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Sull'Aura: I Segreti dell'Aura /2
Argomento:Alchimia del Fuoco

Alchimia del FuocoPremessa indispensabile - “come si fa” - Affrontiamo un concetto etico - L’Aura, segno della condizione interiore - L’aura e gli influssi della “educazione occulta” - L’antico problema delle cattive interpretazioni - Il Guardiano della Soglia - Il metodo dell’alleanza - Appendice

La prima parte del saggio è stata dedicata a constatare l'esistenza dell'aura da molte angolazioni. Vedendola come canone artistico, come tassello d'insegnamento esoterico e come soggetto di ricerca scientifica. Nella seconda parte vengono riassunte alcune informazioni tratte dall'insegnamento orientale, mentre, l'appendice è dedicata all'interpretazione scientifica di alcuni termini fondamentali nella nostra ricerca.

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I Segreti dell’Aura /2

di Athos A. Altomonte

© copyright by Esonet.it


Sommario: Premessa indispensabile - “Come si fa” - Affrontiamo un concetto etico - L’Aura, segno della condizione interiore - L’aura e gli influssi della “educazione occulta” - L’antico problema delle cattive interpretazioni - Il Guardiano della Soglia - Il metodo dell’alleanza - Appendice

 

Premessa indispensabile

La prima parte del saggio è stata dedicata a constatare l’esistenza dell’aura da molte angolazioni. Vedendola come canone artistico, come tassello d’insegnamento esoterico e come soggetto di ricerca scientifica. Nella seconda parte vengono riassunte alcune informazioni tratte dall’insegnamento orientale, mentre, l’appendice è dedicata all’interpretazione scientifica di alcuni termini fondamentali nella nostra ricerca.

 

“Come si fa”

Con onestà intellettuale, però, bisogna ammettere che senza aggiungervi la parte operativa questo lavoro resta pura accademia. Infatti, sapere cos’è l’aura e conoscere la posizione dei centri energetici, è concepire l’argomento in modo astratto e fondamentalmente inutile, se non si passa poi a preparare l’esperienza diretta. Che significa sapere com’è possibile potenziare la coscienza ed attivare i chakra, o nuclei energetici. A cui saranno dedicati molti saggi di Alchimia Mentale che illustreranno metodi d’antica esperienza.

 

Affrontiamo un concetto etico

Molte religioni e molte filosofie pongono l’uomo al centro della loro attenzione, arrivando a considerarlo un riflesso della Divinità. Per cui, sembrerebbe che quelle dottrine siano accomunate dalla centralità umana. Ma analizzandole quel denominatore comune mostra differenze notevoli.

Senza entrare nel merito di quanto è verità e quanto è dogma, oppure realtà o immaginazione. Ciò che differenzia l’etica profana da quella iniziatica, la religione popolare da quella spirituale, la filosofia edonista da quella idealista, è l’elemento umano posto al centro dell’attenzione.

Le dottrine exoteriche pongono al centro della propria attenzione la figura fisica, la vita materiale, i bisogni corporali, le passioni e i desideri, gli idealismi e le paure, i pregi e i difetti ed infine i “peccati”.

D’altro avviso sono le filosofie spirituali che pongono al centro della propria attenzione la sfera sottile dell’essere, la mente, la coscienza, l’energia spirituale. Considerando il corpo fisico solo il guscio dell’identità umana, veicolo del suo pensiero e tempio da edificare per accogliere l’anima e lo spirito.

Insomma, il vero uomo è l’anima, la coscienza ed il pensiero, oppure, il corpo fisico con i suoi attributi? Le coscienze più avanzate riconoscono l’uomo nel pensiero che lo anima, considerando il corpo fisico un complemento da utilizzare e custodire, ma non l’interprete principale dell’essere umano.

 

L’Aura, segno della condizione interiore

Si è detto che al contrario delle sensazioni, la coscienza è collocata all’esterno del corpo. È la coscienza sottile, dunque, che circonda il corpo fisico con un campo energetico chiamato aura che riflette le impressioni interiori.

L’aura, poi, si collega alla mente (la coscienza fisica) attraverso quell’antenna nervosa ch’è la spina dorsale, a cui sono allacciati i sette gangli energetici chiamati chakra*.

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* Chakra e astrologia esoterica

Viene detto che i chakra principali sono sette, ma i sussidiari sono molti di più. Tra questi ricordiamo quelli delle mani e dei piedi e poi quelli della testa, che sono 12. Dodici come le fatiche iniziatiche di Ercole. Dodici come i maestri che governano una Loggia perfetta. Dodici come i mesi dell’anno. Dodici come i segni dello zodiaco e le costellazioni sacre. Dodici come gli apostoli di Gesù. Dodici come le tribù d’Israele. Dodici come i pani di Dio. Dodici come le Chiavi della Filosofia. E si potrebbero elencare altre corrispondenze nei significati simbolici di questo numero.

L’accensione dei centri della testa (la luce della saggezza reale) viene ricordata in modo allegorico nelle corone dei sovrani. Realizzate in materiale prezioso, le corone erano decorate con gioielli i cui colori corrispondono a quelli dei pianeti. E ci porta ad un’altra informazione. Nel capitolo precedente s’era accennato alla triangolazione dei centri, nella fattispecie quella di cuore, testa e gola. Ch’è solo una delle tante triangolazioni energetiche possibili, che avvengono prima e dopo l’illuminazione, e costituiscono l’astronomia occulta del corpo umano.

Come i chakra possono dirsi le stelle dentro di noi, le triangolazioni energetiche riflettono quelle di particolari costellazioni. Seguendo questo principio si accede ad un settore molto raffinato della scienza iniziatica. L’astrologia esoterica strettamente legata alla psicologia esoterica. Perchè, ambedue studiano i collegamenti e le trasformazioni energetiche dell’uomo in ogni sua ripartizione. Ci limitiamo a dare questa indicazione, senza poterla approfondire, ma assicurando il ricercatore dell’importanza e l’interesse dell’argomento.
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Nei termini generali l’aura è lo specchio dell’evoluzione umana, che partendo dalla coscienza fisica progredisce fino a quella spirituale. E seguendo il postulato per cui l’uomo diventa ciò che pensa, l’aura è lo specchio di ciò che l’uomo è.

Impressionandosi di ciò che l’uomo pensa, prova e fa, la coscienza diventa l’espressione dei suoi ricordi, il riflesso delle sue intenzioni e lo specchio dei desideri e dei sentimenti. Ogni uomo vive dentro la propria aura, che man mano si modifica, modificando l’uomo, come lui, a sua volta, con la forza del proprio pensiero può modificare la propria aura.

È stato detto che la “qualità” della coscienza produce una “sfera di influenza” che si presenta sotto forma di aloni colorati di differenti tonalità; ora aggiungiamo che gli aloni sono tanti quante sono le aree di coscienza in cui l’uomo si concentra.
Ciò significa che avere una coscienza modesta e poca concentrazione mentale, vuole dire irraggiare un’area ridotta e dalla colorazione limitata. Mentre una coscienza ben sviluppata, genera un’aura ampia e ben organizzata dove trovano posto molteplici aspetti. Che in casi eccezionali arrivano all’aura dell’anima e ai colori spirituali.

Collegandosi all’insegnamento orientale il significato dell’aura si arricchisce di particolari pregevoli che cercheremo di riassumere.

L’energia che vivifica il corpo fisico si chiama prana.

L’aura della salute che ne segnala le condizioni è essenzialmente fisico-eterica (v. bioenergia).

L’aura astrale segna il predominio della coscienza fisica, riflette l’egoismo delle passioni e dei desideri; è l’area in cui l’egocentrismo dell’uomo comune polarizza la sua attenzione.

L’aura mentale non è mai ampia, ma comincia a svilupparsi rapidamente dal momento in cui l’uomo prende coscienza di se evolvendo il proprio pensiero, sviluppando le capacità intuitive e polarizzando sul piano dell’intelligenza l’attenzione che prima rivolgeva alle conquiste fisiche, emotive e passionali (piano astrale).

Allo sviluppo dell’aura mentale superiore corrisponde lo scemare dell’aura astrale ed emozionale.

L’aura mentale superiore si sviluppa in quello che l’orientale chiama piano buddhico e l’occidentale chiama stato d’illuminazione.

 

La volontà, da non confondere con altri aspetti somiglianti (v. appendice), è la capacità di trasformare la mente, convertendo in energia consapevole i flussi delle passioni, dei pensieri e dei sentimenti errati, inutili o indesiderabili, riutilizzando l’energia liberata nella costruzione di idee nette e ben qualificate.

Questo, in poche parole, è l’Arcano alchemico, in cui l’organizzazione mentale e la qualità dell’aura vengono trasformate e la loro sfera d’influenza amplificata: così da diventare lo specchio del valore individuale.

Chi ne è capace, percepisce attraverso la propria aura le vibrazioni astrali e mentali di una persona, o di un gruppo, riconoscendone la qualità attraverso un con-tatto mentale il cui primo seme è l’empatia. L’osservazione dell’aura rende superfluo “ascoltare parole” per determinare il grado evolutivo di una persona, contrapponendo a presupposti presunti un aspetto evidente, inequivocabile e impossibile da mistificare. Ma per organizzare una mente fino a qualificare l’aura bisogna “educarsi a decidere”, responsabilmente e con giusto senso della misura. Sviluppare il “giusto decidere” porta a saper “discriminare”. E unendo al senno la capacità di scelta, si arriva al corretto tirocinio iniziatico, in cui la volontà muta la qualità della mente trasformandone le idee.

Un’immagine mentale di basso profilo non esiste realmente, perchè, vivificata solo dal desiderio, resta nell’aura fino a quando l’attenzione della ragione non si volge altrove. Dopodichè viene rimossa e precipita nel substrato chiamato inconscio, dove continua ad esistere associandosi ad altre idee, eliminate, ma non per questo dimenticate.

L’assioma “l’energia segue il pensiero” vale per tutte le immagini mentali, da quelle costruite logicamente a quelle fantastiche e irreali. Tutto quello che si pensa crea immagini che vengono percepite dall’aura.

Le immagini mentali possono essere di diversa fattura:

quelle che si creano quando l'uomo riflette su se stesso;

quando riflette sull’ambiente circostante, su fatti e persone;

quando riflette sulla sua attuale famiglia, gruppo etnico, popolo e razza;

quando riflette sul gruppo sociale a cui si è legato per istinto, o per ragione, o per affinità intellettuale, o per affinità spirituale;

quando riflette sulla sua vita e sulla morte.

 

L’aura e gli influssi della “educazione occulta”

“La sensibilità alle impressioni implica la formazione di un’aura magnetica sulla quale le impressioni superiori possono agire”.

Quando la sensibilità della coscienza si sviluppa sensibilmente, l’aura attrae idee raffinate e concetti spirituali, e queste “impressioni” diventano un campo di conoscenze immediate che non vanno cercate all’esterno. La conoscenza diretta non s’impara, non si afferra, né si trattiene. Ma le idee sono lì, nella coscienza, pronte ad essere trasmesse alla mente. Ecco perchè è fondamentale arrivare a formulare domande perfette. Perchè, dentro ogni buona domanda c’’è sempre una buona risposta.

L’aura diventa magnetica quando la coscienza fisica comincia a muoversi verso la coscienza (luce) dell’anima. Ed avanzando, i contatti tra i due aspetti divengono più frequenti, fino a divenire un collegamento permanente che molti chiamano “Ponte”.

L’orientale chiama questo ponte antahkarana ed è il collegamento lungo il quale le impressioni superiori della coscienza sottile (l’aura è una combinazione di radiazioni, energie e forze ordinate) possono fluire nella mente, arricchendola d’idee. Sviluppando questo processo, l’iniziato finisce per diventare un centro di luce di saggezza e l’aura magnetica resta sempre ricettiva alle impressioni provenienti da altri uomini, dal gruppo d’elezione, o per ricevere impressioni d’ordine superiore e spirituali*.

 

L’antico problema delle cattive interpretazioni

Anche se la coscienza fisica diventa sensibile alle impressioni (che non le appartengono direttamente, ma che assimila per osmosi), sarà poi la mente capace d’interpretarle correttamente, cogliendone davvero i significati?

Le cattive interpretazioni, per ignoranza o per pregiudizio, hanno avvelenato la storia dell’umanità. Ecco che lo sviluppo mentale deve sempre accompagnarsi alla conoscenza e le capacità intellettuali devono andare di pari passo con la sensibilità di coscienza, altrimenti l’impressione viene ostacolata ed i suoi contenuti deformati (v. distorsione mentale).

L’irradiazione mentale ed il magnetismo dell’aura sono alla base dell’educazione occulta, che oggi chiamiamo conoscenza per contatto. Ch’è data dal contatto con concetti provenienti dalla sfera della coscienza superiore, con cui va costruito volontariamente il collegamento.

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* Personalità carismatiche

Le personalità carismatiche possono appartenere a due diverse polarità. Per cui ci sono carismi negativi e positivi, che sono entrambi magnetici, cioè, attrattivi. Tralasciamo di parlare di ciò che attrae del carisma negativo, perchè, dei danni perpetrati dai seguaci di personalità carismatiche egocentriche distruttive è piena la storia dell’umanità. Ricordiamo solo che l’affabulazione egocentrica è il marchio del magnetismo negativo. E basta un po’ di attenzione per distinguerla.

Il magnetismo positivo è di tipo espansivo e libera le energie di chi ne è influenzato, mentre il magnetismo negativo è di tipo edonistico ed attrae verso se stesso le energie di chi lo circonda.

Le personalità carismatiche positive sono caratterizzate da un legame tanto stretto con l’Ego superiore, da poterlo manifestare attraverso la coscienza fisica. Infatti, una persona dalla coscienza avanzata si dice che incarni un ideale, impersoni un principio.

Già chi è prossimo all’iniziazione (reale e non simbolica) avverte l’influenza dell’Ego superiore (la coscienza superiore e propaggine fisica della coscienza dell’anima), e di conseguenza comincia a sentirsi “attratto” verso ideali astratti, concorrendo a progetti impersonali di tipo intellettuale, politico, scientifico, artistico, o spirituale. I progetti impersonali, le idee sottili e gli ideali astratti hanno sempre un aspetto facile da comprendere, magari guardando solo dietro le parole. Sono l’opposto di quelle di stampo egoistico. Non inseguono vantaggi personali, non servono ad appagare spinte egoistiche, o a compiacere egocentrismi personali o fanatismi elitari a scapito degli interessi altrui.

Un’altra caratteristica della personalità carismatica positiva è quella di aver appreso a comunicare con la parte migliore di sé e di riuscire a comunicare forza ed entusiasmo costruttivo. Da non confondersi con l’esaltazione e l’eccitazione, che traggono origine da un’alterazione di coscienza e dall’equilibrio psichico. L’esaltazione e l’eccitazione, al contrario della forza dell’entusiasmo, si accompagnano alla depressione, che trasmette facilmente a chi li circonda (v. vampirismo energetico)

Le personalità carismatiche sono percepite come esempio trainante che molti vorrebbero seguire, imitare e accompagnare. La differenza tra le due polarità è dove porta e perchè.

Gli animi semplici, i creduli, i superficiali, oppure i vanagloriosi, hanno poche difese da opporre alle affabulazioni negative, e la metafora del Pifferaio Magico ne da un’ottima rappresentazione.
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Con questo, abbiamo raggiunto un numero sufficiente d’informazioni per passare ad un concetto più avanzato.

 

Il Guardiano della Soglia

Ovvero, il dovere di superare se stessi

Il guardiano della soglia è una figura allegorica che nasce dalla constatazione di quanto è difficile oltrepassare i propri limiti che vanno comunque superati. E per inquadrare il concetto, faremo ricorso al solito assioma. Ampliandolo, però.

Se è vero che noi siamo ciò che pensiamo è altrettanto vero che restiamo a lungo prigionieri dei nostri pensieri, di ciò che vogliamo e di ciò che crediamo. Per la ragione che una coscienza limitata riesce a produrre solo piccoli pensieri, quindi, si resta a lungo prigionieri di piccole verità e di piccole convinzioni: di cui bisogna imparare a rompere i margini.

Nel qual caso è quanto mai calzante la frase: l’iniziato deve infrangere lo specchio dell’illusione. Imparando che lo specchio dell’illusione siamo noi stessi, coi nostri piccoli credo e le nostre piccole abitudini. Che non è un aspetto morale, ma i limiti reiterati nel tempo (e vite) forgiano una immagine chiamata Karma, (il destino nella concezione più ampia della legge di causa-effetto) tanto radicata che diventa un ostacolo permanente, difficile da superare per una giovane mente. Ecco il guardiano della soglia. Non solo le piccole idee ma anche il karma è l’ostacolo che si frappone “tra le due sponde di una stessa coscienza”.

 

Così arriviamo alla domanda: come fa la mente a superare se stessa annullando, così, il guardiano della soglia?

Molte dottrine, religioni e filosofie sono tanto rozze da contrapporre la mente alla mente, creando conflitti devastanti all’intero sistema nervoso. La mente che annulla la mente o la mente che zittisce il pensiero, sono fandonie. Speculazioni cervellotiche che rischiano seriamente di alterare la stabilità mentale. Però, i pensieri possono essere controllati, la mente educata e la coscienza ampliata: è vero, anzi auspicabile. Ma senza creare conflitto (penitenziale) o scompiglio tra ragione e coscienza fisica. Con una (santa) alleanza tra la terra (la ragione fisica) ed il cielo interiore (la coscienza sottile o spirituale). Per la sua particolarità, questa “alleanza” in occidente è chiamata Ars Pontificia.

 

Il metodo dell’alleanza

L’unico metodo, naturale quanto realistico, è costruire il collegamento interiore, il famoso ponte coscienziale, tra ragione e mente, e tra coscienza fisica e coscienza sottile. Come? Imparando a costruire immagini mentali, perchè di questi “mattoni” sono fatte mente e coscienza. Fatto sta, che elevando il tono e la frequenza delle immagini (l’aumento della vibrazione psichica è data dall’intensità della focalizzazione mentale) il simile minore (la mente fisica) attira (per la legge di similitudine) il simile maggiore (la coscienza sottile). Così si costruisce il ponte con il metodo chiamato visualizzazione (o arte della visualizzazione). Di gran lunga lo strumento più potente di ogni genere di meditazione che implica la mente fisica.

Ma il discorso può essere ampliato.

Nel paragrafo precedente si faceva riferimento al principio «similes cum similibus», per sui il simile richiama il suo simile. Principio che si conferma nella piccola coscienza individuale, che tende di riaccostarsi all’immensa coscienza del macrocosmo, come questa tende a riappropriarsi del suo piccolo frammento. E in questo contesto viene spontaneo cercare di misurare la reale estensione della coscienza. Cioè, quanto è grande la coscienza?

Tanto l’insegnamento orientale che quello occidentale convergono sull’idea che l’aura individuale (dell’uomo) faccia parte della più grande aura planetaria (v. akasha, etere riflettente e anima mundi) che, a sua volta, è collegata ad influssi cosmici maggiori (v. astrologia esoterica: forza solare, forze planetarie, dei segni zodiacali, delle costellazioni, energia cosmica-nucleare nei suoi diversi livelli).

 

Qui termina il saggio, nella speranza di aver fornito notizie sufficienti ad inquadrare il fenomeno chiamato aura. Ma prima di concludere vediamo i significati di alcuni termini essenziali altrimenti equivocabili.

 

Appendice

Molti termini specifici possono essere riversati in significati comuni. Per cui ci rivolgiamo ad un’autorevole fonte scientifica per averne la corretta interpretazione.

 

Amore: anelito al completamento, a unirsi, a fondersi con qualcosa o con qualcuno diverso da sé. Ha origine, natura e funzioni cosmiche. Le sue manifestazioni sono espressione della legge d’attrazione, della tendenza all’avvicinamento, al contatto, all’unificazione e alla fusione.

Creatività: l’irrompere nella coscienza di elementi mentali di livelli diversi che si traducono in linee, forme e simboli. Generalmente si sviluppa in modo spontaneo, improvviso, imperativo. Si tratta di stimoli che agiscono direttamente sul superconscio senza essere avvertiti dalla coscienza fisica. A cui segue il periodo di gestazione che, come quella fisica, può svolgersi in modo facile, ma più spesso è faticosa e travagliata (v. crisi). Le proporzioni ed il mutuo rapporto fra creazione spontanea e attività consapevole possono essere varie e complesse.

Crisi: non debbono essere considerate di per se stesse morbose, talvolta anzi sono punti di passaggio per un livello superiore, occasioni di cambiamento, di sviluppo, di avanzamento. Ogni crisi può essere un processo spontaneo o forzato di disidentificazione (v. dis-integrazione). All’accettazione del cambiamento deve seguire il proposito di un superamento progressivo mediante l’uso di tecniche appropriate.

Saggezza: diversa dalla conoscenza frutto dell’attività mentale è conoscenza acquisita con l’esperienza e completata con l’amore. È una forma di luce che svela il mondo del significato che sta dietro la forma esteriore. Ogni ispirazione del Sé superiore, ogni contatto con il Sé superiore, porta il prezioso dono della saggezza.

Volontà: è la funzione psicologica più vicina all’io, sua diretta espressione, e sorgente di tutte le scelte, decisioni e impegni. Attraverso la sua scoperta, dentro di noi percepiamo di essere un soggetto vivente dotato del potere di operare cambiamenti nella personalità, negli altri e nelle circostanze. Ha funzione direttiva e regolatrice come quella del timoniere. La psicosintesi fa uso di tecniche per suscitarla, svilupparla, rafforzarla e dirigerla in modo giusto.

Volontà buona: è la volontà individuale col compito di disciplinarsi e di scegliere mete coerenti. Non va confusa coi desideri, le velleità e le aspirazioni idealistiche di tante brave persone; è il fermo proposito.

Volontà forte: “...nella forza della volontà sta il suo potere...”. Sviluppando la forza della volontà ci assicuriamo che un atto di volontà abbia intensità e abbastanza “fuoco” per realizzare il proposito.

Volontà sapiente: è l’abilità di sviluppare la strategia più efficace che richiede il minor sforzo.

Volontà transpersonale: espressione del Sé superiore, opera dai livelli superconsci della psiche. E la sua azione è percepita dall’io come un’attrazione o una chiamata (v. vocazione). Questa è l’inizio di un dialogo tra i due stati di coscienza. Altrimenti, il richiamo dall’alto può assumere la forma di una richiesta imperiosa. Il Sé superiore impone all’io fisico di trascendere i limiti della vita e della coscienza “normale”, ma l’io cosciente è spesso ribelle.

Volontà universale: è la volontà del Sé universale. Coscienza che partecipa all’individualità e all’universalità ed è in contatto con il trascendente. Aderirvi significa essenzialmente essere in sintonia con i ritmi della vita universale e prendervi parte volontariamente; è l’aspirazione profonda e l’esigenza più alta, anche se spesso non riconosciuta, dell’Umanità.

 

Assaggioli (op cit): “Wisdom” - “I conflitti psichici” - “L’Atto di Volontà” - “Lezioni sulla psicosintesi”

 

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