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: Il Problema Alchemico
Argomento:Alchimia

AlchimiaL’Iniziato sa bene che sono sufficienti solo quattro parole per la soluzione di tale problema e per indicare ad un tempo la materia e la pratica; ma purtroppo per la imperfezione degli stessi praticanti, la semplice Verità facilmente potrebbe essere fraintesa ed accendendo subito (la fretta è del diavolo distruttore di ogni realizzazione) il loro forno con un fuoco impuro e solforoso, brucerebbero la materia mercuriale in luogo di sublimarla con Arte, Arte che ogni buon Alchimista sa che può essere praticata con successo solo dopo lunghissima esperienza. Nei Trattati degli Alchimisti si legge spesso che non bisogna por mano all’Opera se non si conoscono bene i veri elementi da impiegare. Pertanto è necessario esporre i particolari dottrinari.

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Il Problema Alchemico

di U. D. Cisaria

L’Iniziato sa bene che sono sufficienti solo quattro parole per la soluzione di tale problema e per indicare ad un tempo la materia e la pratica; ma purtroppo per la imperfezione degli stessi praticanti, la semplice Verità facilmente potrebbe essere fraintesa ed accendendo subito (la fretta è del diavolo distruttore di ogni realizzazione) il loro forno con un fuoco impuro e solforoso, brucerebbero la materia mercuriale in luogo di sublimarla con Arte, Arte che ogni buon Alchimista sa che può essere praticata con successo solo dopo lunghissima esperienza. Nei Trattati degli Alchimisti si legge spesso che non bisogna por mano all’Opera se non si conoscono bene i veri elementi da impiegare. Pertanto è necessario esporre i particolari dottrinari.

Ma prima di inoltrarmi nella Scienza Alchimica ed Ermetica voglio citare, uno per tutti, ciò che una mente scientifica ha inteso per la produzione della Pietra.

Il Sig. J. B. nel 1921 scriveva nella rivista «La Rose Croix» un articolo su basi scientifiche sulla produzione della Pietra: «La produzione della pietra è un’operazione di cui non si conoscono attualmente che le fasi successive caratterizzate dall’apparizione dei colori, secondo un ordine immutabile. Ci troviamo, davanti all’Uovo, in presenza dell’azione di forze mal conosciute dalla nostra «scienza moderna» sulla Materia...

L’azione delle radiazioni caloriche e luminose sulla materia ci è conosciuta... Quest’azione essendo dissociante, non è un lembo del velo che si scopre?

Per la produzione della pietra, m’attengo all’Athanor come fornello: la sua forma è comoda, e si presta perfettamente all’opera: perché vi rinunzieremmo?

Una debole pressione costante trasforma l’alluminio, il magnesio ed il mercurio, facendo loro acquistare nuove proprietà. Vari alchimisti consigliano di fare un vuoto parziale nell’uovo... I gas dell’aria devono pure influirvi (argo, neon, elio, cripto, xeno, ecc.)... così pure l’agente elettromagnetico...».

Il detto autore, pur intuendo l’esistenza di una forza sconosciuta alla Scienza moderna, non imposta bene il suo problema in quanto parte da «elementi morti», non trattati dagli Alchimisti pratici, in quanto «materia estranea» per confezionare la loro pietra. E di questo errore iniziale il detto sig. J. B. non si è ancora avveduto perché in una sua lettera del 1971, mi scriveva fra l’altro: «Ho studiato l’alchimia per 50 anni e lavorato al laboratorio la via umida... sono un operativo e non uno speculativo. L’alchimia mi ha interessato perché sono uno scientifico (il detto signore è un Ingegnere elettronico) ecc.».

Egli effettivamente pratica in laboratorio l’Alchimia servendosi delle esposizioni contenute nei trattati di veri Alchimisti ed utilizza il Fuoco astrale su elementi esterni naturali. Il suo errore è di non aver sperimentata la materia mercuriale come Materia dell’opera nel senso degli Alchimisti, ed essersi soffermato all’applicazione scientifica.

Scientificamente è possibile ottenere qualcosa dai travisamenti dei trattati alchimici ma i risultati, ovviamente, non sono quelli della «Divina Arte Trasmutatoria». I Maestri, invece, hanno ripetuto spesso che i loro elementi non sono quelli materiali, ma stati d’essere della materia prima elementante e quindi puri nella loro essenza. Senza la loro comprensione e la loro integra separazione, non si possono intraprendere i lavori di laboratorio. Questi elementi semplici un tempo si trovavano in uno stato puro ma poi, per una discordanza con la legge di Armonia delle polarità, i 4 elementi (ermetici), come in un Chaos, si sono confusi nell’unica materia ponderabile e visibile. Quindi è necessario separarli prima, conoscerli e utilizzarli per la formazione della Pietra Unica Filosofale.

L’Alchimia non è la chimica ma una Scienza ed un’Arte, che racchiude il Secreto dell’ascenso umano a mezzo della quale, mediante un processo trasmutatorio, l’uomo sublima se stesso e realizza il cosciente Androgino libero da ogni schiavitù.

Quanti soffiatori!! Quante scoperte che non hanno nulla a che vedere con la Idea Madre: la Trasmutazione dei metalli uomini!!!

Tutto è materia ermetica, poiché unica è la materia; anche la Luce è materia, materia in vibrazione. Saturno è il padre degli dei poiché tutto proviene dalla materia, tutto da lui si esteriorizza ed in lui si svolgono tutti i processi vitali. Tutto è materia e tutto è spirito; lo spirito compenetra tutta la materia.

Il magnetismo, o elettro-magnetismo, è la energia a cui nessuna particella viva si sottrae; fa parte dell’Unica Forza Centrale di Vita e presiede alla produzione di ogni fenomeno vitale. È una forza o una condizione speciale della energia dell’Universo. È di origine misteriosa come l’elettricità, il calore, il suono, la luce ed è conosciuta per le sue applicazioni e pei suoi fenomeni positivi. Forse è una faccia dell’unica forza che volta a volta diventa elettricità, luce, calore, suono. Esiste, come in alto così in basso, nell’Universo, nell’uomo, nei minerali, nei vegetali e negli animali. L’Elettro-magnetismo, facendo parte dell’unica Forza Centrale, è un elemento vitale ed intuendo le analogie, può considerarsi la materia prima della grande opera, la Luce Astrale dei Martinisti. L’Unità-Universo è formata da un’unica materia primordiale sottilissima, capace di ogni condensazione, dalla materia ponderabile e visibile allo Spirito Etereo. Queste nozioni sono fondamentali, per comprendere il principio alchimico del seme dei metalli e del lievito primordiale per l’accrescimento e le trasformazioni di una chimica occulta.

La Scienza moderna farà realmente un passo avanti quando prenderà in esame l’elemento animico per poi applicarlo ad una nuova fisica e ad una nuova chimica che la porterà alla conoscenza della VITA.

Tutto ciò che è stato creato dal «Verbo», Mercurio dei Saggi, Luce Astrale, Anima del mondo, ecc., è costituito di una sua natura particolare derivante dall’impulso iniziale di creazione. Da questa, Luce che è ad un tempo Materia e Forza, provengono i 4 elementi che sono stati della Materia Unica e che corrispondono nell’Ermetismo ai 4 corpi:

Fuoco = Sole = Spirito = Luce = Oro = Intelligenza = dissolvente;

Aria = Mercurio = Mente = stato fluidico = il volatile;

Acqua = Luna = anima = argento = sistema nervoso = la donna;

Terra = Saturno = forze fisiche = piombo = il coagulante.

La caratteristica di questa Luce è l’equilibrio e l’armonia, e questa Anima Vivente Universale è governata dalla Intelligenza Universale o Spirito puro o G.A.D.U. . Quest’Anima Universale presiede alle trasformazioni e alle modificazioni della materia elementare: è il Mercurio che in perpetuo moto fa vibrare ogni cosa creata nel finito come nell’infinito, dall’atomo all’anima umana.

L’anima delle cose è una verità ed esse sono per loro natura semplici e neutre. In ogni cosa vi è un principio umido che ne forma la natura specifica e che nell’Unità è una maniera di essere dell’unica essenza di tutte le cose. Questa forza si trova anche negli zoospermi per la riproduzione dei corpi organizzati.

Come ogni buon Ermetista, che per Spirito di Carità, tenta di esporre delle idee intorno al massimo problema che la Mente umana può concepire e che nella pratica applicazione deve trasmutarlo in un Dio vivente, lascio al libero moto mentale di fluire nelle argomentazioni tematiche, poiché la sua manifestazione è al di fuori di ogni regola di grammatica e segue delle leggi ermetiche intelligenti.

Per risolvere il problema alchimico nella sua pratica attuazione, due sono stati i metodi perseguiti: l’oggettivo e il soggettivo. La Tradizione fa intendere che il metodo soggettivo è quello da perseguire, cioè: provare in sé e per sé, nel proprio laboratorio per poi credere alle affermazioni altrui e alla realtà delle cose.

L’Artista deve percepire una Luce Ermetica per risolvere il suo problema e nella creatività ne realizza l’armonica manifestazione. Questo Mercurio Intelligente, che con la sua Luce esalta la mentalità, è al di sopra di ogni elemento materiale; va conquistato con la perseveranza nei lavori purificatori ermetici, senza dei quali si resta uomini comuni o vili metalli con bassa mentalità.

Questo Spirito Mercuriale proviene da un centro di Luce, Fuoco, Sole, Scintilla della Intelligenza Universale che ha creato, secondo un Piano Armonico di Leggi Causali, ogni manifestazione di esistenza. Bisogna quindi aspirare ardentemente al Dio Unico di ogni tempo e di ogni Religione, che è la Legge Intelligente Regolatrice della Natura Universale, per ricevere il Suo Raggio Purissimo Mercuriale; sintesi di Luce Ermetica e Verità che trasmuta in atto il piombo in Oro. È uno stato di Grazia che l’Amore espande e vivifica. Ogni Alchimista, come nel Mutus Liber, nell’Anfiteatro della Sapienza Eterna, in Flamel, ecc. , inizia la sua opera pregando l’Altissimo e dopo i lavori loda la Bontà, la infinita Saggezza dell’Assoluto che ha reso possibile l’Eroica impresa della Trasmutazione Ammonia o Solare e la conquista della Pietra Filosofale.

Ma l’uomo possiede una Intelligenza e può adattare il suo Mercurio anche per altri fini. Così, nel tempo, si è venuto a creare un tale complesso di cristallizzazioni di pensieri che hanno prodotto una infinità di sottilissimi legami, fili invisibili di natura fluidico-magnetica, ma sensibili, che avvinghiano l’intera umanità, come un immenso serpente che avvolge e stringe nelle sue spire gli incauti angeli tarpati delle loro ali. Purtroppo, per legge di Giustizia e per precedenti storici, l’uomo non si avvede delle insidiose correnti e continua a polarizzare il suo mercurio nell’elemento materia ed affoga il suo diritto di Figlio di Dio, nel vastissimo e caotico mare delle illusioni e della ignoranza. In tal modo si sono venute a formare delle Catene Fluidiche e Mentali il cui Ente Kamico si nutre dei fluidi emanati dai numeri uomini. Queste catene si formano senza che l’uomo ne abbia coscienza e la Legge degli Enti è completamente ignorata. Non così per le Catene Iniziatiche Costituite, che hanno un Fine preciso, create Volontariamente da Maestri Iniziatori, continuatori in perpetuo della «Tradizione» e possessori del «Secreto».

Chi realmente ha in sé l’Oro alchimico e tenta di farlo, cioè l’Aspirante alla Luce Ermetica, l’Artista che intraprende i lavori trasmutatori, l’Eroe che persegue in se le fatiche d’Ercole, l’Argonauta che va alla conquista del Vello d’Oro ecc. , deve attingere prima agli insegnamenti da sicura fonte, da Maestri dell’Arte che l’hanno tramandata per gli «Eletti». È compito dell’Artista ricercarne i testi Classici e studiandoli in stato di neutralità, ritrovare intuitivamente le Chiavi che per gradi aprono il «Palazzo del Re».

Ma che cosa è l’Alchimia? Quali sono i suoi fini?

Ecco alcune definizioni tratte da autorevoli Autori:

«L’Alchimia è la Scienza che insegna a preparare una certa medicina o Elixir, il quale, essendo proiettato sui metalli imperfetti, comunica loro la perfezione nel momento stesso della proiezione».- R. Bacone

«Lo scopo dell’Alchimia sul piano materiale era la purificazione dei metalli o la loro evoluzione progressiva; il problema Alchimico consiste nell’accelerare questa evoluzione metallica che la natura può compiere in modo lento.» - J. Castelot

Ma per intraprendere l’Opera è necessaria una Materia sulla quale lavorare e sulla quale tutti hanno taciuto o l’hanno dissimulata sotto allegorie, simboli, leggende.

Generalmente si prende per Materia dell’Arte, una cosa molto lontana ed estranea ad essa e quindi, con risultati di pseudo-creazioni nei diversi campi delle Scienze profane. Difficilmente viene usato il Mercurio primo per materia di base nei lavori di laboratorio. Unica è la Materia dell’Arte, unico è il Fuoco che trasmuta la materia ermetica e la rende volatile per poi riportarla allo stato unitario; unico è il Forno di cottura anche se talvolta viene utilizzato un secondo forno di inversa polarità, nel quale viene posto il mercurio cotto e durante la coobazione a gradazione elevata si proietta l’Oro essenziale, preparato a parte con la «via secca», per ottenere la totale trasmutazione del mercurio in Oro puro.

Il Procedimento è lineare perché le fasi delle operazioni sono sempre le stesse con l’unico fine della realizzazione della Pietra Filosofale. Molteplici sono i procedimenti esposti nei trattati alchimici, apparentemente diversi, nei quali balzano evidenti al pratico gli effetti, i risultati e la utilizzazione, ma sempre viene celata la Reale Essenza.

La Materia Prima, benché occultata alle basse mentalità, è intuita dai Figli dell’Arte perché è l’unica da prendersi e dà risultati certi e tangibili. Questa materia è sparsa dappertutto ed è la Vita stessa di ogni cosa. Ha preso infiniti nomi secondo il grado cui è inerente. La Scienza moderna non la conosce nella sua Realtà, perché ogni ricerca è basata su fini materiali trascurando l’origine di ogni forma di esistenza che è il Verbo Divino, la Luce che gli uomini non hanno compresa e che è l’Unica Forza di ogni produzione fenomenica.

Le operazioni sono in numero di quattro e comprendono 4 stati della materia cioè Saturno, Luna, Mercurio, Sole, ovvero piombo, argento, mercurio e Oro. Si tratta di sublimazioni, di separazioni effettive praticate nel forno alchimico con quattro risultati, integrati nella Unità.

La materia, nel suo forno di cottura, manifesta i colori dell’Arte che invariabilmente si succedono nell’ordine: nero, bianco e rosso. Spesso si manifestano colori complementari. Detti colori vengono conosciuti dall’Artista solo al loro apparire e per i loro effetti, diversamente si tratta soltanto di cogitazioni mentali. Se i colori non seguono quest’ordine, è indice che il fuoco è stato mal governato. Il color nero, indicante la putrefazione della materia, dà la certezza che si è ben operato e che bisogna continuare la Cottura con lo stesso fuoco sino al color bianco, che si manifesta come un vapore della consistenza a una nuvola bianca brillante. A questo punto la materia è sublimata ed il fisso è divenuto volatile. Il seguito delle operazioni è un gioco di bimbi per la sua semplicità. Le centrifugazioni dei liquidi e del fluido mercuriale agiscono da dissolventi e staccano man mano dalle pareti del vaso, le residue scorie. Questo diviene trasparente come vetro, e le radiazioni emesse dalla materia sublimata, sono di tal natura che gli effetti di questa particolare traspirazione magnetica, provano la realtà della potenza della Pietra Filosofale, la quale può essere adattata anche come Panacea Universale per la guarigione di ogni male.

L’Alchimista si trova in una Catena ideale le cui vibrazioni sono sensibilissime, mercuriali, e le correnti di pensiero sono costituite di Luci intelligibili, che manifestano nel moto mentale dell’Artista, per gradi, le varie operazioni da seguire. Le Luci diventano sempre più intense a mano a mano che la materia mercuriale viene depurata dalle scorie che l’appesantiscono ed il Mercurio dei Saggi viene attratto più facilmente dal bianco magnete, che è una polvere sottilissima e sensibilissima preparata dall’Arte.

In una fase avanzata dell’opera, può verificarsi che il mercurio volatile ottenuto dalla sublimazione, proiettato nel mare ermetico, venga in contatto con un Solfo rosso. In tal caso il mercurio acquista un colore più lucido, più luminoso, più scorrevole e le ulteriori operazioni trasmutatorie si semplificano e si abbreviano. Il mercurio solforato è il vero mercurio dei Saggi, perché è animato dallo zolfo e non se ne separa mai. Per suo mezzo si può estrarre dalla magnesia l’argento vivo. Lo Stibium dei Caldei, è l’Antimonio, materia solforosa mercuriale che Basilio Valentino dice essere quasi la Pietra Filosofale. Voglio richiamare alla memoria degli studiosi che il simbolo dell’antimonio ha la stessa forma della chiave del sacro Nilo e nelle forme plastiche del simbolismo religioso, nella quarta carta del tarocco (l’Imperatore) ed in altre raffigurazioni, si trova nella mano sinistra: inoltre è lo stesso simbolo, rivolto in alto, del segno di Venere. Basilio Valentino lo chiama il grande Arcano, la Pietra di fuoco, le cui virtù sono innumerevoli, dalla guarigione dei mali alla trasmutazione dei metalli.

Base dell’Alchimia è il concetto Unitario della Materia Universale, ed ha come legge l’Analogia, scoglio terribile in cui inciampa ogni neofita. «Nel senso di una prima chimica degli elementi semplici dei 4 componenti la Materia Cosmica, l’alchimia nasconde un arcano che sarebbe la radice del mondo animale».

I tre principi di cui è fatta ogni cosa sono dagli Ermetisti nominati: materia, energia e forma mentre gli Alchimisti li designano con sale, mercurio e zolfo. Questi tre principi sono racchiusi nel mercurio metallico. John Dee di Londra, nella sua «Monade Hiéroglyfica», analizza nei suoi minimi particolari il mercurio alchimico sia dal punto dottrinario che pratico. Anche il Cosmopolita si è dilungato molto nel suo trattato sul Mercurio dei Filosofi ed essenzialmente lo espone dal suo lato pratico. È argomento principe di ogni buon trattato alchimico ma si tace sempre sul centro organico che lo elabora e sulla vera materia da cui viene estratto.

È l’Alchimista che lo estrae dalla sua Miniera, oppure è la Natura che glielo appronta per l’uso? È l’Artista che aiuta la Natura fornendogli una prima materia che posta nel vaso, a mezzo del fuoco naturale, viene trasformata e sublimata in acqua, in aria ed infine in fuoco? È la stessa natura che elabora nel vaso la materia sublimata e ne separa il mercurio di base dallo spirito aereo utilizzato come magnete?

Il mercurio è una materia che si presta ad infinite disquisizioni ed adattamenti; però quello alchimico è di base approntato dalla natura come un fermento che lievita la pasta.

Per analogia, come il seme posto in terra, dopo la putrefazione, dà il suo frutto, così il seme ermetico dopo una lunga putrefazione e cottura, eccitato dal fuoco, ascende nel vaso e dalle ripetute coobazioni e centrifugazioni se ne distilla una quintessenza. Portato a giusta cottura l’esperto Artista, con un’azione tutta particolare, lo congiunge ad una Sottilissima polvere d’oro e tutta la massa si trasforma in purissimo e lucente oro.

L’inesperto artista potrebbe chiedersi se sia prudente accendere il fuoco nell’atanor prima ancora del lavaggio del mercurio. La risposta si trova in una figura del filosofo Solidonius, nella quale si notano un vecchio bianco vestito con bianca barba tra due suoi figli di opposto sesso. Per lunghi anni egli ha allevato questi due figli e giunti all’età della giovinezza, dopo averli denudati, li unisce in nozze alchimiche.

L’Alchimia tende a raggiungere il fine ultimo di Parlare e Creare, come in alto così in basso. Ma, quanti alchimisti hanno disperso il loro mercurio per fini estranei alla Grande Opera? Molti non hanno conosciuta la materia prima ed hanno usato varie sostanze minerali, vegetali, animali senza sospettare che la materia tanto ricercata era vile e si trovava avanti ai loro occhi. Pur toccandola con mano e usandola a scopi inutili, non l’hanno riconosciuta. Per una Legge di Giustizia questa materia resterà sempre occultata all’occhio profano e per i falsi alchimisti, che mirano alla fabbricazione dell’oro fisico. Non potranno mai comprendere che il compito dell’Alchimia è di trasmutare l’anima vile e volgare dell’uomo in Spirito Divino; la Intelligenza inferiore in Intelligenza Aurea. È un processo trasformativo il cui fermento è una polvere o pietra che, data a piccole dosi, trasmuta la materia umana in Spirito intelligente o Oro Alchimico. Si tratta di introdurre nel corpo umano una pietra vegetabile e la Intelligenza, fissandola, domina tutto l’organismo con un potere superiore.

L’enigma alchimico è un Arcano rivoluzionario suscettibile di ogni adattamento, è una legge di trasformazione nell’Unità protogenerante. Le sue applicazioni sconvolgerebbero tutte le idee cristallizzate su cui si adagia la società moderna.

«Alla conoscenza del segreto alchimico presiede, invisibile ai volgari ed agli ingenui, un Gruppo di Intelligenze distributrici secondo giustizia, secondo i meriti ed i pesi specifici dei metalli uomini». Ecco perché il Secreto resta tale per i moltissimi e perché gli Alchimisti si sono guardati bene dal togliere il velo che lo copre. Il solo parlare di questo Arcano può essere fatale. Da ciò la necessità di circondarlo di enigmi, simboli, per tramandarlo. Essi hanno sempre predicato che solo per Divina concessione è permessa l’entrata per la Porta Maggiore: l’Alchimia trasmutatrice. Con i loro scritti preparano il neofita ad entrare in un ordine d’idee, senza le quali riuscirebbe inesplicabile qualsiasi intuizione o manifestazione Divina intorno all’argomento pratico.

Molto si è scritto sul Principio Vitale, ma pochissimo dal lato iniziatico. Gli Alchimisti lo hanno usato per i loro lavori.

Il principio vitale, lo Jod ebraico, è uno spirito, un Fuoco di Natura, una quintessenza, l’anima, gli egizi lo raffiguravano con l’uccello, mentre i cristiani con un pesce. È sparso in tutta la natura e presiede a tutte le combinazioni e a tutti i fenomeni chimici e fisici. Si trova nell’uomo e nell’Universo. Le anime Sacerdotali comandavano al principio vitale con la loro ferrea ed inflessibile volontà e lo soggiogavano o lo attraevano per fini di carità e di giustizia.

Eliphas Levi, parlando della Luce astrale, dice: «Esiste nella natura una forza più potente del vapore. Un uomo che se ne impadronisse cangerebbe la faccia al mondo. Questa forza era conosciuta dagli antichi. Essa è in un agente universale la cui legge suprema è l’equilibrio».

Ora «questo Agente, di cui una prima manifestazione è la forza magnetica, forma la Materia Prima della Grande Opera degli Iniziati del medio evo. È il Protoplasma dell’Universo, l’Azoth alchimico, il polline universale». «Bisogna studiare questo principio vitale in noi, separarlo, integrarlo, portarlo all’apice della sua potenzialità, renderlo atto ad arricchirsi della massima energia della fonte del principio-vita Universale, fino a poterne disporre e nutrirsene e nutrirne gli organismi che ne difettano» (Kremmerz).

La Pietra dei filosofi è manufatta, fatta con le mani, con un continuo lavoro ermetico, come uno scultore che modella la materia prima, già depurata da elementi estranei e con l’atto creativo le imprime la forma desiderata.

L’Alchimista inesperto e senza l’aiuto di un Maestro, nelle prime operazioni potrebbe osservare dei coaguli fluidici e la nerezza della sua materia; la qualcosa potrebbe spaventarlo a tal punto da abbandonare fuoco e fornelli. Ma, se intende bene le parole degli Alchimisti, è proprio allora che deve tenere integra la sua forza e proseguire nelle cozioni, sino alla sublimazione ammonia o Solare. Nel corso delle operazioni alchimiche deve sperimentare la materia sublimata, proiettandola sui metalli mediante traspirazione magnetica. Se tinge il metallo del colore voluto è segno che la materia radiante, sotto l’azione del maschio fuoco, è giunta a buona cottura. Continuando con un fuoco un po’ più vivace realizzerà l’Ibis e poi la Fenice, ovvero l’argento o materia al bianco e lo zolfo rosso o Oro filosofico, o zolfo vivo, o materia pervenuta al color rosso. Questo zolfo rosso filosofico non differisce dalla stessa pietra che per un grado più elevato di cottura perché in esso si trova un raggio della luce primordiale o miniera del Fuoco Celeste.

Rinvenire questa Pietra rossa significa aver realizzato l’ascenso rapido, ciò che la Natura non può fare se non in moltissimi secoli. L’Alchimista deve aiutare la Natura, non costringerla, seguire la sua via, poiché l’arte di fare la Pietra è semplice come la Natura. Che i soffiatori e i profanatori non pongano mai mano ai lavori alchimici poiché, per una legge di giustizia, potrebbero pentirsene amaramente per il resto della loro vita.

Chi poteva mai sospettare che l’Alchimia racchiudesse l’enigma dell’Angelizzazione dell’uomo inferiore! Quanti germi di esperienza hanno tramandato gli Alchimisti e quante verità controllabili dai Figli dell’Arte che nel loro Laboratorio occulto accendono il Fuoco nel Forno sublimatorio!

Articolo tratto dal Sito della Società Italiana di Studi Ermetici.

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