Argomento:Miti e Simboli


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Endimione o il favorito

di Francesco Bacone - (tratto dagli Scritti Filosofici – Ed. UTET – a cura di Paolo Rossi)

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Si tramanda che il pastore Endimione fosse amato dalla Luna (Selene), ma il genere del loro rapporto era singolare e strano; se egli dormiva in un antro naturale scavato sotto la roccia di Latmo, la Luna spesso scendeva dal cielo a baciarlo nel sonno per poi ritornare di nuovo in cielo. Tuttavia questo ozio e il sonno non gli tornavano di svantaggio; perché la Luna frattanto faceva si che il suo gregge ingrassasse oltremodo e crescesse anche di numero con gran felicità, tanto che nessun pastore aveva greggi più soddisfatti o numerosi.

La favola sembra riferirsi alle inclinazioni e ai costumi dei principi. Questi, infatti, pieni di pensieri e propensi ai sospetti, non ammettono facilmente nelle consuetudini della loro vita interiore uomini che siano perspicaci e curiosi e d'animo vigilante; cioè quasi insonni. Ammettono piuttosto quelli che sono di animo quieto e compiacente pronti a sopportare, senza indagar più oltre, ciò che ad essi piace e a mostrarsi sempre ignari e all'oscuro di tutto e come addormentati; anche se porgono, più che un accorto rispetto, una semplice deferenza.

Infatti i principi, con uomini di tal fatta, sono soliti discendere volentieri dalla loro maestà come la Luna dalla sfera superiore e deporre la maschera (che portano di continuo ed è quasi un peso per loro) e intrattenerli familiarmente; e ciò credono di poter fare tranquillamente.

Questo modo di comportarsi è stato notato soprattutto nell'imperatore Tiberio, di gran lunga il più difficile a trattarsi di tutti i principi; che aveva soltanto nelle sue grazie coloro che di fatto avevano conoscenza dei suoi costumi, ma lo dissimulavano in modo testardo e quasi stupido. Tale era anche nelle abitudini Luigi XI di Francia, principe cautissimo ed astutissimo.

Non senza significato nella favola è posto il particolare dell'antro di Endimione, perché è usanza dei favoriti dei principi avere quei deliziosi luoghi appartati ove invitare i loro signori all'ozio e alla tranquillità d'animo, fuori dagli affanni della loro posizione.

Coloro che sono bravi in questo genere di adulazione prosperano, per lo più. Infatti i principi, benché non li innalzino ad onori, tuttavia amandoli di vero affetto e non soltanto per utilità, sono soliti arricchirli con la loro munificenza.

 

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