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: Misteri e segreti del «B'nai B'rith»
Argomento:Storia Nascosta

Storia NascostaLa più importante organizzazione ebraica internazionale - La fondazione - Formare dei quadri - Influenza politica del “B'nai B'rith” - L'influenza attuale del “B'nai B'rith” - Il “B'nai B'rith” e la massoneria - La regola del segreto - Il cardinale del “B'nai B'rith” - Il “B'nai B'rith” e il comunismo - Il “B'nai B'rith” e il sionismo - Il “B'nai B'rith” fa riconoscere Israele - Il compito piu arduo: impedire l'assimilazione - Il rimpianto del ghetto e i pericoli dell'emancipazione - L'“Anti-Difamation-League”: o il braccio armato del “B'nai B'rith” - L'A.D.L. e lo spionaggio privato negli Usa - Un libro di denuncia

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Misteri e segreti del «B'nai B'rith»

di don Curzio Nitoglia
curato da Athos A. Altomonte

prodotto per Esonet.it


Sommario: La più importante organizzazione ebraica internazionale - La fondazione - Formare dei quadri - Influenza politica del “B'nai B'rith” - L'influenza attuale del “B'nai B'rith” - Il “B'nai B'rith” e la massoneria - La regola del segreto - Il cardinale del “B'nai B'rith” - Il “B'nai B'rith” e il comunismo - Il “B'nai B'rith” e il sionismo - Il “B'nai B'rith” fa riconoscere Israele - Il compito piu arduo: impedire l'assimilazione - Il rimpianto del ghetto e i pericoli dell'emancipazione - L'“Anti-Difamation-League”: o il braccio armato del “B'nai B'rith” - L'A.D.L. e lo spionaggio privato negli Usa - Un libro di denuncia

 

La più importante organizzazione ebraica internazionale

Emmanuel Ratier ci presenta uno studio molto interessante sul “B'nai B'rith”. Su questo argomento non era stato scritto ancora nulla di cosi completo, dettagliato e nello stesso tempo ben documentato. Era infatti molto difficile poter parlare del “B'nai B'rith”, poiché riguardo a quest'associazione non si trovava nulla, di “esposto al pubblico”. Nulla, neppure alla Biblioteca Nazionale di Parigi, tranne tre modesti fascicoli del 1932. Tuttavia, secondo l'“Encyclopedia Judaica”(1970), il “B'nai B'rith” costituisce “la più antica e la più numerosa organizzazione giudaica di mutuo soccorso, organizzata in logge e in capitoli in 45 nazioni. Il numero totale dei membri è di circa 500.000”.

Strano che un'associazione così importante, fondata negli USA nel 1843, non abbia mai pubblicato nulla su di sé. Se si consulta la collezione delle riviste, che per legge devono essere esposte in quattro esemplari alla Biblioteca Nazionale ogni volta che appaiono, si constata che il “B'nai B'rith” non ha mai effettuato tale deposito, pur essendovi obbligato per legge. Nonostante questa precauzione, l'Autore dello studio presentato dal Ratier, ha potuto consultare una certa parte delle pubblicazioni del “B'nai B'rith” americano ed europeo. In questo articolo mi sono limitato a recensire tale libro, cui rimando il lettore per eventuali consultazioni di citazioni fatte nell'opera stessa.

 

La fondazione

Il 13 ottobre 1843 il “B'nai B'rith” fu fondato al Caffé Sinsheimer, nel quartiere di Wall Street, a New York. Allora fu chiamato “Bundes-Brueder” (che significa “Lega dei fratelli”), nome tedesco a causa dell'origine dei fondatori ebrei-tedeschi, che parlavano soltanto il tedesco o l'yiddish. Il “B'nai B'rith” è pertanto una delle più antiche associazioni americane ancora esistenti.

Il fondatore, Henry Jones, cercò dei co-fondatori reclutandoli presso la Sinagoga, di cui era uno dei principali responsabili. Il “B'nai B'rith” stesso riconosce inoltre che almeno quattro dei suoi fondatori erano massoni. L'Ordine del “B'nai B'rith”, per libera scelta dei fondatori, era riservato ai soli ebrei.

I fondatori volevano creare un Ordine che avrebbe dovuto essere il mezzo per unire gli ebrei d'America e “illuminare” così “come un faro il mondo intero”. Un mese dopo la creazione dell'Ordine, si decise che la sede sarebbe stata a New York; il locale scelto per fondare la prima Loggia di New York, non fu una sala della Sinagoga, ma il tempio massonico situato all'angolo di Oliver Street e Henry Street, proprio per mostrare la sua origine massonica. I fondatori decisero di cambiare nome all'associazione, stimando che un Ordine ebraico dovesse avere un nome ebraico. Conservarono così le iniziali B. B., ma cambiarono il nome dell'Ordine, che da “Bundes-Brueder” (Lega dei Fratelli) divenne “B'nai B'rith” (Figli dell'Alleanza). Il motto dell'Ordine era: “Benevolenza, Amore fraterno e Armonia”. Si scelse perciò come simbolo dell'Ordine la “menorah”, il candeliere a sette bracci, che simboleggia appunto la luce.

 

Formare dei quadri

Henry Jones intuì la necessità di una stretta unione della comunità ebraica americana, in vista del suo futuro incremento, per l'arrivo di un sempre crescente numero di emigranti, e quindi il bisogno di un'organizzazione che provvedesse alla loro sistemazione e al loro sostentamento; seppe unire i principi religiosi del Giudaismo a quelli filantropici di mutuo soccorso della Massoneria. Il disegno di Jones era quello di selezionare tra gli immigrati i migliori elementi. per costituire i “quadri” o le élites indispensabili al ruolo che il Giudaismo americano avrebbe dovuto avere nel mondo intero: essere il sacerdote dell'umanità posta al suo servizio, come “noachida” o proselite della porta! Per far questo bisognava conservare il carattere religioso del Giudaismo, ma nello stesso tempo evitare ogni disputa teologica.

Ora la Sinagoga, che in America era profondamente divisa, non poteva compiere quest'opera: la Loggia doveva quindi interporsi ed unificare ciò che le dispute sinagogali avevano diviso. Il “B'nai B'rith” avrebbe dovuto essere il grande educatore degli ebrei americani, per poterli innalzare al rango che compete loro: essere il faro dell'umanità! Esso aveva quindi una duplice funzione: essere un bastione contro la secolarizzazione e la perdita dell'identità ebraica; e nello stesso tempo evitare ogni pericolo di divisione, a causa delle dispute teologiche. Per favorire quest'unione degli ebrei l'Ordine, rifacendosi ai principi della Massoneria, si poneva al di sopra dei partiti e delle correnti teologiche ebraiche. Esso divenne il centro di tutti gli affari del mondo ebraico americano e il punto d'incontro degli ebrei liberali e ortodossi. Grazie alla sua caratteristica pluralista, non esclusivista, il “B'nai B'rith” riuscì a unire ciò che la Sinagoga aveva diviso. Inoltre il “B'nai B'rith”, per poter mantenere intatta la sua vitalità, mostrò sempre una grande capacità di adattamento al mutare delle circostanze.

 

Influenza politica del “B'nai B'rith”

Nell'ambito dei suoi compiti di tutela delle minoranze ebraiche l'Ordine esercitò, tramite il canale della diplomazia americana, enormi pressioni in favore degli ebrei perseguitati in Russia, in Romania, in Germania ecc. Nel 1903 per esempio, il presidente Roosevelt preparò insieme al “B'nai B'rith” una lettera di protesta da inviare allo Zar di Russia per condannare i pogrom russi. Le richieste contenute nella lettera, trasmessa dal Segretario di Stato americano, non furono accolte dallo Zar, il quale anzi, vedendo che gli ebrei capeggiavano i rivoluzionari russi, decise di sottomettere gli israeliti stranieri a un regime speciale di passaporto, per poterli meglio sorvegliare. L'America fece nuovamente pressioni diplomatiche sullo Zar, ma Nicola II rifiutò ancora una volta di ricevere le proteste ebree. Il Gran Presidente del “B'nai B'rith” di quel tempo, Krans, ha scritto che uno dei membri del “B'nai B'rith” dichiarò in quell'occasione: “Se lo Zar non vuole dare al nostro popolo la libertà che esso desidera, allora una Rivoluzione installerà una Repubblica in Russia, mediante la quale otterremo i nostri diritti”. Previsione o premozione?

 

L'influenza attuale del “B'nai B'rith”

Negli USA le campagne presidenziali passano inevitabilmente attraverso le assemblee del “B'nai B'rith”, dove i candidati, sia democratici che repubblicani, vengono a porgere i loro messaggi di sostegno ad Israele. Per esempio nel 1953 il vice presidente Richard Nixon fu il principale oratore politico al banchetto della Convenzione, ed il presidente Dwight Eisenhower inviò un caloroso messaggio d'incoraggiamento alla Loggia. Eisenhower prese poi parte al banchetto per il 40· anniversario dell'A.D.L. (Anti-Diffamation League of “B'nai B'rith”), il “braccio armato” del “B'nai B'rith”. Mentre nel 1963, per i 50 anni dell'A.D.L., l'invitato d'onore fu il presidente John Kennedy. Alcuni mesi più tardi anche il nuovo presidente Lyndon Johnson fu invitato dall'Ordine. Per finire, il presidente del “B'nai B'rith”, Label Katz, incontrò in udienza privata Giovanni XXIII nel gennaio 1960. Tramite Jules Isaac (membro del “B'nai B'rith”) l'Ordine ha giocato un ruolo di primo piano nella preparazione del documento Nostra Ætate del Concilio Vaticano II.

 

Il “B'nai B'rith” e la massoneria

Oggi i membri del “B'nai B'rith” cercano di non parlare del loro legame con la Massoneria, ma abbiamo già visto come almeno quattro dei fondatori del “B'nai B'rith” erano massoni, che si riunivano in Templi massonici. Il Ratier esamina a questo scopo ciò che autori o riviste massoniche o filomassoniche scrivono del “B'nai B'rith”: Daniel Ligou, il “Dictionnaire de la franc-maçonnerie” (1932), l'“Almanach maçonnique de l'Europe”, Jean-Pierre Bayard, la rivista “Globe” secondo cui il “B'nai B'rith” è “il ramo ebraico della Massoneria”, Daniel Beresniak, la “Guide de la vie juive en France”, che parla, a proposito del “B'nai B'rith” di “Massoneria colorata di Giudaismo”, e infine “Tribune Juive” secondo cui essi (“B'nai B'rith”) progettano di creare un tipo di “obbedienza massonica riservata ai soli ebrei”. Da qualche decennio tuttavia, i dirigenti del “B'nai B'rith” stanno cercando di non far trasparire la specificità massonica del loro Ordine.

 

La regola del segreto

Ufficialmente il “B'nai B'rith” avrebbe dovuto abbandonare la regola del segreto nel 1920, ma ancora nel 1936 Paul Goldman, presidente della prima Loggia di Londra, parlava, in un articolo che ne tratteggiava la storia, del segreto o silenzio sulle attività della Loggia. Il Ratier spiega inoltre come vi siano nel “B'nai B'rith” delle “riunioni aperte” cui possono assistere anche i profani, e le “vere riunioni”, chiuse o segrete, riservate ai soli fratelli.

 

Il cardinale del “B'nai B'rith”

Il 16 novembre 1991, il card. Albert Decourtray, Arcivescovo di Lione e Primate di Francia, riceveva il Premio internazionale dell'azione umanitaria del distretto XIX (Europa) del “B'nai B'rith”. Nel discorso pronunciato per la consegna della medaglia ricordo a Decourtray, Marc Aron, presidente del “B'nai B'rith” francese, fece un'allusione molto interessante circa l'evoluzione delle relazioni tra gli ebrei e il Vaticano: “Poi venne Jules Isaac, un “B'nai B'rith”; il suo incontro con Giovanni XXIII è la punta dell'iceberg; il Vaticano II, Nostra Ætate, le direttive conciliari per lo sradicamento di ogni concetto antigiudeo nella catechesi e nella liturgia”.

 

Il cardinale Bea

L'attitudine filoebrea del cardinale Bea gli valse l'accusa di essere un agente segreto “B'nai B'rith”. Qualcuno, come ha riassunto Leon de Poncins, ha accusato Bea di essere d'origine ebrea, si sarebbe chiamato, Beja, o Behar, e avrebbe agito nel Concilio come agente segreto del “B'nai B'rith”, Ma non ci sono prove serie di ciò fino ad ora.

 

Freud e il “B'nai B'rith”

L'autore scrive che S. Freud era membro della Loggia del “B'nai B'rith” di Vienna e che il “B'nai B'rith” ha influito molto sullo sviluppo della psicanalisi, fondata sulla Kaballa.

 

Il “B'nai B'rith” e il comunismo

La domanda dell'autore è questa: vi fu opposizione o sostegno, da parte del “B'nai B'rith”, alla Rivoluzione comunista del 1917? Globalmente, leggendo la stampa del “B'nai B'rith”, si può dire che vi fu sostegno, senza che vi fosse alcuna paura per lo sviluppo della comunità israelitica russa, tranne le inquietudini per un'eventuale assimilazione degli ebrei nello Stato comunista e le difficoltà per la pratica religiosa. Ma oltre questi due punti, non si trova, nella stampa del “B'nai B'rith” dell'epoca, nessuna condanna del regime dittatoriale comunista per la sua ideologia. Per quanto riguarda “l'eliminazione degli ebrei ortodossi, essa fu condotta dalla sezione ebrea del partito comunista la ‘Evsekzija'; si assistette perciò al triste spettacolo di ebrei, che spogliavano i loro propri fratelli”.

 

Il “B'nai B'rith” e il sionismo

Il “B'nai B'rith” può essere definito un movimento pre-sionista. Fin dall'origine e per sua natura, il “B'nai B'rith” è un Ordine d'ispirazione sionista, anche se nel 1843 questo termine non esisteva ancora. Paul Goldman, presidente della Prima Loggia d'Inghilterra, scrisse nel 1936 un piccolo opuscolo sulla storia ditale Loggia. In esso sono contenute notizie molto importanti sull'influenza delle logge londinesi del “B'nai B'rith” nello sviluppo del Sionismo.

“Nella Palestina - scrive il Goldman - “B'nai B'rith” ha esercitato un ruolo unico, prima che il Sionismo ne facesse la base dello Stato ebraico”. Nel 1865, ventitrè anni prima dell'Organizzazione sionista mondiale di Herzl, il “B'nai B'rith” organizzò una grande campagna d'aiuto alle vittime ebree di un'epidemia di colera in Palestina. Dopo di che l'Ordine non ha più smesso di sostenere finanziariamente le iniziative private in Israele (nel 1948, inviò più di quattro milioni di dollari in Israele). Tuttavia a causa di una minoranza antisionista tra gli ebrei, il “B'nai B'rith”; che ha sempre cercato di evitare ogni querelle e divisione tra israeliti, non ha preso ufficialmente posizione (fino al settembre 1947) in favore delle tesi sioniste, pur difendendole e partecipando attivamente a tutte le conferenze sioniste.

 

Il “B'nai B'rith” fa riconoscere Israele

È stato il “B'nai B'rith” che ha provocato il riconoscimento (de facto) dello Stato d'Israele da parte del presidente americano Harry Truman, che era ostile ad un riconoscimento rapido d'Israele, e che a causa del suo “ritardismo” veniva accusato dai dirigenti sionisti di essere un traditore. Nessuno dei leaders sionisti era ricevuto, in quei frangenti, alla Casa Bianca. Tutti, tranne Frank Goldman, presidente del “B'nai B'rith”, che non riuscì però a convincere il Presidente. Allora Goldman telefonò all'avvocato Granoff, consigliere di Jacobson, amico personale del presidente Truman. Jacobson, un “B'nai B'rith”, pur non essendo sionista, scrisse tuttavia un telegramma al suo amico Truman, chiedendogli di ricevere Weizmann (presidente del Congresso Sionista mondiale). Il telegramma restò senza risposta. allora Jacobson chiese un appuntamento personale alla Casa Bianca. Truman lo avviso che sarebbe stato felice di rivederlo, a condizione che non gli avesse parlato della Palestina. Jacobson promise e partì. Arrivato alla Casa Bianca, come scrive Truman stesso nelle sue “Memorie”: «Delle grandi lagrime gli colavano dagli occhi; allora gli dissi: “Eddie, sei un disgraziato, mi avevi promesso di non parlare di ciò che sta succedendo in Medio Oriente”. Jacobson mi rispose: “Signor Presidente, non ho detto neanche una parola, ma ogni volta che penso agli ebrei senza patria mi metto a piangere”. Allora gli dissi: “Eddie, basta”. E discutemmo d'altro, ma ogni tanto una grossa lacrima colava dai suoi occhi. Poi se ne andò». Ebbene poco tempo dopo, Truman ricevette Weizmann in segreto e cambiò radicalmente opinione, decidendo di riconoscere subito lo Stato d'Israele. Così il 15 maggio 1948 Truman chiese al rappresentante degli Stati Uniti di riconoscere de facto il nuovo Stato. E quando il Presidente firmò i documenti di riconoscimento ufficiale d'Israele, il 13 gennaio 1949, i soli osservatori non appartenenti al governo degli Stati Uniti erano tre dirigenti del “B'nai B'rith”: Eddie Jacobson, Maurice Bisyger e Frank Goldman.

 

Il compito piu arduo: impedire l'assimilazione

Sappiamo gia che il “B'nai B'rith” ha per scopo di unire gli israeliti, per far progredire l'umanità. L'Ordine cerca pertanto di sviluppare il carattere morale e intellettuale dei propri correligionari; tuttavia, studiando meglio il problema, si può scorgere un certo “razzismo” ebreo in tali programmi. L'Ordine dei “Figli dell'Alleanza” presuppone una fedeltà totale al Giudaismo, in quanto esso serve a rafforzare la coscienza ebraica. Uno dei compiti più alti dell'Ordine è di preservare il popolo ebreo da ogni pericolo di assimilazione da parte di altre nazioni e da una conseguente perdita d'identità.

La “Lega Anti-Diffamazione” (A.D.L.) scrive che essa “crede nell'integrazione, cioè nell'accettazione degli ebrei, come eguali. Ma che è opposta all'assimilazione: ossia alla perdita dell'identità ebrea. Uno dei principi dell'Ordine è che “non vi è posto nel “B'nai B'rith” per un Fratello che tiene i suoi figli lontani dalla Comunità Israelitica”.

 

Il rimpianto del ghetto e i pericoli dell'emancipazione

Nelle pubblicazioni del “B'nai B'rith” di questi ultimi anni, traspariva ancora una certa nostalgia del ghetto, come garanzia della propria identità, e perciò certi membri arrivano financo a stimare che “il nemico mortale degli ebrei non è l'antisemitismo ma è l'assimilazione”.

Il “B'nai B'rith” lotta anche contro i matrimoni misti, nei quali uno dei coniugi è un “goy”, anche se il matrimonio viene celebrato nella Sinagoga.

 

L'“Anti-Difamation-League”: o il braccio armato del “B'nai B'rith”

L'A.D.L. fu fondata dal “B'nai B'rith” nell'ottobre del 1913 per lottare contro la diffamazione e la discriminazione che si sarebbero potute esercitare contro la comunità ebraica americana. Molti presidenti degli USA hanno tessuto l'elogio dell'A.D.L., ad esempio Truman, Eisenhower, J. Kennedy, Johnson, Reagan.

L'associazione scheda regolarmente ogni anno tutti coloro che hanno espresso delle opinioni non filo-israeliane. In Italia, quest'estate, il giornalista Maurizio Blondet è riuscito, clamorosamente, a rendere pubblico l'elenco dell'A.D.L. 1993, in cui si trovavano, tra gli altri, i nomi degli onorevoli Pivetti e Miglio, dei cardinali Ruini e Pappalardo. L'on. Pivetti ha presentato un'interrogazione parlamentare chiedendo al Ministro degli Interni un'inchiesta sul caso, senza ricevere alcuna risposta.

 

L'A.D.L. e lo spionaggio privato negli Usa

Il 10 dicembre 1992 e l'8 aprile 1993, i locali dell'A.D.L. del “B'nai B'rith” di S. Francisco e di Los Angeles, furono perquisiti simultaneamente da agenti dell'F.B.I. e molti dei documenti sequestrati provano che l'A.D.L., tramite la sua sezione di ricerca documentaria (“Fact Finding Division”), diretta fin dal 1962 da Irwin Svall, è stata, né più né meno, una vasta rete di spionaggio, non solo contro militanti politici vagamente antisemiti, ma anche contro diverse confessioni religiose, clubs, associazioni locali che non hanno nulla di antisemita. La polizia americana scoprì allora che la maggior parte degli uomini o associazioni spiate dall'A.D.L., non avevano mai avuto alcun legame diretto o indiretto con la comunità ebraica, e non avevano neppure preso una posizione netta pro o contro Israele.

In Italia per esempio, il card. Ruini è stato schedato come antisemita per aver scritto che Gesù era stato crocifisso dagli ebrei. Il card. Pappalardo per aver usato l'espressione scritturale “Sinagoga di Satana”.

Una tale rete di spionaggio è stata messa in piedi grazie alle amicizie che l'A.D.L. conta tra i poliziotti, gli sceriffi e persino tra gli agenti dell'FBI. Il potere della comunità ebrea e tanto grande che i locali dell'A.D.L. di Los Angeles dovettero essere perquisiti dalla polizia di San Francisco, perché la polizia locale si era rifiutata di cooperare direttamente all'inchiesta. Il procuratore generale di San Francisco, Arlo Smith, disse che si trattava “della più vasta rete di spionaggio che opera su scala nazionale”. Due cronisti del quotidiano “San Francisco Chronicle”, Phillip Matier e Andrew Ross, hanno scritto che il dossier dell'A.D.L. di San Francisco, sequestrato dalla polizia di Los Angeles, è “soltanto la punta dell'iceberg di un raggio nazionale di spionaggio e di indiscrezioni programmate dai servizi di sicurezza”. I due giornalisti affermano anche che “poliziotti di almeno altre sei grandi città, sono egualmente implicati nella vendita di schede confidenziali di polizia”. Altra tattica impiegata dall'A.D.L. è quella d'infiltrare gruppi o partiti americani. Alcuni studenti ebrei dell'Università di San Francisco, come riporta il settimanale “San Francisco Weekly”, hanno ammesso di spiare, per conto dell'A.D.L., altri studenti o professori, annotando sistematicamente le osservazioni fatte su Israele o sugli ebrei. Se ne deduce che l'A.D.L. scheda ogni persona che esprime sentimenti od opinioni critiche su Israele. Sembra che l'origine dei legami A.D.L.- polizia risalga ai preliminari della dichiarazione di guerra americana del 1941. Quando gli USA dichiararono la guerra, le schede dell'A.D.L. divennero una miniera d'oro per l'F.B.I., che poté cosi controllare gli agenti nemici.

Questa pratica non è cessata: l'A.D.L. ha fornito all'F.B.I. liste di persone o organizzazioni ritenute “razziste”; anzi l'A.D.L. ha organizzato dei seminari di formazione ai quali venivano invitati poliziotti americani per poter identificare e schedare gli “antisemiti” o presunti tali. Nel 1989 fu il capo stesso dell'F.B.I., William Sessions, a partecipare all'assemblea annua dell'A.D.L., mettendo a disposizione della stessa la sua esperienza professionale. Per ottenere i favori dei poteri repressivi e facilitare la sua penetrazione nell'apparato poliziesco, l'A.D.L. sponsorizza ogni anno, numerosi seminari consacrati specialmente ai cosiddetti “estremisti bianchi”, ai quali partecipano numerosi ufficiali di polizia, dall'F.B.I. fino agli sceriffi, ivi compresi i procuratori generali di tredici Stati.

Le «pubblicazioni “tecniche” dell'A.D.L., che costituiscono spesso una vera opera di schedatura di persone critiche nei confronti del Sionismo, sono d'altronde destinate a essere utilizzate dalla polizia, come precisa lo stesso catalogo pubblicitario dell'A.D.L.». Per conto dell'A.D.L. vengono organizzate anche operazioni di provocazione, orchestrate nel seno di gruppi di estrema destra, in modo da screditarli e al tempo stesso pilotare l'opinione pubblica sull'esistenza di un grave pericolo razzista ed antisemita, in realtà inesistente.

 

Un libro di denuncia

Nell'estate del 1992 appariva in Francia un libro, intitolato “Les droites nationales et radicales en France”, edito da “Presses universitaires de Lyon” (P.U.L.), scritto da due giovani autori René Monzat e Jean-Yves Camus (nati entrambi nel 1958). Sul retro della copertina si può leggere la scritta: «Opera pubblicata col concorso del “B'nai B'rith” di Francia». Ora il presidente del “B'nai B'rith” francese e il dottor Marc Aron, un influente personalità lionese, che ne ha firmato la prefazione dal titolo: “Il cerchio vizioso dell'estrema destra”. L'opera è costituita in larga parte dalla trascrizione di schede della polizia (da pag. 61 a pag. 100) ed è un'opera di autentica denuncia di partiti, personalità, bollettini, associazioni, ecc.

 

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