Argomento:Letture d'Esoterismo


Documento senza titolo

Ordine iniziatico ed anarchia individuale

di Athos A. Altomonte

© copyright by Esonet.it

 

Capisco che si possa vivere benissimo anche ignorando l'esistenza di una Fratellanza bianca, o escludendo la possibilità di una Gerarchia iniziatica che cura il destino dell'umanità, di contro ad una Gerarchia nera che tende a confonderla, ingannarla e perderla. Dunque, si può prescindere dagli eventi di un Ordine iniziatico composto da Maestri, Iniziati e vari gradi di Discepoli (anziani, accettati, in prova, ecc.), il cui insegnamento è fondato sui temi più opportuni della scienza iniziatica che, attraverso la Tradizione ha perpetuato l'Arte di "sviluppare Sé stessi"; contribuendo così, a sviluppare la coscienza e, di conseguenza, la consapevolezza e l'intelligenza dell'essere umano, iniziando uomini e donne.

Capisco come si possa, altrettanto facilmente, prescindere dall'Idea di bene e di male, adducendola alla fallace natura umana. Così facendo, però, ci si dimentica che bene o male non sono fenomeni del tutto casuali della vita ma che, nell'essere senziente, sono spesso frutto di una libera scelta. Libertà di scelta che per la sua incosciente imperfezione è lungi da poter essere paragonata al Libero Arbitrio. Anche se ciò che li differenzia viene sistematicamente ignorato, le differenze, però, restano. La libera scelta nasce dalla combinazione casuale di attrazioni o repulsioni. Emozioni che si limitano a considerare l'aspetto contingente presente. La lungimiranza e la saggezza che contraddistinguono il Libero Arbitrio, invece, discendono dall'intelligenza animica (piano buddhico).

Probabilmente chi non è in grado di concepire una gerarchia di tale fattura, non è nemmeno in grado di riconoscere la diversa graduazione della scala di valori di cui Maestri, Iniziati (gli istruttori) e Discepoli sono solo un'espressione fisica e formale. Quindi, non è tanto il Maestro o l'Allievo che vanno considerati, ma la scala di valori che rappresentano. Una scala di valori che parte dal gradino più comune della promiscuità istintiva e "passionale" (pos-sesso), sino a quell'apice di coscienza spirituale, che ogni bravo esoterista dovrebbe sforzarsi a riconoscere.

La base della consapevolezza sono i valori individuali. Ma spesso ci si dimentica che le opinioni hanno un valore assoluto solo per chi le formula, mentre, oggettivamente, formano il gradino più basso della scala di valori dell'intelletto. E quando i valori soggettivi (personali) vengono posti al centro dell'attività psichica e coscienziale, si rischia l'anarchia intellettiva e l'egocentrismo monotematico.

Di fatto, il caos dei linguaggi è il retaggio di una visione monotematica e individualistica, ignorante e inconsapevole che ha separato l'umanità, frammentandone le abitudini culturali, in miliardi di piccole opinioni, conflittuali e separative. Dove, non era la verità ad essere la pietra di paragone, ma ciò che aggradava credere o idealizzare a qualche personaggio influente.

L'egocentrismo monotematico e l'anarchia intellettiva costituiscono il problema che affligge e divide l'umanità: distanziando l'essere senziente dalla Via interiore, che porta bene e vantaggi anche in forma fisica.  Credo che questi temi non dovrebbero essere misconosciuti né rigettati, ma affrontati con la più attenta diligenza dai ricercatori (di verità).

Tuttavia, sono anche consapevole che i miei problemi di ieri sono i problemi attuali di molti ricercatori. Approcciare il soprasensibile non è mai stata una scelta facile né agevole. Sulla soglia di questo cammino l'inganno è frequente e la "diffidenza", sembra la medicina più rapida per sedare ogni "lecito dubbio" che assale il viandante.

Allora, si dovrebbe al più presto sostituire la diffidenza e la logica del sospetto con l'attenzione, rafforzata da una conoscenza sempre più efficace. Conoscere, infatti, è la migliore garanzia contro l'inganno, il sogno e l'immaginazione. "Conoscere e sapere" difende dai falli e dalle insidie del cammino individuale.

Ma come non è indispensabile riconoscere un Maestro, nemmeno accettare di lavorare per il progresso individuale è un dogma, tutt'al più disconoscerne le opportunità diverrà un altro debito karmico da assolvere.  

 

torna su







Questo Articolo proviene da Esonet.it-Pagine scelte di Esoterismo
http://www.esonet.it

L'URL per questa storia è:
http://www.esonet.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1243