Argomento:Massoneria


Documento senza titolo

Sulla Trasmutazione metallica /2

di Athos A. Altomonte

© copyright by Esonet.it


Il Viaggio come itinerario interiore verso la trasformazione iniziatica

ed una breve analisi sul significato del Segreto massonico

 

Sommario: Il simbolo della spada - Dalla realtà dei Princìpi al miraggio delle opinioni - Trasformazione e Trasmutazione - [Modestia iniziatica] - La speculazione intellettuale - [Pentalfa fiammeggiante]

 

Premesso quanto era necessario premettere per creare una sicura "base" di linguaggio concettuale, passiamo ora ad identificare gli elementi che compongono il nostro argomento.

 

Il simbolo della spada

Prendendo come esempio una spada, l'uomo ha riversato in essa una rete di significati che andavano ben oltre quello concreto d'una forma metallica, d'un oggetto destinato ad una precisa utilizzazione e ne fece un intenso simbolo-pensiero sovrapponendovi i significati di difesa e di offesa, di bene e di male, per l'uso onorevole o disonorevole che l'uomo ne faceva. Questi concetti legati alla morale, pur non applicabili a quella forma di per sé inerte, hanno fatto nascere per il suo uso, in occidente il Codice Cavalleresco ed in oriente il Bushido, ambedue nei medesimi significati di Codice dell'onore. La spada divenne così, un segno distintivo, un simbolo di casta, che contraddistingueva gli iniziati guerrieri e la casta regale (oggi diremmo, uno status symbol).

La spada nell'evoluzione morale ed emotiva dell'uomo, si arricchì di nuovi significati sino ad essere oltre che la manifestazione concreta dell'onore, il simbolo della purezza d'intenti. Infatti molti famosi cavalieri, considerando la loro spada il prolungamento della parte migliore di sé stessi, l'Anima, le davano un nome proprio (sempre femminile) e sempre con essa in pugno volevano morire. In oriente la similitudine è evidente; i samurai, la Casta guerriera e gli Shogun, i loro re, consideravano la lama come l'espressione del proprio Ki, la volontà spirituale. Questa volontà superiore, s'esprime attraverso «la mente che dirige la mano» ed emettendo il suono rituale (addominale e glottideo) detto per questo Kiai.

Questo non è, come molti credono, un grido, ma un suono rituale e distruttivo che serviva ad annichilire la volontà (personale) dell'avversario.

Prendendo la spada per la punta e tenendone alta l'impugnatura (a croce), il cavaliere cristiano, faceva di questa un simbolo della Cavalleria mistica, al grido di «Dio lo vuole!». Con i Templari nacque il primo Codice della Cavalleria dei monaci-guerrieri (vedi L'Ordine monastico-combattente), detta appunto, Cavalleria mistica.

La spada divenne anche un simbolo di «Trasmissione iniziatica», di potere essoterico e temporale, usata indifferentemente dalla casta regale quanto da quella ecclesiastica.

Nella Cosmogonia orientale, una spada fiammeggiante fu posta in mano ad esseri spirituali chiamati Deva, e questa simbologia si trasmise sino in occidente, ponendola in mano ai Cherubini. Questi sono le Monadi dell'Uomo e i Figli di Dio, posti a "guardia" del Regno spirituale e non permettono all'uomo (a se stessi, alla propria controparte inferiore immersa nella Materia) di risalire in quei Piani, prima d'aver compiuto l'Opera nel Mondo inferiore (la sacralizzazione della materia quindi, del Pianeta), e superate tutte le prove che la realizzazione di quell' Opera di Costruzione comporta. La spada fiammeggiante, simboleggia l'energia spirituale espressa attraverso l'Elemento Fuoco (elettrico). Quello della spada fiammeggiante, è rimasto il simbolo più alto del significato di spiritualità manifesta per l'Iniziazione dei 4 Regni inferiori.

Con questo esempio tendiamo ad evidenziare come sia sempre e solo l'uomo, nel bene o nel male, l'artefice del «valore» che s'attribuisce ad un oggetto, ad un simbolo, ad un concetto, ad un pensiero e tutto quanto lui possa creare e manipolare sia fisicamente che psichicamente. Quindi apparirà acritico affermare che anche la Massoneria, che è una Forma-pensiero altamente evoluta, contiene anche l'espressione "di tutto il massimo" come "di tutto il minimo", che l'uomo possa esprimerne in essa, attraverso sé stesso, con il proprio arbitrio, il proprio pensiero e le proprie azioni.

 

Dalla realtà dei Princìpi al miraggio delle opinioni

I Principi iniziatici della Massoneria sono universali, atemporali, immutabili e conducono nella loro sintesi al contatto sensibile col Grande Architetto. Ma se quei Principi, non verranno né rilevati tanto meno applicati, l'adepto rifletterà della Massoneria solo le proprie qualità o caratteristiche personali. Accadrà così di credere, che esistano più tipi di Massoneria, simbolica, speculativa, rituale, iniziatica, esoterica ed essoterica, manifesta ed occulta, in realtà tutto ciò è solo frutto d'un miraggio.

La Massoneria è UNA, mentre molti e relativi sono i riflessi delle menti di coloro che ne vengono a contatto e che ne deflettono una propria e particolare colorazione mentale ed interpretativa.

I Principi diventano così Criteri, opinioni personali e relative sono assurte a volte a veri e propri codici "accettati" da coloro che, inconsciamente o per pigrizia mentale, si riconoscono facilmente in quelle colorazioni e in quelle riduzioni interpretative. Si può allora affermare che quelle distinzioni non esistono nella Massoneria, ma solo nella relatività e nella mediocrità dei suoi adepti.

Ma è anche vero, che ogni differenziazione di forma e di linguaggio, tende a dissolversi ed infine a scomparire durante l'evoluzione degli Iniziati, ricomponendosi a "linguaggio" e "sapere" Universali.

Al suo ingresso in Massoneria il neo-introdotto, pur iniziato massone, mantiene per un certo tempo tutte le caratteristiche psicologiche e caratteriali precedenti, quelle del Profano. Il suo legame coi ruoli che interpreta nel mondo di Chaos di «io sono questo - io sono quello», le opinioni personali relative e settoriali lì maturate e le gerarchie delle convenzioni apprese sino ad allora, sono insufficienti e spesso incompatibili col ruolo d'iniziato, e coi valori d'un Ordine Antico ed Universale. Allora, con l' abbandono dei metalli viene insegnato al neofito che, tutte queste caratteristiche personali relative e settoriali vanno mutate e travalicate. La durata di questo primo cambiamento, è legato alla presenza d'un atteggiamento mentale che tende a difendere il proprio sé egocentrico e la propria individualità personale (colorazione emotiva), osteggiando ogni possibile mutamento di sé. Quindi, il periodo di transizione tra la fase di solo "accettato" massone a quella di "introdotto" ai Principi dell'Ordine, detti Misteri, per usare una definizione arcaica, ha una durata indeterminabile. Può durare qualche mese, come qualche anno od anche seguirlo per tutto il suo itinerario massonico, sino al raggiungimento "simbolico" dei più alti gradi rituali determinando così un'ascesa solo virtuale della Piramide massonica. Giunti a questa conclusione, non manca all'adepto che riconoscere coraggiosamente, che dal punto di vista iniziatico quel tipo di ascesa, virtuale o simbolica che dir si voglia, è e resta solo un sogno, un'illusione.

Non dimentichiamo come nel Catechismo massonico, è chiaramente indicato come Hiram, allegoria dello Spirito iniziatico che illumina la coscienza d'ogni maestro, venne ucciso da veri Profani e questi non furono certo coloro che vivevano fuori dal Tempio, ma furono gli stessi iniziati. Costoro erano già nel Tempio, falsi maestri, falsi iniziati ma, soprattutto, cattivi discepoli.

Come allora, anche oggi lo Spirito iniziatico Horus-Hiram viene ucciso in Massoneria con le tre armi dell'arroganza, dell'ignoranza e della presunzione, e questo dramma si ripropone nell'Ordine per la presenza nelle sue Colonne di "accettati", che continuano a mantenere e a diffondere tutte le caratteristiche profane; con orgogliosa dialettica, affermano poi di disprezzare ogni errore (negli altri), proprio come viene indicato nella parabola "del trave e della pagliuzza" del Grande Iniziato Gesù il Nazareno.

 

Trasformazione e Trasmutazione

È l'attitudine ad assimilare l'Insegnamento offerto dalla Tradizione arcaica e moderna, e ad identificarsi con i Principi superiori dell'Ordine, che determina la permanenza dell'adepto in quella prima fascia iniziatica, detta ordinaria. Se questi pretenderà di operare questo mutamento solo sul piano della forma e dell'atteggiamento esteriore (trans-forma), conservando però interiormente tutti quegli atteggiamenti accentrati su sé stesso che ne caratterizzavano l'individualità profana, si assisterà allora ad un semplice trasformismo che gli illuministi definivano con arguzia «il trionfo dell'Apparire» o altri, «la fiera della vanità».

Se si trasforma solo la propria forma esteriore con abiti e paramenti o il proprio linguaggio, arricchendolo d'un forbito simbolismo, trasformando il proprio atteggiamento col porre in atto particolari "posture" fisiche, ma tutto questo senza ottemperare a quella Trasmutazione interiore che renda l'adepto irriconoscibile, rispetto a quelle che erano le sue premesse profane all'atto della prima iniziazione simbolica e virtuale, allora tutto questo, anche in campo iniziatico è considerato solo vuoto trasformismo.

La Massoneria tende a mutare sviluppandole, le strutture interiori (psichiche) dell'uomo introdotto al Suo pensiero - altrimenti quale sarebbe il significato d'iniziarsi ed a più livelli se ognuno poi conservasse le proprie premesse profane? L'Ordine massonico che contiene ed esprime l'Iniziazione, non prova nessun interesse nelle manifestazioni di forma o in atteggiamenti personali, che non siano nulla di meno d'una concreta e sostanziale realtà d'ortodossia iniziatica, soprattutto intellettuale.

Un adepto che non comprende questo primo principio, tenderà ad esprimere un'immagine della Massoneria (in realtà di se stesso) che viene definita ordinaria (volgare) e questo durerà per tutto il tempo ch'egli non riterrà opportuno o necessario dare inizio al lavoro dell' Opera personale, il cui primo atto è la Trasmutazione (questa volta sarà trans-mutare) dei propri metalli*.

__________

* Modestia iniziatica - Qui, il percorso dell'adepto s'incontra col principio della «Modestia iniziatica». Per principio, l'Iniziato mostra sempre d'essere quello che in realtà è quindi, la sua modestia non va confusa con una qualche forma d'atteggiamento esteriore del Modello iniziatico teso cioè, a rendere solo apparentemente con-forme «ciò che l'adepto ancora non è, un Iniziato». Tanto meno la modestia è una forma di ritrosia, che nasconda poi entro se una subpersonalità egocentrica.

Nell'adepto la «Modestia iniziatica» sta nel rendersi disponibile (offerta del sé inf.) a tutti quei mutamenti della propria Personalità, separata ed individualista, che gli si richiedono per raggiungere il Modello-Archetipo che viene contenuto da quelli che sono chiamati, i Principi dell'Ordine (elevazione del sé inf.), e per l'adepto quel Modello-Archetipo è la Massoneria stessa, perché la Massoneria, contiene in Sé, posto in Forma speculare, il riconoscimento dell' Archetipo UNO.

Questa conoscenza è riposta in quella Forma simbolica detta il «Segreto Reale», trasmessosi nella sua essenza, dagli Hierophanti dell'Antichità. Ma il Real Segreto non è solo la conoscenza dell'Identità dell'Archetipo UNO, di come Esso si manifesti e di Chi, Egli, a sua volta manifesta, ma è soprattutto, il conoscere come giungere al Suo contatto. Allora in una voluta superiore, la modestia dell'Iniziato è «il Sacrifizio di » adeguandosi, con umiltà, ai Principi superiori dell'Ordine detti per questo, non personali bensì Universali.

Nella sua volontà di trasmutarsi e lasciare cadere parte di sé alle proprie spalle, principia il collegamento con l'Ego e con la Triade. Allineandosi ad essi e convergendo sempre più nella loro linea di principio, avviene e si conclude, l'Opera di realizzazione personale dell'iniziato. A sua volta la Triade, tende a convogliare le sue controparti inferiori di Psiche e di Personalità, da cui è legata all'energia più densa della materia, verso il Principio chiamato la Grande Opera che altro non è che l'Attività stessa del Grande Architetto.
__________

 

In altre parole, per ordinaria, è intesa quella fase in cui l'adepto non ha ancora elaborato, né trasmutato, tutte le prospettive concettuali riconducibili al valore d'opinione relativa e personale, modificando gli elementi emotivi volgari assunti nel Mondo profano. Con questo l'adepto tende alla realizzazione di un primo modello speculativo, che sia adeguato ai valori e ai Principi basilari dell'Ordine massonico universale e non già ai ruoli e ai modelli profani che con essi contrastano.

Se i principi e le tendenze comuni (volgari) contrastano con quelle iniziatiche, come farà a credersi adeguato ai Principi della Massoneria un uomo che, pur accettatovi, continua a volersi mantenere somigliante a quel "sé stesso" che bussava da "Profano" alla porta del Tempio?

Quindi con livello ordinario si vuole indicare nell'uomo, la "sfera" emotiva ed inferiore della Personalità ed è questa, il Profano che vive all'interno d'ogni adepto e sino a quando questa, dominerà la sua mente non vi sarà spazio per l'Iniziato. Questa è la prima scelta che dovrà fare la coscienza dell'adepto; preservare in sé il Profano o dissolverlo per dare vita all'Iniziato? Una cosa è certa, nonostante le molte illusioni a tale proposito, l'uno non può vivere in presenza dell'altro.

Come nella Lama della Torre (vedi la Lama del Tarot che indica questa scelta) la volontà dell'Uomo dovrà scegliere quale dei due scaraventare nel precipizio e, possiamo assicurare, la scelta non sarà priva di drammi né di dolore perché, alla personalità originaria in qualche modo ci si sente abituati ed affezionati mentre, non permettere la nascita in sé stessi dell'Iniziato (manifestazione della Triade) reca un logoramento ed una dolorosa tensione ch'è definita "Melanconia" (vedi l'incisione di Durer).

L'iniziato deve raggiungere la capacità di fondere tra loro due precisi elementi: la Logica (la penetrazione e la geometricità mentale) e l'Intuito (la creatività), apparirà allora la facoltà dell' Intelligenza. Restando invece legato agli elementi della sola ragione, al mentale inf., all'emotività della Personalità nella sua forma più egocentrica, non darà mai vita alla successiva "forma mentale", quella speculativa. La speculazione intellettuale è il metodo per riflettere sui piani inferiori della Personalità (la mente inf.) la «Luce» della Verità, quella che viene detta «il Senso della Vita», traslitterandone la concettualità sintetica in un "linguaggio" mentale accessibile e trasmissibile alla ragione che, dovrà poi esprimerne i concetti (comunicando) verso l'esterno.

 

La speculazione intellettuale

La fase speculativa dell'adepto (da speculum, specchio, specchiare, riflettere intellettualmente), nel senso iniziatico non è in alcun modo collegabile alla comune attività del pensare, istintuale ed emotivo e del pensare ragionevole.

Il pensare ragionevole attinge alla cultura, al ricordo-storia del passato, al serbatoio dell'archivio-memoria comune ad un settore d'Umanità od anche, al solo archivio dei ricordi e delle esperienze personali. In quest'ultimo caso, l'interpretazione personale di un Criterio lo riduce ad una semplice opinione la quale infine ha il valore matematico di un seimiliardesimo ; l'opinione personale d'un uomo infatti, come quella d'un qualunque altro abitante di questo pianeta, vale uno, a cui si potrebbero contrapporre le altre del resto degli abitanti (ad oggi circa sei miliardi), quindi, in ambito iniziatico, un'opinione personale, da qualsivoglia pulpito essa discenda, anche di massimo rango, che non trovi riscontro e suffragio nella perenne Tradizione che, come la scienza è patrimonio dell'Umanità, vale tout court 1/6.000.000.000.

La speculazione intellettuale è la capacità di riflettere specularmente su (in) sé stessi, sulla propria mente cosciente, la verità degli Alti Principi riposti nei significati e nei simboli della Saggezza, essa stessa simbolo dell'Intelligenza dell'Archetipo UNO, sino a rifrangerli con un'azione dinamica, detta intelligenza (da intelligere, leggere dentro), nella complessa geometricità della logica.

L'azione interiore della logica si riflette successivamente, nell'azione esterna della ragione, attraverso veicoli quali il linguaggio parlato, scritto o gestuale.

La ragione, in questo Ponte tra cosciente e supercosciente è usata dall'Iniziato solo per esprimersi all'esterno, come mezzo di comunicazione e non come strumento d'identificazione, come lo è per il Profano. La ragione diviene, per volontà dell'Iniziato, un docile strumento al servizio della Ragione Pura, il pensiero della propria Triade. Strumento privato d'ogni identificazione personale con gli istinti e l'emotività inferiori, che apprenderà ad usare senza però restarne minimamente coinvolta. Vogliamo ancora una volta sottolineare, se ve ne fosse bisogno, che indicare l'esistenza d'una forma interpretativa di un 1° livello detto ordinario e di un 2° detto speculativo, non indica certo la riduzione del valore della Massoneria del 3° livello, iniziatico, tanto meno del 4°, che li sintetizza tutti.

La Massoneria di per se è figlia primogenita dell'Ordinamento Misteriosofico "Antico ed Accettato" detto dei Misteri Maggiori (anteriori a quelli Caldei ma, pur sempre Solari) e, nel più alto simbolismo della Massoneria Bianca, contiene e preserva l'Insegnamento (Uno) di quella Tradizione (Una) "Antica ed Accettata" dai Massoni Iniziati, i Maestri Costruttori.

Un primo livello di ragione è dimostrato al Profano nel Gabinetto di Riflessione nell'esposizione simbolica d'una candela. Questa mostra, nell'allegoria, lo stato psicologico che potremmo definire, scarsamente illuminato della ragione, animale, emotiva e istintuale (la candela era fatta un tempo di cera animale), che s'emana dalla sfera inferiore dell'uomo e che ne raggiunge la coscienza, il sé, attraverso il cervello.

Nella propria progressione speculativa detta anticamente riconoscimento o con un termine "più moderno" ricollegamento, l'adepto, attraverso la memoria storica della Chorda Fratres iniziatica giunge a contatto con l'espressione speculativa della Tradizione e dei Misteri nella forma esteriore, dei Simboli, dei Miti e delle Allegorie. Questo "accende" il suo immaginario e lo rende adatto a recepire un approfondimento filosofico e speculativo, di quanto gli è stato mostrato sino ad allora in chiave formale. L'iniziato minore così, nei termini allegorici della Tradizione, passa dalla debole luce della candela (simbolo della mente inferiore) alla mezza-Luce della ragione, che trova poi il suo sviluppo nella complessa geometricità della Logica.

Ma tanto non basta, per giungere alle condizioni espresse dal più alto simbolo d'Iniziazione della Massoneria: il Pentalfa Fiammeggiante *.

__________

* Pentalfa fiammeggiante - Nel livello speculativo, il simbolo del Pentalfa rappresenta la fisiologia occulta dell'Uomo, infatti questi, racchiude nel «dominio» della propria «substantia» (essenza a lui sottostante) tutti i 5 Regni di Natura che si manifestano nel Logos planetario. Nello scheletro umano sono rappresentati gli elementi del Regno Minerale; nei liquidi, il Regno Vegetale; nel corpo fisico, il Regno Animale; nei piani del pensiero, ragione-logica-intuito, il Regno Umano e, con la Triade animica, Intelletto e Ragion Pura, inizia il V Regno di Natura, quello divino o, spirituale, che giunge ad includere la Monade dell'Iniziato. Le Monadi sono i Figli di Dio biblici che «si coniugarono con le più belle tra le figlie dell'uomo», le migliori tra Forme fisiche dell'uomo, facendo nascere i Giganti, i primi uomini spirituali e Guide dell'Umanità, per questi fu detto che un tempo, gli dei camminavano tra gli uomini.

Nel simbolo del Pentalfa va distinta una prima fase che viene chiamata: la condizione della mezza-Luce, di «Uomo Separato» dal V Regno ovvero, ancora un'Ombra dell'Ordine Universale.

Dopo la mezza-Luce, se l'iniziato minore non cessasse la propria opera interiore ma, al contrario continuasse a realizzare progressivamente la trasformazione della propria struttura interiore, alfine ne conseguirebbe una espansione della coscienza ordinaria (la soglia d'attenzione), sufficiente a contenere, nella propria formae mentis, la manifestazione di un primo riflesso del V Regno di Natura. Questo è il punto di non ritorno dell'iniziato minore.

Sufficientemente consapevole, nulla e nessuno riuscirà a trattenerlo dal progredire ed è assolutamente impensabile ch'egli possa retrocedere sul proprio Sentiero perché, a quel punto, la sua nota dominante sarà la Volontà, e questa è anche più forte dell'Amore e dell'Intelligenza (due Aspetti della Trinità cosmica) perché, l'aspetto «Volontà» è la prima nota dell'Archetipo Uno (la Volontà dinamica è il Primo Aspetto della Trinità cosmica).

Quell'Iniziato, per il Potere (la Luce) dell'Ego che s'emana in lui, entra in «Comunione» con la Potenza (energetica) del proprio Logos planetario di cui l'uomo, per i 5 Regni che assomma in se stesso, è il Simbolo vivente. Questo è il significato esoterico del termine di: Comunione universale. Allora l'Iniziato è chiamato un "Uomo Reintegrato" (con il Gran Regno di Natura di Materia-Spirito, espressione «vitale» del Logos planetario) e diviene così un Punto di Luce (o una Luce) dell'Ordine Universale, un Pentalfa Fiammeggiante.

Nella più alta forma speculativa, il simbolo del Pentalfa contiene due significati di carattere più profondi dei precedenti. Utilizzando due immagini possiamo rilevare come, nello sviluppo matematico dello spazio interno del simbolo, si veda la rappresentazione dell'Uomo cosmico detto anche Uomo Celeste o Adamokadmon, macrocosmico e microcosmico. Questi è infisso alla croce della manifestazione alle tre braccia della Croce cosmica che, in questo caso esprime solo tre Elementi, Aria, Acqua e Terra. Non vi è presenza del 1 Elemento, il Fuoco, perché quell'Uomo è spirituale e quindi, è lui stesso un'Entità ignea e spirituale. Volendo approfondire la "penetrazione" speculativa di questo simbolo riconosceremo nella Croce trina (la Trinità cosmica) il simbolo della TAU dei Misteri egizi legati ad Osiride, il Logos Solare spirituale. La TAU altro non è che la Scala Armonica di rapporti sonori tra i Logoi Planetari ed il Logos Solare.

Pitagora usò con il suo Monocordo, la medesima scala armonica per dimostrare quella sonorità metafisica ch'egli definì il suono silenzioso de «l'Armonia delle sfere».

Ambedue gli insegnamenti sono poi giunti sino a noi contenuti dalla Tradizione dell'Ordine massonico. Ecco risolto per l'iniziato, il collegamento tra suono e la manifestazione dell'Archetipo Uno (macrocosmo divino) e della Monade (microcosmo umano).

Con l'Insegnamento contenuto nella TAU (molto anteriore all'AUM ed all'OM dei Veda), il "Verbo" dei Catechismi mistici trova una sua risoluzione iniziatica.

__________

 

torna su







Questo Articolo proviene da Esonet.it-Pagine scelte di Esoterismo
http://www.esonet.it

L'URL per questa storia :
http://www.esonet.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1048