Argomento:Alchimia


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Alchimia tradizione che non è mai morta

di Gerard Encausse (Papus)
traduzione a cura di Giuseppe Barbone

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Capitolo IV / Una spiegazione dei Testi Alchemici

Quando si legge un testo alchemico è necessario stabilire a che operazione sta facendo riferimento:

1. Se tratta della fabbricazione del Mercurio dei filosofi, allora, sicuramente, risulterà inintelligibile per il profano.

2. Se parla della fabbricazione della Pietra propriamente detta, allora l'alchimista si esprimerà con maggior evidenza.

3. Se si riferisce alla moltiplicazione, allora sarà assolutamente chiaro.

In possesso di questi dati, il lettore può consultare l'opera di Guillaume Louis Figuier, intitolata l'Alchimia e gli alchimisti, della quale vi raccomando soprattutto le prime cinquanta pagine. Allora, vi sarà più facile decifrare il senso dei racconti simbolici di detto autore che risultano tanto oscuri.

Vi racconto, come prova di ciò, il seguente racconto che egli considera una confusione: "Bisogna iniziare mettendosi al sole, mentre il marito Rosso e la moglie Bianca si uniscono nello spirito della vita per vivere nell'amore e nella tranquillità, nella proporzione esatta dell'acqua e della terra."

Ecco la sua interpretazione: si mettono nel matraccio, di forma ovale, due fermenti, l'attivo o Rosso ed il passivo o Bianco.

Leggiamo anche la frase seguente: "Proveniente dall'Occidente, attraverso le tenebre, verso il Settentrione."

Questa è l'interpretazione: i diversi gradi del fuoco.

Ci troviamo anche con questo: "Altera e dissolvi il marito tra l'inverno e la primavera, trasforma l'acqua in una terra nera ed alzati attraverso i vari colori verso l'Oriente, nel quale si mostra la Luna Piena. Dopo il Purgatorio, appare il sole bianco e radiante."

L'interpretazione è: testa di corvo, colori dell'Opera.

Studiando un racconto simbolico, va sempre cercato il senso ermetico in esso nascosto. Dato che la Natura è identica ovunque, lo stesso racconto, che esprima i misteri della Grande Opera, potrà significare ugualmente il corso del Sole (miti solari) o la vita di un eroe mitico.

Solamente l'iniziato sarà dunque in condizioni di cogliere il terzo significato (ermetico), dei miti dell'antichità; mentre il saggio vedrà solo il primo ed il secondo significato (fisico e naturale, corso del Sole, Zodiaco, etc.) ed il laico comprenderà unicamente il primo senso, del racconto legato all'eroe.

Da questo punto di vista, sono celebri, tra gli alchimisti, le avventure di Venere, Vulcano e Marte. In accordo con quanto detto, è doveroso apprezzare che, per preparare la Pietra Filosofale, bisogna avere tempo e pazienza.

Parlando in termini alchemici chi non ha eliminato da sé stesso il desiderio dell'oro, non sarà mai ricco. Per convincersi di questo, basta leggere le biografie di due alchimisti del XIX: Cyliani e Louis Paul François Cambriel.

Nel suo aspetto fisico, la Pietra Filosofale sarà, dunque, una polvere rossa di consistenza abbastanza simile a quella del cloruro di oro, ed il suo odore è quello del sale marino riarso.

Nel suo aspetto chimico, si tratta semplicemente di un incremento della densità, se si ammette l'unità della materia, idea questa che conta sul considerevole appoggio dei filosofi chimici contemporanei.

Effettivamente, il problema che bisogna risolvere consiste nel trasformare un corpo la cui densità è di 13,6 , com'è per il mercurio, in un corpo la cui densità è di 19,5, com'è per l'oro.

Questa ipotesi della trasmutazione diverge con le più recenti relazioni della chimica?

Questo è quello che ora tenteremo di spiegare.

 

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