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: Regolarità, Massoneria ed utopia
Argomento:Domande e Risposte

Domande e RisposteLeggendo la domanda: “cosa s’intende per regolarità iniziatica?”, qualcosa dentro di me rispondeva che, dal punto di vista esoterico la regolarità iniziatica non è tanto quella del riconoscimento cartaceo, quanto l’aderenza ai principi universali.

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Regolarità, Massoneria ed utopia

di Athos A. Altomonte


Leggendo la domanda: “cosa s’intende per regolarità iniziatica?” (v. articolo), qualcosa dentro di me rispondeva che, dal punto di vista esoterico la regolarità iniziatica non è tanto quella del riconoscimento cartaceo, quanto l’aderenza ai principi universali. Tanto più perchè una patente o una bolla sono atti politico-amministrativi che non trasmettono alcuna qualità. Forse è ancora un’utopia aspettarsi che non si confonda più l’internazionalismo con l’universalismo.

Diventare un’associazione internazionale non ha nulla a che vedere con la regolarità iniziatica mentre lo è aderire al principio di universalità. Che comincia dall’abbandonare canoni patriottardi per diventare entità sopranazionali. Abbandonando gli inni e le bandiere nazionaliste, le ideologie politiche e religiose che dividono e rendono gli uomini diversi e spesso nemici.

L’iniziato, mi hanno insegnato, è l’eguale cittadino del mondo. Eguale nel senso di iniziaticamente uniforme e non perchè omologato da culture, credo e abitudini particolari. Vero cosmopolita, l’iniziato rispetta leggi, usi e costumi della parte di mondo in cui vive, ben sapendo che ogni concetto esclusivo è un limite al sentirsi in comunione col mondo.

Mi rendo conto di aver espresso una idea forte, a cui si potranno opporre tante regole di carta. Ma bisogna pur dire che le regole, anche se determinanti per il vivere civile, hanno la caratteristica di essere esclusive. Quindi, lontane dall’ inclusività ch’è il fondamento dell’universalità.

Le regole sono la cura del caos, ma come ogni medicina ha delle controindicazioni. Di troppa regolarità muore l’anima, per sua natura libera ed onnicomprensiva. L’unica via d’uscita ai limiti delle regole esteriori è raggiungere l’equilibrio del Libero Arbitrio, ch’è il vero antidoto al caos. Prima, però, bisognerebbe evitare un’altra confusione, quella di scambiarlo per la “libertà di scelta” ch’è un’altra cosa: anzi, è la libera scelta ad essere fin troppo spesso causa del caos emotivo (astrale).

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