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Uso della Parola: Gesù e i precetti morali
Argomento:Domande e Risposte

Domande e RisposteQual è il significato esoterico dell'affermazione del Cristo: "Gli ultimi saranno i primi"? L'interpretazione Karmica offre una sufficiente risposta? Esistono altre chiavi di lettura? Grazie.

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Gesù e i precetti morali

di Athos A. Altomonte

© copyright by Esonet.it


D: Qual è il significato esoterico dell'affermazione del Cristo: "Gli ultimi saranno i primi"? L'interpretazione Karmica offre una sufficiente risposta? Esistono altre chiavi di lettura? Grazie.

 

R: Sarò sincero. Diffido, o divento guardingo, d'innanzi a citazioni "riportate", che giustappunto ritengo "cultura di riporto", non sempre plausibile. Perciò, nel caso di citazioni, non verificate ed inverificabili, il dubbio è di prammatica. E la Chiesa cattolica ha ben dimostrato di sapersi rimangiare quello che per secoli aveva assurto agli altari di verità assolute.

Mi riferisco a quanto detto da papa Luciani, e che anche il papa successivo, obtorto collo, ha poi ribadito. «Dio è al contempo Padre e Madre». Questa affermazione ha spezzato, così, per sempre, l'antico dogma di un Dio maschio.

Solo a scriverla, una cosa del genere, offende tanto il mio animo. Perché, quando parlano di un Dio maschio, o femmina, loro l'intendono in senso letterale, e lo dicono senza vergogna alcuna.

Straordinario.

Non da meno un'altra citazione, questa volta del "Pater Noster", dove, con comicità del tutto involontaria, suppongo, quando i Padri della Chiesa cattolica, scrissero: "(Dio), e non c'indurre in tentazione"; forse scambiandolo per la "concorrenza", cioè, Satana.

Comunque sia, una bella castroneria, cancellata solo ultimamente, dopo molti secoli in cui è un dogma della fede.

Insomma, caro amico, sono piuttosto attento prima di "credere ciecamente" alle parole scritte sulle antiche carte. Non si mai bene da chi, e manipolate e rimanipolate a secondo dell'esigenza sociale o della convenienza politica del momento.

Non potendomi annoverare tra i detentori di una "fede cieca e assoluta", cerco semplicemente di capire ciò che leggo, e se ciò che è scritto è incoerente, allora, non mi resta che "sospendere il giudizio" e restare nel dubbio. E mille sono i miei dubbi di lettore, e spesso li ho descritti su Esonet.

Non ti meravigliare, dunque, se ammetto ancora una volta di non capire. Ed intendo il meccanismo che permette ai poveri di spirito, da ultimi di diventare i primi.

Ma il fatto che io non sia in grado di capire perché un ultimo, passando davanti a tutti, possa diventare un primo, non significa nulla. Però, nulla mi vieta di pensare ad un'alternativa plausibile. Che potrebbe essere che nemmeno questa frase sia stata pronunciata da Gesù, ma che sia solo stata una traslitterazione postuma di un precetto di morale corrente, che come tanti altri, d'altronde, è stato posto in "bocca" a Gesù per dargli maggior peso ed ottenere, così, maggior credito.

Se questa è l'alternativa plausibile, il precetto morale è quello della virtù dell'umiltà.

Che non è quella del deliquio devozionale, o del cospargersi di cenere la testa, o del rotolarsi nello sterco con i maiali. Ma è, piuttosto, la modestia intelligente che, al contrario dell'isteria piagnona, è segno di una notevole evoluzione di coscienza, annoverata tra le virtù iniziatiche.

Chi conosce molto, ma decide di non apparire al mondo profano, probabilmente è quell' ultimo di cui si parla. Ma tutto dipende dal punto di vista: e allora, un ultimo agli occhi del mondo profano può apparire primo agli occhi di un vero Iniziato.

Fraternamente

 

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