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Francken Manuscript: Francken Manuscript /IX grado
Argomento:Quattuor Coronati

Quattuor CoronatiMaestro Eletto dei Nove - IX Grado

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Francken Manuscript /IX grado

a cura di Franco Cenni

prodotto per Esonet.it


MAESTRO ELETTO DEI NOVE

 

 IX Grado

 

 

Premesse

La Camera dove si svolge questo capitolo rappresenta uno degli appartamenti del palazzo di Salomone. I tendaggi sono rossi, ornati da una alternanza di colonne e di fiamme.

Il Maestro che rappresenta Salomone nella sua veste regale, è chiamato il Supremo.

Vi è un solo sorvegliante che siede all'Occidente, che rappresenta Stolkin e porta il titolo di Ispettore. Tutti gli altri Fratelli, che debbono essere vestiti di nero, siedono a Mezzogiorno; il Settentrione è occupato dalle luci, otto delle quali sono disposte le une accanto alle altre, ed una sola lontana dal gruppo.

Quando vi è una iniziazione, i Fratelli assumono un atteggiamento triste. Portano il cappello calcato, ed incrociano la gamba destra sulla sinistra, appoggiando la testa sulla mano destra. I loro grembiuli sono bordati e foderati di nero. Portano una larga fascia nera dalla spalla sinistra al fianco destro. Un pugnale è appeso all'estremità della sciarpa e sopra ad essa vi sono ricamate nove rose rosse, disposte in due gruppi di quattro da ogni parte del pugnale, la nona è proprio sopra la sua attaccatura. Infine i Fratelli pongono un pugnale ai loro piedi.

Il Quadro di Loggia è un rettangolo sul quale si deve vedere, sul lato superiore destro, la città di Gerusalemme e, sul lato inferiore sinistro, una caverna non molto distante dal mare e vicina alla borgata di Joppa. La caverna è circondata da rocce. Un uomo vi riposa con la testa appoggiata su di una pietra: accanto a lui è appesa una lampada accesa, un pugnale è posto vicino ai suoi piedi; da una sorgente posta nel fondo della caverna giunge un filo d'acqua ed accanto ad esso vi è una coppa.

Nella parte centrale del Quadro, si nota un cespuglio in fiamme illuminato da un arcobaleno che sovrasta la caverna. Una stella brilla al di sopra dell'arcobaleno, ad indicare, con la sua immobilità, il luogo dove l'assassino ha creduto di trovare rifugio e di sfuggire ai suoi inseguitori. Il Quadro deve anche raffigurare un sentiero a zig zag, che unisce Gerusalemme a Joppa. Su questo sentiero, vicino alla caverna, vi è un cane, sotto i cui lineamenti è raffigurata la guida sconosciuta. Un uomo segue il cane da vicino e, lontano dietro a lui, sullo stesso cammino, seguono, sparpagliati, altri otto uomini.

Vicino alla Camera dove si svolge il Capitolo è bene disporre di una piccola stanza nella quale si rappresenterà una caverna. Il postulante vi sarà seduto su una grossa pietra, davanti ad una piccola tavola. Una lampada scenderà dal soffitto e, sotto di essa, la parola Vendetta sarà scritta a grosse lettere. Sarà necessario rappresentare anche una sorgente e depositare accanto ad essa una coppa per bere. Infine, un manichino sarà adagiato al suolo, rappresenterà un uomo che dorme, la sua testa dovrà facilmente staccarsi perché il postulante dovrà tagliarla per portarla nel Capitolo.

Il Supremo è seduto sotto un baldacchino, su un trono rivestito di nero. Davanti a lui ci deve essere una tavola ricoperta d'un telo nero e rosso fuoco, dove sono disposti, una Bibbia, uno scettro e un pugnale.

Salomone usa lo scettro e non il maglietto in questo grado. Anche l'Ispettore batte i suoi colpi con un pugnale e non con il maglietto. Egli tiene costantemente il pugnale in mano, come simbolo di vendetta.

 

Apertura

Grande Sovrano: Siete Voi Cavaliere Eletto?

Ispettore: Una caverna mi ha accolto, una lampada mi ha illuminato, una sorgente mi ha dissetato.

Grande Sovrano: Che ora è?

L'Ispettore: Il sorgere del sole.

Dopo questa risposta il Grande Sovrano batte col suo scettro otto colpi con un ritmo veloce ed uno separato dagli altri.

L'Ispettore Stolkin gli risponde con la stessa batteria adoperando il pugnale.

Infine tutti i FF. ripetono a loro volta questa batteria, battendo le mani.

Il Grande Sovrano allora dichiara che il Capitolo è aperto e tutti i FF. si siedono nella postura sopra descritta.

 

Iniziazione

Il Fratello Esperto conduce il candidato alla porta del Capitolo e bussa forte otto colpi più uno.

Questa batteria è ripetuta dal Grande Sovrano. L'Ispettore si alza e va ad accogliere il candidato. Lo conduce al centro del Tempio di fronte al Grande Sovrano. I Fratelli restano seduti nella postura del Grado. Dopo una breve pausa, il Grande Sovrano interroga il candidato:

Grande Sovrano: Che cosa chiedete?

Candidato (gli suggeriscono le risposte): Vengo a sollecitare il favore di essere iniziato al Grado di Maestro Eletto dei Nove.

Grande Sovrano: Per quale ragione pensate di aver meritato un tale favore?

Candidato: il mio zelo, il mio fervore e la mia costanza, di cui ho già fatto promessa, e che saranno ancora più grandi da ora in poi, mi condussero ad aspirare ad un tale favore.

Il Grande Sovrano allora gli dice:

“Imparate, Fratello mio, che dovete attribuire la vostra presenza in questo Capitolo non tanto al desiderio che potevamo avere di conferirvi questo Grado, quanto all'intenzione che avevamo di giudicare la vostra condotta, di mettere alla prova il vostro coraggio e di constatare la vostra sottomissione ai giuramenti che avete contratto nei differenti Gradi che vi sono già stati conferiti.

Vi ricorderete che, quando foste ricevuto Massone dopo che vi fu data la Luce, avete visto tutti i Fratelli armati. Voi sapete che lo scopo era di difendervi se foste stato esposto ad un qualunque pericolo. Sapete anche che quelle spade potevano anche distruggervi ed esservi conficcate nel cuore per vendicare la Massoneria se fosse avvenuto che foste così vile da violare i giuramenti solenni che avevate appena contratto, e da divulgare i segreti della Massoneria e dei Massoni.

Eppure, malgrado i più sacri e i più solenni giuramenti, malgrado le pene severe che accettiamo di subire se tentiamo di sottrarcene, esistono delle persone talmente vili da violare questi sacri legami, e da esporre se stessi a tutte le torture che si sono procurati da soli per tali crimini. Sappiate, Fratello mio, che noi abbiamo ora tra le mani uno degli assassini del nostro Rispettabile Maestro Hiram Abif, che geme per l'enormità del suo crimine, ed aspetta in ogni momento di subire le torture severe che sono il prezzo che ha ampiamente meritato e che serviranno di esempio al fine di dissuadere chi sarà tentato d'imitarlo.

Questo, l'ho saputo da uno straniero che è pronto a condurre coloro che invierò nel luogo dove il miscredente Abiram si nasconde. Mio caro Fratello, tutto questo Illustre Capitolo è convinto del vostro zelo, ed è disposto a conferirvi i più alti Gradi e a darvi l'opportunità d'essere il primo a vendicare l'Ordine, conducendo questo criminale al castigo esemplare meritato per l'enormità del suo crimine.

Siete pronto a vendicare l'Arte Reale ed a sacrificare il traditore in onore della Massoneria? Rispondete!”

Il Candidato se ne dichiara capace e il Grande Sovrano continua:

Grande Sovrano: Prima di tutto vi debbo avvisare che voi potreste conoscere questo uomo. Per meglio dire, potrebbe essere un vostro amico intimo. Ma, in una tale circostanza, si debbono cancellare tutti i sentimenti di fronte alla necessità di vendetta che deve soffocare in voi ogni altra considerazione. Tranquillizzatevi, non correte alcun rischio eseguendo questa vendetta, ma è la vostra unica occasione per dimostrarci il vostro zelo e di convincerci ad ammettervi in questo Grado. Siete deciso a dimostrarlo sul campo?

Candidato: Si, lo sono!

Il Grande Sovrano allora dice:

“Pazientate dunque, seguite lo straniero che vi condurrà nel luogo dove si nasconde il criminale”.

Il Fratello Esperto copre con una fascia gli occhi del candidato e lo conduce nella caverna, dove lo fa sedere sulla pietra dal lato opposto dell'assassino addormentato. Poi gli dice:

 Non spaventatevi, vi debbo lasciare solo un momento.......”

Un altro Fratello, vicino alla caverna, agita delle catene e geme, come se fosse in pena e stesse subendo una punizione come in un incubo. Il Fratello Esperto ritorna e mette la mano sinistra del candidato sulla tavola, gli fa appoggiare la fronte sulla mano e mettere la mano destra sulla coscia. Poi dice:

“Mio carissimo Fratello, vi debbo lasciare solo. Ma dovete darmi la vostra parola d'onore che resterete nella postura che sto per farvi prendere, anche se avrete delle paure, o se sentirete rumori. Poi, obbedite alle mie parole perché, se non lo farete, ciò potrebbe costarvi la vita. Lo farete?”

Il candidato risponde che obbedirà.

Il Fratello Esperto continua:

“Per prima cosa, Fratello mio, quando sentirete bussare da Massone, toglierete la benda dagli occhi ed osserverete attentamente ogni oggetto che vi circonda.

Secondariamente, quando sentirete bussare per la seconda volta massonicamente, berrete la bevanda nella coppa che è vicina alla vostra mano sinistra. Ma quando sentirete bussare per la terza volta, voi eseguirete attentamente ciò che vi suggerirà la voce che sentirete. Anche se vi debbo lasciare solo, sappiate che tutto il Capitolo vi guarda, e che vi prego di non fallire nell'esecuzione di queste istruzioni. Addio, ora debbo lasciarvi.”

Il Fratello Terribile lascia la stanza e chiude la porta rumorosamente. Aspetta uno o due minuti, a sua scelta, poi batte i primi tre colpi. Il candidato allora si toglie la benda. Il Fratello Terribile bussa la seconda serie di tre colpi e il candidato beve dalla coppa. Alla terza serie di colpi, si sente una voce dire:

“Prendete il pugnale e colpite lo scellerato, prima alla testa e poi al cuore. Tagliategli la testa, prendetela con la mano sinistra tenendo il pugnale nella mano destra e seguitemi!”

La voce guida il candidato, che tiene il pugnale nella mano destra, la testa staccata nella sinistra, sino alla porta del Capitolo che un Fratello dischiude chiedendo:

“Chi è là?”

La voce risponde:

“E' il Fratello Joabert, che ha scoperto dove il traditore Akyrop si nascondeva, che ha vendicato la morte del nostro Rispettabile Maestro Hiram Abif, e che viene a lasciare ai piedi del re Salomone la testa dello scellerato!”

Il candidato si precipita allora verso il trono, colpendo la testa tagliata con il suo pugnale e gridando vendetta.

Il re getta uno sguardo di indignazione e di rabbia sull'impetrante e grida:

“Oh miserabile! Che cosa avete fatto? I miei ordini erano che il traditore venisse condotto qui, senza ucciderlo! La vostra disobbedienza ai miei ordini vi costerà la vita! Stolkin, mettetelo a morte!”

Tutti i Fratelli appoggiano un ginocchio a terra, supplicando con convinzione il Grande Sovrano di perdonare il candidato, giustificandolo per l'eccessivo zelo e l'amore per la memoria del Rispettabile Maestro Hiram Abif, che lo ha spinto a disubbidire agli ordini ricevuti. Mentre i Fratelli intercedono in favore di Joabert, il Fratello Stolkin (l'Ispettore) gli solleva la testa e si accinge, con la sciabola alzata ad eseguire l'ordine del suo sovrano. Ma egli dopo un po' di tempo, acconsente alle suppliche dei Fratelli e perdona il candidato in considerazione del suo zelo. Ordina allora che il candidato sia condotto verso di lui, che gli siano tolti la testa ed il pugnale, e che pronunci il suo giuramento.

 

Giuramento

Io, A...B..., prometto solennemente, in presenza del Grande Architetto dell'Universo e in presenza dei Rispettabili Fratelli qui riuniti e che compongono questo Illustre Capitolo di Maestri Eletti, di non rivelare i segreti di questo Grado, quelli che conosco oggi come quelli dei quali potrò essere informato, se non ad un Fratello conosciuto perché elevato a questo Grado. A questo riguardo, mi impegno come in tutti i giuramenti precedenti.

Allo stesso modo, prometto di vendicare la Massoneria in generale e, in particolare, il più orribile degli assassinii che furono mai commessi.

Prometto, inoltre, di proteggere e di aiutare l'ordine ed i miei Fratelli ed, a questo scopo, di impegnare tutta la vostra considerazione e la forza che mi sarà data.

Io lo prometto anche nei confronti del Grande Consiglio dei Principi di Gerusalemme ecc. ecc. Se io fallissi in uno di questi Giuramenti e Obblighi, sarei disposto a morire per mezzo della stessa arma di vendetta che ricevo oggi come stimato emblema di questo Ordine, e come ricompensa del mio zelo, del mio fervore e della mia fedeltà.

Che Dio guidi i miei passi. Amen, Amen, Amen!

 

Seguito dell'Iniziazione

Il Gran Sovrano rialza il candidato, gli comunica i Segni, il Toccamento e la Parola, gli fa indossare il Grembiule e la sciarpa del Grado. Lo bacia quattro volte per ogni guancia ed una volta sulla fronte, e infine gli consegna il Gioiello del Grado, che è il Pugnale della Vendetta, di cui il nuovo Maestro Eletto farà uso se gli verrà ordinato.

Il Primo Segno si effettua simulando un colpo di pugnale sulla fronte del Fratello al quale si fa il Segno, ed egli risponde battendo immediatamente la sua mano sulla fronte, e poi la guarda per vedere se è sporca di sangue.

Il Secondo Segno si effettua simulando un colpo di pugnale al cuore del Fratello interrogato, dicendo: Necum. Il Fratello risponde battendo la mano sul cuore e rispondendo: Nikah.

Il Toccamento si da come segue: un Fratello avvicinandosi all'altro, prende da sopra il pollice alzato della mano destra, poi tutti e due i Fratelli chiudono il pugno serrando forte le dita; il primo Fratello alza il pollice, che significa i nove eletti, otto insieme ed uno da solo.

La Parola Sacra è Bagulkal, che significa Capo del Tabernacolo o fedele guardiano degli amici e dei favoriti.

Il candidato è pregato di sedersi tra i Fratelli eseguendo la stessa postura degli altri. Il Gran Sovrano si rivolge a lui così:

 

Leggenda del Grado

“Tre Volte Rispettabile Fratello Eletto, l'unanimità ed il fervore con il quale questa Rispettabile Assemblea ha richiesto il vostro perdono, indussero il nostro cuore ad accordarvelo, tanto più che, il vostro crimine scaturiva da un eccesso di zelo. Voi avete rappresentato Joabert, uno dei favoriti del re Salomone, ed ora vi racconterò la sua storia.

Senza dubbio ricorderete la triste sciagura che condusse alla morte il nostro Rispettabile Maestro Hiram Abif, questa morte che è il costante oggetto della nostra pena e delle nostre lacrime. Noi prenderemo esempio dal più saggio dei re (che io qui rappresento), che pianse la perdita irreparabile che aveva appena patito per questa morte. Voi dunque sapete che Salmone, venendo a conoscenza della scomparsa del Maestro, bloccò immediatamente i lavori del Tempio e giurò che nessuno avrebbe più ricevuto la paga sino a quando il Grande Uomo non fosse stato ritrovato, vivo o morto.....Voi dovete anche ricordarvi che i FF. partirono alla ricerca di Hiram, ed alla fine Stolkin lo ritrovò assassinato, seppellito sotto un ramo di acacia. L'occasione di questa triste scoperta,valse a Stolkin l'affetto del re, e gli permise di diventare uno dei suoi più intimi confidenti. Ma Salomone non si accontentò di celebrare i funerali del Grande Uomo con tutta la pompa e la magnificenza possibili, ma era anche determinato a vendicarsi pubblicamente di coloro che avevano osato perpetrare un così orribile crimine ed a sacrificarli ai mani del suo defunto amico.

Salomone emanò un proclama, promettendo una ricompensa consistente a chiunque potesse indicare dove si nascondevano il o i briganti che avevano commesso l'orribile delitto. Arrivò persino a promettere il perdono a quello fra gli assassini che si fosse costituito; che riconoscesse il suo crimine ma che contribuisse ad arrestare i suoi complici, di modo che essi potessero essere puniti in maniera adeguata, espiando il più grande dei crimini.

Questo annuncio era stato fatto da diverso tempo, senza che Salomone ricevesse notizie concernenti gli assassini. Ma un giorno che il re sedeva nella grande stanza, dando udienza a più di novanta maestri e ufficiali dell'Ordine, Zerbal, il capitano delle guardie entrò ed informò Salomone che uno straniero chiedeva una udienza privata dal re, asserendo di avere una importante comunicazione da dargli. I Fratelli si allarmarono per la premura con cui il re acconsentì all'udienza, temendo che la sua sacra persona corresse qualche pericolo. Ma l'udienza fu breve, ed il rapido ritorno del re calmò i loro timori.

Il re disse che lo sconosciuto pretendeva di sapere dove si nascondeva uno degli assassini d'Hiram Abif e si era offerto di condurvi coloro che sarebbero stati scelti al fine di verificare essi stessi la veridicità di ciò che affermava. Tutti i Fratelli, come un sol uomo, si alzarono in piedi per offrire i loro servizi ed il re apprezzò altamente il loro zelo, ma disse che, tra tutti questi Fratelli virtuosi, la sorte avrebbe designato i nove che avrebbero avuto l'onore di compiere l'importante missione per riportargli l'odioso criminale, di cui intendeva fare la vittima della sua vendetta. I nomi di tutti gli Intendenti degli Edifici presenti furono messi dentro un'urna e il re decise che i primi nove nomi estratti sarebbero stati quelli dei Fratelli autorizzati ad accompagnare lo sconosciuto per riportargli il traditore vivo, affinchè il suo supplizio restasse un esempio per la posterità. L'estrazione ebbe luogo e la gioia si leggeva sui volti di coloro i cui nomi erano stati estratti.

I nove ricevettero l'ordine reale di seguire lo sconosciuto fino alla caverna, che era il rifugio del traditore dopo il suo crimine. Obbedirono dunque e partirono. Ma uno dei nove, Joabert, che oggi voi avete rappresentato, animato da un ardore non comune, trovando che i Fratelli camminavano toppo lentamente, li precedette e arrivò per primo alla caverna che serviva da asilo all'assassino. Questa caverna era nelle vicinanze del mare, nei pressi di Joppa, segnalata da un cespuglio in fiamme. Una stella, che li aveva guidati, sembrava ora fissa sopra la caverna. Joabert, rosso di collera, entrò nella caverna, e, alla luce di una lampada che vi era sospesa, intravide il criminale addormentato, sdraiato sul dorso, con un pugnale ai suoi piedi. Joabert s'impossessò dell'arma e, con tutte le sue forze, colpì il criminale alla fronte, poi al cuore. L'assassino si alzò inaspettatamente, poi crollò morto ai piedi di Joabert, dopo aver pronunciato la parola Necum. Joabert gli mozzò la testa e si abbeverò alla sorgente che scorreva nella caverna.

Joabert si apprestava a tornare presso i Fratelli, quando questi lo raggiunsero. Vedendo la testa tagliata del traditore, gli rimproverarono di aver, per eccesso di zelo, commesso un errore uccidendo il criminale,  risparmiandogli così le torture che Salomone aveva deciso di infliggergli. Gli dissero che il re non gli avrebbe perdonato la disobbedienza ai suoi ordini e che sicuramente lo avrebbe punito, ma che avrebbero tentato d'intercedere in suo favore. Poi a loro volta bevvero alla sorgente. Tutti insieme tornarono verso Gerusalemme e Joabert portava la testa dell'assassino.

Vedendoli ritornare, Salomone si preparava a dare gli ordini per le torture che aveva progettato per il criminale, quando vide la testa di Akyrop che pendeva dalla mano di Joabert. A questa visione il re non riuscì a trattenere la sua collera, ed ordinò immediatamente a Stolkin di mettere a morte Joabert, ciò che sarebbe stato immancabilmente eseguito, se i Fratelli, gettandosi ai piedi del re, non avessero supplicato che gli fosse concessa la grazia. E' esattamente ciò che i Fratelli di questo Illustre Capitolo hanno appena fatto per voi, mio Carissimo Fratello.

Come potete constatare, da questa storia devono essere tratte lezioni molto utili e precisamente:

- la morte del traditore vi insegna che i crimini non restano mai impuniti, che prima o poi trovano il loro castigo nel luogo dove si nascondono;

- il pericolo corso dall'impetuoso Joabert vi insegna quanto sia azzardato superare la missione e quanto sia necessario attenersi strettamente all'esecuzione degli ordini ricevuti dai vostri superiori;

- il perdono ottenuto da questo Fratello zelante vi insegna come il cuore di un buon re possa essere indulgente e come sia utile avere degli amici che intercedono in nostro favore in certe situazioni difficili.

Mio caro Fratello, termino questo discorso chiedendo una batteria di otto più uno in onore della vostra iniziazione, e poi ascolterete attentamente il catechismo di questo nobile Grado.”

Si esegue allora la Batteria.

 

Catechismo

D: Fratello Stolkin, siete voi Maestro Eletto?

R: Solo la sorte ne ha deciso e la caverna mi è nota.

D: Cosa avete visto nella caverna?

R: Una lampada, un pugnale ed una fontana, nonchè il traditore Akyrop.

D: Di quale uso furono queste cose per voi?

R: La lampada per dissipare le tenebre del luogo, il pugnale per vendicare la morte del nostro Rispettabile Maestro Hiram Abif e la sorgente per smorzare la mia sete.

D: Dove siete stato ricevuto Maestro Eletto?

R: Nella sala delle udienze del palazzo di Salomone.

D: In questa occasione quanti Intendenti degli Edifici vennero promossi?

R: Nove, ed io fui uno di loro.

D: Di quale Grado e tra quante persone furono scelti questi nove?

R: Tra più di novanta persone, per la maggior parte Intendenti degli Edifici e qualche maestro.

D: Per quale motivo volevate diventare Maestro Eletto?

R: Il desiderio di vendicare la morte di Hiram Abif, distruggendo il suo assassino.

D: Dove avete trovato l'assassino?

R: In fondo ad una caverna, la cui entrata si apriva ai piedi di un cespuglio in fiamme non molto lontano dal mare e vicino a Jappa.

D: Chi vi ha indicato il cammino?

R: Uno sconosciuto.

D: Per quale cammino vi siete giunto?

R: Nell'oscurità e per delle strade quasi inaccessibili.

D: Cosa avete fatto, una volta arrivato alla caverna?

R: Ho preso la daga che vi ho trovato ed ho colpito il criminale così violentemente alla testa e al cuore, che è morto sul colpo.

D: Ha detto qualcosa prima di morire?

R: Non ha detto che una sola parola.

D: Quale parola?.

R: Datemi la prima lettera della prima sillaba e io vi darò la prima lettera della seconda.

D: N è la prima, ora datemi l'altra.

R: C.

D: Cosa significano le lettere N e C?

R: Necum o Nikah, che significa vendetta.

D: Cosa ha resa perfetta la vostra Elezione?

R: La vendetta, la disobbedienza, la clemenza e otto e uno.

D: Me lo spiegate?

R: Per vendetta, ho distrutto il traditore; per disobbedienza ho trasgredito agli ordini del re; per clemenza, grazie all'intervento dei Fratelli, ho avuto il perdono del re e, infine, mediante otto e uno, noi fummo nove ad essere scelti per compiere la missione.

D: Cosa avete fatto dopo aver ucciso il traditore?

R: Gli ho tagliato la testa, mi sono dissetato alla sorgente e, essendo stanco, mi sono addormentato sino a che i miei otto compagni entrarono nella caverna, gridando vendetta.

D: Come vi accolse Salomone, quando gli mostraste la testa del traditore?

R: Con sdegno, perché desiderava punire il criminale personalmente. Giunse addirittura a condannarmi a morte, ma, grazie al mio zelo, mi graziò.

D: Cosa rappresenta la camera oscura, nella quale foste condotto al momento dell'iniziazione?

R: Rappresenta la caverna, nella quale ho trovato il traditore.

D: Perchè vi hanno lasciato una benda sugli occhi?

R: Per farmi pensare al sonno del traditore, ed a quante volte noi ci sentiamo sicuri dopo aver commesso un crimine, invece siamo nel più grande pericolo.

D: Come camminano gli Eletti?

R: L'oscurità li costringe a mettere le mani davanti agli occhi ed alla testa, onde non essere feriti e non battere contro degli oggetti, perché le strade sono brutte e disuguali, sovente sono costretti ad incrociare le gambe. E' per questo che, quando sono seduti nel Capitolo, incrociano le gambe una sull'altra.

D: Cosa rappresenta il cane, che avete intravisto sulla strada, vicino alla caverna?

R: Lo sconosciuto o il buon cittadino che ha guidato noi Eletti.

D: Cosa rappresenta il braccio nudo e sanguinante che tiene un pugnale?

R: La vendetta che persegue sempre il crimine.

D: Cosa rappresenta la fascia nera con appeso il pugnale?

R: La pena che rimane, poiché se uno degli assassini di Hiram Abif è stato punito dai Massoni, altri restano impuniti.

D: Di quali emblemi vi servite per esprimere il numero dei nove Eletti?

R: Noi lo simboleggiamo:

- primo, con le nove rose che si trovano nel basso della sciarpa nera del grado;

- secondo, con le nove Luci del Capitolo;

- terzo, con i nove colpi battuti con lo scettro e con il maglietto;

- quarto, con i nove baci, quattro per ogni guancia, l'ultimo sulla fronte;

questi sono i simboli dei nove Eletti. Il rosso è il simbolo del sangue prezioso sparso nel Tempio e che restò intangibile sino a quando la vendetta non fu completamente consumata.

D: Come si porta la fascia nera?

R: Dalla spalla sinistra al fianco destro, con il pugnale appeso in fondo alla fascia come gioiello del Grado di Eletto dei Nove.

D: Di quale colore è il Grembiule?

R: Il grembiule è di pelle bianca, foderato e bordato di nero, cosparso di macchie rosse, e sulla bavetta abbassata, deve essere dipinto un braccio nudo sanguinante che tiene una daga anch'essa sanguinante, come se il braccio uscisse dalle nuvole.

D: Di che colore sono i tendaggi del Capitolo?

R: I tendaggi sono bianchi e rossi, cosparsi di fiamme bianche sul rosso e rosse sul bianco. Il rosso significa che è stato sparso del sangue ed il bianco simboleggia l'ardore e la purezza degli Eletti.

D: Perchè avete un solo Sorvegliante?

R: perché il Capitolo si tiene nel palazzo di Salomone, nel luogo dove solo i favoriti e chi è a conoscenza di ciò che si fa, viene ammesso.

D: Cos'altro accadrà ora?

R: Nulla, perché tutto è compiuto e Hiram Abif è stato vendicato.

D: Datemi la Parola di Passo.

R: Necum, che vuol dire vendetta.

D: Qual'è la Parola Sacra?

R: Bagulkal, che significa guardiano fedele, capo del Tabernacolo, amico o favorito scelto.

D: Vi sono altre parole di Passo?

R: Si, altre due con le quali ci riconosciamo gli uni con gli altri,e che sono Joabert e Stolkin.

D: A che ora gli Eletti iniziano il loro viaggio verso la caverna?

R: Al calar della notte.

D: Quando ritornano?

R: Allo spuntare del giorno.

D: Che età avete?

R: Otto e uno, perfetto.

 

Chiusura

L'Illustre Sovrano esegue il Segno mettendo la mano sulla fronte e dice:

“Fratelli miei, rinnoviamo i nostri Giuramenti.”

Tutti i Fratelli eseguono il Segno con il pugnale, battendo prima sulla fronte poi sul cuore. Il Gran Sovrano batte otto volte più una e, ripetuto prima dal Fratello Stolkin, poi da tutti gli altri Fratelli. Così il Capitolo è chiuso.

 

Commentari

Questo Grado è il primo della serie dei Gradi di Vendetta [1]. Lo svolgimento armonioso della Leggenda d'Hiram richiedeva, evidentemente, che i suoi assassini fossero puniti. Pertanto, è logico vedere il costruirsi contemporaneo di questa serie con quelle dei “Maestri” Scozzesi, Irlandesi, ecc. e con quelle degli “Architetti”.

Tuttavia, gli storici della Massoneria dicono tutti, dopo Thory, che questo Grado, e la serie che lo segue, è stato composto a Lione nel 1743. Noi non sappiamo se questa origine lionese è esatta, diciamo solamente che è possibile... Ma non sono state trovate tracce di una Loggia lionese prima del 1744, anno in cui si fondano l'Amicizia, I Veri Amici [2] e San Giovanni dei Veri Amici. Bisogna anche ricordare che Gian Battista Willermoz vi fu iniziato all'età di venti anni, nel 1750?

I Rituali della Loggia San Giovanni di Scozia, all'Oriente di Marsiglia, comprendono effettivamente un Quarto Grado, intitolato Maestro Eletto dei Nove. Ma il documento pervenutoci non è datato 1751, data presunta della fondazione della Loggia, ma proviene da una copia eseguita tra il 1812 e il 1814. In effetti il testo manoscritto in “I Sette Gradi Scozzesi” è quasi identico a quello che figura in “Massonerie Adonhiramitiche” e che è datato 1787.

Il sistema lionese del 1761 comprende anch'esso in quarto grado, un Grado di Maestro Eletto. Nello stesso modo, il sistema bordolese degli anni 1750, comprende, in nona posizione questa volta, un Grado con lo stesso nome.

Segnaliamo che i rituali di Mirecourt comprendono, in sesto Grado, un Piccolo Eletto analogo a quello che presentiamo e, che è uguale al quaderno del Grande Eletto di Londra.

La collezione Kloss comprende un interessantissimo manoscritto intitolato Storia dei Tre Eletti Irlandesi [3]. La narrazione differisce di poco da quella che sarà presa in considerazione in seguito.

Innanzitutto, Salomone invia tre squadre di nove maestri verso oriente, mezzogiorno ed occidente. Il quarto giorno, ai piedi delle montagne del Libano, uno dei maestri, prima dei suoi compagni scopre in una caverna un operaio della classe dei Compagni, lo uccide, si disseta ad una fresca sorgente, taglia la testa del traditore e la porta a Salomone che si adira moltissimo. Questa prima storia è dunque identica alla leggenda del IX Grado. Non sarà lo stesso per le altre.

Vicino alla cava di Tiro, uno sconosciuto che vi lavorava aveva sentito di uno straniero rifugiato in una caverna, che ogni giorno andava in città per rifornirsi. Fecero conoscenza e si giurarono fedeltà. Tuttavia, informato della ricompensa promessa da Salomone, lo sconosciuto denunciò lo straniero quando incontrò una pattuglia di nove maestri. Consegnò loro lo straniero, che era anch'egli rifugiato in una caverna vicino ad un cespuglio, con un cane a guardia dell'entrata. I maestri catturarono l'assassino che, trascinato davanti a Salomone, fu condannato a morte subendo terribili torture.

Il terzo assassino fu ritrovato il ventiduesimo giorno di ricerca, nelle foreste del Libano, armato di un'ascia. In seguito raggiunto, si difese con rabbia, ma alla fine dovette arrendersi. Portato vivo a Gerusalemme, fu a sua volta sottoposto a crudeli torture.

E' interessante constatare che questo manoscritto comprende l'insieme degli elementi simbolici dei Gradi di Vendetta adattati, in modo diverso, secondo una coerenza interna compatibile con l'esistenza dei Tre Gradi successivi. Ora, questa costruzione ternaria si ritrova sovente nelle sequenze create  tra il 1745 e il 1760.

Siamo dunque al cospetto di uno dei più antichi Gradi Scozzesi. Nei diversi esempi su citati, lo scenario resta sensibilmente identico a quello descritto nel Manoscritto Francken. Notiamo, semplicemente, che il motto“Vincere o Morire” apparve nei primi due testi e che vi si trovano, in quanto Parola Sacra, le tre iniziali N. N. M., tradotte come vendetta, e delle quali il solo manoscritto marsigliese dà una interpretazione incompleta con “Nekar e Nekam”, restando la M indeterminata. Notiamo che, in questo rituale, la Parola di Passo è Sterkin.

E' difficile farsi un'opinione sull'epoca a cui risalgono le diverse versioni. Ricordiamo solamente che la serie Adonhiramitica comprende tre gradi successivi di Eletti: Eletto di Pèrignan che s'inserisce tra l'Eletto dei Nove e l'Eletto dei Quindici. Nel primo di questi gradi, la Loggia è co- presieduta da Salomone, che prende il titolo di Saggissimo, e da Hiram di Tiro, designato come il Potentissimo. I Fratelli sono detti Rispettabilissimi. Infine, la Batteria si esegue con sette colpi più due, senza coerenza con la leggenda. Dobbiamo vedervi un segno di arcaismo o una presa di distanza da altri gradi? O, al contrario, è il frutto di una volontà decisa a rispettare una architettura simbolica nascosta?

Il rituale che noi presentiamo si inserisce decisamente nella serie di Perfezione. Comprende una Leggenda del Grado, qui chiamata Discorsi Storici del Gran Sovrano. Il Catechismo è ben sviluppato, senza essere esageratamente lungo. Il tutto è datato, come riporta il testo del Giuramento, agli inizi degli anni 1760, quando l'ultimo Grado è ancora il Principe di Gerusalemme.

Notiamo che il termine Cavaliere, attribuito al Maestro Eletto dei Nove, non è qui per niente giustificato.

Come sempre, le traduzioni suggerite per i numerosi ebraismi, sono fantasiose. Così, Bagulkal, la Parola Sacra del Grado, è dato per indicare “Capo del Tabernacolo”, ciò che non ha nulla a che vedere con il futuro XXIII Grado del R.S. E.A.A.In realtà, l'interpretazione di questa Parola Sacra è duplice: vi si può anche vedere “tutto è redento” (attraverso la morte del colpevole) oppure “la voce del ripudiato”.

Nello stesso modo le Parole di Passo (l'interrogante dice Necum e l'interrogato risponde Nikah) possono presentare una ambiguità. Dobbiamo comprendere che alla domanda “vendetta” l'interrogato si dichiara “innocente, le cose sono più complesse, traducendo un tipo di dialogo tra il conscio e l'inconscio?

Tutto qui è questione di come lo si legge.

La traduzione di questo Grado ha presentato qualche difficoltà: ad esempio, nel corso dell'iniziazione, alla domanda “Siete pronto a vendicare l'Arte reale?”, il manoscritto indica: The candidate answers as hi thinks proper. (il candidato risponde come ritiene opportuno, n.d.t.). Vi è dunque un'ambiguità: la parola proper significa qui “vero, giusto, appropriato”. Ma che cosa è appropriato? La vendetta, o l'uomo designato? O più semplicemente, il candidato risponde ciò che gli passa per la testa? Riprendendo un termine del grado di compagno, propongo che il candidato si dichiari “capace”.

Infine, è interessante sottolineare che questo rituale indica un tipo di posizione all'ordine da seduti,nel quale i Fratelli debbono incrociare le gambe, l'una sull'altra, nel Capitolo del IX Grado.

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Note

1. Si confonde molto spesso Eletto e Gradi di Vendetta. Numerosi Gradi, che non hanno niente a che vedere con la vendetta, che sia quella della morte di Hiram o di Jaques de Molay, portano il nome di Eletto, nel solo e vero significato di scelto. (torna al testo)

2. Il suo Venerabile fondatore fu un certo Hèbert, dentista ambulante. (torna al testo)

3. Manoscritto Kloss XXXIV 1-V, tomo II, p. 107-127, Latomia (1983). (torna al testo)

 

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