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Massoneria Perduta: Rituale Emulation... nelle tradizioni della Libera Muratoria italiana
Argomento:Massoneria

MassoneriaOgni volta che si affronta un tema a carattere storiografico e che riguarda la Libera Muratoria, si corre facilmente il rischio di perdersi in tortuosi, quanto sterili, percorsi infiniti, a riprova del fatto che è più facile parlare della nostra Istituzione per negazioni che non per affermazioni. Nel nostro caso, però, qualcosa di sicuro c'è: sono il luogo e la data di nascita del Rituale Emulation. Londra, 5 giugno 1816.
In Inghilterra, per molti decenni prima di questa data, la rivalità tra le due Grandi Logge, una cosiddetta degli Antients, l'altra dei Moderns, andò avanti e i vari tentativi di arrivare a una fusione non ebbero successo.

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Rituale Emulation: differenze di forme e di sostanze nelle tradizioni della Libera Muratoria italiana

di Antonello Paolo Zaccone

prodotto per Esonet.it


Si ringrazia la rivista Il Laboratorio, organo del Collegio Circoscrizionale toscano dei Maestri Venerabili del Grande Oriente d'Italia per l'autorizzazione alla pubblicazione del presente articolo.

 

Ogni volta che si affronta un tema a carattere storiografico e che riguarda la Libera Muratoria, si corre facilmente il rischio di perdersi in tortuosi, quanto sterili, percorsi infiniti, a riprova del fatto che è più facile parlare della nostra Istituzione per negazioni che non per affermazioni. Nel nostro caso, però, qualcosa di sicuro c'è: sono il luogo e la data di nascita del Rituale Emulation. Londra, 5 giugno 1816. [1]

In Inghilterra, per molti decenni prima di questa data, la rivalità tra le due Grandi Logge, una cosiddetta degli Antients [2], l'altra dei Moderns [3], andò avanti e i vari tentativi di arrivare a una fusione non ebbero successo. Gli sforzi dei più tenaci furono al fine coronati solo nel 1813, anno in cui successe al quarto Duca di Atholl, quale Gran Maestro degli Antichi, il Duca di Kent, padre della Regina Vittoria. Suo fratello, Duca di Sussex, venne eletto Gran Maestro della concorrente Gran Loggia originaria di Londra.

Il 25 novembre 1813, i rappresentanti delle due Grandi Logge si riunirono al Kensington Palace dove furono firmati gli Articoli dell'Unione, articoli dai quali presero le mosse i lavori di unificazione dei rituali delle due Obbediente e che consentirono, tre anni dopo, la nascita del Rituale Emulation. L'episodio ha una portata storica generale per la Libera Muratoria e non solo per le Fratellanze d'Oltre Manica, in quanto la riunificazione delle differenti ispirazioni massoniche dovette necessariamente giungere a qualche compromesso.

L'atto di riconciliazione, da cui ha origine la Gran Loggia Unita degli Antichi Liberi Muratori d'Inghilterra, segna, tra l'altro, il superamento del deismo, al quale subentra una concezione secondo cui il Grande Architetto dell'Universo è un Dio personale, separato dal mondo e attivo in esso. Si viene così ad attribuire al GADU una valenza maggiormente improntata alla trascendenza: il deismo viene sostituito col teismo.

Ma quale teismo? Teismo è un termine che assume differenti significati. Quale significato è specifico della Massoneria? Certamente non può valere un'unica interpretazione (per esempio, quella cristiana), perché ciò contrasterebbe con le caratteristiche tipiche della Massoneria moderna, la quale, dopo aver recepito il principio di tolleranza, si situa in una posizione di rispetto nei confronti di tutte le religioni e aspira all'universalità; inoltre, il rifiuto del dogmatismo rende irreprensibile l'antica credenza dei massoni operativi nel Dio cristiano [4]. Ciò, però, che rileva – ai fini del nostro lavoro – è poter accertare se le differenti ispirazioni filosofiche delle correnti massoniche possono trovarsi riprodotte e correttamente rappresentate dai rituali di ciascuna di esse. In altre parole, se i rituali praticati dalle differenti Obbedienze e, nella fattispecie, se il Rituale Emulation possa ritenersi il rituale corrispondente a una precisa idea della libera Muratoria: quella che ancora oggi poggia le proprie fondamenta nella Gran Loggia Unita d'Inghilterra (di seguito GLUI), vista come Organismo centrale dalla quale pervengono le patenti di legittimità e regolarità massonica nel mondo.

Per rispondere alla domanda è necessario soffermarsi sull'impostazione di fondo del Rituale Emulation e saggiarne la sua aderenza a quei principi ispiratori di cui dicevamo, verificandone la reale portata differenziale nei confronti del rituale ufficiale tradizionale del Grande Oriente d'Italia – di seguito GOI – [5]. Ci avvarremo, in primis, del dibattito culturale in corso sulla Rivista periodica del GOI.

 

Per quanto simbolo massonico fondamentale e presente in tutte le ritualità, il significato che viene attribuito alla Luce non è univoco e in particolare si diversifica per ciò che riguarda i Rituali Emulation della Gran Loggia Unita d'Inghilterra, rispetto ai rituali simbolici di ispirazione illuministica francese, a cui fanno riferimento anche i nostri rituali giustinianei. Per le Logge inglesi la Luce è quella divina: il rito iniziatico è un rito di consacrazione che si ottiene per grazia di Dio e nel quale la Camera di Riflessione e i viaggi sono del tutto assenti. L'evidente impostazione teistica (Divinità provvidenziale) dell'Emulation è dimostrata anche dagli inni di apertura e chiusura dei lavori in onore dell'Eterno, dai numerosi riferimenti a Dio, dall'interpretazione in chiave divina di molti simboli.

D'altronde, è assai probabile che la religione nella quale tutti gli uomini convengono, che si ritrova negli antichi doveri, fosse nella mente di Anderson, pastore protestante, quella cristiana [6]. I massoni italiani iniziati col Rituale Emulation – come gran parte dei massoni sotto la volta celeste – non sostano nel Gabinetto di riflessione, bensì nella “preparation room”, semplice e disadorna sala antistante all'ingresso del Tempio; non redigono testamento; non sono condotti per gli ulteriori tre viaggi, né saggiati con gli altri tre elementi; non odono rumori; ricevono invece gli utensili dell'aiutante e apprendista – regolo, maglietta, scalpello – e la spiegazione del loro significato speculativo.

Coloro che vengono passati compagni d'arte non leggono – né ascoltano spiegazioni di – nomi cervellotici, discutibili, che cancellano conoscenze scolastiche di base; non compiono cinque (ci risiamo) viaggi con vari strumenti, ma ricevono quelli del muratore esperto: squadra, livella, filo a piombo. Non casualmente, sono gli strumenti della Massoneria operativa, oggi gioielli delle Luci di Loggia e testimoni dell'antica Corporazione, che aveva un grado di apprendimento e un secondo grado per i muratori esperti [7].

Come è facile dedurre dalla lettura dei passi appena riportati, la contrapposizione tra i Rituali diventa palese tra differenti Riti, dando per implicito (e scontato) che la risposta alla domanda sopra posta (ossia quella che intendeva sapere se le differenziazioni antropologiche e filosofiche delle diverse Scuole massoniche fossero adeguatamente garantite dalla differenziazione di rituali) sia una risposta affermativa. Se qualche dubbio al riguardo ci è rimasto, è sufficiente continuare con le citazioni.

Per i rituali inglesi l'esoterismo simbolico rappresenta il tipo di insegnamento di matrice ellenica, riservato ai discepoli che sono addentro alla Scuola. Il significato dei simboli è prefissato e viene puntigliosamente specificato al neofita dal Maestro Venerabile. Per ciò che riguarda la massoneria simbolica di origine illuministica, a cui come già detto si ispirano i nostri rituali (N.d.A.: quelli ufficiali del GOI) qualcosa cambia.

Si introduce il concetto dell'interpretazione del simbolo, per cui l'iniziato deve penetrare oltre l'apparenza per riempirlo di significati. Questo sistema, che prende il nome di ermeneutica, finisce per trasformarsi in un vero e proprio metodo di ricerca (...) Lo Scozzesismo introduce in Massoneria l'esoterismo occulto [8]. Tutto ciò, però, prova troppo. Intenderebbe, cioè, provare che lo sviluppo storico dei differenti Rituali sia stato strettamente connesso agli sviluppi storici dei corrispondenti Riti e che questi ultimi siano stati il risultato principale di Scuole ben individuate, che – a loro volta – abbiano voluto e saputo, nel tempo, tradurre in sistema la propria consacrazione storica.

Al contrario, sono state le esigenze storiche, la volontà di un'organizzazione autonoma auto legittimante e le pretese egemoniche dei singoli e dei gruppi che hanno operato una continua azione di rivisitazione, di compromesso, di inglobamento, di scissione e che, così facendo, hanno dato origine a un'evoluzione dei sistemi rituali come oggi noi li conosciamo e pratichiamo [9]. La realtà è, cioè, opposta: la differenza ritualistica non è causa, bensì conseguenza della differente organizzazione e della spinta autonomistica dei gruppi. Prendere coscienza di tale sviluppo ha una doppia valenza positiva. Permette di non declassare a rango inferiore la storia degli ultimi quattro secoli della nostra Istituzione confutando Joseph De Maistre, uno dei massoni più notevoli fra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, che ritenne quanto segue: “Tutto rivela che la libera Maratona volgare sia un ramo staccato e forse corrotto di un tronco antico e rispettabile” [10]; significa, al contrario, uscire da una storiografia denigratoria, contrapposta a un'altra agiografica (ma altrettanto soggettiva) e cominciare ad affrontare con obiettività storica il problema della ricostruzione delle origini, accettando (finalmente) la pluralità e la varietà di idee nella tolleranza e nell'arricchimento reciproco [11].

Ciò consente, altresì, di recuperare le singole identità nazionali che, per un male interpretato principio di universalità libero-muratoria, sono state fino a oggi artificialmente negate. La Massoneria del nostro Paese non è di stampo cristiano anglosassone, né di origine liberale francese, né di idealismo sociale americano o altro ancora. Se da Oltralpe e da Oltre Oceano abbiamo tratto storicamente origine e successivamente mutuato indirizzi, affinità o rituali stessi, non per questo possiamo rinunciare a un'identità originale italiana che, invece, sembra – almeno per quanto riguarda l'Obbedienza del GOI – iniziare a comprendere l'importanza della diversità di impostazioni e dell'origine storico organizzativa di esse [12].

Consente di affrontare lo studio delle diverse ritualità non più come contrapposizione scolastica, bensì come differente modalità del sentire massonico; modalità e percorsi tutti egualmente preziosi per il nostro perfezionamento e tutti egualmente accreditati sotto il profilo storico; l'unica interpretazione che vale per il teismo in un'ottica massonica è quella che prende le mosse dalla concezione regolativa del GADU, il considerare il GADU come principio regolativo trascendente facilita il superamento definitivo della concezione immanentistica e naturalistica, in quanto il GADU orienta l'immanente, senza essere da questo fagocitato ed evita ai massoni l'obbligo di assumere una precisa posizione in materia di religione [13].

Il tentativo è lodevole e condivisibile, ma a una condizione: che non si utilizzi il concetto di trascendenza o di elemento regolatore come strumento per operare nuove esclusioni o nuove separazioni. Ogni classificazione positiva ha, infatti, il difetto di lasciar fuori qualcosa: ciò che è omesso. Meglio prendere allora atto che questo metodo logico non è coerente con l'universalità del pensiero antropologico massonico, secondo il quale ogni Essere umano ha il diritto e la libertà di intraprendere il proprio percorso di perfezionamento e di fede (o di non fede) e di non essere, per ciò solo, discriminato.

Da questa seconda positiva valenza si può quindi riprendere il discorso lasciato sospeso e affrontare, nel merito, i percorsi differenziati, per singolo grado di iniziazione, tra Rituale Emulation e rituale tradizionale delle Logge appartenenti al GOI [14][15]. Lo faremo, ancora una volta, avvalendoci del dibattito in corso, non più, però, per contrapporre, bensì per unire tradizioni e culture massoniche che non intendiamo abbandonare tra i cosiddetti vinti della storia.

 

Primo grado: Apprendista

Rituale Emulation : Possiamo affermare che il terzo grado è egizio, che il secondo è ermetico, ma possiamo anche dire con certezza che il primo è pitagoreo. Varie cose contraddistinguono il grado di apprendista: 1) l'essere liberi; 2) il silenzio; 3) il labirinto; 4) la luce; 5) la scala.

Nei primi secoli della chiesa, il battesimo si chiamava illuminazione. La luce è simbolo patristico del mondo celeste e dell'eternità. Alla morte materiale le anime separate dal corpo saranno, secondo San Bernardo, sprofondate in un oceano immenso di luce eterna e di eternità luminosa. Il neofita con gli occhi finalmente aperti è abbagliato dal chiarore della luce improvvisa, simbolo dell'altra luce [16].

Rituale tradizionale : All'iniziando si precisa che la cecità della benda sta a indicare la cecità spirituale nella quale si trova l'uomo quando è dominato dalle passioni ed è vittima dell'ignoranza e delle superstizioni. Il Maestro Venerabile preliminarmente gli indica quali siano i Principi della Libera Muratoria e gli dice che essi sono comuni a tutti i Fratelli sparsi per il Mondo e fondati sulla Ragione. Tali principi sono immutabili, ma sono anche così perfetti da consentire a ciascuno la piena libertà nella ricerca del vero [17].

 

Secondo grado: Compagno d'Arte

Rituale Emulation : Dal rituale sappiamo che le chiavi del grado sono la spiga e la sorgente o cascata. La spiga è un grande simbolo, è la vita stessa, era l'emblema di Osiride, il dio morto e resuscitato e rappresentava nell'antico Egitto il ciclo della morte e della rinascita. La spiga contiene il grano nella doppia veste come simbolo che nutre e che muore e rinasce. Il Massone deve fare suo questo simbolo perché come il grano deve dare il frutto della generosità [18].

Rituale tradizionale : Il Maestro Venerabile gli fornisce una prima indicazione sui significati simbolici degli Strumenti di Lavoro e gli dice che in I grado gli sono serviti per lavorare la Pietra grezza della materialità profana. D'ora in avanti (dovrà) alimentare una conoscenza più sottile: alla Forza dell'intelletto (dovrà) aggiungere la Bellezza dell'Immaginazione perché possa suscitare l'intuizione che trascende il raziocinio [19].

 

Terzo grado: Maestro (più Arco Reale per il Rito Emulation)

Rituale Emulation : Durante la celebrazione di elevazione al grado di Maestro, viene posta l'attenzione soprattutto sul sacrificio del maestro Hiram Abif, quale esempio di eroismo e di sacrificio che preferì morire piuttosto che rivelare i segreti da lui custoditi. Possiamo affermare che il terzo grado è in un certo qual modo incompleto: la lacuna verrà colmata nell'Arco Reale. Se nella Massoneria azzurra passiamo simbolicamente attraverso il corpo di Hiram defunto, nell'Arco ritroviamo la cripta e i segreti nascosi. Esisteva nel gabinetto di riflessione, prima dell'iniziazione, inesistente nella stesura attuale del rituale Emulation la scritta VITRIOL. Questo è ancora più valido nell'Arco, anche perché noi come soggiornanti riusciamo a trovare la pietra. La terra è, dunque, simbolo di rigenerazione [20].

Rituale tradizionale : Il Maestro Venerabile afferma: Così morì Hiram, così deve morire il compagno per potere rinascere come Maestro. È stata simboleggiata la morte – rinascita, o rigenerazione, cioè nell'idea della Palingenesi, o catarsi, che impernia il concetto massonico di iniziazione. Si identifica il nuovo Maestro con l'Hiram risorto [21].

 

Si tratta, in sintesi e senza pretesa di operare un'approfondita analisi comparativa, di differenti impostazioni che, però, non si escludono a vicenda, ma permettono di effettuare una ricerca a tutto campo che, a seconda delle differenti sensibilità individuali, può aiutare più efficacemente al perfezionamento di ciascun massone.

Nulla impedisce, pertanto, di far coesistere, nei primi tre gradi della massoneria (c.d. Massoneria azzurra), rituali differenti che sono la risultanza della storia complessiva della nostra Istituzione e che rispondono, con differenti tonalità, alle tradizioni della Libera Muratoria moderna [22]. Forse, possiamo al fine accettare che esistano tanti Grandi Architetti dell'Universo quanti sono i massoni viventi di tutto il Mondo.

__________

 

Note

1. RL Santorre di Santarosa (001) all'Oriente di Alessandria. (torna al testo)

2. Poco meno di tre anni furono necessari per giungere a una conclusione dei lavori della Lodge of Reconcilation. Il 5 giugno 1816. (torna al testo)

3. Malgrado l'appellativo, la storia suole affermare che fu la Gran Loggia dei Moderns, quella famosa del 1717, a nascere per prima. Propugnatrice di una massoneria speculativa e intrisa del pensiero filosofico liberale inglese del XVII Secolo, Essa ben si conciliò con accenti di deismo e modernismo. Verso la metà del XVIII Secolo, vi si contrappose l'altra Gran Loggia, detta degli Antients, che intendeva rifarsi a un più stretto legame storico con la Muratoria operativa delle gilde e delle corporazioni medievali, di stampo più decisamente cristiano. (torna al testo)

4. Giuliano Di Bernardo: Filosofia della Massoneria. L'immagine massonica dell'uomo. Marsilio Editori, Venezia 2002, pag. 45. (torna al testo)

5. Il Rituale Emulation – dopo il riconoscimento ufficiale (ottenuto nel 1972) a favore del Grande Oriente d'Italia, da parte della Gran Loggia Unità d'Inghilterra – è stato ammesso per quelle Logge (c.d. logge inglesi) che intendano adottarlo come unico loro rituale praticato. Sebbene il riconoscimento sia stato ritirato dopo il tristemente noto affaire Di Bernardo, il rituale conserva la sua legittimità all'interno del GOI. La Gran Loggia d'Italia non riconosce la ritualità Emulation. La Gran Loggia Regolare d'Italia riconosce solamente il Rituale Emulation. Il presente lavoro si basa sul testo ufficiale del GOI, Edizioni Soc. Erasmo, I edizione: Roma, 1976, II edizione aggiornata: Roma 2004. (torna al testo)

6. Claudio Modiano: Riflessioni sulla luce massonica, su Hiram (Rivista periodica del GOI) n. 3, anno 2000. (torna al testo)

7. Giuseppe Cacopardi: Rituali massonici e loro interpretazione, su Hiram (Rivista periodica del GOI) n. 3, anno 2000. (torna al testo)

8. Claudio Mediano: Op. cit. Hiram (Rivista del GOI) n. 3. anno 2000. Per quanto concerne il Rito Scozzese Antico ed Accettato (di seguito RSAA), però, si preferisce di gran lunga la classificazione in cinque tipologie di Riti massonici, operata da Eugenio Bonvicini, Massoneria di rito scozzese, Editrice Atanòr. Roma 2003. pag. 65 all'interno della quale il RSAA è considerato appartenente alla famiglia dei riti c.d. eclettici (a cui apparterrebbe, peraltro, anche il Rito Simbolico Italiano, finendo – così –per operare una sorta di unitarietà nella genesi della Massoneria italiana), ossia a quei riti disgiunti da ogni scelta dogmatica, che uniscono alla ricerca esoterica l'attenzione per il sociale. (torna al testo)

9. Valga, per tutti, l'ottimo lavoro di Giuseppe M. Vatri sul RSAA, La nascita del Rito scozzese amico e accettato (1761-1802), Edizioni Brenner, Cosenza, 2002. (torna al testo)

10. Passo tratto dalle memorie ai Duca di Brunswick (1782). (torna al testo)

11. Da un punto di vista non valgano le reciproche dichiarazioni di guerra. Per tutti valgano le seguenti: la Massoneria Emulation è la Massoneria di tradizione inglese contrapposta alla cosiddetta Massoneria Scozzese che la precede di quasi mezzo secolo. È presente in maniera consistente in Italia, già dal Settecento e si uniforma all'antico costume di mantenersi lontana da questioni di ordine politico ed economico. Massimo Graziani. Massoneria Emulation. La prima Massoneria speculativa di tradizione inglese, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2003, pag. 5. Si tratta di Obbedienze tutte che hanno abbracciato quella Massoneria di schema liberale che sempre più si sta affermando in ambito mediterraneo in alternativa allo schema dogmatico di matrice anglosassone. Luigi Danesin, in AA.VV., La Massoneria liberale, Editrice Atanòr, Roma 2006, pag. 10. Per fortuna, si tratta solamente di affermazioni preliminari che non intaccano l'importanza dei contenuti trattati nei due testi, a riprova di un falso problema che continua a perseguitare i Figli della Vedova italiani! (torna al testo)

12. Per questo motivo, riteniamo fondamentale l'opera di alcuni studiosi italiani che si dedicano alla storia della nostra Istituzione nel nostro Paese. Per tutti, valgano Aldo A. Mola, Storia della Massoneria italiana dalle origini ai giorni nostri, Bompiani 2002; Aldo A. Mola, Giosué Carducci: scrittore, politico, massone, Bompiani 2006; Fulvio Conti, Storia della Massoneria italiana. Dal Risorgimento al fascismo, II Mulino, Milano 2003. (torna al testo)

13. G. Di Bernardo, op. cit., Marsilio Editori, Venezia 2002. pag. 45. (torna al testo)

14. Altro falso problema, qui solamente sfiorato, è quello degli Alti Gradi, ossia dei gradi superiori al terzo, che rappresentano parimenti terreno di divisione tra l'impostazione c.d. anglosassone e quella c.d. scozzese. Nella seconda metà del XVIII Secolo, in Europa continentale si assistette a una proliferazione di nuovi gradi superiori al terzo, più o meno raggruppati a sistemi rituali e di cui gli storici, ancora una volta, ne confermano l'origine organizzativa (quando non addirittura lucrativa!) e quasi mai speculativa-iniziatica Valga, per tutti, l'imponente opera di Rene Le Forestier, La Massoneria Templare e Occultista, in 4 Voli. Editrice Atanòr, Roma 1991, impeccabile da un punto di vista storiografico, ma che non sfugge purtroppo al solito e già ricordato pensiero monotematico di J. De Maistre e alla condanna, un po' superficiale, di tutta la Massoneria esoterica e occultista che diede origine, tra gli altri, al RSAA (l'impostazione del Le Forestier non cambia neppure nell'opera L'occultismo e la massoneria scozzese, Arche Edizioni PiZeta, Milano 2006). A riprova di come la strada della divisione sia più difficile di quanto non appaia de prima facie, va detto che anche la GLUI riconobbe (e riconosce tutt'oggi) una sorta di quarto grado, successivo al grado di Maestro ed estremamente importante come tenteremo di dimostrare. Infatti: Con la riconciliazione del 1813 (...) il 4° grado Antients dell'Arco Reale rimase incluso nel sistema dei 3 gradi della Massoneria azzurra, pur venendo conferito in un Capitolo dell'Arco Reale (Grand Chapter) con autonoma struttura riconosciuta dalla Gran Loggia Unita e avente a capo il Gran Maestro della stessa. Questo è tuttora il sistema inglese dell'Holy Royal Arch of Jerusalem, originariamente previsto per gli ex Maestri Venerabili ed è considerato un addendum al terzo grado con compiti di perfezionamento. E. Bonvicini, op. cit., Editrice Atanòr, Roma 2003, pag. 54. Esso non va confuso con il sistema del Rito di York o Arco Reale Americano, attualmente riconosciuto dal GOI. (torna al testo)

15. Mentre risulta relativamente più semplice ricondurre a unità i significati che sottendono al rituale Emulation, sia per la già richiamata sua impostazione ellenica e occidentale, sia per la gelosa preservazione che la GLUI ne ha fatto dal 1813 a oggi, più arduo appare il compito per quanto riguarda il rituale tradizionale del GOI che, proprio nel rispetto della scelta politica effettuata, appare idoneo a un utilizzo più generale, ma per questo più facilmente attaccabile dalle diverse ortodossie massoniche. (torna al testo)

16. Tratto da: M. Oraziani, op. cit., Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2003, pagg. 43 e 47. (torna al testo)

17. E. Bonvicini, Massoneria moderna, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 1997, pag. 255 e 256. (torna al testo)

18. M. Graziani, op. cit., Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2003, pagg. 54 e 55. (torna al testo)

19. E. Bonvicini: op. cit., Bastogi Editrice Italiana, Foggia 1997, pag. 255 e 263. (torna al testo)

20. M. Graziani, op. cit., Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2003, pagg. 63, 89 e 90. (torna al testo)

21. E. Bonvicini: op. cit., Bastogi Editrice Italiana, Foggia 1997, pag. 272 e 273. (torna al testo)

22. Ai Lettori pazienti e interessati possiamo aggiungere che non tutto è, però, risolto. Infatti, se è possibile, come abbiamo tentato di fare, confutare sterili contrapposizioni a livello di Massoneria Azzurra, ben diverso è il problema concettualistico per quanto riguarda i Riti. Non vogliamo nascondere la nostra personale preferenza per il RSAA del GOI e al riguardo rimandiamo ai seguenti testi, ritenuti fondamentali, sull'argomento: Eugenio Bonvicini, Massoneria di rito scozzese, Editrice Atanòr, Roma 2003; Ugo Poli, Massoneria iniziatica. La via scozzese, Editrice Atanòr, Roma 2006; Umberto Gore! Porciatti, Simbologia massonica: Gradi scozzesi, Editrice Atanòr, Roma 1948: Umberto Gorel Porciatti, Simbologia massonica: Massoneria Azzurra, Editrice Atanòr, Roma 1947; Charles W. Leadbeather, La Massoneria e gli Antichi Misteri, Editrice Atanòr, Roma 2006. Riportiamo il seguente passo tratto dall'opera più volte citata da Eugenio Bonvicini, Massoneria moderna, che centra esattamente i termini della questione sulla quale sarebbe opportuno proseguire il lavoro intrapreso: Ci appare arduo accogliere l'opinione di coloro che ritengono necessario, oltre il 3° grado, o come addendum dello stesso, praticare una ritualità di Perfezionamento, o di Esaltazione, nella quale si trasmetta la Parola perduta. Così avviene nella ritualità inglese del Sacro Arco reale di Gerusalemme, che si richiama non alla leggenda di Hiram, ma alla distruzione del Tempio di Salomone e alla sua ricostruzione dopo la cattività babilonese per opera di Zorobabel e il ritrovamento della Parola sacra perduta tra le rovine del tempio. Con l'iniziazione al 3° grado la Parola è stata simbolicamente ritrovata e comunicata al nuovo Maestro che massonicamente è perfetto (...) Ciò che avviene dopo il 3° grado come nei rituali dei Riti massonici -è soltanto un perfezionamento individuale, sia pure caratterizzato da altre iniziazioni, con altre Parole di passo; ma la simbolica Parola perduta, o Parola sacra, è stata ritrovata con l'Iniziazione al 3° grado (pagg. 273 e 274). Come si può vedere, la costruzione del Tempio non avrà mai fine. (torna al testo)

 

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