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Sacralizzazione...: La Sacralizzazione perduta /1
Argomento:Massoneria

MassoneriaLa separazione degli Ordinamenti iniziatici

L’Ordinamento iniziatico, le cui radici procedettero da Oriente, è stato da sempre presente nel tessuto sociale dell’umanità. Usando espressioni e forme sempre diverse, per rendersi comprensibile, pur nei cambiamenti dei modi, dei linguaggi e dei costumi del mondo profano mosse ad influenzare, dall’interno, l’educazione degl’uomini. Uomini diversi, non “comuni”. Che aspiravano, spesso orientandovisi confusamente, a condizioni etiche e morali sovente antitetiche a quelle proposte, ed imposte, dai poteri profani.

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La Sacralizzazione perduta /1

di Athos A. Altomonte

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La separazione degli Ordinamenti iniziatici

L'Ordinamento iniziatico, le cui radici procedettero da Oriente, è stato da sempre presente nel tessuto sociale dell'umanità. Usando espressioni e forme sempre diverse, per rendersi comprensibile, pur nei cambiamenti dei modi, dei linguaggi e dei costumi del mondo profano mosse ad influenzare, dall'interno, l'educazione degl'uomini. Uomini diversi, non “comuni”. Che aspiravano, spesso orientandovisi confusamente, a condizioni etiche e morali sovente antitetiche a quelle proposte, ed imposte, dai poteri profani.

L'Ordinamento iniziatico, quindi, non ha mai modificato sé stesso. Né i propri valori e tanto meno i propri principi. Ha solo dovuto via via mutare le proprie forme d'espressione per adattarle alla mutevolezza degli interessi popolari.

L'Ordinamento iniziatico tendeva ad una conoscenza sintetica della realtà entrostante e circostante l'uomo. Ricomponendone i più profondi significati sotto forma di principi scientifici. Ma quando si rivolgeva all'esterno del nucleo centrale degli Iniziati per educare i neofiti e gli aspiranti, doveva considerare, rivolgendosi a loro, quanto fossero ancora caratterizzati dalla comune ragione che ne divideva le principali tendenze emotive in due classi: definite mascoline e femminine.

In realtà, per maschio-femmina non s'intese mai indicare il sesso dell'individuo, ma solo la prevalente focalizzazione emotiva sul lobo destro o sinistro del cervello. Per cui, la coscienza fisica tende a colorare, la realtà percepita dentro o fuori di sé attraverso i sensi, di tono concreto e materialistico, se è polarizzata sul lobo sinistro del cervello. Altrimenti, la stessa realtà viene concepita con una colorazione emotiva passionale e drammatica, se è concentrata maggiormente sul polo opposto.

 

L'insegnamento iniziatico tende al riconoscimento della realtà ultima nel senso dell'esistenza.

Il senso dell'esistenza viene da taluni accomunato al senso della vita. In realtà l'accostamento è arbitrario, perché, il senso della vita è condizionato dalla capacità di libera scelta dall'uomo. Capacità che, quando sarà completata l'unione tra l'ormai evoluta intelligenza della personalità fisica e le facoltà immateriali dell'Ego sup. (o anima) diverrà, al fine, Libero Arbitrio. Questo è la completa consapevolezza nel discriminare il vero dal falso.

Se il senso della vita è “personale” perchè viene determinato da una lunga concatenazione di decisioni spesso imprecise ed inconsapevoli dell'uomo, nell'altro caso, è la vita dell'uomo ad appartenere all'Esistenza. Restandone subordinata, con tutti i suoi attributi, alle spinte (leggi) e tensioni (energie) evolutive.

Realizzare la consapevolezza di tutto ciò, può avvenire solo in maniera sintetica (non nozionistica), attraverso il riconoscimento individuale (empirismo) delle tante realtà che si esprimono dentro e fuori l'uomo. Si procede ricostruendo specularmente (così in alto come in basso e così dentro come fuori) tutte le correlazioni necessarie a riconoscere, alfine, la Grande Analogia. Che tutto unisce e contiene e che il popolo chiama Dio.

La Grande Sintesi, padre-generatore del medesimo Elemento cosmico ed universale troppe volte è finita per essere percepita dalla relatività concettuale, come fossero due elementi separati e distinti. Cioè a dire, il Principio Uno diventa Tre, perché viene sostituito dal Secondo (2), il macrocosmo e dal Terzo (3), il microcosmo.

Risalire alla coscienza dell'Uno, ri-sovrapponendo nella propria coscienza gli attributi del 2 e del 3, non era certo alla portata di tutte le menti di allora, come non lo è nemmeno a tutte quelle di oggi. Ma questa, anche se viene espressa in altri termini, è la Via sintetica cui si giunge dopo aver lasciato il bivio in cui si riuniscono i due rami iniziatici minori. Rami che, proprio in questo tema, si sta tentando di introdurre a fratelli e sorelle di buona volontà.

 

Mancando una visione “centrale” e sintetica (la metafora del terzo occhio ne da un ricordo simbolico), ma ispirati dalla visione femminina (del lobo destro) o da quella mascolina (del suo opposto), si giunse a comporre il dualismo della ricerca del Vero e del Bello. Anche se, nella ricerca del Bello e del Vero, quanto favoriva il primo temperamento, mancava all'altro e viceversa.

Trattare il Bello ed il Vero come due elementi separati, come se ognuno esprimesse da sé stesso una propria radice, non solo impedisce di giungere alla Grande Sintesi, archetipa ed universale. Non permette nemmeno di ritrovare la propria, di sintesi individuale. E all'Adepto, circonchiuso nella prigione della propria coscienza fisica, non rimane altro che seguire il “filo o ponte” che gli viene offerto dalla propria voce interiore. Una sezione di coscienza interiore che, come una sorta di soglia posta tra conscio e superconscio, può ri-orientare l'Adepto sostituendo la lungimiranza del vero Libero Arbitrio.

 

Accade, sventuratamente, che nella ricerca del Bello, molti uomini vengono ammaliati dall'irragionevole e dal superstizioso. Mentre, nella ricerca della Verità, molti perdono la visione del Bene Comune, sedotti da una fede settaria o personale ed egocentrica.

Perso che sia il senso dell'Armonia onnincludente. Viene innalzato alla stregua d'un totem, non il Bello, ma ciò che più piace vedere o ciò che più aggrada sapere. Rivestendo, così, ognuno, la propria cultura totemica con sembianze e sentimenti propri. Per poterla, così, adorare.

Altri trasformano il Vero in ideologie, tante e diverse. Che finiscono per rendersi indissolubili dai frutti dei sogni e dell'immaginazione.

Così ebbe origine nella mente degli uomini, la confusione dei linguaggi ideologici.

E la loro parola non trasmise più né il Bello, né il Vero.

 

Nel dominio della sopraffazione e della superstizione, alcuni Iniziati cominciarono ad esteriorizzare tra il popolo alcuni principi della Morale e della Logica. Concetti che, prima di allora, erano stati prerogativa degli uomini educati nei templi. E la storia ricorda in che modo vennero accolti coloro che vennero per aiutare gli uomini.

Nonostante i contrasti, l'insegnamento dei Misteri minori continuò ad affermarsi anche tra la popolazione comune. Tanto che, se all'inizio erano gli uomini ad andare “verso i templi”, da allora furono gli “uomini dei templi” ad andare verso i centri dell'umanità. Iniziò, così, l'esteriorizzazione dei Misteri e la loro conseguente volgarizzazione.

 

Per porsi in relazione con i due maggiori temperamenti umani: il mascolino ed il femminino, l'Ordinamento iniziatico, raccolse i propri insegnamenti e separandoli per rispondere a quelle due caratteristiche, ne compose due rami che divennero l'Ordine misteriosofico e l'Ordine mistico.

Nell'Ordine misteriosofico si fece perno sull'Intelligenza e sulla Logica per ricercare la Verità immanente ad ogni realtà fisica, anche se astratta ed impersonale, che fosse concepibile dalla relatività umana. Nell'Ordinamento mistico, invece, si fece perno sul Sacrificio del sé personale per accostarsi al divino Principio del Dio Amore.

Verità ed Amore sono le Luci che i due Ordini ancora riconoscono e, per quanti intendono, sono anche i due volti del medesimo Dio-Realtà vivente.

Nella concezione di questo volto – bifronte – giace velato il sacro segreto degli Iniziati.

 

Se il significato di sacro è conosciuto agli appartenenti di ogni Ordine il loro atteggiamento nei suoi confronti appare, però, diverso.

Se il mistico segue la via ardente della Fiamma che consuma, il cultore devozionale, che invece soggiace all'impulso femminino, introverso, passivo ed attendista, tende ad adorare tutto ciò che di più elevato riesce a concepire con i propri sentimenti. Sino a convertire in culto, ogni evento che gli appaia come una verità “enigmatica”, che discenda dalla fatalità. Fatalità, o causa ed effetto, ch'essi rivestono di significati umanamente emotivi così da elevare a divinità l'Uomo.

Questa deità fatale viene posta sugli altari, perché altri uomini possano adorare le conseguenze dei propri attributi. Facendo “sacre” le cause dei propri errori, le origini delle proprie tribolazioni, e le fonti delle proprie speranze.

Di diversa tempra è colui che persegue la via della Luce della Verità.

Il temperamento misteriosofico è essenzialmente mentale, estroverso e dinamico. E quando giunge a concepire il sacro ed il suo mistero, lo percepisce come un velo che lo separa da quella verità per cui si strugge ed alla quale crede di dover pervenire. L'Adepto si fa incontro a quel velo sacrale e, osando lacerarlo con forza, lo penetra, sino ad unirsi ad esso ed a confondervisi. E si compie, così, l'Unione del 3 con il 2.

 

Soprattutto nell'era moderna, però, molti uomini dal temperamento devozionale, vuoi per emulazione che per autocompiacimento sono confluiti sempre più numerosi nell'Ordinamento misteriosofico, perché più volitivo (qualità di attrazione per un temperamento femminino). Così che, per la loro naturale remissività, contribuiscono a rarefare sempre più la spinta volitiva necessaria ai giovani Adepti nei processi di trasmutazione interiore. E, rendendola inutilizzata, gli si impedisce di elevare la propria spirale intellettuale e la spinta verso il proprio progresso individuale.

Lo spirito devozionale e femminino, è finito per defluire in innumerevoli rivoli d'interpretazioni e di fedi, che si autolimitano nel culto del mistero, che ai loro occhi fisici vela il sacro, che fisico non è.

Perciò, il velo che copre il tabernacolo del Tempio interiore, diventa, per loro libera scelta, il muro invalicabile d'una verità irrivelata. E senza l'atto di volontà risolutivo, vibrato dalla “Chorda” inudibile (la Parola perduta “ricordata” dai massoni), fatta “vibrare” dal vero Iniziato con la propria Armonica interiore, non basteranno tutte le lacrime a sciogliere quel velo né tutti i lamenti ad incrinare quel muro.

Per il temperamento misteriosofico, il velo, il simbolo o l'evento sacro che custodisce una verità, sono solo il contenitore da infrangere e da penetrare con un “sublime” Atto di Volontà iniziatica. E la lacerazione che si compie Ritualmente per volontà dell'Iniziato, è l'atto d'amore ch'egli “esprime” per il proprio “Real Principio”. Questo è l'atto di consacrazione che l'uomo compie in nome dell'Ideale Dio-vivente di cui dell'Ordinamento iniziatico rappresenta l'ombra e l'immagine terrena. Alla quale ci si unisce con la forza dei più alti valori racchiusi nel Principio dell'Iniziazione.

 

La consacrazione iniziatica, è quanto l'Adepto raggiunge attraverso una summa di condizioni interiori e Rituali, che si “fondono” tra loro in un equilibrio ideale. Va detto, però, che è stato sempre difficile eguagliare la qualità di quelle condizioni.

Infatti, la divulgazione in classi sempre più popolari d'umanità di alcuni valori iniziatici (non quelli dell'operatività teurgica del Cerimoniale misterico) trasmessi in forma di catechismi morali, di simboli e di allegorie, ha avuto sì il pregio di liberare molti di quegli uomini dalle tendenze emotive più ottuse. Ma la loro immissione, anche nei livelli più prestigiosi della Piramide gerarchica dei Misteri (minori) ha ridotto, nei Templi, il senso del sacro alla sola rappresentazione formale. Riducendo la potenzialità dei significati dell'Iniziazione a semplice valore simbolico e virtuale. E così, dall'immaginario di molti, l'Iniziazione è stata ridotta alla rappresentazione teatrale d'una antica leggenda. La Realtà iniziatica resta, così, per la moltitudine dei discepoli del culto del mistero, una realtà irrivelata. Come irrivelata resta anche la fonte dell'amore per i discepoli del culto della devozione.

 

Considerando tutto questo dal punto di vista del “bicchiere mezzo pieno”, va apprezzato come, nella propria volgarizzazione, l'Ordine iniziatico abbia saputo raggiungere “frammenti” d'umanità che mai avrebbero supposto l'esistenza di certi insegnamenti. Mentre, la metà vuota del bicchiere è segnata dal fatto che, compiendo quest'opera di “esteriorizzazione”, l'Ordinamento misteriosofico, come altrettanto quello mistico, si è via via sempre più sovraccaricato di pesi che ne hanno frenato l'evoluzione. Il peso della materialità, delle scorie ideologiche e delle zavorre pseudo-spiritualiste devozionali, introdotte da uomini che – giunti senza aver superato l'antica consuetudine ad una rigorosa selezione degli aspiranti – non si sono mai spogliati completamente dai loro “vili metalli”. Problema, questo, accentuato da un sistema di proselitismo utilitaristico, adattato alle finalità di mentalità rimaste ancora troppo “comuni”. Una mentalità “iniziatica” tanto comune da essere ritenuta aberrante per la temperanza dei Partecipanti ai Misteri che si strinsero sempre più nell'ombra delle Colonne del Tempio.

L'etica iniziatica, sempre più invasa dalla sciatteria di valori mondani, ha dovuto impegnarsi in una lotta di resistenza lunga e dolorosa. E questa lotta si è rivolta anche all'esterno delle proprie Istituzioni. Spingendola proprio in quei territori dove quelle volgarità avevano le loro radici. Il mondo profano.

 

I giovani ed ancora inesperti discendenti delle Scuole misteriche mediterranee, rivolsero la forza dei propri ideali contro quei poteri profani che accerchiavano ed invadevano i Templi.

Questo piccolo ma stupendo armageddon dell'era moderna, più che come una lotta tra un'etica illuminata e gli egoismi di poteri totalitari profani, apparve all'esterno come una lotta politica e libertaria per i Diritti Umani. L'illuminismo, i talenti risorgimentali, democratici e repubblicani sono elementi che hanno impegnato le menti e i cuori dei più valenti massoni d'Europa. Occupati a fronteggiare l'oscurantismo morale che opprimeva i cittadini, schiacciandone i corpi e vessandone le menti.

I pensieri libertari dell'illuminismo massonico hanno poi varcato i confini dell'Antico continente, per approdare ai territori del Nuovo mondo. Con l'effetto di catalizzarsi nella sua Costituzione che sancisce il Diritto d'ogni cittadino a ricercare, nel proprio Paese, la felicità.

Questa è stata un opera d'importante influenza intellettuale, che i massoni hanno svolta tra i popoli ed a “Benefizio dei popoli”. Per questa battaglia compiuta tutta all'esterno dei propri Templi, molti sono coloro che sono restati grati alla Massoneria ed ai suoi proseliti. Come altrettanto numerosi sono quanti le sono rimasti nemici, perché, a causa sua, hanno visto sminuire visibilmente i propri poteri su deboli ed indifesi. Una battaglia che più che civile, fu di redenzione dei costumi sociali.

Ma ora l'emergenza è passata dai sentieri dell'emotività popolare a vie di carattere politico ed economico più alte e sottili. Tanto che, molti cittadini, oggi appaiono distanti dai bisogni degli sfortunati, come lo furono essi stessi in passato. Uomini e donne che furono lungamente umiliati, e sottoposti alle stesse oppressioni violente e antidemocratiche cui vengono sottomessi oggi, cittadini e cittadine di altri popoli. Di nazioni più giovani e costituzionalmente più indifese da poteri integralisti e radicali che sembrano risorgere come incubi dal passato della civiltà. Ed anche se il piano del conflitto etico si è spostato su di un diverso livello, resta, però, ancora attuale la necessità d'un impegno globale per i Diritti Umani di uomini e donne.

Oggi, solo una parte veramente elitaria della Massoneria può ritenersi, a ragione, coinvolta nell'opposizione alle alterazioni, falsificazioni, contraffazioni e travisamenti ideologici posti in essere nella realtà storica e sociale moderna.

Infatti, questa opposizione, richiede una sempre maggiore specializzazione degli uomini impegnati per l'affermazione del Vero, del Bello e del Sacro, velati nei valori iniziatici della Massoneria. E la conoscenza morale ed iniziatica non sono più adeguati ai bisogni attuali. È necessario, quindi, che mentre i Fratelli migliori continuino a battersi sui sentieri impervi della profanità, il massone si riconcentri in ranghi strettissimi nei propri Templi per sviluppare al meglio le proprie capacità iniziatiche.

Prepararsi con Ordine ed intelligenza a ritrasmetterle nuovamente fuori dei propri Templi. Apprendendo come comunicare la bellezza dei propri pensieri, nei modi più opportuni e nelle sedi più adatte. Con una calcolata saggezza di luogo e di tempo. Perpetuando la battaglia contro l'oscurantismo, che resta sempre in agguato nelle emulazioni dei modelli profani. Gli uomini della Massoneria continuino a ravvivare con forza, nei propri cuori e nelle proprie menti, il Sacro che, nei Templi, giunge da Oriente.

Perché, la Saggezza della giustizia, la Forza della verità e la Bellezza dell'altruismo restano sempre i soli strumenti dell'Iniziato Massone e della Sua Opera a Beneficio dell'Ordine e dell'Umanità.

 

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