Argomento:Domande e Risposte


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Guerra e pace ed il succedersi dei cicli

di Adriano Nardi

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D: Su un dubbio che ho sempre avuto vorrei un vostro parere; una risposta penso di averla trovata ma il velo di Maya per me è ancora difficile da riconoscere se si presenta. I mistici e i saggi, hanno sempre predicato la pace e la serenità. Ma perché? Per quale motivo la pace non dovrebbe corrispondere con la guerra in un’ottica non dualista? Ho sempre cercato di pormi egualmente nei confronti del bene e del male, ma non ho mai trovato ciò che cerco: solo agitazione. Forse devo cercare la pace? Io, per conto mio, cerco l’eliminazione d’entrambe, perché l’una porta l’altra, e non solo una è malvagia, ma esse si scontrano in continuazione, il che per me è un male. D.

 

R: Caro Amico, la domanda che poni apre un fronte complesso e nello specifico è stata oggetto di riflessione per molti pensatori. Premetto che non ho “la risposta” ma propongo una riflessione. Innanzitutto è necessario staccarsi dall’aspetto emotivo (bene-male) e portare lo sguardo dal punto di vista dei cicli e delle loro leggi.

È indicato che «non tutti i cicli sono di uguale importanza. Inoltre in un ciclo, i periodi che rivestono vera importanza sono quello terminale, e quelli nei quali si verificano sovrapposizione e mescolanza (di energie). A livello fisico si palesano in grandi rivoluzioni, cataclismi giganteschi, e radicali mutamenti. In quei punti di un ciclo in cui occorrono mescolanze, si trovano correnti contrastanti, e tutto il sistema appare come in condizione di caos. La parte media di un ciclo, quando la vibrazione sopraggiunta è stabilizzata e quella precedente svanita, si palesa come un periodo di calma e di apparente equilibrio».

Pertanto come ogni dualità, anche bene-male così come guerra-pace, vanno risolti in un punto di sintesi superiore che da opposti li renda complementari. Solo questo consente di capire l’aspetto occulto della manifestazione. Tornando ad una ricerca della fonte si comprendono le diversificazioni che al contrario si interpretano inconciliabili perché opposte.

Per quanto riguarda l’indicazione di cercare pace e serenità, anche questo consiglio vela delle leggi, che valgono sia nel mondo fisico che in quello sottile. Una di queste è la legge di gravità (vedi legge di Attrazione) che vale anche per i piani della mente e delle emozioni. Lo sguardo (mentale) alla gioia, che in sott’ordine viene indicato come pace e serenità, ha il potere di attrarre per gravità energie analoghe dallo Spazio, così come il pensiero tenebroso genera strati di nubi minacciose.

«La gravitazione del pensiero è una realtà. Quando il pensiero umano non tende allo spirito, l’evoluzione non accelera».

Si dovranno comunque affrontare momenti di conflitto e di crisi, che sono gli unici ad accelerare i processi evolutivi, dell’individuo così come dei popoli. L’equilibrio infatti è una condizione dinamica e transitoria, perché non c’è nulla al mondo che non cambi continuamente. È un processo continuo di “Armonia da Conflitto”.  

 

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