Argomento:Domande e Risposte


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Lo specchio degli altri

di Athos A. Altomonte

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D: …se dovessi aver creato attriti o anche solo fastidi con il mio intervento mi scuso caldamente.

 

R: Caro amico, ogni contributo, purché corretto nella forma e sincero nelle intenzioni, diventa una finestra aperta sul mondo "degli altri", che ci consente di capire cosa pensano e come sono.

Una finestra che bisognerebbe accettare, perché rompe l’isolamento mentale creato dai pregiudizi e dalle opinioni individuali. Nostre e altrui.

L’interazione intellettuale è fatta di reciproco scambio d’idee, sentimenti e perfino paure.

Per questo, se accettiamo di aprirci al confronto con le idee diseguali, con intelligente modestia e senza paura di "perdere" la zavorra di culture infondate e di opinioni inesplicabili, si riesce a prendere coscienza delle proprie ristrettezze e fossilizzazioni mentali.

Il confronto leale è lo specchio che riflette noi stessi e gli altri. Lo specchio che riflette la diversità dei punti di vista, le capacità e le carenze delle rispettive idee. Contribuendo al confronto col diverso, che se usato senza orgoglio, è uno strumento prezioso di comprensione. Un mezzo che produce vero arricchimento intellettuale. Producendo idee «misurate e consapevoli» (questo è vero, questo non è vero) che andranno a sostituire le opinioni separative, impulsive o passionali (questo mi piace, questo non mi piace) che, invece, arricchiscono solo l’orgoglio del piccolo ego fisico.

Attraverso diversi punti di vista possiamo angolare ed amplificare ogni idea. Questo significa "crescere" nelle «quattro direzioni».

 

Come saprai, l’orientamento profano ed il ri-orientamento iniziatico sono due aspetti distinti e pressoché inconciliabili. Che possono essere ri-uniti solo nel cosiddetto "Servizio a Benefizio (antitesi di malefizio) dell’Umanità". Che non va confuso, come capita, col buonismo o con la devozione.

Infatti, il "Servizio a Benefizio dell’Umanità" non è un atteggiamento, ma un’Opera Bianca di altissimo livello. Una Grande Opera (v. Sacralizzazione della Mater Materia, la Vedova), in cui l’azione materiale si fonde con il Progetto spirituale. E parteciparvi, ovvero esservi chiamati, è l’aspetto elitario dell’Iniziato.

Tornando alle tue «scuse preventive», dico che non c’è ne bisogno. Come altri hai espresso con sincerità la tua posizione. "Tutto giusto e perfetto", dunque.

Anzi, dopo i diversi interventi, oggi è lecito pensare che oltre al materialismo, al fantastico ed all’immaginifico, in campo artistico, scientifico e religioso c’è di più.

L’astrazione mentale e l’ispirazione intellettuale convergono sul cosiddetto «lato intangibile» delle Idee. E l’iniziato, il vero esoterista, è il pontiere (Ars Pontificia) capace di edificare "ponti" tra la coscienza fisica (sapere concreto) e quella metafisica (sapere incorporeo) dell’Idea.

Sembra impossibile, o superbamente ottuso che qualcuno, ancora oggi, preferisca "sposare" un solo lato della conoscenza respingendone od ignorandone l’altra.

È sapere "orbo di un occhio" quello dell’assoluto razionalista (materialista), oppure quello dell’assoluto mistico (devozionale). Una divisione che impoverisce sia la mente che lo spirito.

Ricordo che un’antica metafora diceva: « ... cuore e testa vanno uniti, e nell’armonia crescerà la voce interiore… (la coscienza di sé come essenza spirituale)».

Peccato, perché così d’essenza e d’esistenza nelle loro multiformi funzioni, se ne vedrà sempre solo metà. E questo non addurrà solo una visione parziale, ma interpretazioni orbe, devianti e deviate. Secondo logica; dei mostri insomma. E dare vita a dei "mostri-pensiero" è un vero «peccato».  

 

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