Argomento:Domande e Risposte


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Qualificare il proprio pensiero

di Athos A. Altomonte

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D: Forse che il cammino interiore che ciascuno di noi percorre si realizza nel profondo del cuore (Cuore=Anima=Sole) e non nella testa (Cervello=Spirito=Luna)?

 

R: Da quanto viene insegnato circa la disposizione dei chakra e la loro progressiva apertura, la rappresentazione non risponde a realtà, poiché il processo interessa progressivamente il cuore, centro cardiaco, sede del ponte con l'anima, al quale segue la mente, il centro della testa. L'interazione tra di loro avviene attraverso il centro scapolare (v. Trattato del Fuoco Cosmico) posto sul dorso tra le spalle. Dall'accensione di questo centro nasce il mito delle ali.

L'attività di questi due centri (sensibilità cardiaca e intelligenza dell'Ego) ne accende un terzo che è il chakra della gola. Questo completa quel triangolo occulto di energia spirituale, da cui nasce l'operatore creativo, la cui intelligenza è dedicata al servizio dell'anima.

È interessante notare come le persone coscienzialmente focalizzate nel piano della mente fisica, fonte dell'annebbiamento astrale – maya o illusione dell'io inferiore (in sans. Kama-Manas) – non riconoscano la necessità di costruire quel piano della mente astratta (in sans. Manas) ed anzi allontanino l'ipotesi di realizzare quella forma d'intelligenza superiore, che sola è la soglia del piano della mente spirituale (in sans. Buddhi). Piano che indica un'intelligenza illuminata dalla coscienza spirituale, chiamato dagli ermetisti Ragion Pura.

A supporto dell'importanza che ha la qualità mentale (l'aspetto conoscenza – III Raggio), possiamo ricordare come il Creatore dell'Universo sia stato denominato la Mente Cosmica. Infine tornando ad un livello più immediato, non viene detto che «il corpo diventa come ciò che mangia e l'uomo come ciò che pensa»? Allora qualificare al meglio il proprio pensiero (capacità di pensiero) è il compito sostanziale di chi da aspirante voglia diventare discepolo; che significa apprendere per comprendere evitando la staticità di una mente fisica.

 

Il vero significato di linguaggio semplice è quello che viene definito «linguaggio cardiaco» o «da cuore a cuore» (v. L'armatura del cuore L'amore che trattiene e quello che ispira). Ci si rivolge al cuore per illuminare la mente. È una trasmissione che si attua attraverso la generosità di chi pone se stesso a servizio dell'insegnamento altruistico (non finalizzato a ricavi personali), e non indica una comunicazione povera di significati e composta da forme approssimative. La specificità del linguaggio cardiaco è la sintesi, ch'è la maggiore delle capacità di comprendere.

Fraternamente

 

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