Argomento:Massoneria


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Sulla Trasmutazione metallica /3

di Athos A. Altomonte

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Il Viaggio come itinerario interiore verso la trasformazione iniziatica

ed una breve analisi sul significato del Segreto massonico

 

Sommario: La Camera di Mezzo - [Osiride ed Iside] - [Corrispondenze del numero Sette] - Dalla speculazione alla realizzazione - [Profano, Massone, Iniziato] - Le parole-simbolo AUM ed OM - «Colui di cui nulla si può dire» - [Coincidenza degli opposti]

 

La Camera di Mezzo

La Camera di Mezzo come la mezza-Luce, indica un preciso livello dell'Iniziazione Umana, cioè quello della Ragione e della Logica che si pone, nell'allegoria, tra le Forze delle Tenebre (l'ignoranza e l'errore profano) ed il Potere della Luce (la saggezza iniziatica); simboleggiata quest'ultima dalla figura del Maestro di tutti i maestri, Hiram. Questi è il simbolo-vivente della spiritualità iniziatica che si volge verso l'Umanità, per stimolarne ed accelerarne la progressione della linea evolutiva. Il significato esoterico di «Iniziazione» è infatti quello di abbreviare, accelerandolo il processo evolutivo (altrimenti) passivo. Passivo ed anche detto naturale, ma solo nei regni privi dell'elemento «volontà».

Il Maestro Hiram è il Sole interiore velato nei «Misteri di Horus-Osiride»* che profonde la sua «Vita» (la Luce) all'Iniziato attraverso un Ponte di 7 suoni e di 7 colori. I Sette Maestri Segreti, 7 quanti sono i Pianeti sacri attraverso cui il Logos Solare opera nel suo Tempio, il Sistema Solare, con l'ausilio di Nove Esecutori, 9 quanti sono i livelli di manifestazione nella sua Grande Opera. Questi Sette Maestri Segreti**, raggiungono l'uomo riflettendosi nella sua fisiologia occulta in 7 gangli energetici o Centri che, gli orientali, chiamano chakra. I 9 livelli ed i 7 Centri sono esposti anche nell'Albero Sephirotico.

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* Osiride ed Iside dei "Misteri" Maggiori e Solari, trovano il loro equivalente microcosmico in Hiram-Salomone e in AdonHiram, che ne "riflette" la volontà nel microcosmo del Tempio massonico. Tempio ch'è notoriamente, sia il Simbolo del Logos planetario, quanto quello della fisiologia occulta dell'Uomo-Adamo che si trova nell'Albero Sephirotico posto sul suo Pavimento, tra le Colonne J e B. Non è certo nostra intenzione sconvolgere improvvisamente i presupposti del giovane ricercatore, nati dalle allegorie dei Catechismi Minori, allora ci limiteremo a suggerirgli che AdonHiram, nella più stretta ortodossia, è la contrazione di Adonai-Hiram e Adonai, Hè-do-na-i, è la riduzione essoterica di Yahwè, J e H o W a H, il Tetragramma che vela il Nome Ineffabile (vedi anche ABRAXAS). Che sviluppi, se vuole, il giovane ricercatore questa breve indicazione, ne ritrovi le analogie, le riversi poi nelle dovute proporzioni nella "Leggenda" ch'egli conosce, e da questa operazione speculativa, scaturirà un'indicazione che, probabilmente lo meraviglierà molto e che sicuramente amplierà i suoi confini speculativi sui significati iniziatici "posti" in quella Leggenda. E ricordi anche, sempre se vuole, la regola citata saggiamente da Eliphas Levi secondo la quale «tutte le religioni e tutte le scienze si riconnettono ad un unica Scienza, sempre nascosta alla comune moltitudine e trasmessa di epoca in epoca, da Iniziato a iniziato, sotto il velo delle favole e dei simboli» e questo "vale" a tutto titolo, anche per le Leggende poste nei Catechismi Minori, dai Maestri Costruttori della Massoneria.

** Corrispondenze del numero Sette - «La Vita ha costruito la casa in cui ora vi trovate (il corpo fisico n.d.a.), ed i sette Pianeti che in essa dimorano, non saliranno tutti al dominio della Luce (solo i tre superiori n.d.a.)» - Codice Nazareno, II, 35 .
«Le sette orbite sono i 7 Principi, le tre coppie con la casa di carne»; «i Caldei chiamano Dio IAO SABAOTH, Colui che è al di sopra delle Sette Orbite - il Demiurgo» - Lydus de Mens IV, 38/74
«Raggio di sole che hai fatto risplendere la Luce più fulgida d'innanzi a Tebe dalle Sette porte, hai finalmente gettato uno sprazzo di luce, occhio dell'aureo Giorno» - Sofocle, Antigone.
Tebe, terrestre, dalle 7 porte, come la Gerusalemme, celeste, dalle 12 porte sono, nel linguaggio simbolico, l'allegoria d'uno status iniziatico in cui, il "corpo essenziale" dell'iniziato è raffigurato con l'immagine simbolica d'una città con, 4 porte quando ci si vuole riferire ai 4 elementi che ne compongono la manifestazione essenziale, le porte diventano 7 quando ci si riferisce ai sette centri energetici collegati ai 7 Pianeti sacri, ed infine 12 porte, quando l'Iniziato ha raggiunto, all'apice del suo progresso, la corresponsione con l'intero Zodiaco, destrorso il minore e sinistrorso il maggiore, il Moto o Attività dell'Archetipo Uno-Dio manifesto detto il Grande Architetto dell'universo.
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La controparte fisica o se vogliamo, manifesta ed essoterica, di Horus-Hiram è raccolta nella figura di re Salomone (Ars Regia), simbolo dell'Iniziato umano e regale per antonomasia.

 

Dalla speculazione alla realizzazione

Se un adepto volesse affrontare davvero la propria Opera personale, egli dovrà iniziare dall'opera occulta di trasmutazione dei propri metalli, opera vissuta solo virtualmente nella prima iniziazione.

L'adepto allora, si troverebbe immediatamente a dover affrontare una non facile modificazione dei propri presupposti iniziatici, dovendo sostituire la consuetudine alla speculazione con la capacità di realizzazione. Trasposizione indispensabile questa, per passare dalla virtualità simbolica della teoria, alla realtà dell'esecuzione operativa dell'Iniziazione.

E già questo, appare come un problema di non facile risoluzione.

Lo scopo dell'Ordinamento massonico è quello di preparare l'adepto ad un lavoro interiore, con cui trasformerà la sua iniziazione da esteriore e simbolica che era, in effettiva. Infatti afferma l'antica Regola: «la Cerimonia d'Iniziazione indica un conseguimento ma non lo conferisce».

 

Lo Hierophante, con la prima iniziazione introduceva ai Misteri il profano che aveva soddisfatto le prove richieste dall'Ordinamento, con la seconda ne riconosceva la risoluzione dell'Opera personale ed infine con la terza iniziazione, lo accettava nel rango degli Iniziati dopo ch'essi lo avevano riconosciuto meritevole per i traguardi di conoscenza raggiunti e realizzati. Tutti le Scuole dei Misteri Maggiori riconoscono tre livelli iniziatici che, mediando tra i vari termini ma tutti di eguale significato, possiamo indicare in «Fr. introdotto (nei Misteri Minori), Fratello Anziano o Saggio (Misteri Maggiori) e Perfetto (l'Iniziato)».

Si legge in un Commentario esoterico:

«L'Iniziazione non è una cerimonia o un rito, né un grado conferito a chiunque sia degno e neppure un mezzo per penetrare gli Antichi Misteri dei quali i Misteri massonici altro non sono, per ora, che la rappresentazione simbolica. L'Iniziazione è il risultato d'esperienze vitali su tutti e tre i livelli di coscienza, fisica, emotiva e mentale, mediante le quali vengono attivate certe cellule cerebrali capaci di registrare e conservare impressioni superiori, alle quali prima non eravamo sensibili. In virtù di questa più vasta sfera di percezioni o se preferite, dello sviluppo dello strumento di risposta sino a renderlo più sensibile, la mente acquista la capacità di trasmettere valori superiori e conoscenze spirituali. In tal modo l'uomo diviene consapevole di sfere d'esistenza divina e di stati di coscienza che sono eternamente presenti, ma con i quali, prima, non era costituzionalmente in grado di entrare in contatto, tanto meno li poteva registrare. Né la mente né il suo strumento, il cervello, potevano farlo prima di quel punto del loro sviluppo. Quando il riflettore della mente (lo Speculum dell'Iniziato) penetra lentamente quegli Aspetti della Mente divina, prima ignorati, quando le qualità magnetiche del cuore si risvegliano e rispondono agli altri Due Aspetti divini (Intelletto e Volontà), l'uomo è in grado di vivere nella nuova sfera di Luce (Saggezza, Forza e Bellezza) che gli si apre davanti; egli è Iniziato.»

 

Passiamo ora ad identificare attraverso un diagramma, il percorso iniziatico della trasmutazione ed i 4 livelli che lo esprimono. Lo studioso dovrà potervi ritrovare un primo e sommario collegamento, tra i principi impliciti nelle prime quattro domande iniziatiche di: chi sono io, da dove vengo, dove vado e perché.

Sarà opportuno ch'egli segua prima i 4 percorsi verticali e poi quelli orizzontali:

Diagramma del percorso iniziatico della trasmutazione

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* Profano, Massone, Iniziato Si ripropone qui un concetto noto e già affermato, quello cioè secondo il quale un adepto, se pur iniziato (in realtà solo accettato), sino a quando si considererà come un'identità a sé stante circoscritta e personale «io sono questo e loro sono quello», una realtà separata dai Principi dell'Ordine che non ha avuto la capacità d'assimilare e trasmettere "integralmente" senza divagazioni personali, egli manterrà tutte le caratteristiche, seppur'anche elevate concettualmente, che caratterizzano l'essenza del Profano. Questa è la traslitterazione in chiave moderna d'un antico Precetto iniziatico, ch'è stato a sua volta riversato in un'adagio di "saggezza popolare" che dice: l'abito non fa il monaco. Infatti, non basta essere "vestiti" da massone per essere un Iniziato. Una semplice opera d'osservazione, basterà a far individuare un Profano nell'Ordine. Come è stato già affermato il Profano tende per inerzia al mantenimento anche in ambito massonico del ruolo a cui è legato. Un medico continuerà a ragionare da medico, un avvocato da avvocato, un commercialista da commercialista, un operaio da operaio, inoltre, ognuno di essi tenderà a coesistere attraendo i propri simili in Lobby nelle quali si coaugulino "affermandosi" le caratteristiche della propria diversità profana. Infatti solo un Iniziato pensa da Iniziato, e su questi pochi parametri la verifica tra coloro che "sono" e quanti solo "appaiono", è bella che fatta.
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L'adepto, trasferendo la propria attività dall'indagine speculativa e teorica a quella della realizzazione operativa ed iniziatica dell'Opera personale, incontrerà sul suo percorso quel genere d'assistenza ch'è chiamato dagli Iniziati «le labbra all'orecchio e la parola sull'alito». Questo, tradotto poi nel termine più comune di bocca-orecchio, sta ad indicare un tipo d'istruzione assai peculiare della «sfera» iniziatica e che risponde all'antico Precetto che recita: «Quando l'iniziato è pronto il Maestro appare».

Ci rendiamo perfettamente conto che quanto appena affermato, per qualcuno che non sia «introdotto» alle regole che muovono la sfera iniziatica, apparirà come una semplice astrazione se non come un mito ed allora non aggiungeremo più di tanto. Ci limiteremo ad indicare che questo tipo d' istruzione personale non ha colorazioni ideologiche o dottrinali, è scevra da interpretazioni personali o di gruppi a sé stanti e non è legata a criteri soggettivi di un epoca particolare o a costumi culturali provvisori che mutano attraverso il tempo. La sua colorazione è quella della sintesi intellettuale e dell'atemporalità. In realtà, la giusta dimensione letterale in cui porre l'identificazione dell'Insegnamento iniziatico, è quella ch'esso soggiace alla Legge di Sincronicità dell'Universo (simultaneità multidimensionale e atemporalità, vedi ad es. le opere del Todeschini). Ma temiamo che anche questo concetto, posto in così ristrette dimensioni, risulti troppo astratto ad un giovane ricercatore.

Non potendoci dilungare in un argomento che meriterebbe invece un ben più serio approfondimento, proseguiamo nell'enunciazione sintetica dei Principi legati alla Trasmutazione dei metalli.

 

Le parole-simbolo AUM ed OM

Come abbiamo già illustrato, la triplice essenza dell'Uomo a decrescere, viene indicata ne: la Triade monadica che riflette la Triade animica e questa a sua volta riflette nell'energia più densa (detta materia) una Triade fisica. Il baricentro tra la Triade animica e la Triade fisica, punto geometrico invisibile perché metafisico, è chiamato, a seconda dei "linguaggi" Ego, IO, vero Sé o Psiche. Attraverso questo punto si congiunge una triplice sonorità che comprende, la nota fisica, la nota mentale e quella animica. Questa nota triplice è detta il Nome Occulto dell'Iniziato.

Questa nota composita, in Oriente, è mostrata con la parola-simbolo «AUM» e questa contiene un insegnamento simbolico. L'AUM racchiude in se la matrice di tutti i suoni, la A il gutturale, la U il labiale, la M il palatale e questi, sono il simbolo dei tre suoni radice di spirito-anima-materia. Quando la parte più materiale, la Personalità, viene assimilata da quella superiore, l'Anima, la parola-simbolo diviene duplice «OM» spirito-anima. Questa va presa come la rappresentazione simbolica d'una realtà nota ai soli Iniziati. Infatti questi, sa far vibrare interiormente certe note, creando così speciali onde magnetiche che attraggono e catturano. Questi suoni sono ricordati nei Catechismi Minori col termine di Parole di Potere che, «infuocano lo spazio attorno all'Iniziato facendo soggiacere l'inferiore al superiore» aggiungono gli Antichi Commentari. Le Parole di Potere però non sono solo attrattive e magnetiche ma, se inversamente polarizzate, queste sono d'ordine distruttivo e liberatorio; producono il dissolvimento della forma e la liberazione dell'energia in essa contenuta. Vedi ad esempio il principio di "morte" della Forma fisica.

La parte della Psiche a contatto con la Forma fisica è l'identità psichica, la Personalità o ego inferiore, che comprende la mente fisica ed i piani emotivi inferiori (detti anche Corpo Astrale) e la mente superiore (detta astratta perché versata ad una prima forma di sintesi). Per parte alta di Psiche, l'Ego, l'IO o vero Sé, s'intenda il 3° Aspetto (dei tre) della Tri-ade, quello che manifesta sui piani inferiori la sua "attività intelligente", riflesso del Terzo Aspetto Trinitario (l'Intelligenza della Mente cosmica).

Nella Filosofia esoterica si dice che questo "punto", l'Ego, sia noto ai (sia attivo solo nei) «soli Figli della Vedova» cioè gli Iniziati che, pur nati nella materia priva di Spirito (vedova della Luce) sono giunti alla consapevolezza della loro vera identità primigenia, quella di «Figli della Luce», Figli di Horus-Hiram il Logos Solare che quella Luce emana (con Horus-Hiram s'intenda solo la Luce spirituale del Logos Solare). Ma anche di questo non è possibile approfondire dicendone di più.

La Psiche è fissata tra la parte inferiore della Triade animica e quella più alta della Personalità individuale. Nell'iconografia orientale questa è detta il Guardiano della Soglia (d'accesso al Tempio di Salomone, la Saggezza della coscienza dell'Anima, definita anche l'Angelo Solare; vedi l'analogia col Cherubino con la spada fiammeggiante). A sua volta la Triade animica (il Corpo di Luce dei Mistici) è unita per un punto a quello che la Tradizione ermetica definisce l'Augoide o Uovo Aureo, chiamato così per il colore solare che s'emana dalla Monade. Queste Entità vengono definite Triadi perché in loro si manifesta, riflettendosi nelle proporzioni relative, l'identità della Trinità cosmica. La somma di questa Trinità è chiamata Archetipo UNO, il Dio dei mistici.

 

«Colui di cui nulla si può dire»

L'Archetipo UNO s'emana da un Non-Principio posto dietro la manifestazione. Questo è il vero DIO degli Iniziati, da cui tutto s'emana anche il Principio stesso della Manifestazione cosmica, l'Archetipo UNO ed il Dio dei mistici-devozionali, di coloro cioè che ne adorano solo l'attività manifesta, il moto.

È detto inesprimibile perché inconcepibile infatti, nel Non-Principio DIO non risiede né manifestazione visibile né Principio concepibile. Nell'antica iconografia orientale troviamo due definizioni del Non-Principio molto esplicite, che s'usavano rivolgendosi ai ceti popolari «il Senza Veste e Colui di cui nulla si può dire». Il Non-Principio DIO è manifestato dall'Archetipo UNO Dio che, a sua volta, emana tre elementi energetici radicali:

1)

la Forza centrifuga che emana quel grande campo energetico ch'è l'Universo.
Questa I Potenza è detta la «Volontà» cosmica;

2)

la Forza centripeta che trattiene i "confini" di quel grande campo (che altrimenti esploderebbe dissolvendosi) consentendone al contempo un'espansione graduale.
Questa II Potenza è detta «Amore» cosmico (chiamata Amore perché è un'energia di tipo magnetico, che attrae e contiene);

3)

la Forza che, nei confini imposti dall'interazione tra quelle due energie, la dinamica e la magnetica, costruisce poi con la sua attività in quel campo di forza, ogni tipo di Forma.
Questa III Potenza è detta «Intelligenza o Mente» cosmica o, il Grande Costruttore.

 

Riassumiamo brevemente i punti focali dell'esposizione.

I tre Aspetti manifesti della Trinità cosmica: Volontà-Amore-Intelligenza erano sommati dalla Tradizione Sacerdotale (la Prima Casta, aurea) in un unico termine, ch'è quello di Archetipo UNO. Questo, a sua volta chiamato dai mistici-devozionali Dio non è DIO, il Non-Principio, non-nato e autogenerantesi ma solo la sua manifestazione essoterica.

I preti delle religioni popolari hanno chiamato in seguito, quella triplice manifestazione d'unica Potenza Archetipale (Dio), con termini antropomorfici (umani); in occidente con quelli di: Padre, Figlio e S. Santo, mentre in oriente, gli stessi vennero denominati: Padre, Madre e Figlio.

A questo punto corre l'obbligo di riportare un'affermazione dell'Insegnamento iniziatico anche se, per la sinteticità con cui verrà esposta potrà sembrare come essere stata lasciata "sospesa a mezz'aria".

Sino a che l'Iniziato, anche il più avanzato, sarà legato ad una forma mentis fisica, anche se illuminata (dal 3° Aspetto ma individuale, l'intelligenza della Triade), tutto quello che potrà percepire della presenza dell'Archetipo UNO Dio ad ogni livello di manifestazione, anche spirituale, sarà solo l'espressione della Sua attività, la Grande Opera. Egli potrà quindi porsi in contatto sempre e solo con il (Suo) 3° Aspetto cosmico, quello detto dell'Intelligenza, ch'Egli pone nell'Opera a Lui esteriore.

Il 3°Aspetto trinitario è espresso anche nei termini di «Mente» o di «Grande Architetto». Torniamo a ripetere, per sottolineare maggiormente il principio che: la III Potenza della Trinità cosmica, l'Aspetto chiamato Attività Intelligente, la Mente o Luce (dagli ermetici), il Grande Architetto dell'Universo (dai massoni), Horus-Osiride (dai misteriosofici), il Grande Deva Costruttore (dai Veda), Yahwè (o Jehovah dagli ebrei), la sephirà Binah (nel senso macrocosmico) e lo S. Santo (dai cristiani), solo per citarne alcuni tra i più noti all'occidentale, sono termini che pur tratti da diversi "linguaggi concettuali" sono usati per esprimere il medesimo Principio, l'energia radicale del 3° Aspetto trinitario.

Nella sfera della manifestazione inferiore è noto il concetto duale ed antagonista di «Spirito», Elementi Fuoco ed Aria e «Materia», Elementi Acqua e Terra. Nell'opera di trasmutazione metallica, queste due forze antagoniste debbono essere trasformate da opposti in complementari* con la costituzione d'un primo punto d'equilibrio tra quelle due forze (questo principio duale di forze contrapposte è mostrato nell'antico simbolo che mostra due Serpenti avvinghiati che s'affrontano muso contro muso).

Questo punto d'equilibrio è chiamato la Via o il Sentiero, di Mezzo e sta ad indicare quell'invisibile punto di gravità psichica attorno cui si svolge tutta l'Opera personale dell'iniziato.

A questo ritrovato «punto d'equilibrio» segue l'ascesa verso la sublimazione sintetica dell'adepto, nel Principio Uno ed Universale dell'Iniziato Maggiore e, questo massimo Principio dell'Iniziazione umana altri non che il 3° Aspetto dell'Archetipo UNO, il Grande Architetto dell'Universo.

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* Coincidenza degli opposti - Questo principio è riconosciuto in psicosintesi, come la chiave per comprendere e risolvere gran parte dei problemi teorici e pratici dell'uomo. Fu trasmesso a noi da Platone in questi termini: «Poiché l'unità esiste prima della dualità, la coincidenza degli opposti esisteva prima della loro scissione. Quindi, gli opposti sono opposti tra loro, ma non opposti verso l'unità». I due termini antitetici si risolvono e si superano nella sintesi. Il metodo più efficace per attuarla è quello di staccare risolutamente il centro di coscienza dai due poli e mantenerlo saldo e costante nel punto superiore di equilibrio e di dominio, che parte dalla ragione e dal buon senso, sino a giungere alla Comprensione spirituale.

 

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