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Francken Manuscript: Francken Manuscript /IV grado
Argomento:Quattuor Coronati

Quattuor CoronatiMaestro Segreto - IV Grado

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Francken Manuscript /IV grado

a cura di Franco Cenni

prodotto per Esonet.it


MAESTRO SEGRETO

 

IV GRADO

 

Premesse

La Loggia di Maestro Segreto deve avere un drappeggio nero cosparso di lacrime.

Il Maestro rappresenta Salomone [1]. Lo si chiama Potentissimo (Tre Volte Potente). Viene nel Tempio per nominare sette maestri esperti in sostituzione di Hiram Abif.

Vi è un solo Sorvegliante, che si chiama Adonhiram. Costui aveva l’ufficio d’ispettore e direttore delle attività e degli operai qualificati al Monte Libano; dopo la morte di Hiram Abif, egli fu il primo dei sette Maestri Segreti chiamato a sostituirlo.

Salomone tiene uno scettro in mano. È vestito con un mantello nero bordato d’ermellino. Davanti a lui vi è una tavola triangolare sulla quale è posta una corona di rami intrecciati di lauro e di ulivo. Non porta il Grembiule.

Adonhiram, all’Occidente, copre la carica di Ispettore.

In questo grado non si utilizza nessun maglietto, perché i lavori del Tempio sono sospesi durante il lutto in onore del Rispettabile Maestro Hiram Abif.

Salomone deve avere una larga sciarpa azzurra,(nastro blu) che scende dalla spalla destra al fianco sinistro. Vi è sospeso un triangolo.

Adonhiram deve essere decorato con una larga sciarpa bianca bordata di nero che indossa intorno al collo, ed alla quale è sospesa una chiave d’avorio con incisa la lettera Z raffigurata sul nottolino.

Tutti i Fratelli debbono avere gli stessi ornamenti, portare dei guanti bianchi e un Grembiule bianco legato da nastri neri. Il bianco simboleggia il candore dell’innocenza dei Maestri, il nero ricorda il lutto del loro capo defunto. La bavetta del grembiule è blu ed un occhio aperto è dipinto o ricamato sulla stessa.

La Loggia dovrebbe essere illuminata da ottantuno luci poste su nove candelabri. Ma, in genere, si riduce questo numero a tre candelabri a tre bracci.

 

APERTURA

D: Fratello Adonhiram siete Maestro Segreto?

R: Potentissimo sono passato dalla Squadra al Compasso, ho visto la tomba del nostro Rispettabilissimo Maestro Hiram Abif e vi ho versato lacrime assieme ai fratelli come per il più saggio e più potente dei re.

D: Che ora è?

R: La stella del mattino ha fatto scomparire le tenebre della notte, la grande luce comincia ad illuminare la nostra Loggia.

Salomone allora dice

“Siccome il mattino è il precursore di questa grande luce che inizia a brillare e poiché noi siamo tutti Maestri Segreti è ora di iniziare i nostri lavori. Così la Loggia è aperta”.

Il Potentissimo e tutti i Fratelli battono sette volte le mani. Poi il Potentissimo fa il segno del Silenzio posando sulle labbra l’indice e il medio della mano destra. Adonhiram e tutti i Fratelli rispondono posando sulle labbra l’indice e il medio della mano sinistra [2]. Tutti i Fratello salutano in seguito il Potentissimo posando la mano destra sul cuore. Salutano il Fratello Ispettore, poi si salutano tra di loro.

 

INIZIAZIONE

Il candidato o Maestro della Massoneria Azzurra deve essere istruito e deve essere tegolato dal F. Esperto prima di essere introdotto. Se è riconosciuto idoneo, l’Esperto bussa sette volte alla porta del Tempio, entra ed annuncia ad Adonhiram che un Maestro desidera il Grado di Maestro Segreto e lo merita per la sua conoscenza ed attitudini massoniche.

Adonhiram avverte il Potentissimo, precisando inotre, che risponde dello zelo, dell’ardore e della costanza del candidato.

Il Potentissimo ordina allora che il candidato sia introdotto. Quando il candidato entra nel Tempio, Adonhiram l’invita a salutare il Potentissimo con i tre Segni, di Apprendista, Compagno e Maestro. Lo conduce successivamente davanti all’Ara Sacra, gli fa posare un ginocchio a terra e gli fa inclinare la testa come se i suoi occhi fossero stati abbagliati dai raggi della luce e gli fa posare la mano a squadra sulla fronte. Il Potentissimo dice allora al candidato:

“Voi non avete visto sino ad ora, Fratello mio, che lo spesso velo che nasconde il Santo dei Santi del Tempio. La vostra fedeltà, lo zelo e la costanza vi hanno fatto meritare il favore che vi concedo. Vi voglio mostrare il tesoro di cui noi siamo i depositari in questo luogo sacro. Venite a me come Maestro Massone e prestate il vostro nuovo Giuramento”.

 

GIURAMENTO

“Io...............in presenza del Grande Architetto dell’Universo e di questa Rispettabile Loggia di Maestri Segreti, prometto e giuro sinceramente di non rivelare né far conoscere mai ad alcuno qualsiasi cosa di questo Grado a chi non l’abbia ricevuto.

Prometto di non rivelare nulla, fuori della Loggia, dei lavori o della vita di questa Loggia o di altre, se non a un Fratello da me conosciuto. Prometto e giuro di conformarmi strettamente a tutte le leggi o regolamenti che mi saranno comunicati al momento o successivamente.

Prometto di obbedire debitamente al Grande Ispettore o ad un suo sostituto come se fossero i capi supremi di tutta la Massoneria.

Prometto piena obbedienza ai precetti ed ai comandamenti della Loggia di Grandi Eletti Perfetti e Sublimi Massoni e di sottomettermi senza reticenze a tutto quello che potrà stabilire.

Prometto di non partecipare mai, consentire o assistere all’elevazione a questo Grado di chiunque, se non in questa Rispettabile Loggia, come di non parlare mai dell’Arte Reale davanti a qualcuno di cui non sia sicuro che sia stato accettato regolarmente come Massone.

Tutto questo io lo prometto sotto le pene previste nei miei precedenti Giuramenti e imploro il Grande Architetto dell’Universo di darmi la forza di seguire sempre il cammino della Rettitudine, della Giustizia e della Verità.”

 

SEGUITO DELL’INIZIAZIONE

Il Potentissimo scende un gradino, posa sulla testa del recepiendario una corona di lauro e d’ulivo, lo alza e gli dice:

“Mio caro Fratello, vi ricevo Maestro Segreto e vi colloco nel numero dei Leviti. In questa corona che poso sulla vostra testa, il lauro è il simbolo della vittoria che voi dovete riportare sulle vostre passioni e l’ulivo quello della pace e dell’unione che devono sempre regnare tra i Fratelli. Sarà per vostro errore se un giorno non otterrete il piacere, che Dio solo vi può accordare, di giungere al luogo Sacro dove voi potrete contemplare, nell’estasi di una gioia divina, la Colonna della Bellezza.

Io vi adorno di questa chiave d’avorio, sospesa a questa fascia bianca bordata di nero, emblema della vostra fedeltà, innocenza e discrezione.

I Guanti ed il Grembiule bianco, legato con dei nastri neri, rivelano il candore dei Maestri Segreti nel novero dei quali è vostro merito essere ammesso. Il nero simboleggia il vostro dolore per la perdita del nostro Rispettabile Maestro Hiram Abif.

Mio caro Fratello, per il rango che prendete tra i Leviti in qualità di Maestro Segreto, siete diventato il fedele guardiano del Santo dei Santi e uno dei sette Fratelli chiamati a sostituire il nostro Rispettabile Maestro Hiram nella direzione dei lavori che noi eleviamo alla divinità. Debbo raccomandarvi subito di ben sorvegliare i lavori con la vigilanza di cui l’occhio dipinto sul vostro grembiule ne è il simbolo.

La vostra Parola di Passo è Ziza, parola ebraica che significa splendore. Il vostro Segno è quello del Silenzio, si fa posando le due dita della mano destra sulle labbra.Voi dovete rispondere con l’altra mano.

Il Toccamento si fa prendendosi reciprocamente la mano destra con l’artiglio di Maestro e il gomito sinistro con la mano sinistra, poi dondolando le braccia sette volte orizzontalmente con i piedi intrecciati [3].

Le Parole Sacre sono Iod, Adonai e Ivah, quelle con le quali piacque a Dio farsi riconoscere quando apparve la prima volta a Mosè sul Monte Sinai. Ne vedete le iniziali nel Triangolo.

Inoltre, Fratello mio, una Grande Parola appartiene al Maestro Segreto, la stessa che Mosè incise su una placca d’oro triangolare la terza volta che parlò con Dio sulla Montagna Sacra.

Dovete attendere che Dio voglia farvi conoscere questa Parola Sacra e Misteriosa, poiché Dio ha vietato allo stesso Mosè di pronunciarla. In seguito, Alec, Aaron e Salomone [4] potevano solamente compitare le lettere con rispetto e nel timore del Signore.

Da questa Parola Sacra provenivano i Nove Nomi con i quali piacque a Dio di farsi riconoscere. Ciascuno di questi Nove Nomi comporta un riferimento agli otto attributi divini per nove vocali, il cui totale dà il numero di settantadue e questi medesimi nomi contengono ottocento ottantotto lettere. Cabbalisticamente compresi nelle nove vocali, questi nove Nomi sono Eloah, Adonai, Jehovah, Jahvè, Job, Aloin, Achab, Osem e Jesous.

Così iniziato ai nostri misteri, Fratello mio, andate a dare la Parola di Passo, il Segno, il Toccamento e la Parola a tutti i Fratelli. Prendete poi posto e assistete al catechismo”.

 

CATECHISMO

D: Siete voi Maestro Segreto?

R: Lo sono e mi glorio di esserlo.

D: Come siete stato ricevuto?

R: sono passato dalla Squadra al Compasso.

D: Come siete stato creato Maestro Segreto?

R. Sotto il lauro e l’ulivo.

D: In quale luogo siete stato ricevuto?

R: Nel Santo dei Santi.

D: Chi vi ha creato Maestro Segreto?

R: Salomone, assistito dal nobile Adonhiram, Ispettore dei lavori del Tempio.

D: Cosa avete visto entrando nel Santo dei Santi?

R: Dei segni evidenti della presenza Divina.

D: Quali, in particolare?

R: Ho visto il Grande Cerchio, il Triangolo ed il suo contenuto, nonché la Stella Fiammeggiante, al centro di tutto, che abbagliandomi gli occhi, mi ha riempito di rispetto e di timore sacro.

D: Cosa sembravano significare i caratteri iscritti nel Triangolo?

R: Cose che restano al di fuori del pregiudizio della vista corta dei mortali, delle cose che non oso nominare.

D: Siamo qui in Loggia e non siamo più obbligati alla discrezione.

R: Ho visto la Grande Luce, ma non l’ho capita.

D: Cosa avete visto nel suo centro?

R: Il Nome Ineffabile del Grande Architetto dell’Universo. Solamente Mosè ha saputo da Lui quale ne era la pronuncia. Ma ha vietato agli altri di dirla, sebbene ora la vera pronuncia sia smarrita. Noi non sappiamo neppure più di quante sillabe era composta .......Ma spero un giorno di riuscire a conoscere il Nome Ineffabile.

D: Cos’altro avete visto?

R: Nove parole d’Ordine, in caratteri ebraici.

D: Dove?

R: Nei Nove raggi luminosi inviati dal Triangolo fiammeggiante.

D: Qual è il significato di questi Nove Nomi?

R: Sono i Nove Nomi per mezzo dei quali Dio stesso si rivela nel parlare a Mosè sul Monte Sinai, dandogli la speranza che un giorno il suo vero nome sarà rivelato ai suoi discendenti.

D: Datemi questi Nove Nomi ed i loro significati.

R: Eloah, Adonai, Jehovah, Jahvè, Job, Aloin, Achab, Osem e Jesous. Ognuno di questi nomi comprende otto attributi della Divinità, composti in tutto da ottocento ottantotto lettere che formano settantadue Nomi, che sono accettati come il Nome della Divinità, secondo l’alfabeto degli angeli e l’Albero Cabalistico.

D: Cosa significa il cerchio che circonda il Triangolo?

R: Rappresenta l’immensità della potenza divina, che non ha inizio né fine.

D: Cosa rappresenta la Stella fiammeggiante?

R: È una guida luminosa che ci conduce alla contemplazione della Divinità.

D: Cosa significa la lettera G che sta al suo centro?

R: Gloria, Grandezza e Gomes.

D: Cosa intendete con queste tre parole?

R: Per Gloria intendo Dio, che è per essenza il più Glorioso.

Per Grandezza intendo l’Uomo, quella delle creature che si avvicina di più alla perfezione. Per Gomes, intendo la prima parola che pronunciò risvegliandosi il nostro primo antenato, per ringraziare Dio di avere, con il decreto benevolo della Sua potenza, donato l’esistenza alla sua bella compagna: Gomes, grazie a Dio.

D: Cosa significano le Cinque punte della Stella fiammeggiante?

R: I Cinque ordini architettonici che furono usati per la costruzione e la decorazione del Tempio di Salomone. Essi sono anche gli emblemi dei cinque sensi, che sono assolutamente necessari per la perfezione di tutti gli esseri ragionevoli.

D: Cosa avete visto ancora nel Santo dei Santi?

R: L’Arca dell’Alleanza, il Candelabro d’oro a Sette braccia e la Tavola dei Pani di Proposizione.

D: Dove è stata posta l’Arca dell’Alleanza?

R: Nel mezzo del Santo dei Santi, sotto la Stella fiammeggiante.

D: Che cosa ci suggerisce l’Arca dell’Alleanza così posta sotto la Stella Fiammeggiante?

R: Allo stesso modo che l’Arca, protetta dalle ali dei Cherubini, era l’emblema dell’Alleanza conclusa con il suo popolo, ugualmente il Cerchio che contiene il Triangolo, nella Stella fiammeggiante, è l’emblema della nuova Alleanza con i Fratelli Massoni.

D: Qual’era la forma dell’Arca dell’Alleanza?

R: Un rettangolo.

D: Di che materiale era fatta?

R: Di shettim, o legno di cedro, ricoperta d’oro all’esterno, incastonata da fili d’oro all’interno. Era sormontata da una Corona d’oro e sostenuta da due Cherubini anch’essi d’oro.

D: Come si chiama il coperchio dell’Arca?

R: Il propiziatorio, o luogo dove si placava la collera di Dio.

D: Cosa conteneva l’Arca?

R: La testimonianza che Dio aveva dato a Mosè e le due Tavole della Legge.

D: Cosa contenevano le due Tavole e di cosa erano fatte?

R: Esse erano fatte di marmo bianco. Contenevano i Dieci Comandamenti che Dio aveva dettato a Mosè, in Ebraico, e si dividevano così: sulla Prima Tavola, i primi quattro comandamenti riguardanti i nostri doveri verso Dio, sulla Seconda gli altri sei, riguardanti i nostri doveri verso l’Uomo.

D: Qual’era l’uso della Tavola che avete visto nel Santo dei Santi?

R: Vi si ponevano i dodici pani di proposizione che, per ordine di Dio, dovevano sempre essere esposti in Sua presenza.

D: Di cosa erano fatti?

R: Del più fine fiore di frumento.

D: Com’erano disposti?

R: Sei a destra e sei a sinistra, formanti due mucchi.

D: Cosa mettevano al di sopra?

R: L’incenso più puro.

D: Perché questo?

R: In memoria delle oblazioni fatte a Dio.

D: Qual’era il nome ebraico del Santo dei Santi?

R: Dabir [5].

D: Cosa vuol dire questa parola?

R: Parola [6].

D: Perché la si chiamava così?

R: Perché era là che risiedeva la Divinità e di là che emetteva i suoi oracoli.

D: Chi costruì l’Arca?

R: Quando Mosè ebbe ricevuto gli ordini di Dio che gli prescrivevano di costruire l’Arca, egli scelse, per questo compito, due abili operai: Bezèleel, figlio di Uri, della tribù di Giuda e di Maria, sorella di Mosè, e Aholia, figlio di Ahirramach, della tribù di Dan [7]. In questa occasione, gli Israeliti dimostrarono molto interesse, ardore e zelo e offrirono così volentieri il loro lavoro ed i loro beni che Mosè, su consiglio dei due mastri d’opera, dovette far proclamare a suon di tromba che non aveva più bisogno del loro generoso aiuto. Il lavoro fu allora iniziato secondo il piano rivelato a Mosè, che inoltre aveva ricevuto istruzioni particolari riguardanti i numerosi vasi che dovevano essere messi nel Tabernacolo per servire per i sacrifici.

D: Perché il Candelabro ha sette braccia?

R: Perché sette è il numero dei pianeti.

D: Cosa c’era sopra ognuno dei sette bracci?

R: Una lampada orientata da Oriente verso Occidente.

D: Di quanti pezzi si componeva il Candelabro?

R: Settanta.

D: Cosa significa questo numero?

R: Raffigura i dodici segni dello zodiaco attraverso i quali si muovono i pianeti.

D: Cosa rappresenta l’Occhio sempre aperto disegnato nella nostra Loggia?

R: Una Luce unica che allontana le tenebre da noi.

D: Come si accedeva alle gallerie del Tempio?

R: Da una scala a chiocciola, costruita all’interno del muro di settentrione, che si saliva per tre, cinque e sette gradini e che si chiamava chiocciola per la sua forma.

D: Quante porte conducevano al Santo dei Santi?

R: Una sola, posta ad Oriente, che si chiamava Lara, e che era coperta da un drappo color porpora, giacinto [8], oro e azzurro [9].

D: Cosa rappresentano questi colori?

R: I quattro elementi.

D: Che età avete?

R: Tre volte ventisette anni compiuti, cioè ottantuno anni.

D: Qual è la vostra Parola di Passo?

R: Ziza, che significa splendore.

 

CHIUSURA

D: Fratello Ispettore che ora è?

R: La fine del giorno

D: Che cosa dobbiamo ancora fare?

R: Praticare la virtù, sfuggire al vizio e rimanere in silenzio.

Il Potentissimo si rivolge ai Fratelli e dice:

“Siccome non c’è più nulla da fare, oltre che praticare la virtù, sfuggire al vizio, restiamo in silenzio, e sia fatta la volontà di Dio.

È tempo di riposare.

Fratello Ispettore, annunciate ai Fratelli che io chiudo i lavori di Loggia nei Numeri misteriosi”.

Il Fratello Adonhiram ripete l’annuncio ai Fratelli.

Il Potentissimo batte sette volte le mani assieme ai Fratelli. Poi fa il Segno del Silenzio, al quale i Fratelli rispondono nella maniera appropriata,e la Loggia è chiusa.

 

COMMENTARI

Il grado di Maestro Segreto, anche se è il primo degli Alti Gradi attualmente praticati, è apparso dopo i Gradi Scozzesi di Eletti e di Architetti.

Se questo Grado era stato praticato dalla Loggia Madre Scozzese di Bordeaux verso il 1760 e figura nei Rituali dei grandi Eletti di Londra della collezione Kloss, si noterà che non appare nel manoscritto che descriveva l’accampamento dei Principi del Real Segreto, datato 1768 circa, apparso nella collezione Baylot e che Paul Naudon ha analizzato [10].

Parimenti il M. Segreto non figura né nella lista dei venticinque Gradi lionesi del 1761 né nei sette Gradi Scozzesi di Marsiglia. Questi esempi potrebbero moltiplicarsi…

Molto probabilmente sotto la forma che noi presentiamo qui e che ha prevalso, questo Grado è stato concepito al momento della sintesi scozzese effettuata intorno al 1760 dal Grande Consiglio di Chaillon di Jonville nel corso della prima tappa di questa sintesi, quando l’ultimo Grado Scozzese era ancora il Principe di Gerusalemme. Tuttavia, il Giuramento indica il livello di Grande Ispettore o suo Delegato, ciò che può essere indice di una ulteriore interpretazione, senza dubbio per lo stesso Francken.

Claude Gagne ci ha segnalato un rituale del 1765 perfettamente conforme a quello che ci fornisce Francken, ma molto più conciso poiché occupa una sola pagina.

Si noterà che il rituale di questo Grado non comporta la leggenda del Grado. Al contrario, una iniziazione lunghissima prepara il candidato ai Gradi successivi. Si tratta semplicemente di nominare e istruire sette Leviti preposti a guardia del Santo dei Santi.

L’idea stessa di un grado di Maestro Segreto, vale a dire di un Grado che non si proporrebbe nella Loggia Azzurra, conferma la nostra opinione riguardante la redazione tardiva del rituale. Essa in effetti è in contraddizione con gli usi che avevano tentato di imporre, con alterne fortune, alcuni titolari dei Gradi eminenti ed era in contraddizione inoltre con gli statuti del 1745 di Saint Jean di Gerusalemme (articoli XXIII, XL) o del 1755 (articoli XXIII e XLII)

I presunti autori di questo rituale erano certamente pervasi da cultura esoterica. Se ne trova traccia nell’allusione all’alfabeto degli Angeli e all’Albero Kabbalistico. Ma non erano certamente degli ebrei eruditi, se citano correttamente la Triade Sacra dei kabbalisti come pure le Parole Sacre del Grado, la Divina Novena che invocano in seguito è completamente travisata.

Per quanto riguarda la Divina Novena, ci troviamo in presenza di una impressionante serie di contraffazioni. Eloah deve rappresentare Eliah che significa “Yah è il mio Dio” e che è stato ellenizzato in Elias. Adonai non creò mai problemi di derivazione, ma Jehvah e Jahve dovrebbero essere Yèhovah e Yahvè, essendo il primo un duplicato del secondo. Job sta per Yod, già incontrato. Aloin deve essere un lontano ricordo di Elohim. Acab è il nome di un re di Israele con una pessima reputazione, ma potrebbe essere una storpiatura di Yakar. Osem potrebbe essere una storpiatura di Hoschè, lui stesso derivato da Hoshc’a, che significa redenzione, Salvatore ed è stato il nome originale di Josuè. In quanto a Jèsous che può essere la storpiatura di Yesh’ayahou, senza dubbio passando attraverso Yeshu’a, è ugualmente inatteso. Infatti la cosa più interessante riguarda il riferimento kabbalistico al numero settantadue, vale a dire al Gran Nome Divino che sarà dissimulato, si pensa, in Esodo 14, 19-21.....

Infatti si dovrebbe leggere Sheteh vale a dire acacia.

Inoltre traducono shettim con “legno di cedro”. In ebraico cedro si dice erez. Infatti, bisognerebbe leggere shetah, vale a dire acacia. D’altronde l’Arca eracostruita con legno di acacia. (Esodo: 25,10).

Parimenti, la loro interpretazione con l’aiuto dei segni zodiacali del candelabro con i settanta pezzi che lo compongono è perlomeno fantasiosa.

Notiamo infine che seguono la moda, risalente alla loro epoca, di porre una lettera G al centro della Stella Fiammeggiante. Secondo la tradizione, si tratta della lettera gemella, il cui valore tre si adatta in modo particolare al simbolismo del Grande Architetto e si associa al simbolismo operativo. Per concludere questo Grado, segnaliamo che ci siamo largamente ispirati ad una traduzione precedente dovuta a Etienne Gout.

__________

Note

1. Le parole in corsivo sono analizzate nel nostro annesso Termini ebraici e biblici. Una stella segnala la loro prima apparizione. (torna al testo)

2. Conviene notare che questa inversione che si ritroverà in altri Gradi,è qui una eccellente precauzione per evitare intrusi. (torna al testo)

3. Il piede sinistro di colui che interroga all'esterno del piede destro dell'interrogato, il piede destro di chi interroga tra i piedi dell'interrogato. (torna al testo)

4. Se Aronne e Salomone sono ben conosciuti, chi è questo Alec? (torna al testo)

5. Il nome ebraico del Santa Sanctorum era Dabir. (Questa parola è deformata. Bisognerebbe leggere Dévir (…il luogo più sacro del Tempio dove Dio si manifestava). (torna al testo)

6. Più esattamente oracolo. (torna al testo)

7. Si tratta di Besalel bèn Ouri bèn Hour, della tribù di Giuda e d'Ooliab bèn Ahissamakh della tribù di Dan (Esodo: 31,1-11). (torna al testo)

8. Il giacinto è il nome dato allo zircone quando è trasparente, rosso, o arancio. È anche una varietà di granata, quasi nera, e di topazio. Etienne Gout dice anche che era l’antico nome di una pietra blù (uno zaffiro?)…Citiamo, infine, il giacinto di Compostelle, che è un quarzo ferraginoso di colore rosso sangue. Pensiamo che qui si tratti dello zircone scarlatto. (torna al testo)

9. Se ci si riferisce ad Esodo:26,31, i colori della tenda erano indaco, porpora e rosso cocciniglia. Quanto agli abiti sacerdotali (Esodo: 28,6), erano tessuti di lino e di colore oro, indaco, porpora e rosso cocciniglia. (torna al testo)

10. Paul Naudon, Villard de Honnecourt IX (1973), p. 70-76. (torna al testo)

 

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