Argomento:Agni Yoga


Documento senza titolo

«Non sono Io che do, sei tu che accetti»

a cura di Adriano Nardi

prodotto per Esonet.it

 

In che consiste la Guida? Proprio nell'indicare ciò che più necessita e nel proteggere da ciò che è più pericoloso.

Pensate al significato di quella parola. Di solito gli uomini l'interpretano a modo loro, ponendovi un germe di sfiducia e quindi avviando la dissoluzione. Uno scienziato non continuerebbe un esperimento in atto di sfiducia. In tal caso, si vedrà, la possibilità di successo andrebbe perduta per tre quarti.

Pensate alla Guida.

 

Tutto è in moto, e quindi la Guida è sempre vibrante.

Le sue qualità più belle sono la sensibilità, l'acume, la capacità di contenere gli opposti. Povera sarebbe una Guida attenta a un solo comando!

La Guida superiore è invisibile e inaudibile. È una scienza speciale, che consiste nel dare né più né meno del necessario, considerando le condizioni planetarie. Non vi sorprenda se chi viene così guidato in genere non se ne accorge. Alla Guida non importa. Il maestro di nuoto all'inizio sorregge l'allievo e gli dice: «Ecco, ti tieni a galla da te». Lo stesso vale in tutti i campi.

Non sarebbe saggio, per la Guida, elencare tutte le condizioni cosmiche e karmiche: tutto ciò finirebbe solo per spaventare, sopprimendo l'energia. Il nodo degli eventi cosmici è intricato: karma delle nazioni e delle etnie; karma personale; karma fisico e sottile; karma antico ed attuale. Ne risultano nodi complicati. Alterare il karma è difficile, tuttavia lo si può regolare, fino a un certo punto: ecco dove la Guida si dimostra indispensabile.

La Guida non è da intendersi come qualcosa che opera sopra le nuvole; in misura diversa essa è attiva anche nel mondo fisico. Ecco perché, fin dagli antichi tempi, l'idea prescritta del Guru ebbe grandissimo rilievo: rispetto, devozione e amore la circondano.

La corrente viva dell'energia psichica agisce nel rapporto fra Maestro e discepolo. La Guida è un'arpa dalle molte corde!

 

Maestro e discepolo sono concetti indissociabili. Ogni Maestro resta sempre anche allievo, poiché nell'ambito della Gerarchia è un anello della Catena dell'Eternità. E così, nell'altro senso, ogni discepolo è a sua volta maestro.

È errato credere che certe iniziazioni innalzino alla Maestria assoluta: sorgenti vive del perfezionamento restano sempre la disciplina e l'apprendimento.

Non cercate limiti nell'Infinito. Non pensate che la conoscenza possa aver fine: questa frontiera distruggerebbe la gioia dell'Essere.

 

«Non sono Io che do, sei tu che accetti». È ben raro che la Guida riconosca di donare; solo in caso di necessità darà conferma della sua funzione, manifestando il proprio «Io». Ma in tutte le cose della vita invita ad accettare, affermando che i Suoi doni vengono dalla Gerarchia.

Formule queste da tener chiare in mente, in quanto contengono la gioia della Gerarchia all'opera per il Bene.

Non usate le parole senza buona ragione, poiché hanno, per così dire, l'impronta della limitatezza. Non c'è motivo per dimenticare il legame di salvezza che unisce alla Gerarchia!

Ecco, dunque: «Non sono Io che do, sei tu che accetti».

da AUM

 

torna su







Questo Articolo proviene da Esonet.it-Pagine scelte di Esoterismo
http://www.esonet.it

L'URL per questa storia è:
http://www.esonet.it/modules.php?name=News&file=article&sid=1260