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Studi sul mito: Il Mito nel mondo cristiano
Argomento:Miti e Simboli

Miti e SimboliIl mondo cristiano ha sostanzialmente ripreso i tre metodi ermeneutici del mondo classico per la spiegazione del pensiero mitico.
Il metodo allegorico, quello razionalistico e l’evemerismo, continuarono ad essere utilizzati per tutto il Medioevo fino all’era moderna.
Tuttavia, il Cristianesimo introduce la distinzione fondamentale tra “vera” e “falsa” religione, tra escatologia della salvezza e tempo circolare pagano, trasformando quelle che ab origine erano le gesta eccezionali di eroi e sovrani ellenici in azioni di uomini malvagi destinati al vizio ed alla dannazione eterna.

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Il Mito nel mondo cristiano

di Antonio D’Alonzo


Il mondo cristiano ha sostanzialmente ripreso i tre metodi ermeneutici del mondo classico per la spiegazione del pensiero mitico. Il metodo allegorico, quello razionalistico e l’evemerismo, continuarono ad essere utilizzati per tutto il Medioevo fino all’era moderna.

Tuttavia, il Cristianesimo introduce la distinzione fondamentale tra “vera” e “falsa” religione, tra escatologia della salvezza e tempo circolare pagano, trasformando quelle che ab origine erano le gesta eccezionali di eroi e sovrani ellenici in azioni di uomini malvagi destinati al vizio ed alla dannazione eterna.

L’eroe greco si trasforma, adesso, nel peccatore gentile. Il dio del pantheon ellenico in un essere demoniaco: da qui, probabilmente, anche l’identificazione del dio Pan – in origine simbolo di compulsioni selvagge e della sessualità liberata – con il diavolo, l’Avversario del Nuovo Testamento; anche se dobbiamo respingere come storicamente infondata la tesi di M. Murray sull’antichità del culto di un “Dio Cornuto” legato alla fertilità di animali e piante e sopravvissuto all’avvento del Cristianesimo.

Il Cristianesimo, come religione dominante, ha quindi cercato di estirpare qualsiasi residuo pagano nelle terre in cui si era progressivamente insediato, dall’Egitto ellenistico al Nuovo Mondo. Tuttavia, esistono dei culti e delle forme di folklore talmente radicati nell’inconscio collettivo che non possono essere rimossi facilmente.

I survivals sono allora riplasmati e assimilati dalla cultura dominante, in questo caso dal Cristianesimo. Molti di queste manipolazioni sono ormai note anche al pubblico non specialistico. Per citarne qualcuna ricordiamo, la figura della Santa Vergine ricalcata da Iside, dea egizia. Anche Iside, partorisce Horus, senza essere veramente penetrata sessualmente (si china soltanto sul corpo fatto a pezzi di Osiride).

Anche Iside, come la Madonna è raffigurata con in braccio il dio-bambino (nel caso di Iside, Horus). Si potrebbe anche stabilire un’ulteriore similitudine tra lo stesso Osiride e Cristo (entrambi fatti a pezzi e resuscitati posteriormente), così come si dovrebbero prendere in esame eventuali prestiti dal culto di Dioniso (anch’esso fatto a pezzi dai titani e rigenerato). Molto interessante è la comparazione con il mazdeismo.

Ahura Mazda assume sembianze umane e possiede carnalmente una vergine, da cui nasce Mitra. Mitra ha avuto, durante la sua vita terrena, 12 compagni che lo veneravano come un maestro. Tre giorni dopo la sua morte è risorto ed è salito al cielo sul Carro del Sole, venerato come Salvatore.

Vediamo brevemente anche le festività cristiane, rimodellate ed assimilate da variegate tradizioni. La nascita di Gesù, arbitrariamente fissata al 25 dicembre, è un tentativo di riplasmazione assimilatrice della festività del Sol Invictus (il solstizio invernale), che spesso coincideva nell’antica Roma con le Saturnalie e con la nascita dello stesso Mitra.

Interessanti inoltre, anche alcune correlazioni con il calendario celtico. Il Samhain, il capodanno celtico, cadeva con l’inizio della parte buia dell’anno. La data d’inizio dell’anno non era però fissa, rispetto al calendario solare, perché nel calendario lunare l’inizio delle lunazioni non coincideva con l’inizio dei mesi del calendario solare.

La data del 1° novembre, da molti considerata come l’inizio dell’anno celtico, è quindi una forzatura, dovuta al tentativo di trasporre una data lunare su di una solare e per dare continuità alla tradizione celtica, inventandosi di sana pianta la festa di Ognissanti o Halloween, che nulla ha a che fare con la tradizione giudaico-cristiana, ma che celebra il raccolto autunnale che i Celti preservavano in inverno.

Anche la festa di San Michele (31 ottobre) era originariamente una festa agricola dell’antica Britannia. La Pasqua, strategicamente fissata in prossimità dell’equinozio di primavera, dove la Natura si risveglia, risorge dall’oscurità invernale, rinnovando il ciclo delle stagioni e il tempo dell’uomo: quale migliore metafora per la Resurrezione? Non a caso, la pasqua ebraica, Pesach, era la festa del raccolto.

Quando il Cristianesimo si espanse nel Nord Europa, la festa della primavera assorbì la festa mediterranea del raccolto: Ostern , Pasqua, non a caso deriva da Eostre o Astarte, la dea Madre del Vicino Oriente antico, promotrice della fertilità delle piante, degli animali e delle donne.

Il simbolismo della Croce è un simbolo solare o polare indiano; l’aureola è un simbolo egizio; l’abete natalizio è un simbolo celtico e germanico che richiama rispettivamente Irminsul, la quercia sacra dei Celti, abbattuta da Carlo Magno nel 772, e la quercia di Geismar, sacra a Thor, abbattuta, a sua volta, da San Bonifazio.

La cerimonia della visita dei Re-Magi non è altro che la riproposizione del rituale con cui i preti di Zarathrustra offrivano al loro dio, oro, incenso e mirra. L’ostia divina è un altro simbolo solare. Il battesimo, la cresima, la confessione, l’esposizione dell’ostia, sono tutti rituali presenti anche nel mazdeismo. La costellazione della Vergine, sotto di cui avviene la nascita di Cristo, è la stessa da cui nasce anche Mitra.

Naturalmente, il meccanismo della riplasmazione assimilatrice non si è verificato soltanto con il Cristianesimo, ma con molte religioni dominanti.

Il resto lo compie lo spirito sincretistico, innato nell’uomo.

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