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Libro delle 12 Porte: Libro delle dodici Porte - Quinta Porta
Argomento:Alchimia

AlchimiaDella Putrefazione

La Putrefazione si può così definire, devi sapere che si tratta dell'uccisione dei Corpi e della divisione di tre cose nel nostro composto che porta alla corruzione dei Corpi uccisi, rendendoli poi atti alla generazione, perché tutte le cose che sono in terra, sono generate dalla continua rotazione o movimento dei Cieli.

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La Putrefazione

di George Ripley
traduzione da testo francese a cura di Giuseppe Barbone

prodotto per Esonet.it


Quinta Porta

Senza la Putrefazione ed il Fermento il Seme non si può moltiplicare; questo avviene solo con un'azione continua del Caldo sul Corpo, non in modo manuale. Tuttavia, come il grano di frumento, che secondo la testimonianza di Gesù Cristo stesso, non può moltiplicarsi, se non dopo essere stato seminato, altrimenti muore e marcisce. Parimenti la nostra Materia non marcisce e non può alterarsi nei suoi Elementi che non si possono dividere, di conseguenza non può avvenire la loro Congiunzione. Ti dico questo affinché tu non perda il tuo tempo, ascolta bene i principi della nostra Putrefazione, prima di intraprendere quest'Opera. [Questa putrefazione è simile alla Dissoluzione.]

La Putrefazione si può così definire, devi sapere che si tratta dell'uccisione dei Corpi e della divisione di tre cose nel nostro composto che porta alla corruzione dei Corpi uccisi, rendendoli poi atti alla generazione, perché tutte le cose che sono in terra, sono generate dalla continua rotazione o movimento dei Cieli.

Mischia bene gli Elementi e misurarli con prudenza tenendoli al caldo temperato, stando sempre attento che il caldo non li incenerisca in polvere secca, rossa ed inutile, ma in polvere nera simile al becco del Corvo, al bagno caldo, tenendoli prima di ogni cosa in un caldo umido per 90 notti.

Dopo la nefandezza, sappi che devi preparare subito i semi per la Putrefazione, dopo questa fase e dopo diversi colori, arriverà un bianco perfetto, così il tuo seme si moltiplicherà nella sua natura.

Fate che si bacino l'un l'altro; quando i loro teli saranno sporchi, la donna deve premurarsi di lavarli fino allo spasimo e alla fine morrà con tutti i suoi bambini, ed andrà in purgatorio per purificarsi dal peccato originale. [Allegoria biblica frequentemente impiegata dagli alchimisti. C.G. Jung ha dedicato una parte della sua summa sull'alchimia nel confronto del Lapis, Christus, Alchimia e psicologia, Buchet-Chastel, 1970. Per il peccato originale, vedere 1, 2 .]

 

Quindi le loro sofferenze aumenteranno pian piano col caldo, per via del Fuoco continuo che non deve mai cessare. Il fornello, che i Saggi chiamano Athanor custodisce un caldo temperato, come si conviene, con il quale la Materia si putrefà naturalmente. [ Per l'athanor, vedere il commento del Mercurio di Alexandre Sethon.]

Di questo principio, Guido, uomo sapiente, dice: con la Putrefazione il Composto corporale muore, secondo Morien ed altri Filosofi, resuscitando grazie ad una nuova rigenerazione in un Corpo semplice e Spirituale e se il caldo e l'umidità non fossero in movimento continuo, lo sperma non rimarrebbe nella matrice, così non avremmo nessuna generazione .

Ecco perché nel principio prenderai le nostre Pietre e le seppellirai ciascuna nel sepolcro dell'altro; facendo fra loro un matrimonio, affinché si corichino insieme per sei settimane. In questo periodo darai nutrimento ai loro semi concepiti, senza farli alzare dai loro sepolcri. Molti avendo ignorato questo Segreto si sono ingannati. [Questa allegoria rievoca di nuovo il Rosario dei filosofi, l'allusione al sepolcro è una parte dell'iconografia di questo trattato, che è costruita su questo modello:

“Aristotele, Re e Filosofo non ha mai visto una cosa qualsiasi, che abbia vita, crescere senza putrefazione. Così dunque non si realizza la putrefazione, l'opera alchemica sarà vana.

Morien - Questa terra si putrefà e si purifica per mezzo della sua acqua. Quando sarà stata purificata. tutta l'opera sarà guidata dall'aiuto di Dio.

Il filosofo Parmenide - Se il corpo non è distrutto, spezzato, se non marcisce e non è convertito in una sostanza sostanziale, questa virtù nascosta non può essere estratta e non si può mescolare al corpo.

Il filosofo Bacchus - Quando le nature si corrompono e marciscono, quindi generano.

Il filosofo Platone - Usiamo l'uovo come esempio. Prima marcisce, generando un pulcino che, dopo la corruzione totale, è un animale che vive.”

Manifestamente, una sola operazione, la dissoluzione, sembra velata sotto la maschera della soluzione del corpo e della coagulazione. Quindi è ancora della dissoluzione che si parla.]

 

Dosando il caldo, aspettate il tempo di questa concezione, la nefandezza ti dirà quando essi morranno, perché in questo tempo ingrosseranno insieme, come pece liquida, e gorgoglieranno, fermenteranno e marciranno. Ti appariranno i colori splendenti simili all'arcobaleno che saranno meravigliosi da vedere. Ed allora l'acqua comincia a seccarsi. [Si tratta dei colori della coda di pavone, che dà delle iridescenze. Riportatevi alla nota 63 del commento sul Mercurio di Alexandre Sethon. Non bisogna fidarsi di quanto ha detto Roger Bacon in merito al colore della coda di pavone, vedere lo Specchio di alchimia. Sappiamo che il pavone era l'animale dedicato a Giunone: vedere l'Olimpo ermetico.]

Perché nei Corpi umidi il caldo opera in modo temperato, genera la nefandezza prima di ogni cosa che è il segno della vera Congiunzione e della sicura Putrefazione. Ricordati di ciò, perché allora non puoi rischiare che avvenga una alterazione. Così ti conviene entrare dalla Porta della nefandezza, se vuoi guadagnare la luce permanente, vale a dire il bianco. [Dom Pernety, nelle sue Favole egiziane e greche, ci dice che la nefandezza è la Chiave dell'opera. Vedere il capitolo Saturno dell'Olimpo ermetico.]

Perché il Sole quando si alza è oscuro, egli passa sulle Acque del diluvio di Noè sulla terra, e dura 150 giorni prima che tutte le Acque si ritirino. Così le nostre Acque come dicono i Saggi, passeranno, affinché si possa dire con Davide, i fiumi sono diventati secchi. Fai tesoro di questo. [Lo pseudo-Flamel, o chi per lui ha scritto le Figure Geroglifiche, ha parlato molto bene del Diluvio:

“Da questo corpo coagulato devi fare due parti, una delle quali servirà all'Azoth per lavare e mondare l'altro che si chiama Laton, il quale va imbiancato. Quello che deve essere lavato, è il Serpente Pitone che, avendo preso il suo essere dalla corruzione del limo della Terra, e dopo la raccolta dalle Acque del Diluvio, deve essere messo a morte, e vinto dalle frecce del Dio Apollo, dal biondo Sole, vale a dire con il nostro Fuoco, uguale a quello del Sole.”

Il Diluvio, come abbiamo detto nella sezione sui Principi, è stato oggetto di allegorie da parte di Fulcanelli a proposito dei suoi avvertimenti, i quali velano il calcareo coquillier ; il Diluvio per tradizione corrisponde al capovolgimento dei poli e gli alchimisti ne parlano quando vogliono significare che la loro Afrodite è diventata la loro Terra mondata dal Mercurio.]

 

In seguito Noè piantò la vite, che fiorì e portò dei grappoli. Ora quando avrai ottenuto ciò che desideri, non devi temere, perché in questo modo la nostra Pietra germoglierà e fiorirà. Dopo che saranno passati 30 giorni, avrai dei grappoli molto rossi, come il Rubino che è il nostro Adrop, il nostro Cinabro ed il nostro Piombo rosso. [Il termine di Adrop, da Pernety, è adoperato per designare una delle materie. Ci dice che si tratta del nome che i Filosofi Ermetici hanno dato alla materia che adoperano nella grande opera. Guy del Monte, Guido di Salgo, ha fatto un trattato che ha per titolo “De Philosophico Adrop”, inserito nel VI tomo del Teatro Chimico. Tuttavia, Giorgio Aurach è di parere contrario poiché considera che Adrop ed Azoth sono termini similari. Ma capita che Dom Pernety si contraddice da solo poiché scrive:

“Con il terzo [Leone verde], si intende la dissoluzione lo scioglimento stesso della loro materia, che chiamano anche Adrop. Per il quarto, si intende questo Adrop o vetriolo Azoquée, chiamato Piombo dei Saggi. Per il quinto, si intende il loro mestruo che puzza che Ripley, Raymond Lulle, Géber e tanti altri chiamano Spirito puzzolente, Spiritus foetens o Sangue del Leone verde...”

[Sembra che qui Ripley abbia optato per la V definizione che dà Pernety del Leone verde, poiché parla del Piombo rosso, che bisogna intendere come Piombo dei Saggi risplendente, diversamente detto Leone rosso, che corrisponde al regime di Marte. Ma qui, le cose non sono tanto semplici, poiché Pernety ci dice nell'articolo sul Leone rosso del suo dizionario:

“I Filosofi Spagirici chiamano così la materia terrestre e minerale che rimane in fondo al vaso dopo la sublimazione degli spiriti che ne sono usciti, che loro chiamano Aquile. Questo Leone rosso è anche ciò che chiamano Laiton.”

Saremmo piuttosto d'accordo con la II ° definizione dell'espressione ma, allora si tratta di un ottone imbiancato che ha superato il regime di Venere.]

 

Come le Anime, dopo le pene passeggere di questa vita, sono condotte in paradiso, dove c'è sempre una vita gioiosa; così sarà la nostra Pietra dopo che sarà stata mondata in purgatorio dalla sua oscurità, vale a dire da un Elisir bianchissimo e molto potente. [È dunque cabalisticamente, che probabilmente bisogna intendere il termine oscurità, tenebre, queste espressioni velano semplicemente la scomparsa degli Zolfi, sciolti nel Mercurio.]

 

Affinché tu possa giungere meglio a Putrefazione, prendi questo esempio come conclusione, perché tutti i Segreti della Putrefazione sono nascosti in questa operazione. La Quercia che è continuamente sotto l'acqua non marcirà facilmente, così come io ho provato, perché alla fine di cento anni la troverai ancora intera. Ma se la tieni sempre umida e mai secca, come lo si vede per esperienza negli edifici, vedrai che successivamente la quercia marcirà. Così seguendo i nostri consigli, devi fare in modo che il nostro albero non sia mai bruciato dal Sole, e nello stesso tempo che sia refrigerato dall'acqua. In questo modo lo porterai a deteriorarsi; così da essere ora secco, ora umido, ora con grande caldo, ora con grande freddo, così facendo presto marcirà e porterà il tuo oro a putrefazione. Tratterai quindi il Corpo come ti ho detto, ma putrefacendolo col caldo non avere troppa fretta, affinché tu non debba cercare fra le ceneri i tuoi frutti. [Questo passaggio raggiunge in modo stupefacente le esperienze di sintesi mineralogica per sotto-fusione, come abbiamo detto più in alto, parlando delle variazioni di temperatura che danno come una “ricottura” al Rebis.]

 

Trai dunque dalla Terra la tua Acqua, facendo in modo che la tua Anima salga con lei. Metti allora le tue basi nella Terra, affinché possa spesso salire e scendere. Ma difendi il tuo Bicchiere dal caldo violento e dal freddo improvviso, facendo in modo che il Fuoco sia temperato, stai anche attento che la tua materia non si vetrifichi lateralmente. [Vedere la sezione sulla réincrudation per le esperienze di dévitrificazione; vedere la sezione del Mercurio per la temperatura.]

 

Sii Saggio nello scegliere la tua materia: non ti preoccupare e non prendere Sali, Zolfo volgare e nessun minerale. Perché sebbene gli Artisti dicono che il nostro Zolfo ed il nostro Mercurio sono solamente dei Metalli che nessuno chiama olii, acque, Uccelli e Bestie e con molti altri nomi. Questo affinché chi prende alla lettera i nostri testi non comprenda mai la nostra Pietra. [Passaggio occulto perché è sicuro che per la preparazione del Mercurio, sono necessari dei sali di potassio; si può ricavarli dalle ceneri di quercia, da arboscelli, dal nitro con l'alkali fisso a base di potassa o dalle ceneri di salicornia con l'alkali fisso a base di soda; in quanto ai metalli, non è sbagliato dire che sono chiamati a diventare degli olii, ma questo va compreso cabalisticamente. Infine, gli uccelli e gli altri animali hanno permesso agli alchimisti di fissare sulla carta o su delle incisioni quantità di allegorie che raffigurano la lotta del fisso col volatile.]

 

La nostra Pietra è chiamata l'alimento di questo Mondo che condotta con Arte come Natura lo richiede, sarà molto ricca, ed il suo incremento si moltiplicherà nella sua specie, secondo i tuoi desideri.

Molti lavorano secondo la loro fantasia su parecchi soggetti, nei quali vedono apparentemente delle belle tinture, sia bianche che rosse. Queste tinture quando le mettono sul Fuoco spariscono; tali rotture del vetro e del vaso, muoiono quotidianamente a causa dei veleni, si rovinano la vista per il fumo e per le lunghe notti che passano ai fornelli, i loro abiti sono sporchi e consumati e puzzano di zolfo. Questi pseudo alchimisti si sporcano le mani con gli acidi corrosivi che maneggiano, hanno gli occhi irritati ed il viso macchiato. In una parola soffrono di molti mali e spendono inutilmente il loro denaro, o più volentieri quello altrui.

[Ecco un consiglio sul quale i dilettanti del “drago rosso” farebbero bene a meditare quando lavorano sul cinabro o ancora, sull'orpimento, o ancora sul sublimato corrosivo. Faremo un'eccezione per quelli che preparano lo scettro di Giove.]

 

Alcuni lavorano con l'urina, altri con la fuliggine, altri ancora con le uova, col sangue, così sciupano il loro tempo. Essi rompono molti vascelli di diverse forme, tanti fornelli; tanti sali e polveri, olii, ed altri tipi di materie che chiamano materia prima. Questi poveri illusi, dividono e separano gli Elementi, senza comprendere che tutte le cose sono solamente una, la loro separazione non vale niente, come le altre cose sopra dette. Tuttavia hanno la temerarietà di vantarsi che hanno trovato il nostro Mercurio ed il nostro Zolfo vivo, della qual cosa si sbagliano di grosso. Parlano dell'uomo rosso e della donna bianca, cosa abbastanza singolare per l'elisir della Quintessenza; come anche per l'elisir della Vita estratto dal miele, dai mestrui del chélidoine di cui ne dividono anche gli Elementi, perché non capiscono cos'è questa Filosofia naturale. [ Il chélidoine ha delle proprietà che l'avvicinano a certi stati del solvente:

“Il chélidoine è esternamente attivo, della grossezza di un pollice, di colore bruno-rossastro, quando è fresco; esso è bianco all'interno, quasi nero quando si secca. Ha un sapore cocente ed amaro, ed un odore sgradevole, proprietà che si perdono in gran parte con l'essiccamento. Le foglie hanno dei lunghi steli, sono grandi e composti in modo particolare: ogni piccola foglia è divisa in parecchi lobi di cui gli inferiori sono più piccoli ed il superiore è più grande. Queste foglie sono, altrove, forate sui bordi, lisce, magre, di un colore verde-biancastro. Quando sono fresche e le si rompono, danno, come tutta la pianta, un succo acre, giallo di zafferano; hanno un odore sgradevole che si perde per dessiccazione. Il brano di chélidoine / succo ispessito / ha un colore giallo-brunastro scuro, un sapore amaro ed un poco repellente. Dà una soluzione torbida. Fa ammuffire facilmente.” (Manuale dei farmacisti e dei droghieri. Trattato dei caratteri distintivi, delle alterazioni e sofisticazioni dei medicinali semplici e composti, J. - B. Kapeler e J. - B.Caventou).

Il chélidoine presenta due colori simili a quelli della Grande opera, ma è soprattutto a causa della nefandezza che appare all'essiccamento – comparabile all' assation descritta da Fulcanelli – che ci convince dell'analogia ermetica. Il suo sapore cocente, il suo odore sgradevole l'avvicina all'aspetto miserabile del composto minerale che l'artista deve scegliere all'inizio del suo lavoro. Sono qui rievocati certi regimi planetari, quelli di Venere e di Marte in particolare – ma il chélidoine è stato rievocato a lungo da Philippe Ulstade nel suo trattato il Cielo dei Filosofi (pp. 30-35) disponibile sul server Gallica del bnf.]

 

Ma voi, state attenti di non fare grandi spese e ricordatevi che ogni simile produce il suo simile, come Dio ha ordinato.

In poche parole riconoscerai se qualcuno ha la conoscenza della nostra Pietra, se dice che occorre solamente una cosa, come un bicchiere e neanche. Sii uomo giusto timoroso di Dio e su ogni cosa non rivelare il tuo segreto a nessuno quando lo conoscerai, ma sii segreto e fa come se non sapessi nulla.

 

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