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Libro delle 12 Porte: Libro delle dodici Porte - Sesta Porta
Argomento:Alchimia

AlchimiaDella Coagulazione

La Coagulazione è un indurimento delle cose molli di colore bianco e fissaggio degli Spiriti volatili.

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La Coagulazione

di George Ripley
traduzione da testo francese a cura di Giuseppe Barbone

prodotto per Esonet.it


Sesta Porta

La Coagulazione è un indurimento delle cose molli di colore bianco e fissaggio degli Spiriti volatili.

Non preoccuparti molto di come farai la coagulazione, perché gli Elementi sono legati insieme e a patto che la Putrefazione sia stata fatta naturalmente. [Artéphius dice:

“Tutto il segreto di questo segreto Antimoniale, per via di quanto detto sopra, siamo in grado di estrarlo dal corpo della Magnesia (calamita minerale; gli Antichi confondevano spesso fra loro: la magnesia, il gesso ed il calcare) e dall'argento vivo non cocente, (praticamente è ciò che sono l'antimonio ed il Sublimato Mercuriale). Bisogna estrarre un'acqua sorgiva, incombustibile, congelarla col semifreddo corpo del Sole che lo scioglie in quella naturale sostanza bianca refrigerata come la crema, facendo poi diventare tutto bianco. Tuttavia, prima il Sole farà in questa acqua la putréfazione e la risoluzione e poi perderà inizialmente la sua luce, quindi si oscurerà ed annerirà, poi sfiorerà l'acqua, quindi su di essa galleggerà poco a poco un colore di una sostanza bianca, questo vuol dire: imbiancare l'ottone rosso” [Libro Segreto].

Conviene in questa operazione creare il collegamento tra i due Zolfi, senza il Mercurio. Jean D'Espagnet ci parla di questo congelamento:

“Lo si chiama spesso inumazione, perché lo spirito viene inumato e seppellito con lei, come un morto nella terra. Poiché agisce lentamente ma forte ed ha perciò bisogno di molto più tempo. I primi due cerchi lavorano soprattutto per sciogliere, questo per congelare, sebbene in tutti operano l'uno e l'altro.” [Opera segreta di Ermes].

Questa operazione deve durare molto tempo, in modo che gli Zolfi possano congiungersi ed effettuarsi la cristallizzazione, che non differisce dunque molto dalla congiunzione, la quale fa intervenire il Mercurio. Cyrano di Bergerac ha probabilmente velato nella sua Storia comica gli stati e l'impero del sole in essa contenuti (Parigi, Charles di Sercy, 1662, la migliore allegoria sul quesito del congelamento].

 

Il Congelamento si fa in diversi modi, con gli Spiriti ed i Corpi sciolti in Acqua brillante, o con dei Sali sciolti per due o tre volte e poi Refrigerati in una, materia fluida, di questi Congelamenti i pazzi si scherniscono, perché diversi dai loro. Perché nessuno scioglie, dividendo manualmente gli Elementi, congelandoli poi in polvere secca. Tale congelamento non è nelle nostre intenzioni, perché è del tutto contrario alla nostra Opera; perché essa non teme il Fuoco e rimane untuosa ed è abbondante in tintura, la quale essendo congelata non si liquefa all'aria né in Acqua. Perché se questo raggiungesse la nostra Opera, essa si distruggerebbe.

Del resto la nostra Pietra non si congela in una pietra dura come il cristallo o il vetro, che invece reagiscono solo alla grande violenza del Fuoco, ma come la cera che si fonde subito senza soffiare. Ecco perché devi stare attento a non farti ingannare, perché tale congelamento non è quello che usiamo, perché essa non cola come fanno di solito i Sali refrigerati. Ora tali Congelamenti convengono solamente ai Sofisti.

Sappi dunque che la tua Medicina non può mai fluire naturalmente, né essere congelata se prima non viene putrefatta e purificata e non può fissare gli Elementi della nostra Pietra finché saranno congelati insieme e fluire facilmente. Perciò quando la Natura sarà diventata bianca, allora gli Spiriti saranno congelati con i Corpi. Ma bisogna aspettare molto tempo, prima che un Congelamento ti appaia simile alle perle. Rallegrati quando vedrai tale Congelamento, perché in seguito, appariranno come dei fili rossi simili al sangue. Questa cosa è la più rara e la più ricca del mondo.

[Questo congelamento esige la cooperazione dei tre principi: Mercurio, Zolfo rosso e Sale o zolfo bianco. Batsdorff ci dice in proposito che:

“[...] ecco perché ci sono solo lo zolfo dell'oro e l'argento dei Filosofi che sono capaci di congelarli, tingerli e fissarli perfettamente nello stesso tempo, a causa della loro cozione e digestione perfetta. Quando dico che non c'è che lo zolfo del Sole e della Luna, dico la verità, perché l'argento-vivo non è una vera tintura metallica, né bianca né rossa, ma bene è certamente adatto lo zolfo che ha anche virtù di digerire, congelare e coagulare il mercurio.” [Rete di Arianna]

Questo è un punto importante della scienza, perché numerosi testi sembrano dire che i due Zolfi sono in qualche modo passivi, e che solo il Mercurio è il “conduttore” dell'opera.]

 

Ecco perché dopo aver mortificato la rozzezza della Terra, conoscerai la nefandezza che si genera dall'umidità, come nessuno può negare questo principio conosciuto, così non devi dubitare del biancore. Se una volta che la Pietra è stata imbiancata la congelerai, otterrai la Pietra più preziosa di tutte le Pietre del mondo. [Questa parte dell'opera, si fa come una circolazione. Questa circolazione è stata velata sotto diverse allegorie come la Metamorfosi dei pianeti di Monte Snyders o come le tre ruote, di cui parla Jean D'Espagnet nell'opera consacrata di Ermes. Il primo movimento – la Prima ruota – sublima la materia rarefacendola; il secondo movimento – la Seconda ruota – l'abbassa nel congelamento; ed il tutto – 3 ruota – si conclude in un tipo di riposo o piuttosto, come dice Pernety, come un movimento interno, una cozione molto lenta ed insensibile della materia. La prima di queste ruote consiste nella riduzione della materia in Acqua. Questa fase corrisponde al regime di Mercurio e per certi alchimisti, è da questo momento che le nature metalliche iniziano a congiungersi, iniziando a generare. Abbiamo poi l'eclissi del sole e della luna: è la fase di putrefazione, simboleggiata dal regime di Saturno. La seconda ruota consiste nell'evacuazione dell'umidità superflua e nella coagulazione della materia sotto forma di una terra vischiosa e metallica. Bisogna riprendere qui ciò che dice D'Espagnet nell'opera segreta, ai capitoli 68, 69 e 70. Ma è il capitolo 71 che permette di spiegare ciò che esprime questa coagulazione:

“La quarta digestione è la consumazione di tutti i misteri del mondo: con questa digestione la terra è stata tramutata in un eccellente fermento che fa emergere da lei tutti gli altri corpi trasmutati in un corpo perfetto, perché essa è passata nella natura celeste della quintessenza, così facendo la sua virtù è stata ispirata dallo spirito dell'universo: è la panacea, la medicina universale di tutte le malattie, alle quali tutte le creature possono accedere. Il fornello segreto dei filosofi ti farà scoprire questo miracolo della natura e dell'arte, grazie alle continue digestioni del primo regime del lavoro. Sii giusto nelle tue opere affinché Dio ti sia propizio, altrimenti l'aratura della tua terra sarà vana, perché questa mietitura non risponderà alla voce del contadino avaro.” [capitolo 71]

La coagulazione dell'acqua mercuriale impone questo passaggio con i “corpi perfetti” o quintessenza. Da questo momento la mescolanza Rebis-Mercurio, o Composto filosofale, assume il ruolo di un lievito che rinnova (nel senso di rinascita) gli Zolfi sciolti, vale a dire le Anime: l'alchimista diventa allora un démiurgo].

 

Appena l'umidità causa la nefandezza, il secco si putrefà, anche l'umidità congelata dal secco genera nella notte un biancore luccicante e molto chiaro. Dopo il bianco la materia tende a seccarsi, così nell'umidità la nefandezza si mostra sempre con diversi nuovi colori. [Pernety dice che:

“Tutto il procedimento Filosofico consiste nello scioglimento del corpo e nel congelamento dello spirito, tutto si fa con la stessa operazione. Il fisso ed il volatile si mischiano interiormente, ma ciò non può farsi se il fisso non si è prima volatilizzato. L'uno e l'altro infine si baciano e riducendosi diventano assolutamente fissi.” [Favole, Principi operativi]

Qui la difficoltà è quella di definire bene questa volatilizzazione del fisso, perché con la via secca che si pratica col crogiolo brasqué , non otteremmo una volatilizzazione ordinaria delle materie e si perderebbero per sempre. Ma se ipotizziamo che la volatilizzazione è una sublimazione che si dissolve, vale a dire, di un tipo di proiezione che opera per mezzo dello scioglimento degli Zolfi nella massa liquida del Mercurio, potremmo far emergere quella cornice formale che Philalèthe chiama sublimazione filosofica].

 

La causa di tutto questo è il caldo mobile continuo e temperato della materia, la quale viene alterata sostanzialmente sia fuori che dentro: non come fanno i pazzi sofisticamente, ma in modo che ogni parte possa sopportare il Fuoco, fluente, fisso, stabile ed acquisisca una perfetta tintura. Mentre la prima digestione della carne causa il biancore (il chyle per la siccità nello stomaco), la seconda, che si abitua al fegato, causa un rossore fisso per via del caldo temperato: parimenti la nostra Pietra a causa della siccità e del caldo temperato, si digerisce e si completa al bianco ed al rosso. [Si vede che Ripley mescola un poco i generi e parla di operazioni che non hanno niente a che vedere espressamente con la coagulazione. Ripetiamo con Dom Pernety dunque che la coagulazione o congelamento sono:

“[un] Termine di Fisica e di Chimica. È il legame della composizione dei misti che creano il reciproco attaccamento delle parti. La coagulazione è solo un rudimentale fissaggio. Ci sono due tipi di coagulazioni, come due tipi di soluzioni. Una si fa con il freddo, l'altra con il caldo, ed ognuna si suddivide ancora in due; una è permanente, l'altra non lo è. La Prima si chiama fissaggio e l'altra semplicemente coagulazione. I metalli sono un esempio della prima, i sali lo sono della seconda.

La coagulazione filosofica è l'unione inseparabile del fisso e del volatile in una massa così fissa che non teme gli assalti del fuoco più violento e comunica la sua fissità ai metalli trasmutandoli.”

La coagulazione è solamente un rudimentale fissaggio, questo significa che si tratta di un'operazione reversibile. Tutto accade in questo stadio dell'opera, che corrisponde al regime di Venere o di Marte in modo dinamico ed instabile. Del resto, non è impossibile che questa coagulazione che precede il fissaggio, sia simboleggiata dal passaggio da Venere a Marte, in pratica tra Afrodite ed Arès. Ma abbiamo visto che Arès ed Afrodite erano anche i geroglifici mitologici delle due principali materie prime che entrano nella composizione del solvente].

 

Ma ti occorre conoscere un altro Segreto, è quello di come il bambino dei Filosofi nasce dall'aria, non è molto di più di come soffiare sui carboni. Non prendere ciò che ti dico per gioco né come presa in giro, perciò credimi, altrimenti perdi la tua Opera, se la tua Terra venisse sommersa dall'Acqua, non vedresti mai il nostro vero Congelamento.

[Questa riflessione sui carboni deve farci riflettere: il carbone come la calce, è un corpo riduttore. Ora, Pernety insiste molto su questo termine, poiché scrive: l'uno e l'altro infine si baciano, e a causa della riduzione diventano assolutamente fissi. “Ora, Ripley scriveva nel XVII sec., quando non conosceva niente dei fenomeni di ossido-riduzione. È tuttavia il termine adeguato che è stato adoperato qui. Ma ecco cosa ha detto ancora Pernety del congelamento:

“Congelamento. In termini di Scienza Ermetica, significa la stessa cosa che coagulazione. È propriamente un indurimento di una cosa molle, per il disseccamento dell'umidità ed il Fissaggio del volatile. È in questo senso che Ermes ha detto che la forza della materia sarà perfetta se l'acqua si ridurrà in terra; perché tutto il magistero consiste nel ridurre la materia in acqua con la soluzione e farla ritornare terra con la coagulazione. Congelare, tingere e fissare è solamente la stessa operazione continuata nello stesso vaso.”

Il lettore accosti a quanto appena detto a ciò che dicevamo più in alto della Pietra: “è con l'eliminazione progressiva di questo seconda parte dunque, che la nostra Terra acquisisce le proprietà di un Fuoco aereo e puro, è quello di cui brilla l'Escarboucle dei Saggi, il quale sa trattenere – chiunque di voi l'abbia già fatto senza misurarne la portata esoterica – è un raggio di sole. In quanto all'aria, finisce per trasformarsi in Acqua pietrificata, in oceano pietrificato, dopo che l'elemento aereo conosciuto con il nome di quintessenza – il quinto elemento – sarà stato completamente consumato nel parto ermetico tra i nostri due principi.

Questa acqua pietrificata non si identifica con il disseccamento dell'umidità; è veramente, l'acqua ridotta in terra, l'acqua pietrificata].

 

Un'Anima, che unisce il Cielo alla Terra, sale dalla terra, come l'acqua sale dall'acqua pura. Essa dona la vita ad ogni cosa che vive e covando incessantemente sulla nostra natura quadrupla, si sforza di migliorarla con tutto il suo potere. Questa Aria è il Fuoco della nostra Filosofia, chiamata il nostro olio, e misticamente la nostra Acqua.

[Parimenti, in questa Aria, che rappresenta il fuoco della filosofia chimica, ci trovi l'esatta corrispondenza di questo Fuoco aereo puro. Ma questo Fuoco, è anche un olio fluente, vischioso, che contiene i nostri zolfi che sono infine la nostra Acqua, si tratta del mare ermetico nel quale nuotano i pesci grassi ed argentati di Jean D'Espagnet – Opera segreta, chap. 54 – vedere anche quello che ha detto Pernety dell'aria nel suo Dizionario].

 

In questa Aria di mezzo che chiamiamo olio, o Acqua, il nostro Fuoco, il nostro unguento, il nostro Spirito, e la nostra Pietra, sulla quale tutta la nostra Scienza è fondata, non esce mai sola fuori e non entra mai sola, non per il Fuoco stesso; ma l'acqua la conduce prima fuori e dopo la riporta dentro, perchè l'acqua non si divide mai dall'acqua. [L'aria degli alchimisti è dunque molto particolare. Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, si tratta di un elemento liquido in un stato di grande viscosità portato ad un'alta temperatura. È “l'uccello volante senza ali”. Si può pensare a dei fenomeni convenzionali che portano ad una circolazione del Compost; questi fenomeni convenzionali potrebbero qualificare meglio queste “ascese e discese” di cui parlano certi testi].

 

Così l'acqua può muovere solamente la nostra Acqua, questo movimento causa sia la morte che la vita: perché l'acqua si unisce naturalmente all'acqua, senza nessun ostacolo né ripugnanza, questa Acqua è ignorata completamente dai pazzi, visto che essa è probabilmente della natura dello spirito calcinato, quello stesso che porta fuori.

L'acqua è il Sole della vita di tutte le cose che esistono in questo mondo, tutte le cose hanno avuto origine dall'acqua, come accade inizialmente in tutte le donne che partoriscono, le quali si liberano delle Acque, se tutto va bene si chiamano Albron, che esce prima di esse e prima del parto, con grandi dolori.

Certamente questo è il motivo principale per il quale i Filosofi ci hanno raccomandato di essere pazienti ed aspettare finché l'acqua si asciughi completamente nella polvere, nutrendola con un caldo continuo e non violento, perché le qualità di ogni Elemento sono contrarie, finché dopo la nefandezza l'unione ne fa un biancore refrigerato, ma mai, senza divisione.

[Quest'acqua congelata sembra di natura differente da quella di cui parla Pernety nell'articolo “Lo sputo della Luna” dal suo Dizionario:

“Lo Sputo della Luna - è la materia della Pietra filosofale prima della sua preparazione. I Saggi danno questo nome anche al loro mercurio preparato. Parecchi alchimisti hanno dato il nome di Sputo della Luna, o Sputum Lunae, o flos coeli, ed hanno lavorato con esso, come sulla vera materia della grande opera; è vero che questo flos coeli ci può indurre in errore. Stabilirne la sua natura è abbastanza difficile, perché è una specie di acqua refrigerata, senza odore e senza sapore, somigliante ad una fragola ancora acerba e di colore verde che esce dalla terra durante la notte, o subito dopo la fine di un grande temporale. Nei grandi caldi, questa materia tenendola all'ombra conserva un grande freddo. La sua materia acquosa è molto alata ed evapora con un caldo non molto forte attraverso una pelle estremamente magra che la contiene. Non si scioglie né nell'aceto, né nell'acqua, né nello spirito di vino; ma se si rinchiude il flos coeli in un vaso ben sigillato e lutato, si scioglie da solo lasciando un'acqua estremamente puzzolente, senziente come gli escrementi umani, molto-corrotti, i quali si manifestano con un'abbondanza di zolfo volatile. Dal colore sembra inizialmente uno scioglimento, l'acqua nella quale questa materia si fissa, è prima blu celeste, poi viola, poi rosso porpora, in seguito schiarisce, assumendo i colori dell'aurora, ed infine ambrata color oro. La pellicola galleggia molto-molto tempo in questa acqua; lasciando sul fondo del matras, fin dal principio dello scioglimento, una specie di polvere bianca come l'amido. Per questo bisogna aver raccolto il flos coeli prima dell'alba, pulendolo bene, pezzo per pezzo, da tutta la terra e da altre materie estranee che potrebbero essersi attaccate. Parecchie persone mi hanno assicurato che si faceva col flos coeli un eccellente rimedio per guarire parecchie malattie. Bisogna avere cura di non far toccare affatto, né raccogliere il flos coeli con nessun metallo, ma solamente col legno o con un bicchiere di vetro.”

Questo flos coeli sembra riferirsi al nostoc usato da molti alchimisti. La vera natura del flos coeli è la rugiada di maggio, altro nome del Mercurio. Questa rugiada appare nel Compost dopo la fase di putrefazione, è simboleggiata da Saturno. Questo argomento, sembra interessante studiarlo non solo nei regimi planetari, ma soprattutto come mediatore tra tutti i regimi. Così, fra Saturno e Giove, la transizione ci viene data da Metis, personificazione della Prudenza – vedere sezione delle Guardie del corpo – figlia di oceano e di Téthys, Metis fu la prima donna di Zeus: era maga ed offrì una pozione magica a Cronos, obbligandolo a rigettare i suoi bambini, i Titani, che aveva inghiottito.

Si può vedere la transizione tra le fasi di putrefazione ed il biancore dell'ottone].

 

Tutta questa conversione di una cosa nell'altra e di uno stato nell'altro, si fa con una discreta e semplice operazione Naturale, come fa lo sperma dell'uomo nella matrice della donna. Perché lo sperma ed il caldo sono il fratello e la sorella che si convertono da soli e generano un uomo perfetto, seguendo le operazioni della Natura nell'agire o nel patire. Così si comporta la nostra Pietra nel suo Bicchiere, nutrendola con un caldo temperato si converte nella nostra Pietra. L'esempio dell'uovo che si trasmuta in pollo grazie al caldo temperato, è una similitudine che ben si adatta alla nostra opera. Come ad esempio le piante vegetali che crescono solo con l'umidità ed il caldo. [Ripley ci vuole parlare qui delle due nature metalliche che possiamo paragonare ai due Draghi di cui parla N. Flamel nelle sue Figure geroglifiche, riferendosi ai serpenti mandati da Giunone – il simbolo della natura metallica – che Ercole dovette strangolare nella sua culla. Giunone presiede al matrimonio e la donna addormentandosi implora il suo aiuto chiamandola Juno Lucina. Essa abbraccia il parturition ermetico che rappresenta il simbolo degli Zolfi.

Il fratello e la sorella sono l'immagine dei serpenti che si avvolgono intorno al caduceo di Ermes].

 

I Minerali sono nutriti dall'umidità radicale che è il loro principio, non oltrepassando la loro specie. Così muteremo nuovamente una cosa nell'altra in un solo Bicchiere, vale a dire nella loro madre che è l'acqua (quando sono trasformati se il principio è stato ignorato, lavori invano). Ma allora tutto è sperma, e non c'è altro che specie con specie, due in numero, maschio e femmina, agente e paziente, nella matrice della Terra molto preziosa, ed acquosa ci sono a volte una cosa nella cosa, in un solo Bicchiere, così di stato in stato; finché la Natura li porta ad una sostanza rigenerata. Così lo sperma nel suo genere si altera, adatto e capace in simile genere di moltiplicare il suo genere.

[Bisogna nuovamente ricordare il percorso alchemico del castello del conte di Fontenay – vedere sezioni dei Principi ed Introïtus, V – Mercurio – che interpreta in modo magistrale questa generazione:

Figura IV (dettaglio del camino alchemico)

Forniti di tutte le nostre notizie, è possibile completare l'interpretazione del medaglione centrale del camino. Lo scudo centrale non raffigura altro che la Pietra triangolare nella sua forma, quadrangolare nel suo stato e circolare nella sua origine. È ciò che indicano inizialmente le tre stelle che simboleggiano le tre ruote che sono necessarie, secondo D'Espagnet, per assicurare la buona circolazione degli elementi. Queste stelle raffigurano le materie dell'opera prese in uno stato diverso del lavoro: la prima stella segnala la putrefazione o regime di Saturno; la seconda stella segnala il biancore con la quale l'ottone è stato lavato dalle sue scorie e dove si può valutare che le due nature metalliche, senza essere legate radicalmente, acquistano un collegamento labile; la terza stella segnala la coagulazione del Compost. La cifra 4 ha un aspetto irregolare dove si intravedono delle proprietà ermetiche: la croce, in alto e a destra segnala il crogiolo e, situata sulla barra orizzontale, vuol dire che la cozione debba essere lineare ad un stadio tardivo dell'opera. In quanto alle lettere I ed M, il loro senso resta sconosciuto].

 

Nel periodo di questo progresso naturale, dove lo sperma concepito cresce, la sostanza viene nutrita dal suo proprio mestruo che è stata spinta fuori dalla Terra tingendola di un colore verde. A prima vista, e durante questo tempo il Sole inizia il suo percorso di luce a settentrione. [Sul verde, vedere le note del commento della Nuova Luce chimica].

 

Ti dico in segreto che il sangue di questo mestruo è il sangue del nostro Leone verde, e non del vetriolo. Signora Venere avrà cura di insegnarvi la verità di questo Segreto, se avrete cura di chiedergli il suo consiglio fin dal principio. Questo Segreto è stato nascosto da tutti i Filosofi. Questo sangue estratto dal Leone dà calore, non più una perfetta digestione. [Ecco una parte di ciò che dice Pernety sul Leone verde:

I Filosofi distinguono i vari tipi di Leoni verdi. Con il primo intendono il sole o l'astro che ci illumina, che nel mondo fa vegetare tutto. Con il secondo, il mercurio, non quello volgare, ma quello che è comune a tutti gli individui, di conseguenza più comune dell'argento vivo o mercurio comune.

Questo è quello che ha fatto dire ai Filosofi, che il loro mercurio si trova dovunque ed in tutto. Con il terzo Leone, intendono lo scioglimento stesso della loro materia, che chiamano spesso Adrop. Con il quarto, è questo Adrop o vetriolo Azotato, chiamato Piombo dei Saggi. Con il quinto, intendono il loro mestruo che puzza; che Riplée, Raymond Lulle, Géber e tanti altri chiamano: Spirito puzzolente, Spiritus foetens, o Sangue del Leone verde. Con il sesto intendono il vetriolo comune, che chiamano: Leone verde dei pazzi, talvolta anche verderame. Il settimo Leone è il mercurio volgare sublimato col sale e col primo vetriolo, che non è la vera materia dei Saggi. Riplée chiama talvolta questo Leone verde, Sericon. Si estraggono da lui due spiriti viscosi, il primo bianco, opaco, somigliante al latte, che gli ha fatto dare il nome di Latte della vergine [1, 2], per Paracelso: Collo dell'aquila, Glutine dell'aquila. Il secondo spirito è di colore rosso, molto puzzolente, chiamato comunemente Sangue del Leone verde. Sono questi spiriti che i Filosofi, nell'imitazione di Raymond Lulle, hanno chiamato Vino bianco e Vino rosso, (questo non va inteso come vino bianco o vino rosso comune)”. [Dizionario mytho-ermetico]

Come abbiamo visto, la materia del Leone verde sembra poco conosciuta. Vedere su questo argomento i rinvii recenti: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 – La settima definizione del Leone verde riprende probabilmente la preparazione del biossido di mercurio? Huginus a Barma – La sesta definizione riprende uno dei vetrioli, all'occorrenza del solfato di ferro non carbonizzato in biancore? Drago scaglioso – La quinta definizione ci dà uno dei nomi del Mercurio filosofico all'epoca della fase di putrefazione che in realtà corrisponde alla “opera al nero” – Sulla terza definizione, abbiamo visto che George Aurach non era dello stesso parere di Pernety. L'Adrop – 1, 2 – indica probabilmente uno degli altri nomi del Mercurio. La seconda definizione proviene da un contro-senso di Pernety, perché quando gli alchimisti dicono che il loro Mercurio si trova dovunque, vogliono qualificare o lo spirito universale che corrisponde probabilmente ad un acido, carbonico, o il nitro che è la parte “venusiana” del Mercurio. La prima definizione è una essenza astrologica: il Sole è per tradizione il signore del segno zodiacale del Leone].

 

Questo sangue è chiamato il nostro Mestruo Segreto dal quale il nostro Sperma è nutrito con temperamento, quando si trasforma in feci corporali, debitamente imbiancate e perfettamente secche, refrigerato e fissato nel suo stesso corpo, può sembrare bello a vedersi del colore del latte. Questo sangue è stato cotto due volte, questa opera si chiama il Diadema bianchissimo.

Senti adesso quanto la nostra Acqua ignea, che è così acquosa, ed è chiamata la nostra Acqua mestruale che si scioglie dentro la nostra Terra e si carbonizza naturalmente per Congelamento, così tanto che non può più dividersi. Tuttavia non devi smettere di congelare l'acqua, fino a tre parti di quella chiamata Acqua acquosa, neanche con la quarta parte della Terra refrigerata.

A questa sostanza così refrigerata destina la quarta parte dall'acqua cristallina, facendo in modo che siano sposati insieme per congelamento, per mezzo del Metallo che come una spada di recente lucidata, risplenderà dopo la nefandezza apparsa prima. Ora, dagli la quarta parte della nuova Acqua.

Deve ricevere ancora molte imbibitions (umidificazioni); dagli la seconda e dopo la terza, mantenendo sempre la proporzione, dagli poi la quarta imbibizione, la quinta, e la sesta, e conserva ogni volta due parti, dopo tre parti e la settima deve avere cinque parti.

Quando avrai fatto sette umidificazioni, devi far girare la ruota e corrompere tutta questa materia senza addizione, aspettando prima la nefandezza se vuoi far bene. Allora congela tutto nel bianco ed avrai portato la tua base alla sua fine. Passando al rosso per il Sud dell'Italia. [Sulle imbibizioni, vedere le Guardie del corpo – ecco ciò che dice l'anonimo nel Huginus a Barma:

“perché questa materia deve avere abbastanza spazio per circolare liberamente? perché questa rugiada mercuriale, animata e messa in movimento dal caldo esterno, sale e scende continuamente, ed è tramite questa rivoluzione trasversale che si operano le sublimazioni, le umidificazioni, gli arrossamenti, le precipitazioni, i cohobations, le separazioni degli elementi, le digestioni, è per questo motivo che i Filosofi hanno scritto su di lei capitoli particolari, per indurre in errore i sofisti, perché tutte queste operazioni non si fanno in vasi diversi, ma in un solo vaso e con un fuoco semplice.”

Aggiungiamo che gli Artisti dicono anche che non c'è che una sola operazione, la quale consiste nello sciogliere e nel coagulare (Solve et Coagula). Non ci si rende conto dell'importanza fondamentale della formula “solve e coagula”; essa non assume tutto il suo senso finché non si possiede una certa conoscenza dei testi e dello spirito alchemico].

 

Così la tua Acqua è divisa in due parti: con la prima i Corpi vengono putrefatti, con la seconda farai delle umidificazioni dopo che la materia sarà diventata nera, quindi subito dopo essa esposta ad un fuoco dolce diventa bianca; questo per i Filosofi si chiama: Sole di uno splendore celeste. Riducilo poi al rosso ed avrai vinto le difficoltà che si incontravano per entrare nella sesta Porta. [Alla soglia della settima porta, andiamo a dire ancora alcune parole sulle imbibizioni, citando Batsdorff:

“I Chimici stessi sono persuasi che questa Scienza è di loro competenza e non di altre. Vedendo spesso nei loro Libri i termini di Sublimazioni, Soluzioni, Digestioni, Calcinations, Imbibitions, Coagulazioni, ed un'infinità di altri termini di cui si serve la Chimica”. [Rete di Arianne, avvertimento]

È certo che l'alchimia si serve di particolari operazioni della chimica, soprattutto delle reazioni di oxydo-riduzione condotte ad alta temperatura – per la via secca – ed utilizzando poi un artificio, come gli alchimisti moderni (Fulcanelli) hanno sottolineato, che va più a vantaggio della fisica che delle semplici esperienze di chimica. La parola chiave è quella di cristallo – in quanto l'alchimia, ci dice lo stesso autore:

“Essi non insegnano l'alchimia come fanno tutti gli altri Autori, con molta confusione e senza ordine, mischiando tutte le parti e differenti cose con termini diversi, dando nomi diversi alla stessa cosa, chiamandole con lo stesso nome diverse materie e diversi oggetti. Essi danno diversi nomi con diversi colori o cambiamenti che appaiono nel processo del loro lavoro: quando è al nero, lo chiamano il loro bronzo; quando passa dalla nefandezza al citrinite, il loro oro; quando arrivano al terzo colore, il fiore d'oro; quando vanno ancora oltre, lo chiamano fermento e quando sono al rosso perfetto, il veleno dei Tintori”.

Sembra che il colore citrine abbia un rapporto con la Luna ermetica, si tratta forse del solvente dei Saggi. Ecco una citazione di Limojon estratta dalla sua Lettera ai Veri discepoli di Ermes, terza Chiave a proposito del citrine:

“...voglio rivelarvi un segreto... Alcuni si sono accontentati di dire, che il loro liquore si fa con due Mercuri, uno bianco e l'altro rosso. Flamel ha detto più precisamente che egli ha usato del Mercurio citrino, per fare le umidificazioni al rosso; avverte i bambini dell'arte di non sbagliarsi su questo punto; assicura anche che avrebbe sbagliato, se Abramo Juif non lo avesse avvertito... Vi ho rivelato un grande mistero... il Cosmopolita ha toccato spiritualmente questo argomento con una famosa allegoria, parlando della purificazione e dell'animazione del Mercurio: ciò arriverà, se dai da mangiare al nostro vegliardo l'oro e l'argento, affinché li possa consumare, ed infine quando l'avrà divorato morirà bruciato...”

Si legge nell'Accozzaglia:

“Sappiate che la nostra opera ha parecchi nomi come vi dico di seguito: Magnesia, Kukul, Zolfo, Aceto, Pietra Citrine...”.

Vedere per questi termini: 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11. Questa coincidenza tra il citrine e la Luna è molto più preziosa dell'apparizione di questo colore e si distingue nel momento in cui, dal regime della Luna, passiamo a quello di Venere. È meglio, in ogni caso, quello che scrive Philalèthe:

“Ecco perché, se hai lavorato sul Sole volgare, preoccupati di realizzare il matrimonio di Diana e di Venere all'inizio delle nozze del tuo Mercurio; ponili poi nel nido, e, col fuoco richiesto, vedrai il quadro colorato della Grande opera: il nero, la coda di Pavone, il bianco, il citrine ed il rosso.” [Introïtus, 19]

Segnaliamo che i colori iridati che ricordano quelli della coda di pavone, sembrano intermedi tra il nero ed il bianco. Il pavone è l'animale consacrato a Giunone; Giunone, tutti lo sanno, è la donna di Giove; ora, Pernety ci dice che il regime di Giove, intermedio tra quello di Saturno e quello della Luna, è di colore grigio].

 

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Adriano Nardi

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