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Sull'Aura: Aura e Servizio all'Umanità - Parte I
Argomento:Alchimia del Fuoco

Alchimia del FuocoSette precetti dell'iniziazione - Siamo riflessi di un anima - Coscienza etica - Chi siamo e chi diventiamo - Maturazione dell'identità fisica - Sublimazione dell'energia sessuale - Coscienza e sensi fisici - Sviluppo dei sensi - Sensi fisici e sensi sottili

Ricerca, conoscenza ed esperienza diretta sono il teorema dell'iniziazione che, in altre parole, vuol dire conoscersi e far pratica su se stessi con il fine di raggiungere il proprio apice interiore.

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Aura e Servizio all'Umanità - Parte I

di Athos A. Altomonte

© copyright by Esonet.it


Sommario: Sette precetti dell'iniziazione - Siamo riflessi di un anima - Coscienza etica - Chi siamo e chi diventiamo - Maturazione dell'identità fisica - Sublimazione dell'energia sessuale - Coscienza e sensi fisici - Sviluppo dei sensi - Sensi fisici e sensi sottili

 

«…c'è una connessione tra l'Aura e il Servizio per il Bene e il Progresso dell'Umanità?»

 

Nel prologo che introduce questo argomento (vedi) si sono state stabilite le ragioni della nostra ricerca, mirata a raggiungere almeno due mete. Scoprire le potenzialità della coscienza, così da poterla accrescere attraverso metodi appropriati, e riconoscere la nostra identità sottile differenziandola dall'identità materiale.

Ricerca, conoscenza ed esperienza diretta sono il teorema dell'iniziazione che, in altre parole, vuol dire conoscersi e far pratica su se stessi con il fine di raggiungere il proprio apice interiore.

La pratica su se stessi è indispensabile per sviluppare le potenzialità latenti. Che una volta sviluppate possono essere utilizzate esteriormente con diversi gradi di altruismo fino al «servizio per il bene dell'umanità».

 

Sette precetti dell'iniziazione

Ricordiamo adesso i primi sette precetti dell'insegnamento iniziatico:

 

1) l'uomo reale è il pensiero, perchè la facoltà di pensare rende coscienti di essere e consente la formazione dell'ingegno (sapere) per progredire, migliorando se stessi, attraverso un inanellamento di atti di volontà (forza);

2) il vero Iniziato è l'anima, che illumina la mente fisica completandola con la propria presenza (comunicazione interiore e metodo della presenza);

3) il sentiero iniziatico è una via interiore, all'esterno vi è solo illusione;

4) l'iniziazione è il collegamento tra coscienza e ragione fisica, e si sviluppa nell'unione tra intelligenza fisica e Ragione dell'anima (iniziazione maggiore);

5) l'anima è l'espressione (riverbero) del nucleo energetico detto monade (allegoria del Dio interiore) da cui si espande la coscienza spirituale;

6) la via di progresso e di liberazione interiore è attraverso la costruzione del ponte mentale che collega diversi aspetti di una stessa coscienza;

7) espandendo le capacità mentali, l'uomo si libera dai vincoli della natura animale (il corpo fisico). Dopodichè sarà possibile impegnarsi nella costruzione del collegamento con la coscienza superiore.

 

Parte Prima

Siamo riflessi di un anima

L'aura è il riflesso di quell'energia vitale chiamata anima, il cui riverbero interiore è chiamato intelligenza. L'aura viene caratterizzata dalla coscienza diventando, così, l'area della consapevolezza e della potenzialità mentale.

Osservando l'immagine qui a fianco, si possono dedurre alcuni dettagli sulla sua composizione: dei colori e dei collegamenti esterni. Particolari che saranno affrontati di seguito, nel saggio che sarà dedicato ai metodi di ampliamento dell'aura. Per ora pensiamo l'aura come uno specchio energetico impressionato dall'energia dei pensieri, dei sentimenti e delle emozioni. Con combinazioni di colori che conseguono l'attività mentale dell'uomo che vive al suo interno.

 

Coscienza etica

Tendenze mentali ed inclinazioni caratteriali dell'uomo sono il metro di misura della coscienza, che indicano dove è concentrata la sua mente e su quali aspetti dirige i suoi sforzi. La qualità e la forza dei propositi mutano con lo spostarsi dell'attenzione, che mette a fuoco l'area di coscienza che colora l'aura, definendo la natura del servizio. Le coloriture emotive si possono raggruppare sotto due grandi profili, l'egocentrico e l'altruistico. La prevalenza di uno dei due aspetti dà tono e colora l'attività dell'individuo*, dando vita a due grandi partizioni: il servizio interessato e quello disinteressato.

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* I colori dell'aura e la luce dell'anima. Come non esiste bene o male assoluto nemmeno in una mente può esistere una colorazione assoluta. Piuttosto si formano delle mescolanze in cui prevale una tonalità particolare. Questo finché l'uomo non si evolve attraverso uno dei percorsi di specializzazione mentale, che danno sostanza a colorazioni sempre più definite. All'ultimo tratto evolutivo, la coscienza riflette la colorazione maggiore, il colore bianco che rispecchia la luminosità dell'anima.
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Il servizio interessato nasce da una ragione asservita a se stessa, concentrata sul proprio benessere, seguendone desideri e passioni e riconoscendo solo i propri giudizi o quelli ritenuti affini.

Il servizio altruistico è impersonale ed il suo compenso è di gioire per un buon compito ben assolto. Una caratteristica dell'altruismo è la schiettezza di una coscienza libera dai toni ridondanti delle ideologie e dei dogmatismi. Infine, la libertà mentale ed una coscienza armonica dispongono ad ascoltare non solo se stessi. E ascoltare col cuore è vero altruismo.

 

Chi siamo e chi diventiamo

Pur usando parole diverse molte culture distinguono l'individualità dell'uomo in due partizioni. Una è l'“identità sottile” che corrisponde alla coscienza sottile, l'altra è l'“identità fisica” che corrisponde alla personalità e alla sua indole.

 

L'identità sottile (spirito) è la parte di coscienza che conserva memoria di sé.

L'essenza sottile preesiste l'esistenza fisica ed è l'aspetto permanente dell'uomo. Lo spirito è la parte “immortale” dell'uomo e da questo concetto nasce l'espressione figurata di «uomo celeste» e di «figlio di Dio». All'identità sottile corrisponde una mente di eguale fattura che possiede la facoltà di libero arbitrio.

 

L'identità fisica è l'aspetto impermanente (mortale) dell'esistenza umana.

Priva di memoria, la personalità costruisce se stessa per imitazione sociale e culturale (apprendimento), pur nella mutevolezza delle passioni e delle impressioni emotive. All'identità fisica corrisponde la ragione che, incapace di libero arbitrio, fruisce della facoltà di libera scelta.

La diversità tra ragione fisica e mente sottile produce la separazione che impedisce il loro contatto. Avviene, così, che per lungo tempo le due identità ignorino l'una l'esistenza dell'altra, procedendo in direzioni sostanzialmente antitetiche*.

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* Questo aspetto è racchiuso nella figurazione astrologica, per cui, nello zodiaco, i segni legati alla personalità ruotano da Aries verso Taurus, mentre i segni legati all'anima ruotano da Aries verso Pisces.
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Quando l'influenza dell'identità sottile raggiunge la personalità, la coscienza fisica risponde, tentando di avvicinarsi al polo da dove proviene l'influenza. Questa interazione nasce dalla legge d'affinità e di attrazione magnetica, per cui, ogni simile maggiore tende ad attrarre il simile minore nel campo d'energia che li accomuna.

In risposta all'influenza maggiore, l'attenzione della ragione s'indirizza in quella direzione, dando inizio alla marcia di avvicinamento chiamata sentiero iniziatico.

Maturazione dell'identità fisica

L'infanzia della coscienza fisica è una fase prevalentemente egocentrica, in cui la ragione è concentrata su se stessa e sui propri (pre) giudizi. Un periodo che, secondo la tradizione orientale, può durare molte vite (700 ed oltre).

Un intelligente distacco dalle emozioni apre la fase adulta dell'identità fisica, in cui la maturazione si riflette nella ragione rivoluzionandone la capacità di pensiero. L'effetto di questo sviluppo è una mente particolarmente dinamica che, unita ad una significativa espansione di coscienza, dà vita ad una mente di tipo superiore*. Con la conseguenza che, un più alto livello di consapevolezza e di sensibilità interiore, sono l'accesso ai piani sottili del pensiero, ora capace di ricevere impressioni anche dai piani degli archetipi.

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* La potenza mentale è la volontà che diventa forza del pensiero determinando il livello mentale.

Potenza e qualità mentale non dipendono dall'accumulo di nozioni impresse nella memoria, ma dalla concentrazione impressa dalla volontà all'energia pensiero, cioè, dalla velocità di frequenza (vibrazione,) prodotta nella sostanza mentale. Per cui, la forza del pensiero dipende dalla velocità delle sue connessioni mentali (sinapsi), piuttosto che dallo stoccaggio d'informazioni. Immagazzinare nozioni (aspetto passivo, o femminino) e sviluppare la concentrazione mentale (aspetto attivo, o mascolino) sono percorsi differenti con risultati differenti.
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Nell'incertezza della prima crescita, la mente bambina è impegnata soprattutto a scoprire se stessa (chi sono, che voglio?). A scoprire e soddisfare i propri bisogni (bi- sogni). A scoprire e soddisfare i propri desideri.

Nella seconda fase, dalla durata indefinibile, la ragione è attratta da quella grande forza che è l'energia sessuale. Condizionata dal sesso, la ragione si proietta nel senso di pos- sesso, che diventa fonte dei principali conflitti con se stessa e con chi o cosa si vorrebbe sottomettere. Questa fase si distingue per l'egocentrismo e l'egoismo, prodotti dalla insensibilità dei sensi materiali, incapaci di corrispondere l'influsso dell'anima.

La parte costruttiva di conoscere se stessi sta nell'equilibrare i diversi aspetti che compongono la propria essenza psichica, a cominciare dal senso di autoaffermazione , di autostima e di capacità di relazionarsi con gli altri. Evitando gli eccessi che possono accecare la ragione. Come l'eccesso di autostima, oppure, la capacità di relazionarsi che può diventare seduzione e plagio.

 

La maturità è il momento in cui l'uomo può sostituire i criteri della libera scelta con quelli del libero arbitrio. Spesso scambiate, o invertite, le due definizioni hanno in realtà significati del tutto dissimili.

La libera scelta è caratterizzata dall'improvvisazione. La ragione agisce attuando scelte casuali e fortuite, frutto di giudizi non sempre lucidi e spesso emotivi. La libertà di scelta è accompagnata dal concetto di fortuna e sfortuna.

Il libero arbitrio è caratterizzato da un giudizio coerente e lucido che segue una prudente ponderazione. Il libero arbitrio nasce da una mente che agisce in combinazione con le potenzialità dell'Ego superiore*. Dalla loro combinazione nasce la cosiddetta mente superiore, in grado di concepire analisi oggettive e di maturare giudizi e decisioni consapevoli.

Rispetto alla libertà di scelta, il libero arbitrio appare come una sorta di preveggenza con cui l'uomo può liberarsi dai pericoli di scelte occasionali.

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* Per comprendere il significato di Ego superiore consideriamo che la sua posizione mentale è il superconscio. Ovvero, si trova tra il livello della coscienza dell'anima e quello della coscienza fisica. Per usare un paragone: se la ragione è l'espressione della coscienza fisica, l'Ego lo è della supercoscienza animica. Pertanto, l'Ego diventa il tramite tra le due identità. Se ne conclude che l'azione più vantaggiosa per sviluppare le proprie potenzialità, è quella di costruire un “ponte” tra la mente (l'io inferiore) e L'Ego sup.
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Sublimazione dell'energia sessuale

L'attività sessuale (eros) è fatta per procurare piacere spingendo, così, l'individuo a generare altre forme che saranno animate dall'energia dell'anima. La creatività dell'energia sessuale (libido), perciò, è limitata alla generazione di involucri terreni di natura mortale. Per questo limite molte filosofie considerano la sua creatività una forza illusoria. Giudicando illusione ogni forma transitoria, effimera e impermanente.

Innalzata di qualità, la tensione di questa energia imprime forza alla sostanza psichica che potrà creare forme pensiero di ordine superiore. All'apice del percorso fisico la creatività mentale diventa intelligenza intuitiva, generatrice di pensieri ancora più raffinati oltre che complessi.

 

L'energia sessuale è una forza attrattiva di per se né buona né cattiva, che attraverso i sensi porta quella sorta d'innamoramento chimico-ormonale, che consente alla natura di sopravvivere al dissolvimento degli involucri terreni. Dunque, la spinta sessuale induce i singoli a riprodursi salvaguardando dall'estinzione la specie, e questo, sul piano astrale, è il più importante servizio che l'individuo possa rendere alla vita del pianeta.

 

Anche l'esaltazione mentale (ideologica o religiosa) è un prodotto dell'energia sessuale. Più esattamente, del centro generativo connessa ai genitali. All'antitesi dell'esaltazione, che offusca la mente, c'è l'illuminazione che la espande.

In una certa misura l'illuminazione è prodotta dalla sublimazione dell'energia sessuale, quand'essa diventa la spinta per raggiungere un alto grado di autocoscienza, che induce l'energia della coscienza sottile a precipitare nella coscienza fisica illuminandone la mente.

 

Il compimento di questa operazione avviene attraverso un lungo processo di mutazione in cui l'autocoscienza svolge un ruolo decisivo. Infatti, risvegliando la volontà cosciente, l'uomo può mutare l'energia sessuale in uno strumento intelligente e consapevole (piano mentale) che, sublimato, rende la mente una fonte generativa di forme di pensiero purissime (p. mentale superiore). Dopo aver conquistato questo piano (mentale) si passa a sviluppare i diversi gradi di percettività interiore.

Dottrine orientali affermano che il processo di elevazione materiale arrivi ad oltrepassare i limiti terreni, chiudendo l'anello della generazione fisica (p. spirituale). Questo significa che superato un certo limite di sviluppo nessuna frangia della coscienza può più essere adattata ad una forma materiale. Così, l'uomo generato da una idea divina, torna a svilupparsi soltanto nei piani dello spirito. Ma lo sviluppo della coscienza, e di conseguenza dell'uomo, non può prescindere dal considerare che anche le capacità dei sensi fisici vanno esaltate di pari passo alle capacità psichiche. Perchè, sviluppare la coscienza di ciò che si percepisce è una condizione che nasce dall'interazione tra mente e sensi, che debbono essere educati simultaneamente.

 

Coscienza e sensi fisici

I sensi fisici sono nati dalla volontà della coscienza di percepire il mondo esteriore. Sempre attraverso la volontà, questa volta mentale (che subentra all'istinto e all'impulso della natura fisica), i sensi possono essere ampliati.

 

Sviluppo dei sensi

L'illuminazione produce una visione mentale che esula dalla caducità dei sensi fisici, facendo nascere la metafora del terzo occhio. E questo sembrerebbe sottintendere l'esistenza di altri sensi, ma non è così. Ogni senso ha un uso sottile e la diversa percezione dipende dal punto di coscienza da cui la percezione viene usata. Ecco che dall'emotività nasce la visione astrale, mentre dalla logica nasce una più pura visione mentale e così via, fino alla visione spirituale.

 

Sviluppando la mente, dunque, si apprezza un orizzonte di coscienza più vasto. E questa unione riesce a superare il limite della ragione fisica fino a costituire una visione mentale superiore: il cosiddetto terzo occhio. Oltrepassando quel punto, la mente superiore si collega alla coscienza sottile, e la mente si appresta alla visione spirituale. Ma per riuscire bene è indispensabile cominciare con ordine. E il primo impedimento è il collegamento tra ragione e coscienza.

Tra le tecniche per ampliare il collegamento tra ragione e coscienza, la più efficace ad educare l'uso sottile dei sensi è la visualizzazione. Inoltre, la visualizzazione inibisce gradualmente le percezioni fisico-animali, liberando la mente dalla loro esclusiva dipendenza.

 

Sensi fisici e sensi sottili

Udito

L'udito fisico è percepito attraverso le orecchie, ma sviluppando la sensibilità mentale rende capaci di percepire i moti dei sentimenti. Ampliando questa facoltà si diventa rapidamente consapevoli della presenza dei sentimenti altrui e di sensazioni prima considerate estranee.

L'udito mentale si sviluppa con l'empatia. Nasce dal collegamento tra cuore e cuore che rende capaci di comunicare senza il bisogno delle parole. La capacità di collegarsi mentalmente con il mondo delle idee è il preambolo della telepatia verticale* che mette in collegamento la coscienza coi piani sottili si sé stessa.

L'udito mentale e la mente intuitiva sviluppano il piano della saggezza.

Quando l'intuitività diventa un aspetto costante dell'intelligenza fa riconoscere il tono caratteristico di un individuo, o il tono fondamentale di un gruppo. La mente trova i punti di unificazione tra diversi elementi, intuendo che anche proprietà molto diverse hanno finalità e modalità comuni. Questa è la capacità di sintesi.

Unire le diversità attraverso i punti in comune fa riconoscere le simmetrie e le corrispondenze in ogni settore della conoscenza.

L'udito sottile è fonte di beatitudine, perchè, riconosce l'onnipresenza del suono (che i mistici interpretano come un canto) come mezzo evolutivo ed unificatore dell'esistenza cosmica, i cui toni diventano i modelli fondamentali d'ogni forma vivente.

La sua simbologia è la Parola Sacra, la Parola Perduta e le Parole di Potere. Mentre la rappresentazione exoterica del suono è la Colonna d'Armonia di uso rituale.

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* «La telepatia verticale è possibile quando l'estensione del senso dell'udito diventa tale da interessare la Psiche». In altre parole, la telepatia verticale è il fenomeno di comunicazione che intercorre tra l'Ego sup. e la personalità, ovvero, la mente fisica. La sua presenza è indispensabile nel compimento dell'illuminazione.

L'estensione del senso dell'udito a cui si fa riferimento, è la possibilità per l'uomo, nel corso del suo sviluppo evolutivo, di prendere coscienza dei cosiddetti poteri psichici superiori, che gli orientali hanno chiamato siddhi. I “poteri della mente” sono le controparti sottili dei sensi fisici. Ad esempio, il senso che sul piano fisico si manifesta come udito, a livello astrale diventa chiaroudienza, mentre nel livello mentale superiore diventa telepatia. Antichi Commentari definiscono “fenomeni di psichismo inferiore” i sensi che si manifestano sul piano astrale, e “fenomeni di psichismo superiore” quelli che appartengono ai piani più sottili della mente, cioè, più prossimi all'Ego sup.
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Tatto

Il tatto fisico fa riconoscere le caratteristiche di cosa o con chi si entra in relazione.

Il tatto emotivo è entrare in contatto con sensazioni o idee che abbiano un'analoga espressione emotiva.

Il tatto mentale chiamato psicometria, è la facoltà di giungere all'anima dell'idea e della parola superando la forma, o l'espressione, che le racchiude eclissandone l'essenza.

Il contatto mentale può essere vissuto come riconoscimento, memoria, o anticipazione di quanto è recepito.

Il tatto intuitivo accresce il senso di orientamento mentale e spirituale (v. orientamento orizzontale e orientamento verticale). Sentire con partecipazione significa che le mani possono diventare dei potenti strumenti di ricezione e di trasmissione energetica.

Il tatto spirituale è la capacità di riconoscere l'unità spirituale in ogni sua forma.

La sua simbologia è il toccamento che segna il riconoscimento tra simili, oppure, l'imposizione delle mani come trasmissione iniziatica, terapeutica o del consolamentum (v. Frati consolati).

 

Vista

La vista fisica è l'atto di percepire attraverso l'occhio.

La vista emotiva oltre che a concettualizzare i colori serve a costruire modelli morali e ad immaginare nuove forme di pensiero.

La vista mentale è la capacità di concettualizzare gli spazi interni di simboli e forme geometriche.

La vista intuitiva permette di concettualizzare i suoni delle idee ed il loro moto.

È la visione mentale simboleggiata dal terzo occhio.

La vista spirituale è percezione pura.

Quando nella mente appare un'idea tanto concisa e sintetica da non potere essere subito interpretata, questa viene concepita solo come barbaglio. Un flash psichico che ancora non si riesce ad interpretare, ma il cui contenuto illumina la mente.

Sono le tante piccole e grandi illuminazioni che rischiarano il percorso del ricercatore e possono essere sapientemente moltiplicate.

La sua simbologia sono i sacri lumi. È la metafora della mezza luce, che raffigura la vista della ragione inferiore, e della luce piena, che raffigura la visione della coscienza superiore, dell'intelligenza impersonale non contaminata dalle emozioni dei sensi fisici.

 

Gusto

Il gusto fisico discrimina i sapori e controlla le modalità inferiori del gusto.

Il gusto emotivo è l'immaginazione.

Il gusto mentale è la capacità di discriminare ogni forma di dualità, inclusa la differenza tra i pensieri dell'Ego superiore e quelli che nascono dall'io personale.

Il gusto intuitivo è l'intuizione stessa. La conoscenza immediata ottenuta non con l'apprendimento di nozioni, ma attraverso la percezione diretta di ciò che è conosciuto (v. Conoscenza per contatto).

Il gusto spirituale è la spinta evolutiva con cui la coscienza sottile (anima) cerca di coinvolgere l'io personale (la coscienza fisica) nel proprio progetto di manifestarsi. L'anima utilizza la propria esperienza per edificare forme fisiche sempre migliori, che le permettano di affermarsi sempre più nel mondo della materia.

La simbologia è quella della Coppa delle Libagioni con cui si porta alla bocca (che rappresenta la coscienza dell'uomo) il dolce sapore dell'amore illuminato, o al contrario, l'amaro del suo tradimento, distinguendo, così, le azioni auspicabili da quelle odiose.

Discriminando il caos da verità e bellezza , cioè, separando l'armonia dalla dissonanza; il bene dal male; il reale dall'irreale; il gusto diventa il senso d'Equilibrio e di Giustizia. Che accostiamo al simbolo della Bilancia che misura, ed alla Spada che dividendo separa gli opposti.

 

Olfatto

L'olfatto fisico recepisce l'odore che eccita diverse componenti psichiche, dando luogo ad emozioni che di volta in volta mutano la disposizione mentale.

La stimolazione sensoriale riguarda tutti i sensi, ma nell'olfatto è particolarmente vera. Selezionando gli odori si può determinare un particolare stato di allineamento e di ricettività mentale. Per questo nelle cerimonie vengono usati particolari odori.

Il senso olfattivo sul piano emotivo è l'impianto della devozione religiosa e dell'idealismo che si basa sul desiderio di possedere ciò che si ama, innalzandolo, oppure, se antagonista, cercando di annientarlo.

Il senso olfattivo sul piano mentale è la facoltà di discernimento.

Il senso olfattivo sul piano intuitivo è l'idealismo intuitivo e l'orientamento mistico, slegato da ogni sistema religioso ma segnato dalla spiritualità impersonale.

Il senso olfattivo sul piano spirituale è il principio della mente nella sua attività creativa per perfezionare il collegamento tra la personalità ed i piani spirituali interiori.

La simbologia sono le Fumigazioni rituali di essenze la cui qualità vibratoria muove particolari sensazioni, oppure, corrisponde a determinate caratteristiche zodiacali. 

 

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