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: Una Allegoria Sottile (1678) - II parte
Argomento:Alchimia

AlchimiaL’Europa: la Terra

Ho lasciato la mia città natale il giorno dell’equinozio di primavera, quando la Luna ed il Sole erano tutte e due nel segno dell’Ariete, con l’intenzione di viaggiare attraverso l’Europa e di informarmi sulla Fenice dovunque.

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Una Allegoria Sottile (1678) - II parte

di Michel Maier
a cura di Giuseppe Barbone

 

Una Allegoria Sottile (1678)
Musaeum Hermeticum

Concernente i Segreti di alchimia
Molto utile da possedere e piacevole da leggere.
Michel Maier

Traduzione da testo francese a cura di: Giuseppe Barbone



L’Europa: la Terra


Ho lasciato la mia città natale il giorno dell’equinozio di primavera, quando la Luna ed il Sole erano tutte e due nel segno dell’Ariete, con l’intenzione di viaggiare attraverso l’Europa e di informarmi sulla Fenice dovunque. Ho usato l’Europa per rappresentare l’elemento Terra, perché la terra forma la base di tutti gli elementi dell’etere dividendo l’acqua, così l’Europa è la madre del mondo intero e sebbene più piccola di altri continenti, è a loro enormemente superiore per il coraggio, l’energia e la forza mentale dei suoi abitanti. Alcuni dicono che un pugno di terra dà dieci pugni d’acqua, cento pugni di aria e mille pugni di fuoco ed è a causa dell’importanza relativa dei differenti continenti che l’Europa corrisponde alla terra.

L’Europa ha prodotto i guerrieri più coraggiosi ed i conquistatori più grandi ed ha sempre sottomesso altri continenti senza mai essere sottomessa. Tra i quattro grandi imperi mondiali, uno solo è stato fondato da un principe asiatico; l’impero macedone, romano e teutonico, hanno avuto tutti il loro centro in Europa. Alessandro il Grande e Giulio Cesare erano tra i loro figli. Se guardiamo una carta dell’Europa possiamo percepire facilmente che questa parte del mondo ha la forma di una vergine, ma il suo cuore è quello di un leone. Per queste ragioni, decisi di viaggiare attraverso questo asse Vergine-leone, perché corrisponde chiaramente all’elemento fondamentale: la Terra.

L’Europa è una Vergine a causa della sua bellezza e della sua purezza immacolata, un Leone perché ha vinto gli altri ma non è stata mai vinta. Tra i corpi celesti, il Sole corrisponde all’Europa e tra i metalli all’oro. Sebbene produca poco oro ed il sole brilli su lei con meno ardore che sull’Africa, è tuttavia degna di essere paragonata al Sole ed all’oro a causa dell’eccellenza dei suoi popoli, sebbene alcuni leoni siano nati realmente anche qualche anno fa in Germania, la chiamiamo tuttavia solamente Leonessa a causa del suo valore e del suo cuore. L’Europa è la Madre del Mondo e la Germania è il suo cuore.

Ma l’Europa non è l’Europa senza le sue meraviglie. Si riporta che in Pannonia, gli uomini vivono sotto l’acqua in case di pietra compatta. Si dice che le sorgenti calde di Carlsbad, si sono pietrificate. Sulle coste della Prussia, una pietra trasparente, l’ambra, formata di succhi vegetali sotterranei, viene ributtata sulla riva in grandi quantità. Non menziono il corallo del mare di Sicilia che, in origine è una pianta, essa si indurisce fuori dall’acqua trasformandosi in un albero di pietra bianca o rossa, o la terra plombifera di Germania e della Slesia... così l’Europa è la Terra-leone. Questa espressione è per coloro che sentono non solo con le loro orecchie, ma anche con la loro intelligenza, è la terra che resiste al fuoco, come l’oro non viene trasformato in aria. Come il pilastro della frontiera degli antichi dei, non cede a nessuno. Partendo da qui, l’Europa, l’oro dell’universo, mi è sembrato il migliore luogo dove dovrei essere maggiormente in grado di sentire parlare della Fenice e delle sue medicine.

Tuttavia, la maggior parte di quelli che incontrai risero della mia ricerca dicendo che, come Narciso, mi ero innamorato dell’ombra del mio spirito, l’eco dei miei vani ed ambiziosi pensieri, che non avevano nessuna esistenza sostanziale all’infuori della mia follia. “Le parole degli Alchimisti”, dissero, “somigliano alle nuvole: possono significare e possono rappresentare qualunque cosa, secondo la fantasia di colui che le osserva. Ed anche se c’era una tale medicina, la vita umana è troppo breve per la sua ricerca, tutto ciò fa sì che, la vita vale la pena viverla eliminando dai nostri pensieri ricerche impossibili. Tanto meglio se possiamo prendere fortuitamente conoscenza di questo segreto pure dedicandoci ad altri inseguimenti ma possiamo difficilmente dedicare del tempo ad una ricerca più approfondita”.

Queste obiezioni, almeno la seconda metà di esse, le ho confutate come segue: “La ricerca di questa Medicina esige i pieni poteri del corpo e dello spirito di un uomo. Colui che si impegna poco, non può sperare di penetrare anche solo la scorza esterna della conoscenza. L’oggetto della nostra ricerca è un segreto profondo ed un uomo che non è pronto a dedicarsi interamente a questa ricerca, farebbe meglio ad astenersi completamente. Riconosco tranquillamente che i poteri del mio spirito non sono pronti a provare il successo della mia previsione. Ma il mio spirito mi spinge ad intraprendere questa ricerca ed io sono persuaso che Dio ricompenserà finalmente la mia pazienza e la mia umile attesa in Lui. Come ogni Re ama la sua Regina, così ogni fidanzato è promesso alla sua futura donna, considero questa scienza dunque la più bella e gentile di qualsiasi altra cosa al mondo. Adesso, le belle cose sono dure da guadagnare e la via di tutto ciò che è grande e glorioso è un duro lavoro.”

Fu questa l’essenza della mia risposta. Avevo viaggiato adesso già attraverso una grande parte dell’Europa, quando mi venne dallo spirito che l’Italia e la Spagna sono menzionate costantemente dagli Antichi come le principali sedi della conoscenza segreta, diressi dunque i miei passi.

In Spagna, ho sentito dire che alcuni arabi (Geber, Avicenna e da altri), vissuti molto tempo fa avevano posseduto la meravigliosa Medicina, mi sono anche soffermato parecchio su Ercole e le sue prodezze per cogliere i pomi d’oro del giardino delle Esperidi ,ed anche del boccaglio d’oro nel quale egli ricevette il medicinale contro la collera ed il dolore. Adesso tutti gli uomini prudenti hanno pensato che conteneva una piccola porzione delle piume della Fenice. Ho visto che Geryon ed i tre corpi erano il tema degli scritti del filosofo il quale diceva che Ercole era un artista laborioso, assiduo ricercatore della Medicina. Ma nessuno fu capace di fornirmi una qualsiasi notizia precisa. Non volli, tuttavia, lasciare l’Europa senza visitare le Isole Canarie che sono sette e sono chiamate: Lancerote, Fuerteventura, La Grande Canarie, Tenerife, Gomera, Hierro, isola del ferro, e Palma. Tre di esse, Lancerotte, Gomera e Hierro, sono governate ciascuna dal suo Re. Hierro ( Ferro) è priva di buona acqua potabile, ma gli abitanti ne ottengono una provvista da certi alberi fronzuti che distillano l’acqua dolce in quantità sufficienti per l’isola intera. Gli stranieri ed i pirati che accostano nell’isola, essendo ignoranti di questo fatto, non possono fermarsi per molto tempo in Ferro per via della mancanza d’acqua. In queste circostanze, il tempo arrivò dove il Re di Gomera morì senza lasciare un erede maschio e le sue volontà non furono sufficienti a riconoscere l’autorità della sua bella figlia Bianca, a meno che accettasse la mano di un certo pretendente reale, dicendo che non era dignitoso essere governati da una donna e che ciò avrebbe offeso la virilità del carattere nazionale, come è stato dimostrato dall’esperienza di popoli che sono stati governati da donne per un certo periodo di tempo. Per questo motivo le donne avevano assunto il posto degli uomini, mentre gli uomini erano degradati nella posizione delle donne e, a partire da ciò, seguirono gli eccessi più selvaggi di dissolutezza e di lubricità. La giovane principessa reale fu convinta quindi ad accettare il matrimonio.

In quel momento, c’era nell’isola un giovane uomo di sangue reale, chiamato Brumazar, con una bella capigliatura scura ed uno splendido abito d’oro che si innamorò appassionatamente della giovane principessa reale e fu amato da lei. La corteggiò e la conquistò ed il matrimonio fu celebrato con la condizione che egli portasse in dote un diamante di grande valore, mentre gli avrebbe regalato subito uno splendido rubino di valore incalcolabile,pare un milione di ducati; egli, come il suo Re e Signore, doveva proteggerla da tutti i pericoli e dai ladri che brulicavano nel paese, mentre lei, d’altra parte, prometteva umilmente di ubbidirgli senza sotterfugi e senza indugi. Dopo questi preliminari, furono uniti in un matrimonio stretto ed indissolubile ed essi vissero per molto tempo felici. Gli fu annunciato che sarebbe nato un figlio che sarebbe diventato un potente conquistatore che avrebbe portato molto lontano, oltre le colonne di Dionisio, in India, le sue armi vittoriose... vedete dunque che fui incapace di ottenere una qualsiasi notizia a proposito della Fenice durante i miei viaggi attraverso l’Europa. Decisi di mettere la vela per l’America, nella speranza di essere più fortunato tra i selvaggi di questo continente poichè mi ricordai le parole del poeta: “L’incidente è un aiuto potente; lasciate il vostro amo sempre pronto, potreste acchiappare il vostro pesce nel fiume meno promettente.”

- FINE PARTE SECONDA -

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