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: La «verità assoluta» nella dimensione dell'uomo e il potere della parola
Argomento:Domande e Risposte

Domande e Risposte«La mia attenzione e riflessione è catturata invece da un'altra tua affermazione: la capacità umana di collegare il termine "vero" a qualcosa. Chi e in quale misura può definire la qualità di una cosa "vera" in modo così assoluto?»

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La «verità assoluta» nella dimensione dell'uomo
e il potere della parola

di Athos A. Altomonte

© copyright by Esonet.it


D: «La mia attenzione e riflessione è catturata invece da un'altra tua affermazione: la capacità umana di collegare il termine "vero" a qualcosa. Chi e in quale misura può definire la qualità di una cosa "vera" in modo così assoluto?»

 

R: Noi camminiamo dentro l'Illusione scambiandola per verità, invece, è solo realtà materiale basata su dati, che nell'«immenso inconcepibile» sono il velo dell'illusione.

Noi camminiamo sulla verità come camminiamo sul pianeta, capendo solo le frazioni di realtà che ci appartengono.

Noi camminiamo sotto la verità come camminiamo sotto la volta stellata, capendone quel tanto, sufficiente ad orizzontare il nostro cammino.

Ma se la volta stellata può segnare una direzione sulla terra, solo il cielo interiore, con le sue stelle, possono indicare il sentiero che porta a Dio.

Noi viviamo scambiando la realtà con la verità.

Noi viviamo credendoci un corpo, invece siamo pensiero.

Viviamo in una dimensione cha la verità non può raggiungere senza essere distorta. Quindi l'unica verità assoluta che possiamo avere è che nessuna verità infinita può raggiungerci in un piano finito, senza divenire lei stessa un concetto finito.

Per questo, Dio, in questa dimensione non c'è, perché siamo incapaci di accoglierne e di contenere la dimensione della sua luce di verità.

Il saggio, però, ha compreso che se la mente non può contenere la verità, il cuore però può osservarla.

Mantenendo la mente ferma e distante, il cuore può contemplare la luce della verità, ma non potrà mai comunicarla, pena distorcerla e renderne un concetto finito. Può narrarla, però, attraverso metafore. Che vanno “tradotte” con parole che sappiano rispecchiare la luce della verità.

Se la parola è suono, il suono si accompagna alla luce e ai colori. Per cui il tono della parola diventa il colore che illumina menti e coscienze degli uditori, che da quel colore verranno impressionati.

Questo è il «potere occulto della parola» (vedi Uso della parola).

È prerogativa degli Iniziati trasformare la parola in suono che vibri del significato (il pensiero) «trasportato dall'alito».

Nella «filosofia senza appoggio»* viene insegnato che con la parola «l'Iniziato infuoca lo spazio attorno a sé».

Ma se il massone non arriva a concepire tutto questo, la Massoneria ne mantiene il ricordo, ponendo alle spalle dell'Oratore il «simbolo di un sole radiante», simboleggiando com'egli possa irradiare sugli astanti il potere della sua sintesi.

__________

* La filosofia senza appoggio, è così chiamata perché il pensiero, per svilupparsi, non usa (non si appoggia) nessun attributo fisico. È una forma pensiero molto avanzata, ma di cui posso introdurre due presupposti. Non pensa ma osserva il pensiero che si sviluppa da sé in modo naturale, perché, una volta libero s'indirizza sempre verso “l'alto” (alto, è la forma infantile di indicare il dentro). Quindi, ogni pensiero libero dalle zavorre terrene prodotte da coscienze passionali (che gli antichi filosofi chiamavano: spirito animale), s'indirizza verso le profondità di quella dimensione che la psicosintesi definisce superconscio e che Platone chiamava iperuranio. È quello il mondo delle Idee primigenie, cioè, di quelle verità di cui si parlava, che non possono raggiungere indenni le dimensioni sottostanti quelle monadiche (piano della monade), o quanto meno animiche (piano dell'anima).

Il pensiero, ogni pensiero, discende da una idea archetipa (v. religioni, miti e archetipi dell'umanità), per cui una volta libero torna ad indirizzarsi verso la propria fonte, portando con sé la coscienza dell'uomo, che così può “salire” (interiorizzarsi) anche lui (con la sua mente) nei piani della coscienza sottile.

Questo “volo” è rappresentato dalle ali Caduceo Ermetico.

 

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