Argomento:Miti e Simboli


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Il volo di Icaro ed anche Scilla e Cariddi o la via di mezzo

di Francesco Bacone - (tratto dagli Scritti Filosofici – Ed. UTET – a cura di Paolo Rossi)

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In morale è lodatissima la moderazione o la via di mezzo. Nelle cose dell'intelletto è meno celebrata ma non meno utile e buona; solo in politica è sospetta e da prendere con giudizio. Gli antichi rappresentarono la moderazione morale con la regia di Icaro, quella intellettuale, per le decantate difficoltà e il pericolo, con l'itinerario tra Scilla e Cariddi. Il padre ammonì Icaro, dovendosi sorvolare il mare, di guardarsi da una via o troppo alta o troppo bassa. Infatti, essendo le ali impastate di cera, v’era pericolo, se si fosse spinto troppo in alto, che la cena si liquefacesse per l'ardore del sole; se si fosse avvicinato altrimenti all'umidità marina, che l'esalazione rendesse la cera troppo morbida. Questi invece, con giovanile audacia, si innalzò verso l'alto e cadde a capofitto.

 

 

La parabola è facile e nota: la via della virtù si apre direttamente tra l'eccesso e il difetto. Non v'è da meravigliarsi se Icaro, spinto dal giovanile ardore, si lasciò trasportare all'eccesso. I giovani hanno quasi sempre il vizio dell'eccesso; i vecchi quello del difetto. Tuttavia Icaro tra le vie false e dannose scelse la migliore (dato che doveva morire). Infatti giustamente si giudica peggiore il peccare per difetto che il peccare per eccesso. Molto spesso l'eccesso ha una certa grandezza d'animo e consonanza col cielo, similmente ad un uccello; il difetto invece, al pari di un rettile, striscia a terra. Molto bene disse Eraclito: "luce secca è la migliore". Infatti se l'anima trae umore dalla terra subito diviene molle e degenera; ma anche nella via opposta è tuttavia necessaria una certa moderazione perché il lume dell'anima sia reso più sottile da quella siccità senza provocare un incendio. Tutto questo è noto quasi ad ognuno.

 

 

Quella via della moderazione nelle cose speculative, tra Scilla e Cariddi, richiede fortuna e perizia nella navigazione. Se infatti le navi si imbattono in Scilla vengono a cozzare negli scogli; se in Cariddi vi sono risucchiate. Questo sembra essere il succo della parabola (che io sintetizzo, sebbene arrechi una infinita riflessione): che in ogni dottrina e scienza e nelle loro regole e assiomi, si mantenga una misura tra gli scogli delle distinzioni e le voragini degli universali. Questi due estremi infatti sono famosi per naufragi di sistemi ed arti.

 

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