Argomento:Domande e Risposte


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Utopie ed Iniziazione

di Athos A. Altomonte

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D: …da quel poco che so mi è parso di capire che il fine ultimo della Massoneria non è tanto la realizzazione dell'Uomo (come nel Cristianesimo) e da questo realizzare la Chiesa intesa come comunità spirituale ma piuttosto il contrario. Si parte cercando di costruire una società reale (dove un uomo può imparare a realizzarsi insieme ad altri uomini). Cioè, la Massoneria è il luogo reale dove si realizza il miglioramento mistico dell'uomo. La Massoneria sarebbe quindi una società immanente che realizza un'opera trascendente (il Tempio) che ha come base l'uomo che si sforza di migliorare collaborando. La saluto e la ringrazio.

 

R: Da quel che ho appreso della storia umana, l'uomo costruisce ciò che crede e crede solo quello che capisce, o meglio, che preferisce capire. E questo è un problema. Perché l'uomo difficilmente si adatta alla realizzazione della conoscenza in sé e per sé (realtà oggettiva), ma preferisce adattarla alle proprie capacità, o forse sarebbe più corretto dire: alle proprie deficienze e scopi personali. Limitandosi, così, a creare utopie sociali o religiose mai attuate, proprio per la nostra antica inettitudine al «bene comune» sociale o spirituale. Di cui tanto si "ama" parlare, ma che solo pochi esseri speciali hanno saputo realizzare.

L'impegno iniziatico, spesso mal compreso, tende a smascherare le utopie, mostrando all'uomo la piccolezza dietro cui si nasconde. Così che la visione della cruda realtà posta fuori dall'illusione, possa spingerlo a capire che migliorare se stessi è il mezzo più diretto per risolvere "molti mali" dell'umanità.

Questo progresso evolutivo, è possibile rafforzando al contempo l'intelligenza (mente), la sensibilità e il sentimento (cuore), sviluppando le loro capacità d'intendere e di volere (espansione di coscienza).

Questo, evitando l'inutile attesa d'interventi legati ad un'utopia carismatica che secondo alcuni "si compie" per graziosa concessione di un potere mondano, oppure per altri "si produce" per intercessione d'una realtà inconcepibile.

Secondo un'antica concezione che esclude ogni "possibilità utopistica", non esiste realizzazione al di fuori della volontà dello stesso realizzatore. Questo è il profilo di un costruttore d'idee, le cui realizzazioni avranno effetti esterni solo dopo il compimento dell'opera interiore, indirizzata sulla perfezione "cuore e mente": come per l'aforisma di scienza e coscienza; sempre che venga pienamente realizzato.

Tutto questo porta al principio di auto-iniziazione, come auto-realizzazione di sé che, anche se può essere sostenuta con molti strumenti visibili ed invisibili, resta in ogni caso intrasmissibile materialmente.

La Realizzazione di uno stato di coscienza d'ordine superiore può essere solo accettato e riconosciuto "inter pares" (accettazione iniziatica), che ne constateranno ritualmente l'evento.

La cultura dell'utopia, però, ha abituato gruppi sociali poco evoluti ad accettare per vere, le rappresentazioni simboliche e psicodrammatiche di realtà metafisiche solo desiderate. Con pubblico ed interpreti tanto immedesimati nella rappresentazione, da non saper più distinguere tra realtà ed immaginazione.

Anche se i rituali dell'immaginario aiutano molti a vivere meglio (v. consolamentum), quando il fantastico prende il sopravvento sulla realtà, può accadere che anche la migliore utopia venga usata come menzogna per asservire i deboli e gli impauriti, o attrarre i furbi e gl'imbroglioni. Per questo la credulità e sempre stata oggetto d'ogni genere di speculazione.

Per concludere, non credo che esista un sistema migliore di un altro, ma solo una migliore buona volontà. Per questo penso che migliorare sé stessi attraverso lo sviluppo della conoscenza, della sensibilità e del sentimento, sia l'unica pietra angolare per erigere un migliore rapporto tra simili.

La conoscenza, la tolleranza e l'empatia sono la via per un "saper vivere" migliore, che se volesse diventare davvero universale, dovrebbe auspicare il declino di ogni Istituzione Umana politica e religiosa, che si prefigga lo scopo di dividere e sopratutto diversificare idee e pensieri.

Fraternamente  

 

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