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: Una Allegoria Sottile (1678) - I parte
Argomento:Alchimia

AlchimiaI Segreti dell’alchimia

In questo breve trattato alchemico del XVII sec. Michel Maier (1568-1622), medico tedesco e alchimista rosacrociano di derivazione paracelsiana, con una splendida allegoria attraversa tutti i “continenti” alla ricerca della Fenice, emblematico uccello dalle cui piume si possono ottenere miracolose guarigioni.
Ovviamente trattasi di viaggio immaginario nel quale il lettore deve immergersi cercando di estrapolarne la vera essenza ed il vero significato. È il percorso che ogni iniziato deve intraprendere per trovare la “sua Fenice”

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Una Allegoria Sottile (1678) - I parte

di Michel Maier
a cura di Giuseppe Barbone

Una Allegoria Sottile (1678)
Musaeum Hermeticum

Concernente i Segreti di alchimia
Molto utile da possedere e piacevole da leggere.
Michel Maier

Traduzione da testo francese a cura di: Giuseppe Barbone



I Segreti dell’alchimia


Dopo aver dedicato la maggior parte della mia vita allo studio delle arti liberali e delle scienze, così come avviene in una società di uomini saggi e di scienziati giudiziosi, sono stato costretto, come risultato della mia osservazione sull’umanità, di giungere alla triste conclusione che i cuori della maggior parte delle persone sono occupati o dai loro progetti ambiziosi e vanitosi, dediti a piaceri sensuali, o all’accumulo di ricchezze attraverso qualsiasi mezzo possibile; sono giunto alla conclusione che essi si preoccupano poco di Dio o delle virtù. Innanzitutto, non sapevo veramente se occorresse diventare un discepolo del filosofo che ride, o del filosofo che piange, o se bisognasse unirsi all’esclamazione del saggio Principe di Israele che dice: Tutto è vanità. Ma a lungo andare, la Bibbia e l’esperienza, mi hanno insegnato a trovare rifugio nello studio dei segreti nascosti della Natura per mezzo di libri stranieri e nel Grande Libro del Mondo. Oggi posso dire che più mi sono dissetato alla potente sorgente della conoscenza e più la mia sete, come quella di Tantalio, è aumentata dolorosamente.

Avevo sentito dire che c’era un uccello chiamato Fenice, in tutto il mondo il solo della sua specie e le cui piume e la cui carne costituiscono la grande e gloriosa Medicina contro ogni passione, dolore e tristezza; anche Elena, dopo il suo ritorno da Troia, l’aveva descritto a Telemaco come una forma di corrente d’aria che, grazie a lui, aveva dimenticato tutte le sue tristezze e le sue noie. Non potevo sperare di ottenere veramente questo uccello, ma fui preso da un desiderio irresistibile di entrare in possesso almeno di una delle sue più piccole piume. Decisi così di investire tutti miei averi nella sua ricerca in ogni parte del mondo ed a sopportare ogni difficoltà per ottenere questo privilegio ineffabile. Mi avviai così alla sua ricerca senza scoraggiarmi. Alcune persone negavano l’esistenza stessa di questo uccello, altri risero della mia fede nelle sue virtù miracolose. Fui portato così a considerare per un po’di tempo che tutto quanto avevano detto di lui, Tacito, Plinio e tutti gli altri autori, sapeva di favola, allora mi domandai se dopo tutto, i differenti narcotici ed oppiacei non erano un migliore rimedio alla collera ed al dolore delle supposte virtù che la Fenice pareva possedere.

Inoltre, per sopperire a queste alterazioni della mente avevo sentito parlare di un metodo elementare, suggerito da un certo saggio ad Augusto che gli consigliò di ripetere le ventiquattro lettere dell’alfabeto ogni volta che era in collera, questa suggestione sembrò soppiantare tutti gli altri rimedi. Avevo letto anche i libri di questi moralisti che promettono di prescrivere un rimedio efficace contro ogni malattia dello spirito. Tuttavia, dopo aver dato un equo giudizio a questi specifici tanto vantati dottori, constatai con smarrimento che avevano poca utilizzazione pratica. In numerosi casi, le cause di malattie mentali sono sembrate essere materiali e consistere in un eccesso o un difetto di bile o di un’altra sostanza fisica.

In tutti questi casi, un trattamento medico sembrava indicato, da qui Galieno, questo principe tra i medici, fu portato a credere che il carattere dipende dagli umori dell’organismo. Come un soldato può perdere il proprio coraggio se tenuto chiuso in una prigione, parimenti una persona benevola può cedere alla sua collera, semplicemente per l’errore di una costituzione viziosa dell’organismo. Questa opinione più che ragionevole, sostenuta tra l’altro, dalla testimonianza che ci viene data da Arnaldo da Villanova, in uno di questi libri dove espone le virtù di tutti i medicinali per mezzo delle tavole delle quattro qualità. Egli dice che i medicinali che conducono all’eccellenza intellettuale sono quelli che rinforzano la digestione e sostengono il cervello così come i principi vitali, purgati da tutte le cose superflue che inquinano il sangue e sono la causa della salita dei vapori al cervello. Constaterete in seguito che molti autori medici parlano dei loro medicinali come produttori di un effetto diretto sullo spirito, quando ciò accade solamente per mezzo dello stomaco, del cervello, del sangue, del fegato, i quali tendono ad aumentare le facoltà intellettuali, migliorando lo stato di salute generale del cervello ed accelerando tutti i processi dell’organismo, in modo tale da poter dire che producono gioia, perché tendono a rinforzare gli organi principali, a purificare il sangue ed a produrre vivacità. Altri medicinali conducono al “Paradiso”, poiché dispongono il cuore alla carità e ad ogni buona opera per mezzo della loro azione sul sangue. Alcune erbe medicinali hanno il potere di eccitare l’amore, aumentando e depurando il sangue ed accelerando così l’istinto sessuale.

Allo stesso modo, è possibile, per mezzo di certe droghe rendere gli uomini stupidi e pazzi, come gli uomini diventano uggiosi e flemmatici quando bevono troppo vino. Potrete notare che a volte dopo aver mangiato un certo tipo di cibo, gli uomini diventano spensierati, gioiosi ed inclini a danzare ed a cantare, sebbene siano abitualmente delle persone equilibrate, mentre altri tipi di alimentazione hanno un effetto contrario su di essi. Così, un medico ha il potere di fare prodigo un avaro, di una persona casta una lasciva, di una persona timida una sfrontata, semplicemente cambiando la struttura ai suoi succhi vitali. Tali sono i meravigliosi segreti dell’arte medica, sebbene siano evidentemente nascosti agli insensati ed agli ignoranti. Ci sono un gran numero di persone infatuate le quali credono che la medicina non può fare altro che curare un mal di testa, Ippocrate aveva vietato ai medici ai quali insegnava, di rivelare questi segreti, questa era una saggia interdizione. Più avanti, lo stesso autore dice: “Quale medicinale può produrre più grande caldo della collera? O gelare il corpo più del timore? O fortificare i nervi più a fondo della gioia? O intrattenere e confortare più della speranza? E quale,causa la disperazione più della morte certa?” Tali sono le parole del filosofo e mostrano che la medicina può, tramite il corpo, guarire lo spirito e fornire così un rimedio alla collera molto più di altre perturbazioni mentali. È vero che se ci fosse ora nel mondo un rimedio alla collera, sarebbe tenuto poco in considerazione. Anche se calmierasse le passioni degli individui, altre persone non riconoscerebbero tuttavia il suo valore. Ma di ciò che gli uomini oggi non si preoccupano, potrebbe un giorno esserci una grande richiesta. Tale è la vicissitudine di tutte le cose umane. Galieno ha detto una volta che i selvaggi d’Inghilterra e Tedeschi erano molto ostili alla scienza Medica che ignoravano. Ma adesso i discendenti dei concittadini di Galieno sono decaduti nella barbarie, mentre gli inglesi ed i tedeschi sono i medici più abili al mondo. Pare che probabilmente questo Rimedio sarà un giorno molto ricercato, soprattutto se consideriamo la sua immensa utilità e gli innumerevoli mali che la collera porta agli uomini.

Ciò che è stato detto della collera si applica altrettanto ai dispiaceri, perché mentre i sintomi della collera sono più o meno mentali, quelli del dispiacere producono un effetto più percettibile e duraturo sul corpo. Questo grande Rimedio alla collera ed al dispiacere è la cosa più desiderabile da possedere se solamente riuscissimo a trovarla, sempre che la Fenice lo permetta. Dove posso cercarla? Dove posso informarmi su di lei? A chi posso chiedere? Ho deciso di partire all’estero e di cercarla finché non la trovo. La fortuna sorride agli audaci, ma non viene mai in aiuto all’indolente ed all’ozioso. Lascerò con tristezza gli amici ed il mio amato paese natale, ed andrò errante di paese in paese finché sarò padrone della Medicina ardentemente bramata.

Tutti i principi sono difficili: chi non è mai stato triste, non può rallegrarsi, chi non ha mai sbagliato, non può essere rimesso sulla buona strada. I Chimisti dicono: “C’è in Alchimia un certo corpo nobile il quale passa da padrone a padrone il cui principio è miseria ed acidità ed il cui la fine è dolcezza e gioia”. Mi sono preparato così a subire delle prove attraverso amare esperienze, però mi preparo ad assaggiare le delizie del successo finale. Non avevo nessun dubbio dell’esistenza della Fenice, altrimenti non l’avrei potuta cercare. Per me è abbastanza vedere il Sole con tutti suoi raggi, anche se non possiamo toccarli, essi ci fanno molto bene, ma possiamo avvicinarci a lui, in merito a questa Medicina che cerco, come posso averne conoscenza perfetta prima di poterla vedere e toccare? Come posso diventare Maestro prima di essere stato studente? I prodotti di tutti i paesi non sono gli stessi ed io posso apprenderne forse una parte di essi, senza riuscire a conoscere tutto ciò che c’è nel mondo.

Inoltre, mi sono posto una domanda: la vita di un pellegrino può nuocere a qualcuno? non è quaggiù che noi tutti siamo pellegrini sulle strade di questo mondo, da dove il Cristo è partito precedentemente? E l’esempio della peregrinazione non c’è l’ha data Lui con il paragone della rondine, messaggera della primavera, così la gru, la cicogna ed altri uccelli di passaggio? Il mondo intero non si estende davanti all’uomo,così come l’aria è dovunque accessibile agli uccelli? Anche il Grande Febo, Dio del Sole, viaggiò giorno dopo giorno attraverso tutta la superficie del cielo. Il cuore dell’uomo batte e palpita nel suo petto dalla prima all’ultima ora della sua vita; ed essendo attorniato da tutti questi modelli ed esempi, è naturale per l’uomo condurre la vita di un pellegrino, soprattutto se questo pellegrinaggio è orientato verso un certo scopo. Il commerciante viaggia per terra ed attraversa mari per acquistare i prodotti alimentari di climi lontani, ma la scienza e la conoscenza sono ancora più lontano sebbene trattino più nobili merci, essendo queste le merci dello spirito. Colui che resta solo nasconderà i suoi talenti e riuscirà a conoscere poco dei segreti dell’universo. Per di più, è al tempo stesso piacevole viaggiare ed avere il piacere di essere sempre in anticipo sul Sole prima di mettersi in viaggio.Gli altri tre elementi sono in movimento continuo: l’aria avanza velocemente sulla terra sotto forma di venti, uragani e tempeste, il fuoco divora tutto al suo passaggio, l’acqua corre in fiumi e torrenti potenti e veloci per raggiungere il mare. Alziamo anche i nostri sguardi e contempliamo il firmamento che si muove nella sua gloria. Le stelle, il sole e la luna conoscono i tempi e le stagioni per alzarsi e per coricarsi.

Una palla di cannone,una delle nostre armi da fuoco più potenti, impiegherebbe più di otto giorni a compiere il giro della terra che è di oltre di 25,000 miglia, tuttavia, il Sole, malgrado la sua taglia enorme, compie la stessa distanza nelle 24 ore. Questo ci farebbe girare la testa se ci sforzassimo di prendere coscienza della velocità con la quale Saturno si sposta intorno al Sole e quella con la quale il firmamento gira intorno al suo proprio asse. Ma ancora più grande e più meravigliosa è la velocità del pensiero umano che in un istante viaggia da un’estremità all’altra del firmamento. Possiamo credere che gli angeli, in quanto esseri spirituali, si spostano alla velocità di ciò che è spirituale nell’uomo, questo equivale al pensiero. Dio solo non si sposta, perché è dovunque. Per tutte queste ragioni, ho considerato che sarebbe al tempo stesso interessante, piacevole, onorabile, ed eminentemente proficuo per me, seguire l’esempio del mondo intero e di intraprendere un pellegrinaggio con lo scopo di scoprire questo meraviglioso uccello che è la Fenice. Ho preparato così la mia anima a viaggiare per un lungo periodo.

Ho pensato di attraversare tutti i paesi dell’Europa, poi, se necessario andare in America, di là in Asia ed infine passare in Africa. Così, dopo aver cercato accuratamente la Fenice in tutte queste parti del mondo, se non riuscirò a trovarla o a sentirne parlare, potrei rinunciare ad ogni ragionevole speranza di porre mai il mio sguardo su essa. Il piano del mio viaggio è stato deciso dalla qualità relativa degli elementi che le differenti zone del mondo rappresentano, questo è come dire che l’Europa rappresenta la terra, l’America l’acqua, l’Asia l’aria e l’Africa il fuoco. Per questo motivo la terra non può diventare aria se non tramite l’acqua né l’acqua può diventare fuoco se non tramite l’aria. Mi sono deciso allora di andare per l’Europa che rappresenta l’elemento più grossolano ed in ultimo in Africa che rappresenta quello più sottile. Ma le mie ragioni saranno esposte più chiaramente quando parlerò delle diverse parti del mondo.

- FINE PARTE PRIMA -

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