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Miti&Simboli > De sapientia veterum: Orfeo o la filosofia | La favola di Orfeo che, sebbene divulgata, non ha ancora avuto una completa e sicura interpretazione, sembra riportare l’immagine della filosofia universale. Infatti, la figura di Orfeo uomo ammirevole e chiaramente divino, ed esperto di ogni armonia sì da vincere tutte le cose con i suoi soavi accordi e trascinarle seco, facilmente può riferirsi alla descrizione della filosofia.
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Miti&Simboli > De sapientia veterum: Atteone e Penteo o la curiosità | La curiosità umana nell'indagar segreti e il malsano desiderio di conoscerli e comprenderli, sono riprovati dagli antichi con due esempi; quello di Atteone e quello di Penteo.
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Miti&Simboli > De sapientia veterum: La sorella dei Giganti o la Fama | I poeti rammentano che i Giganti, generati dalla Terra, mossero guerra agli dèi superi e a Giove e furono vinti e dispersi dal fulmine. Ma la Terra, irritata per l'ira degli dèi, per vendicare i suoi figli generò la Fama, ultima sorella dei Giganti.
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Miti&Simboli > De sapientia veterum: Endimione o il favorito | Si tramanda che il pastore Endimione fosse amato dalla Luna (Selene), ma il genere del loro rapporto era singolare e strano; se egli dormiva in un antro naturale scavato sotto la roccia di Latmo, la Luna spesso scendeva dal cielo a baciarlo nel sonno per poi ritornare di nuovo in cielo.
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Miti&Simboli > De sapientia veterum: Perseo o la guerra | Si tramanda che Perseo fosse mandato da Pallade per troncare la testa alla Medusa che nelle estreme regioni dell'Iberia recava danni a molti popoli dell'Occidente. Questo mostro era tanto spaventoso e orrendo che, solo a vederlo, mutava gli uomini in sasso. Medusa era una delle Gorgoni e l'unica mortale, non essendo le altre passibili di morte. Pertanto Perseo, apprestandosi a una così nobile impresa, ricevette armi e doni da tre dèi: i talari alati da Mercurio, l'elmo da Plutone, lo scudo e uno specchio da Pallade.
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Miti&Simboli > De sapientia veterum: Pan o la natura | Gli antichi descrissero assai diligentemente sotto la presenza di Pan la natura, lasciandone incerta l'origine. Taluni asseriscono sia nato da Mercurio, altri gli attribuiscono una natura di gran lunga diversa: dicono infatti che tutti i Proci ebbero rapporti con Penelope e che da questa unione promiscua sia nato come figlio comune Pan.
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Miti&Simboli > De sapientia veterum: Stige o i trattati | È assai diffusa e introdotta in molte favole la narrazione di quel famoso giuramento con il quale gli déi superi solevano legarsi quando non volevano in alcun modo lasciare aperta la via della repisiscenza. Questo giuramento non invocava e chiamava a testimonio alcuna potenza celeste, alcun attributo divino, ma bensì lo Stige, un fiume infernale che cingeva gli atri di Dite (il mondo degli inferi) aggrovigliandosi in molti meandri.
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Miti&Simboli > De sapientia veterum: Narciso o l'amore di sé | Si tramanda che Narciso fosse di straordinaria bellezza e grazia, ma celasse grande superbia e noia intollerabile. Pertanto, amando solo se stesso e disprezzando gli altri, menò vita solitaria nelle selve tra le cacce con pochi compagni, per i quali rappresentava tutto. Lo seguiva ovunque la ninfa Eco.
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Miti&Simboli > De sapientia veterum: I Ciclopi o i ministri del terrore | Si narra che i Ciclopi, per la loro bestiale ferocia, fossero dapprima sprofondati da Giove nel Tartaro e condannati al carcere perpetuo; ma poi la Terra riuscì a persuadere Giove che non gli sarebbe stato disutile se li avesse liberati dai ceppi e si fosse servito della loro opera per fabbricare fulmini.
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Miti&Simboli > De sapientia veterum: Tifone o il ribelle | I poeti narrano che Giunone, indignata per il fatto che Giove aveva generato da se stesso e senza di lei Pallade, scongiurasse con preghiere tutti gli dèi e le dee per partorire anch'essa senza Giove. Dopo che annuirono alle sue richieste violente ed importune, Giunone squassò la terra e con questo sommovimento fece nascere Tifone, grande ed orrendo mostro.
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Miti&Simboli > De sapientia veterum: Cassandra o la franchezza del parlare | Narrano che Cassandra sia stata vivamente amata da Apollo e sempre deludesse con vari raggiri i suoi desideri, e continuasse nondimeno a dargli speranza finché riuscì ad estorcere dal dio il dono della divinazione.
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Miti&Simboli > De sapientia veterum: Della Sapienza degli Antichi | De sapientia veterum (1609)
Bacone ritiene che la favola preceda l'escogitazione dei significati allegorici e condanna la pretesa di Crisippo di attribuire ai poeti antichi le opinioni dei filosofi stoici. Egli afferma che le favole antiche siano "reliquie di tempi migliori". Interpretandole Bacone ritrova in esse gli stessi temi filosofici già esposti nei suoi scritti antecedenti al 1609.
L'importanza del De sapientia veterum, nel quale vengono interpretate trentuno favole antiche, è stata adeguatamente posta in rilievo solo in tempi molto recenti.
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