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Alchimia Spirituale: Alchimia Spirituale – Parte V
Argomento:Alchimia del Fuoco

Alchimia del FuocoGli Elementi della Grande Opera

La Terra dei Filosofi: la Prudenza - L'Acqua dei Filosofi: la Temperanza - L'Aria dei Filosofi: la Giustizia - Il Principio Sale: la Carità - Il Principio Mercurio: la Speranza - Il Principio Zolfo: la Fede - L'Argento dei Saggi: l'Intelligenza - L'Oro dei Saggi: la Saggezza

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Alchimia Spirituale – Parte V

di Athos A. Altomonte
immagini a colori tratte dal sito www.alchemywebsite.com

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Gli Elementi della Grande Opera

Sommario: La Terra dei Filosofi: la Prudenza - L'Acqua dei Filosofi: la Temperanza - L'Aria dei Filosofi: la Giustizia - Il Principio Sale: la Carità - Il Principio Mercurio: la Speranza - Il Principio Zolfo: la Fede - L'Argento dei Saggi: l'Intelligenza - L'Oro dei Saggi: la Saggezza

 

La Terra dei Filosofi: la Prudenza

La Prudenza è un principio d'azione morale che perfeziona la ragione pratica dell'uomo, affinché in ciascuna delle sue azioni egli disponga ed ordini ogni cosa come conviene, comandando a se stesso, ed a tutti coloro la cui azione è subordinata e ne dipendono, ciò che conviene fare ad ogni istante, per la realizzazione perfetta di ogni Virtù. Essa è costituita, nelle sue applicazioni correnti, da diversi aspetti: Il ricordo delle cose passare, o memoria; chiarezza di vedute nei principi d'azione generale , o particolare; la riverenza per ciò che hanno determinato i più saggi che ci hanno preceduto; la sagacità di scoprire ciò che sarebbe impossibile domandare repentinamente ad altri; il sano esercizio della ragione, applicato ad ogni azione; la lungimiranza e la determinazione voluta al momento dell'azione, e riguardo la sostanza di questo atto; la circospezione verso tutto ciò che comporta detto atto; la precauzione verso tutto ciò che potrebbe mettervi ostacolo e comprometterne il risultato.

La Prudenza è, a dirla schietta, la virtù del comando.

Comando a se stessi, o prudenza individuale.

Comando nella famiglia, o prudenza familiare.

Comando nella società, o prudenza reale.

Un dono dello Spirito Santo corrisponde alla Virtù della Prudenza, ed è il dono del Consiglio. Con questo nome s'intende una disposizione superiore e trascendente, che perfeziona la ragione concreta e pratica dell'uomo. Questa disposizione particolare la rende, allora, pronta e docile a ricevere tutto ciò che è necessario all'illuminazione. Essa viene in soccorso della ragione umana ogni volta che si rende necessario poiché, anche provvista di tutte le virtù, acquisite od infuse alla sua nascita, la ragione umana resta sempre soggetta all'errore o alla sorpresa, nell'infinita complessità delle circostanze che possono intervenire nella sua azione, sia per essa stessa, che per altri. In tutto ciò, l'insieme delle trappole che la Prudenza ci permette di evitare. Virtù determinante allo sviluppo, è la prima a dover cercare di assimilare e, con lei, il dono del Consiglio. La Virtù della prudenza ed il dono del Consiglio si raggiungono con la pratica del Silenzio e della Meditazione, e corrispondono alla Terra dei Filosofi. Terra Filosofica.

 

L'Acqua dei Filosofi: la Temperanza

La Temperanza è la Virtù che mantiene, in tutte le cose, la parte affettiva e sensibile nell'ordine della ragione, affinché essa non porti indebitamente ai piaceri che attraggano particolarmente i cinque sensi esteriori. Si manifesta nei seguenti modi: La continenza che consegue dal non seguire i movimenti scomposti delle Passioni. La clemenza nel moderare, secondo la Virtù di Carità, l'azione correttiva su coloro che hanno commesso del male, che la Virtù di Giustizia esige di veder corretto ed espiato come necessario ed ineluttabile. La mansuetudine dell'evitare il movimento interiore della passione d'equità, che altro non è, esteriormente, che la Collera. La modestia consiste nel raffrenare, moderare o regolare la parte emotiva in cose meno difficili delle precedenti, come il desiderio del proprio eccellere, il desiderio di conoscere ciò che non ci è immediatamente necessario o utile ai nostri fini ultimi, le azioni e le attrazioni esteriori del nostro corpo carnale ed infine, la nostra apparenza nella maniera di comportarsi, vestirsi, ornarsi.

Alla Virtù della Temperanza corrisponde un dono dello Spirito Santo ed è il dono del Timore, che consiste nel tenersi d'innanzi alla Rivelazione Tradizionale, che ci presenta una conoscenza di DIO, con santo rispetto in ragione della eccellenza e della bontà della Maestosità Divina. E non si tema nulla quanto l'esporsi ad allontanarsi da Lui, a causa dei nostri errori e delle nostre mancanze. Inoltre, il dono del Timore, avuto riguardo all'eccellenza dei fini ultimi che la Rivelazione Tradizionale ci trasmette, ci fa considerare tutte le cose del mondo grossolano, che risvegliano il piacere dei sensi volgari, come pericolose o perfettamente inesistenti. La Temperanza ed il dono del Timore si raggiungono con la pratica del Silenzio, e corrisponde all'Acqua dei Filosofi. Acqua Filosofica.

 

L'Aria dei Filosofi: la Giustizia

La Giustizia è la Virtù che ha per scopo il far regnare tra gli Esseri un'armonia di rapporti, fondata sul rispetto di ciò che costituisce, a diversi gradi, i loro beni morali o fisici, spirituali o materiali, ed il regolare i nostri stretti doveri riguardo tutte le cose e tutte le creature. Come tale si distingue dalla Carità che, per uno spirito differente, è meno sottomessa a norme limitative. La Giustizia fa regnare la Pace e l'Ordine nella vita individuale, come nella vita collettiva. Si applica tanto ai beni temporali, quanto alla reputazione ed alla dignità spirituale del prossimo. Il dono dello Spirito Santo che corrisponde alla Virtù di Giustizia, è il dono di Pietà.

La Pietà consiste nell'abituale disposizione della Volontà a rendere l'uomo pronto a ricevere la manifestazione diretta e personale dello Spirito Santo, ponendolo a contatto con Dio, la Causa Prima, nei più lontani misteri della Sua Vita Divina; come un Padre, teneramente e filialmente riverito, servito ed obbedito. Ci guida la Giustizia, a trattare con tutti gli altri uomini, come con tutte le altre creature ragionevoli, Angeli, Spiriti e Demoni, nei nostri rapporti con essi, come lo domanda il Bene Divino e Superiore che ci unisce tutti, a gradi diversi, nella Causa Prima, come Padre della grande famiglia divina. Il dono di Pietà è certamente ciò che mette il “Sigillo di Perfezione” ai rapporti che gli uomini possono e debbono avere, sia tra loro che con Dio. È il coronamento della Virtù di Giustizia e di tutto ciò che essa regola. La Giustizia e il dono di Pietà si raggiungono con la pratica del Digiuno, che corrisponde all'Aria dei Filosofi. Aria Filosofica.

La Forza è la Virtù che ha per fine la perfezione dell'ordine morale nella parte emotiva e sensibile dell'uomo. Consiste nel resistere ai più gravi timori, così come a moderare gli impulsi d'audacia più arditi, affinché l'uomo non si allontani mai dal suo dovere.

La Forza si manifesta sotto diversi aspetti: La magnanimità nell'affermare la speranza verso opere grandi e belle, che si desiderino compiere. La magnificenza di una disposizione della parte emotiva ad affermare ed accrescere l'impulso della speranza verso ciò che è arduo e costoso da compiere, verso tutto ciò che è doloroso e faticoso da realizzare. La pazienza di sopportare con stoicismo, e sino alla Reintegrazione finale, tutto il dolore che ci viene dalla vita presente, nel sopportare gli interventi ostili o sacrileghi degli altri uomini verso l'Opera o nei loro rapporti con noi, e quello delle forze del Male all'occasione della Battaglia. La perseveranza di combattere il timore della durata di uno sforzo e senza badare al suo possibile insuccesso.

Il dono dello Spirito Santo che corrisponde alla Virtù di forza, è il dono di medesimo nome, altrimenti chiamato Coraggio. Se la Forza non riguarda che gli ostacoli ed i pericoli che l'uomo ha il potere di sormontare o di subire, il dono corrispondente dello Spirito Santo si rivolge ai pericoli ed ai mali che non sono assolutamente in facoltà dell'uomo –solo – affrontare vittoriosamente. Così il dono di Forza o di Coraggio permette di vincere il dolore che accompagna la separazione, nella morte fisica o psicologica, da tutti i legami della vita presente, e di mantenere l'attenzione per il solo bene superiore che li compensa e li supplisce all'infinito: la Reintegrazione e la vita eterna che ne deriva. Questa sostituzione, effettiva, facile e desiderata della Reintegrazione, a tutti i dolori e miserie della vita terrestre, malgrado tutte le difficoltà e tutti i pericoli che si addensano sul Sentiero dell'uomo in marcia verso lo Scopo Supremo, dolori e miserie che la Morte fisica riassume tutti, questa sostituzione è l'Opera particolare dello Spirito Santo. Lo scopo essenziale di questo dono è, infatti, la Vittoria dell'uomo sulla Morte e su tutti i terrori che essa ispira. La Forza ed il dono del medesimo nome, si raggiungono con la pratica della Veglia che corrisponde al Fuoco dei Filosofi. Fuoco Filosofico.

 

Il Principio Sale: la Carità

La Carità è la Virtù che ci eleva ad una vita di comunicazione con le Potenze Celesti, intermediarie del Piano Divino, e con il Piano Divino stesso, se sia di sua felicità e giudizio farlo. La Carità come aspetto di contatto e di comunicazione mistica, suppone in noi due cose: una partecipazione alla Natura Divina che, divinizzando la nostra, ci eleva al di sopra, e a dispetto di ogni ordine naturale umano ed angelico Oltre dunque al modo ultimo di manifestazione nella creazione mondana e sino a quello proprio di DIO e facendo di noi degli dei secondari evidentemente, ed introducendoci nella Sua intimità: Salmo LXXXII: “Dio sta nell'Assemblea Celeste, Egli giudica tra gli Dei...” ; Vangelo di Giovanni, X,34: “Ho detto, voi siete degli dei...”

Dei Principi d'azione proporzionati a questo stato divino e che ci mettono in grado di agire da veri agenti secondari, figli di Dio e come agisce Lui stesso, conoscendolo come Lui ci conosce, amandolo come Lui ci ama e compiacendoci in Lui come Lui si compiace in noi. Queste due realizzazioni mistiche sono intimamente legate alla presenza, nell'Anima dell'Adepto, della Carità assoluta che sgorga da un atto d'amore totale, con il quale l'Uomo vuole a Dio quel bene infinito che la Fede gli ha rivelato, e che prova anche per se stesso e per tutti gli altri uomini.

La Carità comporta anche altri aspetti secondari: La Misericordia che c'impietosisca sul dolore degli Esseri, in tutti gli aspetti della vita, e che si soffra di questa miseria e di questa angoscia come proprie, realmente ed intimamente proprie. La Generosità che ci fa essere sempre ed immediatamente portati ad ostacolare il Male ed a facilitare il Bene, tanto nel dominio spirituale che in quello materiale. L'uomo, essere dotato di una coscienza che non partecipa ai suoi compromessi, non saprebbe ignorare né il Male, né il Bene, conoscendo l'uno e l'altro, pretendersi al di là, al di fuori dell'uno o dell'altro, e cioè eludere le proprie responsabilità. Il dono dello Spirito Santo che corrisponde alla Virtù di Carità, è il dono di saggezza che non bisogna però confondere con la Virtù Sublimale di questo nome. Il dono di saggezza, che non sarà la Saggezza, fa si che l'uomo sotto l'azione occulta dello Spirito Santo, giudichi ogni cosa con la sua ispirazione prendendo per norma e per regola propria i giudizi della più alta e sublime di tutte le Cause, la Saggezza Divina, tale quale essa si è degnata manifestarsi a noi, con la Fede che è lo Zolfo dei Filosofi.

La Carità corrisponde, nella Vita iniziatica, al voto di povertà (essenzialità della vita): il Disinteresse ai beni, agli onori, ai piaceri di questo mondo inferiore, è con questo voto di Povertà che si raggiunge egualmente il dono di saggezza.

 

Il Principio Mercurio: la Speranza

La Speranza è la Virtù che rende la nostra volontà sostenuta dall'Azione divina che, venendo essa stessa verso di noi, ci conduce alle Verità Eterne, quali la Fede ce le rivela e come ciò che può e deve essere la nostra completa illuminazione. Questa Virtù è assolutamente inaccessibile senza la Fede, che presuppone necessariamente, giacché è la Fede sola che dà alla Speranza oggetto e motivo sul quale basarsi. Il dono dello Spirito Santo che corrisponde alla Virtù di Speranza è il dono della Scienza, la quale sotto l'azione dello Spirito Santo, deve poter giudicare con certezza assoluta e verità infallibile, e senza affatto usare il naturale procedimento del ragionamento, ma intuitivamente, il vero carattere delle cose create in tutti i loro rapporti con quelle della Speranza. Che esse debbano essere ammesse e professate o servire a scopi o soggetti per la nostra condotta, affermando così immediatamente, ciò che nel mondo Naturale è in armonia con le Verità Eterne, o al contrario, è loro opposto. La Virtù di Speranza corrisponde, nella vita iniziatica, al voto di Castità, che non ha nulla in comune con la continenza sessuale. Ed è la Castità che permette all'uomo di liberarsi poco alla volta della servitù dei sensi. Così come permette alla comune coppia umana, agendo in modo naturale e legittimo, la continuazione della creazione delle forme della specie, senza decadere o depravarsi reciprocamente. È con il voto di Castità che si raggiunge egualmente il dono della Scienza.

 

Il Principio Zolfo: la Fede

La Fede è la virtù che rende la nostra intelligenza fermamente aderente e senza dubbio d'ingannarsi, benché essa non percepisca questo in modo intelligibile, a tutto ciò che gli giunge attraverso il canale della Rivelazione Tradizionale e di conseguenza da Dio stesso, nella Sua Volontà di comunicare all'uomo del Suo fine ultimo per lui, che è la Reintegrazione e sull'esistenza d'un mondo invisibile di cui quello dell'uomo non è che il riflesso imperfetto e rovesciato.

Il dono dello Spirito Santo che corrisponde alla Fede è l'intelligenza, che però non va confusa con quella Virtù sublimale dallo stesso nome. Il dono d'intelligenza, che non è dunque l'Intelligenza, aiuta la Virtù di Fede nella conoscenza della Verità divina, permettendo allo spirito dell'uomo sotto l'azione dello Spirito Santo, di penetrare il senso velato, nei termini e nelle affermazioni della Rivelazione Tradizionale, per poterla comprendere, ed almeno avvicinare i Misteri più profondi mantenendone intatto tutto il suo compendio d'importanti significati. La Fede corrisponde, nella Vita Iniziatica, al voto d'Obbedienza e che permette anch'esso il raggiungimento del dono d'intelligenza.

 

L'Argento dei Saggi: l'Intelligenza

L'Intelligenza è l'attributo di ciò che corrisponde alla visione, all'intuizione, alla penetrazione ed all'informazione. Come tale dunque, l'Intelligenza è la Gnosi delle Cose Divine, la Scienza del Bene e del Male, ma quale loro percezione distinta. È lei che ci dà il discernimento degli Spiriti e la possibilità di percepire sotto gli aspetti, o forme fisiche, il loro collegamento ai Poli del bene o del male, della Luce o della Tenebra. L'Intelligenza ci fa penetrare nel senso occulto delle parole e delle lettere dei testi esoterici e nel loro significato superiore; ci allaccia al senso profondamente velato delle Sacre Scritture e dei Libri Santi e ci rivela “...il simbolismo superiore dei Segni Sensibili: Riti, Simboli, Oggetti e Materie Sacramentali...” Ci permette d'afferrare, con la mente fisica, realtà spirituali nei riflessi imperfetti delle apparenze, ci mostra le cause e gli effetti. Nell'Alto simbolismo Spirituale della Tradizione, ci accosta alla realtà del sangue del Cristo, versato sul Calvario come Atto purificatorio per le nostre Anime ed Atto di riconciliazione; e nel fianco trafitto del Cristo, da cui il Pellicano ermetico della Rosa+Croce, ci rivela la sorgente invisibile ed unica dei Sacramenti essenziali.

Questa Virtù ci mostra l'Eterna Realtà , raggiunta dalla Fede, sotto una luce tale che, pur senza mai comprenderla in modo totale, ci rinsalda nella nostra certezza e non solo intuitivamente, come con la Fede, ma come ragionevole chiara–visione. Ad un più alto livello, essa ci dà una visione di Dio non già rivelandoceLo, – ciò è impossibile –, ma facendoci comprendere con certezza assoluta ciò che Egli non potrebbe essere. L'Intelligenza ci rivela dunque quella che un Maestro indica come “La Tenebra Divina”.

 

L'Oro dei Saggi: la Saggezza

“La Saggezza consiste nella scelta del migliore fra i dati accessibili all'Intelligenza.” Presupponendo dunque questo, la Saggezza non opera nel suo seno che per eliminazione. È la sottomissione spontanea, intelligente e comprensiva, ad un bene che percepisce predominante. Come tale, è una discriminazione tra atto di Bene o di Male nella Scienza di questi due Opposti. Se Intelligenza è Conoscenza, Saggezza è l'uso che se ne fa; in qualche modo l'aspetto superiore dell'azione della Fede, della Carità e dei Principi Mercurio e Sale. La Saggezza ci fa giudicare tutte le cose, giudicandole in conformità della più Alta di tutte la cause e dalla quale tutte le altre dipendono, mentre essa non dipende da nessun'altra. Ed è in questa Virtù che l'Adepto può raggiungere il più alto grado di conoscenza accessibile ad un Essere incarnato, poiché questa non risiede più in un fenomeno di percezione generale, come nell'Intelligenza, Scienza del Bene e del Male, ma in un fenomeno di percezione particolare che è solamente Scienza del Bene e della sua conoscenza assoluta. È ancora nella Carità la base della nascita in noi della Saggezza; infatti la Carità sgorga da un atto di amore totale dell'uomo verso Dio e la sua Creazione che la Fede gli ha fatto conoscere, quello stesso amore che ora vuole per lui e per tutti gli altri esseri, coscientemente inseparabili da DIO. Da questo momento, non vivendo che questo Bene, avendolo compreso e definito, non potrebbe più confonderlo con il suo contrario, se non per un atto di volontà negativa. E di tutto ciò che gli porterà delle cose, la “rete della sua intelligenza”, della visione di tutti i “possibili” di Dio, sarà di quest'atto d'amore totale ch'egli si servirà come Pietra di Paragone. “La Saggezza sarà il filtro epuratore dell'Azione dell'Intelligenza in lui.”

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La Pietra d'Acqua.

Non è possibile indagare a fondo le scienze e la Sapienza ed imparare a comprenderle correttamente se una Luce speciale non illumina ed aiuta il lettore e gli apre gli occhi. Questa Luce è fatta in modo che colui che la possiede, anche nelle più grandi tenebre, anche senza nessun'altra luce, può egualmente vedere; e colui a cui essa manca, anche nella piena luce di mezzogiorno resterà cieco. Chi arriva a possedere una tale Luce, a costui è possibile sapere come tutto si manifesta dall'origine primordiale, vedere e riconoscere tutte le stelle, il centro dei cieli nel cuore della Natura e delle creature, e fino al più profondo degli inferni.

Vedere come è forgiata l'Aura catena Homeri, e come sono collegati gli anelli, il superiore con l'inferiore, il celeste con il terrestre. Come essi sono collegati attraverso il MEDIO e come la stella a sei punte, che è il segno, sia intrecciata, e come questa Luce risplendente attraverso la Natura, che rende l'invisibile visibile, lo spirituale corporale, e di nuovo converte l'uno nell'altro. Anche sotto quale forma, peso, misura, scopo, essa tutto ripartisce con estrema Arte nei tre regni del mondo sublunare. (Traduz. di A. Pancaldi)

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