Argomento:Domande e Risposte


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Handicap motorio e Massoneria

di Athos A. Altomonte

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D: …In pratica ... credo di aver capito che ci siano come due “anime” della Massoneria: la prima, più “terrena” … la seconda, più “esoterica” …

 

R: Storicamente l’acquisizione di un Diritto ha sempre avuto vita da una fase intellettuale. Diciamo di persuasione e di convincimento che, attraverso la logica, consentisse di superare le consuetudini considerate “tradizioni”. Le convenzioni, poi, si oppongono alle riforme che mettono in discussione le abitudini ed i privilegi dei loro ideatori. Per questo, d’innanzi a regole cosiddette “tradizionali”, mi sono sempre posto l’interrogativo di che genere di provenienza avessero. Se venissero da bacini di cultura ordinaria, intellettuale o iniziatica.

Per quanto riguarda la Libera Muratoria - nonostante le pregevoli opinioni del sig. Guenon che tu citi nel tuo scritto - non credo nella purezza dei suoi fondamenti iniziatici. Che ritengo exoterici, a paragone dell’idea d’iniziazione, serbata dagli “illuminati” che trovarono rifugio tra i Liberi Muratori, in un momento storico di eccezionale oscurantismo.

La diversità tra muratori ed iniziati spirituali, però, ha fatto insorgere le due anime che tu riconosci.

Una simbolica, e perciò irreale. L’altra, invece, misteriosofica, contraddistinta dall’ermeticità di simboli, il cui significato è sconosciuto, il più delle volte, anche a coloro che li custodiscono.

Nella Massoneria prevale la componente exoterica. Perché quella exoterica è la via più facile e non richiede cambiamenti, né di mente né di carattere, ma solo quelli per aggiornare la foggia delle decorazioni.

Certa miopia, però, non consente riforme illuminate, sopratutto in un contesto che si vorrebbe iniziatico. In cui per “luce”, si dovrebbe intendere l’illuminazione interiore, e non la lampadina accesa simbolicamente all’atto dell’iniziazione. Eppure, ci si crede iniziati solo per aver visto quella lampadina. Così da non essere più in grado di distinguere tra iniziazione simbolica, frutto di una convenzione rituale, ed iniziazione reale, frutto dell’evoluzione della coscienza, spirituale, se così la si vuole definire.

 

Tornando al divieto d’ingresso che la Massoneria impone a coloro che non sono normo-dotati, per quel che vale, ho già espresso il mio dissenso più volte.

Le regole “di mestiere” per muratori e scalpellini avevano, come loro significato, la salvaguardia di valori professionali e non iniziatici. O, almeno, si riferivano ai concetti operativi d’una iniziazione professionale, e non altro.

Oggi, la questione va posta nell’ottica dell’Etica iniziatica, per cui, porre un ostacolo “a priori” al portatore di handicap, non può che risultare un’azione odiosa, impietosa, intollerante e segregazionista.

A meno che, non si voglia asserire che la “professionalità” di ieri, valga più della maggiore sensibilità raggiunta (legge d’evoluzione e progresso) dalla coscienza di oggi. Perché se così fosse, sarei costretto a lasciare un’associazione di scalpellini per ricominciare a cercare una Comunità d’Iniziati.

Per cui, non mi resta che esprimere lo sconcerto ad un problema, che certe regole del passato pongono sotto una luce davvero ingenerosa.

Non vedo alternativa, allora, se non quella di mantenerne viva l’amarezza.

Considerandola un’altra realtà negata, assieme al divieto per le donne di espletare mansioni religiose e sacramentali.

Ritengo entrambe “ingiustizie” difficilmente risolvibili. Vuoi per l’incuria dell’uomo, che per il dispotismo di chi vorrebbe far credere che il problema non sussiste.

Fraternamente  

 

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