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Catarismo: Teologia degli antichi sacerdoti Catari - Parte 19
Argomento:Storia Nascosta

Storia NascostaPeccato e redenzione di Pietro e Giuda

Nei Vangeli si delinea una complessa architettura ecclesiale: Maria, nella dimensione del sacrificio eucaristico che fonda la Chiesa, è affidata al sacerdote; Maria, nella sua unità di popolo ordinato in Chiese, è affidata a Pietro quale segno vivo e visibile della comunione, garanzia e sostegno della fede (e non della “spada”) che sorregge questa unità.

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Teologia degli antichi sacerdoti Catari - Parte 19

di Luigi G. Navigatore
coordinamento editoriale Athos A. Altomonte

Peccato e redenzione di Pietro e Giuda

Nei Vangeli si delinea una complessa architettura ecclesiale: Maria, nella dimensione del sacrificio eucaristico che fonda la Chiesa, è affidata al sacerdote; Maria, nella sua unità di popolo ordinato in Chiese, è affidata a Pietro quale segno vivo e visibile della comunione, garanzia e sostegno della fede (e non della “spada”) che sorregge questa unità.

Pietro è il simbolo dell’unità di tutti i fedeli in Cristo. Non è stato costituito a mo’ di cintura legale per una folla amorfa; il potere disciplinare è, al più, strumentale alla comunione e non costituisce l’essenza del suo ministero. D’altro canto l’ipertrofia degli aspetti legali erano ben visibili nella crociata contro gli albigesi che, essendo Giovanniti, erano consapevoli che la Chiesa voleva reggersi su Pietro e Paolo; affermazione sempre solennemente ripetuta ma che mai ha trovato rispondenza nella prassi ecclesiale.

Se in Paolo si coglie la figura degli eletti (Giuda) poi, pentiti, che crocifissero il Figlio di Dio e si fecero suoi vicari nel sacrificio della croce (discepoli amati), allora l’espressione assume una importanza eccezionale, contemplando che le colonne della Chiesa sono Paolo, che rappresenta i sacerdoti, i servi ministeriali del popolo di Dio impegnati a proseguirne l’opera, e Pietro, simbolo di unità nella fede e garante della verità e del principio di unità del collegio dei XII.

Colta la continuità teologica fra la sagoma di Giuda e quella del “discepolo amato”, si comprende perchè i cronachisti evangelici abbiano usato Simone e Giuda per descrivere il peccato e la redenzione. Pietro sperimenta il pentimento sotto la spinta della previsione di Gesù “Prima che il gallo canti tu mi rinnegherai tre volte”. Il “il gallo veramente cantò” ma sotto la metafora il discorso è più profondo.

Il pentimento di Pietro avverrà solo dopo la resurrezione quando “lo Sveglio che dà la sveglia”, cioè il Cristo risorto, gli cambierà il cuore (in greco “alektor” significa colui che è sveglio e colui che da la sveglia “a-lektor”). Giuda pecca, ma poi si pente e nella sua morte si assimila al Maestro.

In conclusione abbiamo, dunque:

unica e generale è la misericordia del Cristo che li abbraccia entrambi;

unica è la rivelazione: siate forti della vostra debolezza umana, legandovi con fiducia a Colui che vi ha visitato;

parità nell’amore: a Pietro viene affidato la missione dopo una sua protesta di amore;

• Giuda viene imboccato da Gesù come un bambino, e lo ricambia col bacio della pace;

parità nella morte: la consuetudine ecclesiastica racconta che Pietro morì crocifisso a testa in giù; Giuda ugualmente.

Teologia degli antichi sacerdoti Catari - fine

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