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Sull'Aura: I Segreti dell'Aura /1
Argomento:Alchimia del Fuoco

Alchimia del FuocoPresentazione - Distinguere le auree - Segno dell’Illuminato - Cuore, testa e gola - Il centro scapolare - Il Sentiero interiore - Geometrie dell’aureola - L’aureola mistica - Il Serpente di Fuoco - Il Potere del Serpente - Il Grande Serpente

Avvalendosi della visione d'oriente e d'occidente ci proponiamo di visitare brevemente i significati dell'aura. Ricordando che secondo quei canoni, la conformazione dell'aura indica tanto lo stato di salute, che la luce dell'intelletto e la spiritualità della coscienza umana.

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I Segreti dell’Aura /1

di Athos A. Altomonte

© copyright by Esonet.it


Sommario: Presentazione - Distinguere le auree - Segno dell’Illuminato - Cuore, testa e gola - Il centro scapolare - Il Sentiero interiore - Geometrie dell’aureola - L’aureola mistica - Il Serpente di Fuoco - Il Potere del Serpente - Il Grande Serpente

 

Presentazione

Avvalendosi della visione d’oriente e d’occidente ci proponiamo di visitare brevemente i significati dell’aura. Ricordando che secondo quei canoni, la conformazione dell’aura indica tanto lo stato di salute, che la luce dell’intelletto e la spiritualità della coscienza umana.

 

Distinguere le auree

Antichi autori hanno usato aloni colorati per raffigurare la luce emanata dalle Divinità. Nell’uomo, corone di luce indicano l’irraggiamento di una coscienza illuminata.

I contorni luminosi corrispondono alla spiritualità e la loro armonia corrisponde al grado d’armonia della coscienza. Così, l’aura di santità è rappresentata da un colore solare dal contorno ben definito, ed organizzato come quelli di un arcobaleno. Anche se meno brillante, l’aura che s’irradia da una coscienza evoluta è ben delineata ed i suoi colori sono regolari.

Nelle immagini sacre i colori disegnano cerchi perfetti, uniformi e senza mescolanza tra le tonalità, mentre l’aura di coscienze poco sviluppate, segnata dall’indeterminatezza mentale e dominata da una emotività confusa e disorientata, riflette colori spenti e macchie dai toni indefiniti.

Sino agli anni sessanta, aure ed aureole erano note solo attraverso l’arte sacra, così, molti le credevano un mito.

Finché uno scienziato russo di nome Kirlian, inventò una macchina in grado di fotografare i campi energetici che attorniavano ogni forma vitale. L’invenzione della macchina di kirlian fece scalpore, rivoluzionando il mondo scientifico, ormai in grado di studiare i fenomeni d’irradiazioni energetica che avvolgevano sia le forme viventi che materiali ed oggetti. Dando la certezza che i significati dell’aura non erano solo dettami simbolici.

 

Segno dell’Illuminato

L’arte sacra utilizza due tipi d’irraggiamenti. La più antica iconografia orientale usa mostrare irraggiamenti ampi, che attorniano tutto il corpo dell’illuminato. La più recente iconografia occidentale, invece, si concentra sull’irraggiamento del capo a forma di aureola.

Nonostante l’apparenza le due rappresentazioni non sono contrastanti, per la ragione che l’aureola del capo è il vertice di due aureole, sottostanti, ma non per questo minori. Secondo i canoni iniziatici le auree s’irradiano dai centri vitali dell’essere umano. Centri che non si attivano autonomamente, ma formando triangoli collegati tra loro.

Il più alto è quello composto, nell’ordine, da cuore, testa e gola ed è il triangolo dell’eccellenza umana.

Un aura completamente sviluppata comprende tre aureole, di cui quella del capo è al vertice. Nella sua geometrizzazione l’energia che sale dai quattro centri inferiori, si trasforma e vivifica i centri di coscienza dei tre centri superiori posti sopra il plesso solare. In questo viaggio interiore il centro trasformatore più alto è quello del cuore. Non nel senso di organo*, ma nel senso di energia che valorizza pregi e virtù di coscienza e mente fisica.

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* Il cristianesimo rappresenta il cuore ardente, nell’icona di Gesù che con la mano sinistra sorregge il cuore sovrastato da una fiamma, simbolo di accesa spiritualità, e circondato da una corona di spine, simbolo di sofferenza e di misericordia.
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Cuore, testa e gola

Nel cuore ha sede il collegamento con la coscienza superiore detta anima. Uno stato di coscienza irraggiungibile dalla ragione. Perciò, il centro cardiaco, capace di riunire in sé sia la coscienza fisica che quella metafisica, diventa il ponte tra il pensiero razionale e la saggezza dell’anima.

Salendo, l’energia cardiaca raggiunge il centro posto alla sommità del capo (che l’occidente chiama centro coronale, e l’oriente chakra dai “mille petali ”) accendendovi l’aspetto della volontà impersonale.

L’amore e la volontà impersonale (vedi appendice) attivano il centro della gola sede dell’ intelligenza creativa ( che non significa immaginifica), formando, così, il triangolo d’eccellenza che svela l’aspetto trinitario composto da volontà altruistica (aspetto Padre), amore sapiente e consapevole (aspetto Madre) ed intelligenza creativa (cosiddetto aspetto Figlio).

 

Il centro scapolare

L’“unione” tra cuore e testa è reso possibile da un centro sussidiario posto nella parte superiore della schiena chiamato centro scapolare. Il suo modo d’irraggiarsi crea un doppio alone, che estendendosi verso l’alto assume la forma di due ali. Un fenomeno riscontrabile nelle illustrazioni sacre rappresentato da figure alate.

I centri energetici, chiamati gangli o chakra (in sanscrito “ruote” perchè l’energia che contengono ruota rapidamente su se stessa) normalmente vengono rappresentati dalla parte frontale, con estensioni energetiche somigliante a petali. Ma i petali sono solo la parte terminale dei centri che, invece, si trovano nella parte posteriore della spina dorsale.

 

Il Sentiero interiore

Interpretazione del Caduceo ermetico

Si scrive e si parla molto di ascesa, risalita e di sentiero interiore. Ma non è mai del tutto chiaro che il sentiero di risalita è dentro l’uomo e si svolge lungo la spina dorsale.

Un viaggio perchè l’energia incosciente ritrovi la coscienza di sé, riconoscendo di essere immateriale e diversa dalla identità semiceca della ragione fisica.

L’energia vitale (il serpente di fuoco) parte dal coccige, sale lungo i centri della spina dorsale, fino a raggiungere la mente, risvegliandone la consapevolezza. Da qui la metafora del serpente della conoscenza attorcigliato attorno all’Albero.

L’albero in realtà è la colonna vertebrale, ed il serpente è l’energia che diventa consapevole di se stessa salendo attraverso le tre vie raffigurate nel caduceo (conoscenza del male e poi del bene). Anche le dottrine orientali parlano di tre serpenti che salendo s’incrociano e vivificando i chakra lungo il percorso. Una volta raggiunta la sommità del capo l’energia viene trasmutata in potenza, in lucida volontà che libera la mente (v. le ali del caduceo) dai legami che la imprigionava alla natura animale*.

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* Il peccato originale, metafora di un evento dimenticato e di un peccato mai commesso
« …Ormai, il suolo non produrrà che spine e roveti e la Terra sarà maledetta a causa tua...» - Genesi, II, 17/18.
La mistica racconta che l’universo si è degradato con l’Uomo, suo guardiano. Questa frase evoca l’hilé degli Gnostici, che stava ad indicare la Materia prima del Mondo inferiore dell’Universo.
Nel greco antico la parola Hilé stava ad indicare ciò che appariva selvatico e non dissodato, terreni e boschi. Il suo significato è antitetico al concetto biblico di Eden, che al contrario significa ciò che appare curato, il giardino e per estensione l’ordine, l’oriente, la luce. Adamo abitava con Eva il giardino dell’Eden sino alla sua discesa nel “mondo del desiderio”, e dopo aver conosciuto il Bene ed il Male per essersene nutrito, l’Eden era divenuto l’hilé.
Questo dramma rappresenta l’individualizzazione del genere umano, la separazione dei sessi, la perdita della memoria di gruppo da cui nasce l’idea di punizione per un peccato mai commesso. Nel dramma l’uomo viene rivestito di pelle di animale, allegoria della sua integrazione nel corpo fisico che appartiene al Regno animale, e per lui l’Eden (che non è un luogo fisico ma le metafora di uno stato di coscienza) si cristallizza e si oscura. Così, al “Giardino di Luce” succede la percezione di un universo fisico in cui lo spessore dei suoi materiali, trattenendo la luce, lo rendono tenebroso e le Forme appaiono pesanti ed oscure.
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Geometrie dell’aureola

Nel libro “The Secret Teachings of all ages” lo studioso M.Palmer Hall riporta l’immagine (da: “Audsley’s Handbook of Christian Symbolism”) di aureole che ornano teste di dei pagani e santi cristiani.

Le aureole sono l’irradiamento che segue la trasmutazione di una coscienza che, rotto ogni indugio materiale, diventa conscia della propria universalità.

La geometria equilibrata di linee rette e curve rappresentano le forze solari dell’anima e quelle lunari di una personalità reintegrata*.

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* Semplificando al massimo il concetto reintegrazione, trasmutazione intellettuale e trasfigurazione spirituale, possiamo dire che la coscienza fisica è la ragione da cui scaturiscono i pensieri del corpo fisico-animale, ovvero, è il pensiero che agisce attraverso il cervello. La coscienza sottile, invece, chiamata identità archetipa, è la parte energetica fuori dal corpo, dentro quel campo chiamato aura.

Ricollegare le componenti fisica e metafisica della propria coscienza significa reintegrare le due identità in un unico profilo, facendone una stessa identità. Questa considerevole espansione di coscienza comporta uno straordinario sviluppo mentale ed intellettuale che, va sottolineato, solo più avanti può portare a sentimenti spirituali.

La trasmutazione intellettuale segna l’apertura di una nuova area di consapevolezza, in cui la visione mentale si spalanca ad una realtà prima ignorata ed il risveglio interiore apre il collegamento fra la coscienza materiale (la ragione) e la coscienza sottile irraggiungibile ai sensi fisici. Questo contatto trasforma la mente e rigenera tutto il suo essere, dando l’avvio al risveglio spirituale.

I vangeli cristiani raccontano un episodio di trasfigurazione spirituale. Nel passo chiamato il discorso della montagna si legge il momento di grande drammaticità quando i discepoli di Gesù furono testimoni della sua trasfigurazione e l’irraggiamento interiore ne illuminò il corpo.
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L’aureola mistica

La croce coronata è un simbolo della trasmissione spirituale. La croce coronata è il simbolo del cuore irraggiato dalla luce dell’anima. Così, da simbolo di dolore la croce diventa simbolo d’illuminazione.

L’arte sacra riconosce molti tipi di aureola, ognuna con le sue caratteristiche ed i suoi significati. Arthur Powell ha raccolto alcuni dei significati della mistica.

• I.- raffigura il Principio spirituale latente nella coscienza ancora dormiente;

• II.- raffigura l’inizio del risveglio interiore;

• III.- raffigura il principio spirituale che agisce sulla coscienza parzialmente sveglia e raggiante;

• IV.- raffigura la coscienza in completo stato di veglia e raggiante;

• V.- raffigura il primo grado, la coscienza legata al principio spirituale;

• VI.- raffigura il secondo grado, il legame intimo col principio spirituale;

• VII.- raffigura il legame completo col principio cristico;

• VIII.- raffigura il legame col Logos divino (il Verbo o Suono Generatore).

L’ immagine che segue rappresenta la completa realizzazione spirituale.

La reintegrazione di personalità-anima-spirito, simbolo della più alta iniziazione concepibile in ambito umano.

Il triangolo rappresenta la dimensione della monade divina, il pano sovramondano. La monade è una scintilla della coscienza di Dio che vivifica l’essere vivente. Un atomo divino che con la propria energia irraggia i piani più densi, a partire da quello dell’anima, poi i diversi piani di coscienza sottostanti, fino alla sfera che rappresenta la dimensione fisica.

La mente fisica è il confine tra la coscienza limitata dell’uomo fisico e la zona d’incoscienza (ombra, o tenebra dell’anima) della dimensione astrale-istintiva-animale della sua natura inferiore.

Pensando al processo evolutivo chiamato “vivere” gli uomini hanno spesso drammatizzato i “perchè” ai quali non erano in grado di rispondere. Sostituendo con l’immaginazione le mancate risposte.

La vita, anche individuale, è un processo ciclico legato ai ritmi dell’universo, per cui, capire i ritmi dell’universo significa capire gli aspetti della vita (v. Gran Libro di Natura).

 

Il Serpente di Fuoco

Le maggiori tradizioni concordano nell’affermare che l’aura sia un campo magnetico che trattiene l’irraggiamento dei diversi aspetti energetici. Aspetti che prima sono alquanto imperfetti, se non addirittura assenti, come l’aura spirituale ad esempio, ma che man mano vanno organizzandosi attraverso quel processo chiamato progresso interiore. Nel senso che vari aspetti, interagendo tra loro, si rafforzano e sviluppano la capacità di discernimento da cui il termine “aura di saggezza”. Per descrivere i diversi aspetti dell’aura prendiamo a prestito i termini più usati dalle diverse tradizioni.

Nel suo aspetto generale l’aura è il campo della coscienza che contiene (come veli di cipolla) l’aura elettro-vitale detta corpo eterico, l’aura elettro-mentale detta c. astrale o del desiderio, che si sviluppa in c. mentale e mentale superiore. Poi c’è l’aura del c. egoico ch’è l’espressione fisica dell’anima ed infine l’aura spirituale.

All’interno del corpo fisico c’è la mente, cioè la coscienza fisica che formula i pensieri che esprime attraverso il cervello. La coscienza fisica è mossa dall’energia chiamata Fuoco serpentino.

Una volta che il fuoco serpentino, che gli orientali chiamano Kundalini, arriva alla sua massima espressione, diventa il Potere del Serpente.

Salendo come lava di un vulcano il fuoco serpentino (la Kundalini) trasmuta bruciando sul suo cammino ogni elemento spurio. Quindi, è un agente distruttivo, pericoloso da muovere con esperimenti improvvisati.

 

Il Potere del Serpente

Il Rispettabile Abate Louis Constant, conosciuto sotto lo pseudonimo di Eliphas Levi asserisce che «… tutte le religioni e tutte le scienze si riconnettono ad un unica Scienza, sempre nascosta alla comune moltitudine e trasmessa di epoca in epoca, da Iniziato a iniziato, sotto il velo delle favole e dei simboli. Così si conservano per un mondo a venire i segreti di un mondo passato. Fu chiamata Scienza Reale e Sacerdotale, perchè innalzava gli iniziati al grado di Re (Ars Regia, Colui che con la mente domina gli elementi inferiori) e di Pontefice (Ars Pontificia, Colui che unisce nella propria coscienza l’aspetto fisico e metafisico rinnovando la “santa alleanza” tra Spirito e Materia). Le due scienze vengono raffigurate nella figura di Melchisedec, misterioso personaggio, pacifico re ed eterno sacerdote, che non ha né padre né madre, né genealogia. Egli sta da se come la Verità. Questa Scienza si nasconde perchè è perseguitata ed il suo linguaggio ermetico è l’essenza dell’occultismo, perchè mostra ed insieme vela la Verità. Come la Libertà, la Verità è una virtù che non si concede, ma che deve essere ricercata e conquistata.»

La trasfigurazione iniziatica in oriente è rappresentata da un grande Cobra Reale, eretto, con tre cobra più piccoli su ogni lato. Complessivamente il loro numero è 7.

La Kundalini è una energia primigenia, generativa e sessuale (v. libido, poi eros e psiche) che ha sede nel coccige. La tradizione orientale fa corrispondere l’energia della Kundalini a quella del magma del pianeta.

Il Cobra Reale raffigura il completo risveglio del Fuoco serpentino e la sua ascesa al centro maggiore della testa, mentre i 6 cobra al suo fianco rappresentano i 6 Chakra sottostanti interamente ravvivati.

Il Buddha (parola che significa illuminato) è spesso raffigurato in meditazione seduto nella posizione “del Loto” sovrastato da 7 Naga (naga in sanscrito significa cobra reale) che, con le membrane del collo completamente aperte, vigilano su di lui proteggendolo dai pericoli.

È evidente il significato dell’allegoria. Il Fuoco serpentino una volta resa completamente vigile la coscienza, nella sua totale apertura mentale è pronta a riconoscere ogni genere di errore.

Il Fuoco serpentino reagisce a determinate onde mentali (sollecitazioni elettromagnetiche) emanate dalla volontà. Le onde mentali sono suoni silenziosi a cui il Serpente risponde, come dicono i Commentari, muovendo la coda. Una espressione che sottintende come l’attività psichica si sta risvegliando sotto l’influenza di particolari energie.

 

Il Grande Serpente

Eliphas Levi chiama «“Grande Serpente” … la parte inferiore dell’Anima Mundi che riflette tutto il Bene ed il Male del Mondo della Materia. Con il potere di Discriminazione e di Retto Giudizio, l’Anima Mundi, lo Specchio del Mondo, diviene per l’Iniziato un’inesauribile Archivio di sapere. L’esistenza di questo Archivio speculare è conosciuto anche in oriente, dove dicono che sia posto nella parte inferiore dell’Akasha …»

La descrizione dell’Abate è criptica, ma ci porta ad un altro concetto. Quello che anche il pianeta ha un aura astrale, eterica, mentale e spirituale. In questo caso, l’anima mundi, o akasha, sono l’etere riflettente che trattiene le impressioni di ogni pensiero impresso e che una coscienza particolarmente evoluta può “leggere”.

Per questo il Serpente alato o Drago è il simbolo del sapere iniziatico, il Potere che illumina ed il Fuoco che distrugge ogni forma a lui difforme. Oltre ai significati già enunciati, questo simbolo racchiude due altri notevoli significati: quello di iniziazione ascendente e d’iniziazione discendente che cercheremo di riassumere.

Il Fuoco serpentino sale attraverso tre canali energetici, uno diritto e due di forma sinusoidale, sino al centro della testa dell’uomo, fluendo attraverso 7 centri o gangli energetici che ravviva uno dopo l’altro. Questa è l’iniziazione ascendente. L’accensione del triangolo d’eccellenza (cuore, mente, gola), richiama l’energia (esterna) della coscienza sottile che rientra attraverso il centro della testa, formando quell’irraggiamento che somiglia ad una corona di luce (centro coronale). Quando gli effetti dell’iniziazione discendente e quelli dell’iniziazione ascendente s’incontrano si attua l’Opera di trasmutazione dell’Uomo. Egli diviene così, un Uomo Reintegrato con l’Adamokadmon della triade sephirotica posta sotto Kether. Il significato di questo duplice “incontro” tra l’energia ascendente della materia e quella discendente, l’energia spirituale che in termini moderni chiameremmo energia nucleare, è mostrato nel simbolo dell’esagramma con un punto al centro. Ch’è, la chiave per comprendere la Grande Opera alchemica.

 

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