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Sull'Iniziazione: Il paradosso supremo della via iniziatica
Argomento:Domande e Risposte

Domande e Risposte… è quello che definisco “farsi re di se stessi” porsi nell’equilibrio universale al punto da scorgere da soli la “Legge”, da farsi accusatore, giudice, carceriere e, s’è il caso, carnefice di sé stessi, con misericordia ma con equità. Solo questo rappresenta la vera dimensione dell’Uomo libero, e solo l’uomo libero ha la “libertà” di scelta. Ma è una strada lunga, e per pochi.

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Il paradosso supremo della via iniziatica

di Athos A. Altomonte

© copyright by Esonet.it


D: … è quello che definisco “farsi re di se stessi” porsi nell'equilibrio universale al punto da scorgere da soli la “Legge”, da farsi accusatore, giudice, carceriere e, s'è il caso, carnefice di sé stessi, con misericordia ma con equità. Solo questo rappresenta la vera dimensione dell'Uomo libero, e solo l'uomo libero ha la “libertà” di scelta. Ma è una strada lunga, e per pochi. – F.

 

R: Quanto detto, è esatto. Però, se chi riesce ad “oltrepassare la cima delle montagne” smettesse di fare poi “gruppo a se”, le cose cambierebbero in meglio. Infatti, se invece di sparire tra le vette i più capaci “riscendessero a valle”, potrebbero mettere la propria “esperienza pratica” a disposizione dei meno esperti (gli iniziati minori). Questo nonostante il fatto, che i “capaci” abbiano sempre riscosso poca simpatia tra il popolo degli inesperti.

Una volta dimostrato il dimostrabile, i più pratici di merito potrebbero procurare una accelerazione nelle seconde e terze generazioni dei ricercatori. Purtroppo questo metodo stenta ad affermarsi. Poi, la trasmissione iniziatica oggi è un fattore piuttosto ostacolato dalla massificazione dell'offerta, che stravolge ogni equilibrio di serietà nell'affermazione che «facile è bello». Ma è un inganno.

Gli esperti hanno sempre e solo parlato di “mete realisticamente raggiungibili, a misura dell'impegno profuso”. Perchè sanno che sulla via iniziatica non esistono sconti e che le merlettature dialettiche non contano nulla.

La visione di un istruttore è piuttosto matematica, e per questo sicuramente meno attraente di quella di chi ha qualcosa da vendere.

Piace poco l'affermazione che, anche nell'esoterismo, la qualità e la competenza sono proporzionali all'impegno intellettuale. Questo significa che bisogna “diventare grandi” prima di poter esprimere un concetto finito. E la fatica non è attraente.

 

Tra gli aspetti che frenano il processo di trasmissione iniziatica il più strambo è l'incredulità. Infatti, è chiaro come molti praticano l'iniziazione senza credervi. Ad esempio, molti parlano di luce ma non fanno nulla per accenderla. Altri parlano di spirito senza fare nulla per aprirsi ad esso. Si parla di gnosi, senza fare nulla per temperare i propri metalli, cominciando dall'abbandonare le opinioni ed i giudizi dell'io inferiore (la mente fisica). Anzi, su questo esiste un'incongruenza evidente, quella che molti contano sulla mente fisica (nozionismo), per liberasi delle illusioni della mente fisica. È davvero un controsenso. Come dire “armiamo i ladri per catturare i ladri”. Paradosso, contraddizione o ingenuità?

Infine, il concetto di iniziazione si basa sul principio di elite. Il che significa per pochi. Ci si domanda allora, come mai, si voglia (ma non si possa) accedere ad una condizione elitaria rimanendo “uguali a e stessi”.

Credo che «pretendere di progredire restando attaccati a stessi» sia il paradosso supremo della via iniziatica.  

 

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