l'energia generativa è una forza che risponde prima alla necessità della natura (sopravvivenza e mantenimento della specie), e poi alla volontà dell'uomo che l'usa e la dirige dove crede in modo più o meno consapevole.

Il serpente è un animale terricolo ma con le ali diventa un Dragone, simbolo del potere sacerdotale ma anche un riferimento sacro. Nella costellazione del Drago le 7 energie delle stelle dell'Orsa maggiore si fondono con quella delle 7 Pleiadi, loro sorelle.

Secondo un precetto orientale: … il Potere del Serpente si esterna attraverso gli occhi, le mani e le Parole di Potere; e può esprimersi attraverso una natura distruttiva o liberatoria, perché nulla può essere costruito o modificato senza aver prima distrutto la “forma “ precedente.

I sandali dell'Eremita, indicano una raggiunta essenzialità iniziatica, talvolta scambiata erroneamente per povertà. L'essenzialità è paragonabile all' abbandono dei metalli pesanti, stato che contraddistingue l'iniziato dal profano che, al contrario, vi è attaccato. Abbandonare i metalli pesanti significa lasciarsi alle spalle ogni aspetto mentale che renda pensante avanzare, come l'attaccamento a vecchie abitudini: ai ruoli, modelli e credo generati dalle culture profane.

Come indicato sulla Lama, l'Eremita viaggia sotto il segno di Nettuno.

Re del mare, Nettuno rappresenta il dominio dell'Elemento acqueo, l'instancabile mondo delle passioni. Sottoposte al potere del suo Tridente, triplice segno di comando del dio Nettuno, in quelle Acque ha la sua dimora. All'acqua corrisponde la nebbia coi suoi miasmi onirici (sogni ed affabulazioni) in cui il non-risvegliato si perde.

Il potere del Tridente sottolinea la capacità di ri-orientarsi verso valori e pensieri che non appartengono alla sfera delle passioni, dominando i traguardi effimeri per dirigere l'attenzione verso valori immutabili. Ri-orientarsi significa ridefinire il proprio mondo psicologico che, riferito all'acqua era prima mobile e caotico, geometrizzandone i contorni mentali nella regalità, nell'equilibrio e nella Giustizia dell'Ordine Universale (v. Ars Regia ne I due volti della Massoneria).

Perché ciò avvenga, il Nobile Viaggiatore deve completare la traversata del mare dell'emotività e dell'illusione, con la saggezza di colui che sa viaggiare sul fluido iridescente delle suggestioni. Non lasciandosi trascinare dai suoi flutti, ma assorbendone il sale (sale, sinonimo d'intelligenza). Lasciando che il sale disciolga i metalli della personalità, ne stacchi i residui della forma animale rendendolo sordo ai suoi richiami.*

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* Una splendida raffigurazione della sordità, quale assenza di attenzione al richiamo delle forme animali, ci viene dalla rilettura esoterica della prova che Ulisse volle affrontare passando nello stretto tra Scilla e Cariddi.
Un'altra metafora delle prove a cui l'eroe si sottopose.
Ulisse per ascoltare sirene (le forme inferiori) senza cedere ai loro richiami, si fece legare all'albero maestro (la retta via) della sua barca. Così poté udire i loro richiami senza perdersi, né distruggersi “cadendo in acqua” nella tentazione di seguirle. Questa è una delle tante allegorie iniziatiche che Omero profuse nelle sue opere.  

 

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