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Sul Suono: Considerazioni su Musica e Suono
Argomento:Scienza del Suono

Scienza del SuonoLo studio della cosmologia, della fisica, della biologia, delle varie simbologie legate sia alla costruzione di un linguaggio musicale e sia allo studio del suono in sé non possono essere estranee alla manifestazione del fenomeno musicale, proprio perché ogni cosa ha un’origine comune, il cui elemento unificante è proprio una vibrazione, cioè l’elemento primario del fenomeno musicale.

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Considerazioni su Musica e Suono

di Roberto Musto

© copyright by Esonet.it


Introduzione

di Athos A. Altomonte

Tra i tanti argomenti che compongono il quadro dell'esoterismo, lo studio della fisicità del suono quale entità sonora, mi ha sempre affascinato.

Ho imparato a riconoscere che la “costruzione” di una “Colonna d'Armonia” si basa sulle vibrazioni-toni-intervalli sonori e non sugli effetti “sociali” di “ottimi” brani d'intrattenimento musicale come credono alcuni “giovani iniziati”.

L'emissione d'una Colonna d'Armonia, come la s'intende nella Teurgia Cerimoniale, è un elemento sacro. E lo si ritiene sacro, perchè è in grado d'accrescere l'espressione spirituale “nella” (non della) Cerimonia.

La Colonna d'Armonia (entità fisica di un Armonico), in campo iniziatico è considerata la prosecuzione esponenziale di quel “fenomeno” conosciuto nell'espressione allegorica di Parola di Potere. E sempre restando nei limiti di questa allegoria si può affermare che, se la Parola di Potere è la manifestazione del «suono (voce) dell'anima» nella fisicità individuale, la Colonna d'Armonia è, nella Cerimonia, l'evocazione del «suono (voce) dell'anima di Gruppo»: l'Eggregore che può essere costituito al centro di una Chorda Fratres.

Una “entità” questa, che può raggiungere, con la sua Forma, le dimensioni d'un Ordine iniziatico o religioso. Una Forma pensiero che “custodisce” l'essenza di una nazione o di un popolo.

Lo studio combinato sugli effetti di suono e luce è uno degli argomenti che consente al ricercatore una sperimentazione concreta e diretta. Ma per fare sperimentazione diretta serve un loboratorio ad hoc, ed è una fortuna che questo amico fraterno ne possegga uno. Utile per avviare un modello sperimentale per provare l'induzione di frequenze cerebrali e l'osservazione delle frequenze dei centri d'energia (chakra).

Il testo che segue è la risposta seguita ad uno scambio epistolare con il Prof. Roberto Musto, che propongo perché credo tocchi un argomento iniziatico dalle solide basi operative.

 

Distinguere tra Musica e Suono

Ho pensato a lungo a quanto mi avevi scritto nelle ultime corrispondenze e vorrei riprendere il discorso per portare il mio contributo a quanti sono interessati all'aspetto sia della “Musica” e sia del Suono”.

Giustamente tu operi una distinzione tra “Musica” e “Suono” mettendo in evidenza come «la musica sia, più che altro, uno dei tanti artifizi della mente umana, come le religioni, i credo e le filosofie delle correnti iniziatiche minori, usati per creare un mondo di fantasia quale è il mondo dell'uomo; mentre il suono, è il sintomo del moto della vita, è la maggiore espressione della Vita e attraverso il quale si può raggiungere la fessura silenziosa d'uscita (come l'intervallo d'ottava), da una dimensione di bassa frequenza come la nostra fisicità materiale (ed emotiva)».

Questa tua distinzione porta a riflettere sul fenomeno musicale nel suo insieme, costringendoci a ripercorrere mentalmente tutto il cammino della musica dal suo primo sorgere ad oggi e a pensare alla musica non solamente come un fenomeno variamente organizzato e come frutto di un “fare artistico” – la musica, come normalmente la si intende e la si percepisce è già un fatto compiuto ed elaborato, nelle sue diverse manifestazioni, dalle diverse culture e civiltà – ma considerare la musica nel suo aspetto primario e fondamentale che ha la sua origine nella vibrazione primigenia che ha dato vita a tutte le cose.

Ecco che lo studio della cosmologia, della fisica, della biologia, delle varie simbologie legate sia alla costruzione di un linguaggio musicale e sia allo studio del suono in sé non possono essere estranee alla manifestazione del fenomeno musicale, proprio perché ogni cosa ha un'origine comune, il cui elemento unificante è proprio una vibrazione, cioè l'elemento primario del fenomeno musicale.

Per spiegarmi meglio è importante mettere in evidenza, per poter cogliere questi diversi legami, che la maggior parte delle tradizioni immaginano, all'inizio dei tempi, un universo immobile e indifferenziato: il Dio creatore emette un suono iniziale, una sillaba mistica, un urlo – l'urlo creatore, la Parola, la Sillaba risuonante – che uscendo dall'abisso primordiale, si riveste di luce, diventa una vibrazione e a poco a poco una parte di questa luce sonora si converte in materia.

Le prime materializzazioni di questo suono, secondo le antiche tradizioni, sono gli astri e le costellazioni zodiacali e poi a mano a mano le altre: la luce, il pensiero, il suono, la parola sino alla materia che costituisce l'ultimo gradino dell'evoluzione. Dalle vibrazioni più basse hanno origine dunque le cose, gli oggetti, mentre le vibrazioni più alte creano i suoni, la luce, il pensiero, la parola.

Ora, se si parte da questa idea, ogni essere o cosa è una musica risuonante che ha inizio da quella vibrazione originaria e che possiede un suo particolare ed unico timbro, emette una sua peculiare e personalissima “musica”, che è il frutto dell'organizzazione del suo corpo, del suo essere, del suo pensiero: ogni cosa ha un'origine comune, il cui elemento unificante è proprio una vibrazione.

Volendo entrare brevemente nei particolari possiamo ricordare il fatto, facendo riferimento alla cosmogonia, che tutte le volte che la genesi del mondo viene descritta con una sufficiente precisione, un elemento acustico interviene nel momento decisivo dell'atto creatore: secondo le diverse religioni, nell'istante in cui un dio manifesta la volontà di dare vita a se stesso o a un altro dio, di far apparire il cielo o la terra o l'uomo – ricordiamo il soffio del Dio della Bibbia per dare vita ad Adamo, il soffio che è una vibrazione – tutte le volte, dicevo, che il dio creatore si manifesta, egli emette un suono.

Il riflettere sul cosmo porta come naturale conseguenze il riflettere sull'armonia del mondo e le leggi dell'armonia che sono leggi propriamente musicali. Ora l'armonia ha in sé i concetti di numero, di rapporto, di equilibrio. Ecco allora che entra prepotentemente nel nostro discorso la fisica: il ramo della fisica acustica non solo ha una grande valenza scientifica, ma anche notevoli risvolti nella pratica musicale, nella costruzione degli strumenti musicali, nella codificazione delle regole armoniche della composizione, ed ultimamente nel campo della musica elettronica e per computer.

Come la fisica si possa collegare con la metafisica, con l'ultrasensibile, lo possiamo cogliere citando una frase di grande studioso dell'armonia Hans Kaiser che afferma come “si misura comunicando e comunicando si misura”: il dato tecnico deve trovare la sua vitalità in un'altra dimensione, imperscrutabile e indefinibile solo quantitativamente.

Vorrei ancora ricordare i recenti sviluppi della musicoterapia, in cui le conoscenze musicali sono in stretto rapporto con le conoscenze biologiche e psicologiche. In questo caso si ha la conferma di come autori creano – e c'è da chiedersi in quale misura inconsciamente – composizioni che fortemente influiscono sul corpo biologico dell'uomo.

A questo punto del discorso bisognerebbe entrare in particolari tecnici, che però ci porterebbero lontano.

Il suono originario invade tutto l'universo e l'uomo vive immerso in questa musica cosmica emanata dalla volontà del Dio creatore; vive immerso in questo suono originario, ma non se ne rende conto, non ne ha coscienza, e, non rendendosene conto, lo ricerca esteriormente, nel mondo fenomenico: ha dimenticato cioè la propria origine sonora.

In questa situazione la sua attenzione è soprattutto rivolta alla ricerca esteriore del suono-timbro fisico. Il suono è dunque considerato come il prodotto di vibrazioni di corpi sonori e null'altro. È evidente che per ricollegarsi a quel suono originario non bisogna rivolgersi all'esterno, ma riscoprire strumenti interiori attraverso la riscoperta del proprio mondo interiore, intimo e nascosto. Si tratta di divenire coscienti di un mondo del quale non si sa nulla, o quasi nulla. Un mondo che è in realtà quello stato di coscienza in cui l'uomo acquista la capacità di udire spiritualmente, di percepire combinazioni e una molteplicità di suoni che non sono udibili per l'orecchio fisico.

Vorrei ricordare, per spiegarmi meglio, un esempio fatto da Rudolf Steiner in una sua conferenza tenuta a Colonia nel 1906: “Quando un uomo – dice Steiner – è illuminato dalla luce subito si forma sul muro la sua ombra, che però non è l'uomo reale. Così la musica che viene prodotta nel fisico è un'ombra, una vera ombra della musica: la musica fisica non è che una copia della realtà spirituale”.

Un musicista vive nell'elemento musicale, e penso che sovente senta proprio di vivere in una immagine di una patria spirituale, di un suo mondo musicale spirituale. In tale immagine dello spirituale, la sua anima, diciamo, trova la massima elevazione, un rapporto intimo proprio con l'elemento primordiale dell'uomo: è per questo motivo che la musica agisce così profondamente anche sull'anima più semplice.

Questa mia lunga riflessione, un po' didattica (e ti chiedo scusa) è anche per avvalorare la tua scelta, che tu giudichi arbitraria, (ma io, ovviamente, non sono d'accordo su tale arbitrarietà), di porre la musica all'apice della scala dei valori delle sette Arti Liberali.

Non voglio rendere questo mio intervento ancora più lungo, e rimando ad una prossima occasione le ulteriori riflessioni che i tuoi scritti mi hanno sollecitato e sarei felice di poter rispondere a quelle domande di carattere tecnico e specifico, che potrebbero contribuire a chiarire meglio i diversi aspetti della musica e del suono.  

 

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