Argomento:Domande e Risposte


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Uomini liberi e di buoni costumi

di Athos A. Altomonte

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D: Ora ammettendo il fatto che l'intera popolazione del globo abbia questi requisiti [siano uomini liberi e di buoni costumi]

 

R: Ammettere, caro amico, che l'intera umanità sia "libera e di buoni costumi" è una iperbole, un'utopia.

Chi non ha mai peccato, disse Gesù, scagli la prima pietra. E nessuna pietra fu scagliata.

Così, l'essere moralmente impeccabile, cioè, persona di buoni costumi, è un percorso irto di ostacoli.

È una possibile speranza, ma a conclusione di un processo iniziatico (metamorfosi) lungo e difficile.

 

Se ci si può legittimamente augurare di diventare persone (uomini e donne) di "buoni costumi", diventare "liberi", cioè, affrancati da ogni legame terreno (i lacci e laccioli citati da s. Agostino), è una ipotesi ancora più lontana.

Libero non vuol dire solo cessare d'essere una entità volgare svincolata da ogni passione materiale. Ma anche da ogni desiderio, perfino sottile, come "desiderare" di servire il proprio Dio.

La via iniziatica, così vista, non è più una citazione superficiale, ma una via di pienezza e sacrificio. Percorribile da pochi "forti e volenterosi" che, quelli sì, sono l'elite dell'umanità.

E non conta nulla "pagare una quota d'iscrizione" ad una associazione per avervi accesso. Anche se molti lo credono, non è così.

Non si deve confondere, infatti, una speculazione mentale con la vera realizzazione iniziatica, ch'è un percorso di "mutamento" tutto interiore, a cui non basta volersi discepoli, se non s'incontra il Maestro e la guida.

Fraternamente

 

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