Argomento:Domande e Risposte


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Distinguere tra rappresentazione virtuale e realtà

di Athos A. Altomonte

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D: Caro Athos, devo confessarti che mi sono chiesto più volte dove fossero e dove sono gli Iniziati all’interno della Libera Muratoria.

Non ti nascondo che la voglia di farmi un lungo sonno è grande ma altrettanto grande è la "sete", quindi armato di pazienza ho continuato il cammino in attesa di trovare la fonte che possa dissetarmi…

Mi sono più volte chiesto cosa fosse l’iniziazione reale, ho pensato che prima di essere iniziato devi "Morire" e che l’iniziando non "muoia" una sola volta.

Forse la prima "Morte" può essere pesante come un fardello e buia come la notte più fonda, poi un lumicino squarcia la tenebra, il fardello è leggero come una piuma e la "Morte" è dolce e luminosa… P.

 

R: Caro Amico, mi sono sempre sentito a disagio nel ruolo di Fr. Esperto e Terribile, ma sai come si dice, in mancanza di meglio: «farem di necessità virtù». Allora, m’arrischio in questo ruolo, cercando di offrire risposte sensate a domande assennate.

Fatto è, che bisognerebbe abituarsi a distinguere tra rappresentazione virtuale e realtà iniziatica.

Chiunque abbia raggiunto una coscienza minimamente iniziatica, vedendo la prosaicità di certuni, più occupati a raggiungere una poltrona politico-istituzionale che altro, non può che sentire il desiderio di allontanarsene, magari mettendosi in "sonno". Ma, FF. più saggi, mi hanno convinto che questo è un errore, perché così, si lascerebbe man salva ai "profani del Tempio" di diffondere le loro nefande interpretazioni contro-iniziatiche.

Ma non ti devi nemmeno angustiare troppo per quanto combina la bassa manovalanza. Piuttosto cerca di "riconoscere" il tracciato lasciato dagli Iniziati e dai Maestri Costruttori. Otterrai, così, nella maniera più naturale (la verità non è mai complicata) le risposte che ti servono, sull’iniziazione "reale" e su chi possano essere i "veri iniziati" della Libera Muratoria. "Presenze silenziose" che corrispondono a realtà negate (per molti massoni la Maestranza è solo un fatto simbolico, di conseguenza veri Maestri non esistono) o indebitamente trascurate.

Della differenza tra vero e virtuale è stato già scritto quando, ad esempio, si parlò di chi crede di vedere nella rappresentazione simbolica di un presepe il "Mistero della Natività", invece di ricercarlo nei significati interiori dell’Epifania, nel senso di Teofania (manifestazione sensibile agli uomini della Divinità), da cui i termini applicabili sull’iniziato di: epiphàinesthai (in grec. apparire) ed epiphanèia (in grec. manifestazione), che indica la nascita interiore (spirituale) dell’iniziato, anche detta seconda nascita o ri-nascita.

La parte exoterica della Massoneria, al pari del versante exoterico della Chiesa, confonde i risultati di un "processo interiore", detto Iniziazione (reale), con la sua metafora, o la rappresentazione allegorica e simbolica. Da questo scambio, o per meglio dire da questo equivoco, è nato l’errore dei "finti iniziati", addobbati di paramenti e d’insegne, i cui significati non trovano corrispondenza nel valore interiore (anch’esso solo simbolico, cioè detto ma non fatto) delle persone. Allora, cogliendo l’anomalia di certi "simbolismi iniziatici", potremmo dire: il re è nudo!

Ma per rinascere bisogna prima morire alle vecchie abitudini e vezzi. Prendendo su di sé, ma nel senso letterale del termine, tutta la responsabilità (il fardello) del proprio destino materiale (prendi la tua croce e seguimi: disse Gesù il Nazareno), che andrà sublimato (v. Alchimia spirituale: dal piombo, materiale; all’oro, spirituale). Il nostro fardello umano si costruisce attraverso le idee, le parole, i gesti ed i desideri profani. In altri termini, questo fardello sono le pulsioni delle personalità materiale, a cui troppi "aspiranti" restano tenacemente aggrappati, perché la scambiano per se stessi. Ma non è così, perché lo "strumento sensibile" (vedi la Sfera sensibile) non siamo noi (nel senso di personalità materiale), almeno non del tutto, ma è solo ciò che ci serve per "formalizzare noi stessi", a determinare la nostra presenza in Malkut, il Mondo della Materia. E bisognerebbe entrare nel senso profondo di quest’ultima regola.

T’assicuro che il trapasso della Morte iniziatica non è mai dolce, ma lungo, pesante e doloroso.

Perché è doloroso stare accanto ad una parte di sé che muore. È come assistere all’agonia di un fratello minore, morente in tenera età, innocente del peso che rappresenta, che ci chiede aiuto e di non lasciarlo morire.

Così, lentamente, dopo una lunga battaglia, quella sì terribile, la parte vinta s’accascia e muore lentamente. E lo spettacolo di un perdente che muore, non può che destare pena nell’animo leggero di chi si è liberato di gran parte della zavorra profana.

Allora, anche il "passaggio verso la Luce" (interiore) è un altro tratto penoso, che può essere reso più facile dalla presenza di chi "comprende" ciò che accade, perché c’è già passato; e che ci può aiutare ad uscire da dove si entra nel Tempio interiore.

Fraternamente

 

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