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: Commento al film “Donnie Darko”
Argomento:Psicologia

PsicologiaIl film inizia con quella che noi occidentali siamo abituati a considerare una stravaganza: Donnie ha dormito fuori casa, in mezzo ad una strada, vicino alla sua bicicletta...

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Commento al film “Donnie Darko”

di Alessandro Gambugiati (vedi profilo Autore)


Il film inizia con quella che noi occidentali siamo abituati a considerare una stravaganza: Donnie ha dormito fuori casa, in mezzo ad una strada, vicino alla sua bicicletta.

Si sveglia, si gode il panorama mozzafiato e torna a casa. Lo attendono le dinamiche familiari: “(alla madre) sto leggendo… puoi uscire dalla mia stanza?” e la donna “dove vai la notte?”. Donnie invita di nuovo la madre ad uscire dalla sua stanza, ma lei rimane. Dopo che la donna è (finalmente) uscita dalla stanza Donnie le sibila uno “ stronza ”appena percettibile: probabilmente Donnie ha percepito l’evento come una invasione ingiustificata.

A tavola con la famiglia al completo scopriamo che Donnie è in cura presso una psicoterapeuta e che gli sono stati prescritti degli psicofarmaci che evita di assumere. Successivamente scopriremo che l’etichetta che gli è stata affibbiata (forse per gestire il suo Q.I. da brivido) è quella di “schizofrenico paranoide”.

Già nelle prime scene del film Donnie inizia a sentire delle voci. Ma sono delle “allucinazioni” oppure sono i segni di una appartenenza a più mondi contemporaneamente? Di certo questo film - come vedremo meglio in seguito - gioca molto sulla differenza tra apparente e reale.

La voce da a Donnie delle istruzioni: “Svegliati. Ti ho osservato a lungo. Sono qui. Vieni più vicino”. Donnie la segue ed incontra Frank, un tizio che indossa un costume da coniglio gigante. La terapeuta di Donnie definirà la nuova presenza l’amico immaginario, guidata come sembra dal DSM-IV invece che da quell’ umiltà che nelle culture non-occidentali si ha nei confronti di chi vede le cose (da noi si chiamano schizofrenici e sono da compatire; da loro sono gli utilissimi apprendisti sciamani).

Seguire le indicazioni di Frank consente a Donnie di avere salva la vita: il motore di un aereo di linea si schianta proprio nella sua camera e lui non viene travolto! Donnie pertanto si sente motivato a seguire ulteriormente le indicazioni di Frank (Donnie sembra incarnare l’apertura mentale ai significati altri).

Da dove sia venuto quel motore nessuno lo sa (le autorità impongono il top secret). All’inizio del film “Magnolia” (un altro film meraviglioso) si possono fare delle riflessioni su quanto bizzarro e misterioso possa essere il destino di una persona.

Nel film compaiono altri personaggi tra cui Kitty (la prof. bigottona vecchia e brutta sul piano psicologico prima che su quello fisico), la bella e giovane Drew Barrymore (nel film Karen), che incarna l’archetipo della ribelle che innova (che infatti lega con Donnie), la signora Sparrow (detta “nonna morte”) e Rachel, che diviene quasi subito la fidanzatina di Donnie.

Intanto Frank ordina a Donnie di compiere degli atti (anche vandalici) e Donnie obbedisce religiosamente. Intanto Kitty è vittima del carisma di Jim Cunningum, un sedicente (e seducente) esperto di filosofia di vita che vive di comunicazione strutturata su molta ideologia e con quel poco di psico-furberia (liberarsi dalla paura per vivere finalmente nell’amore).

Come vedremo in uno dei prossimi commenti, nel film “Magnolia” c’è un personaggio simile (l’ottimo Tom Cruise che interpreta il Frank T.J. del corso di motivazione per soli maschi “seduci e distruggi”): entrambi non ne escono così bene (in Donnie Darko - grazie a Frank e a Donnie - si scopre che Jim Cunningum nello scantinato della sua casa aveva uno studio di produzione pedo-pornografico e in Magnolia si scopre invece che Frank T.J. al di la della sua immagine pubblica di super-uomo ha gli stessi guai che abbiamo tutti noi comuni mortali).

Il paranormale irrompe in questa apparentemente tranquilla cittadina (o forse c’è sempre stato: vedi la Signora Sparrow ex-suora e scrittrice del libro che condurrà Donnie ai viaggi nel tempo). Frank: “(da qua) posso fare tutto!”. E Donnie: “perché mi hai fatto allagare la scuola?”. E Frank: “loro sono in pericolo”.

Quando la casa di Jim Cunningum va a fuoco per opera di Donnie su indicazioni di Frank e si scopre la doppia vita dell’uomo, si comprende che Frank (il distruttore necessario) ha un piano ben preciso e che Donnie è il suo strumento di verità. Kitti, la bigottona, sembra rappresentare invece la resistenza al vero: non accetta l’ipotesi (tra l’altro piuttosto probabile) il suo Jim Cunningum possa essere il regista pedo-pornografico di cui parlano ormai tutti i giornali.

La povertà dell’insegnamento di Jim Cunningum si esprime in un esercizio che Kitti fa svolgere alla classe: etichettare alcuni eventi utilizzando l’amore e la paura come le estremità di un continuum sul quale dover disegnare una “X”. Donnie è irritato: “e lo spettro completo delle emozioni umane? La vita non è così semplice.” e si rifiuta in modo non proprio ortodosso di svolgere l’esercizio (e tutti quanti dal preside!).

Interessante è conoscere la vita della Signora Sparrow: Donnie chiede al prof. di scienze della sua scuola informazioni sui viaggi nel tempo ( Frank gli aveva parlato di questo) e il prof. gli parla della Sparrow, che un bel giorno aveva rinunciato alla sua vita da suora in virtù dell’insegnamento di materie scientifiche.

La donna probabilmente aveva avuto problemi per il suo libro “la filosofia dei viaggi nel tempo”, che il prof. di scienze consegna a Donnie dicendogli di avere precauzioni, poiché se si fosse saputo di questo prestito lui avrebbe perso il posto di lavoro (la prof.ssa Karen infatti per non aver avuto le stesse accortezze viene licenziata).

È interessante il modo di procedere di Frank: come i buoni maestri fanno, Frank non dice tutto a Donnie ma lascia che lui trovi i segni che lo conducano alla sua personale missione! Frank lascia dei dettagli e Donnie riesce a coglierli ben oltre le logiche pseudo-razionali che talvolta guidano le nostre vite!

Dalla terapeuta Donnie parla di ciò che gli ha detto la signora Sparrow: “ogni creatura sulla terra quando muore è sola”. Questo ricorda a Donnie la morte del suo cane e conduce il dialogo su tematiche di vaste proporzioni. Donnie esprime una logica perfetta: “ragionare su Dio è assurdo (...) non ci sono prove!”

Talvolta Frank sembra incarnare il Vero Sé, Colui che tutto conosce e che guida il soggetto a vivere e sentire le cose conducendo ognuno di noi ad essere quantomeno lo sciamano di se stesso.

Intanto la terapeuta parla coi genitori delle cose intime di Donnie (vedi violazione del setting). Esiste una ragione che giustifichi tale atto? Se Donnie avesse voluto parlare di Frank con la sua famiglia lo avrebbe fatto lui stesso.

Jim Cunningum stavolta è a scuola e sta tenendo una breve conferenza su alcol, sesso prematrimoniale ed altre facezie. Tutti fanno domande normali, ma Donnie, che è il matto (e quindi ha anche i suoi privilegi), irrompe con la sua libertà di pensiero: “quanto la pagano per essere qui?” e Jim “questo ragazzo ha dei problemi ed è attanagliato dalla paura” e Donnie “sì ha ragione. probabilmente ho dei problemi e ho paura, ma sono anche sicuro che lei è l’anticristo!” (applausi per Donnie che viene però censurato dal preside!).

Al cinema con Rachel (che si è addormentata) Donnie ha un dialogo piuttosto interessante con Frank: “perché indossi quello stupido costume da coniglio?” e Frank “perché indossi quello stupido costume da uomo?”. “Perché ti chiamano Frank?” e l’altro “era il nome di mio padre e del padre prima di lui.”.

Sullo sfondo di dialoghi così diretti e forti, le immagini scorrono sulla recita scolastica e su Kitti la giudicante che dice ad una delle bimbe del gruppo di teatro: “se (durante la recita) ti viene da vomitare ingoia e vai avanti!” (è un poco come facciamo tutti prima della terapia: azioni coatte sul corpo inteso come uno stupido che si frappone tra noi e la prestazione che dobbiamo svolgere).

Intanto Donnie da fuoco alla casa di Jim Cunningum e i pompieri scoprono la stanza pedo-pornografica; la prof. Karen viene allontanata per i suoi metodi “non ortodossi” e Kitti crea un comitato per la difesa di Jim Cunningum, che, secondo lei - nonostante le evidenze - è innocente!

Intanto la terapeuta di Donnie gli sta applicando sedute di ipnosi regressiva e viene fuori “soltanto” che sta per succedere qualcosa. Frank aveva infatti dato a Donnie una data precisa al secondo (28 giorni, 6 ore, 42 minuti e 12 secondi) nella quale il (suo) mondo sarebbe finito.

Il conto alla rovescia scade durante la festa di Hallowen: tutte le tessere adesso iniziano a quadrare! Donnie, Rachel e amici vanno a casa della Sparrow, perché Donnie crede che lì via sia il tunnel spazio-temporale per effettuare i viaggi nel tempo.

Ma la situazione precipita: vengono aggrediti e Rachel viene uccisa da Frank vestito da coniglio che la investe con la sua auto; Donnie uccide Frank con un colpo di pistola; e poi, divenuto egli stesso padrone del tempo, torna indietro al giorno in cui il motore dell’aeroplano era piombato in camera sua distruggendola.

Donnie se la ride mentre si posiziona nel letto in attesa che il motore lo uccida: così facendo i destini di Frank e di Rachel vengono liberati e inoltre tutte le distruzioni necessarie vengono cancellate in quanto Donnie non potrà più effettuarle (e il pedofilo Jim?).

Il motore dell’aeroplano (anch’esso venuto dal futuro) cade su Donnie e ci possiamo chiedere se dall’al di là egli non voglia prendere il posto di Frank. Chissà se vorrà trovare qualcuno che gli consenta di cambiare la sua storia terrena oppure se sceglierà di essere una divinità che dall’altro mondo influisce sulla vita terrena come Frank aveva fatto con lui a suo tempo.

Di certo viene di pensare che la Signora Sparrow possa aver insegnato anche a Frank qualcosa sulle dimensioni. Probabilmente Frank ha percorso prima di Donnie quella stessa strada che dai mondi ordinari conduce ad altri livelli di coscienza. E noi? Noi cosa scegliamo di fare?

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