Argomento:Massoneria


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Imago Templi /6.5

di Athos A. Altomonte

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L’Iniziazione Templare: il Baphomet

Molto si è di già discusso e spesso a sproposito, sull’iniziazione Templare. D’altronde non credo che il Fratello massone, anche per il solo fatto d’aver scelto il suo cammino in quell’Istituzione e non in un’altra, possa trarre vantaggio da una seppure sommaria esposizione dei “supposti” come dicono gli esperti, Misteri dell’Ordine del Tempio.

Possiamo però prendere visione come ricercatori, del Sigillo Alchemico celato sotto l’immagine di Baphomet.

L’ultimo Adepto che lo ha trasmesso nella sua corretta interpretazione è stato il Fulcanelli. Invito quindi il massone realmente interessato, ma di modesta conoscenza del linguaggio ermetico ed alchemico in uso tra gli iniziati dell’epoca, ad applicarsi brevemente alla ricerca dell’interpretazione di questi simboli nel trattato di quell’Adepto dal titolo: Le Dimore filosofali ed il simbolismo ermetico nei suoi rapporti con l’arte sacra e l’esoterismo della Grande Opera.

Un’informazione che posso aggiungere sono gli elementi alchemici presenti nel Sigillo:

lo Spirito Universale Creatore, l’Opera Solis et Lunae, l’Acqua ed il Fuoco e l’elemento Zolfo associato al Mercurio (Elemento plastico, la Psiche).

Questi elementi geometricamente ridisposti e nel giusto ordine di precedenza, portano alla comprensione dell’archetipo della Chiesa Universale a cui aspiravano i Templari.

L’etimologia del termine Baphomet ci viene indicata in Bapheus, tintore, ed in mes, messo; quindi il termine latino si può tradurre nel linguaggio profano in: tintore della matrice, riferendosi al battesimo simbolico di Meteo, baphe meteos, al battesimo della natura naturante o battesimo di Luce o Fuoco. Baphe tintore ed il verbo meteo, cogliere, raccogliere, mietere indicano anche la virtù di mercurio (l’elemento mobile di psiche) o la Luna dei Saggi, capacità di captare e ricevere. Si tratta dunque del Graal, contenente il vino eucaristico, liquore di Fuoco Spirituale, liquore vegetativo, vivente e vivificante introdotto nelle cose materiali. (op.cit.)

Forse è inutile sottolineare che ancor’oggi dire “Templare o RosaCroce” non è indicare un addobbo o un mantello, bensì un metodo rigoroso d’interpretare una vita e chi tra quelli, vollero indossare le insegne massoniche in realtà non si sentirono mai solo massoni. Potrebbe rivestire una qualche importanza, per l’esoterista, comprenderne la diversità dei fini nei loro propositi.

Mentre il Templare, rivestito della sua corazza e con la sua spada, si vela nell’Ordine Massonico per preservare e custodire l’integrità ideologica della sua Regola, senza però condividerla con nessuno, tanto meno con coloro che da Templare amano travestirsi, e vivendo la propria coscienza iniziatica con grande cautela dopo quanto subito; il RosaCroce è sempre intervenuto quando lo ha fatto, per così dire, nell’ottica d’una strategia generale, per ridurre dall’interno con interventi logici e scientifici le deviazioni procurate alla Tradizione della Fratellanza Bianca, da conduzioni ed indirizzi personalistici e di parte, volti a materializzare e volgarizzare (semplificare riducendo) quei concetti che permettono ai Fratelli Minori l’accesso al Sentiero metafisico e perciò, invisibile ed inesistente per certe menti volte solo al possesso dell’effimero concreto.

Per l’attento Maestro Massone, però, vi sono dei tratti psicologici e morali indelebili che tradiscono (nel senso buono naturalmente) l’odierno Templare e l’attuale RosaCroce, che gli si ponesse al fianco nel Tempio ed in Loggia che vorrei descrivere con ancor poche e rapide pennellate.

Un Maestro rispose ad una mia domanda dicendo: per comprendere le capacità d’un maestro o d’una guida non badare a quanto egli dice, né di quanta scienza è capace, ma osserva i suoi discepoli dentro e fuori dal Tempio, le loro parole, i loro gesti ed il loro comportamento saranno la dimostrazione del valore di quel Fratello.

Parafrasando quell’istruzione potrei dire dell’Iniziato laico: osserva la compagna/o che lui/lei si è scelto, l’armonia della sua famiglia ed i frutti della sua operosità nell’Ordine ed al di fuori di Esso, perché il risultato visibile sarà il reale valore di quell’Iniziato.

Le caratteristiche riconoscibili anche dall’esterno dell’odierno Templare, ormai laico, sono il voto di povertà, che si manifesta nel distacco dai metalli profani ed alle gratificazioni di rango, se non nella misura in cui gli vengono destinati dalla vita ed offerte per via naturale dai suoi Fratelli e dai compagni del percorso profano.

Il voto di castità si manifesta nell’Iniziato laico, nel limitare le sue “conoscenze” (carnali) alla propria compagna di vita che avrà avuto la lucidità di scegliere per le caratteristiche, che la rendono coniugabile con gli ideali spirituali che potranno sviluppare assieme, nei propri ruoli, in comunione e con pari diritto. Da trasmettere ai propri figli ed ai Fratelli Minori come nuovi cittadini della grande Fratellanza della “Nuova Gerusalemme” (allegoria che indica il Paradiso o Giardino dell’Eden, la capitale metafisica ed ideale d’una Nazione di uomini rigeneratisi alla Luce interiore e spirituale, sede simbolica della Fratellanza Universale, che vive nel cuore degli uomini e lotta per manifestarsi attraverso loro, adombrando il Mondo di Chaos. Questi è la Nazione delle ombre e valle di lacrime che per le azioni e le scelte dell’uomo, può essere il suo Purgatorio od il suo Inferno).

Disse il Cristo: «se vuoi avere accesso alla Casa del Padre, prendi la tua Croce e seguimi».

Insegnamento che il devoto e guerriero ha sempre mirabilmente compreso e seguito in assoluta devozione e disciplina, senza mai evitare ogni prova che gli attraversava il cammino.

Fatti carico del peso di questa vita e non cercare di sfuggirlo. Assolvi completamente a tutti i doveri che ti attendono perché ti spettano per debito della tua Anima. Godi per il bene che ti spetta per credito della tua Anima e se puoi, condividi qualche tua gioia con i Fratelli più deboli o sfortunati. Allora bevuto tutto quanto contenuto nella Tua Coppa di dolce e d’amaro (vedi l’iniziazione al grado d’Apprendista) potrai accedere al riposo del Tuo domicilio, la Casa del Padre.

Questi alcuni piccoli brani del Catechismo a cui erano introdotti i Templari, alla seconda iniziazione “dell’Obbedienza”.

L’estrema mobilità operativa dietro il silenzio, la costante volontà e determinazione nel raggiungere gli scopi, sono i sintomi manifesti dell’uomo che ha scelto quella via solitaria, illuminata solo dalle certezze che ha imparato a riconoscere dai suoi Maestri, in se e nei Fratelli.

Contatti con la Fratellanza mediorientale e con i Monasteri del Monte Athos, rinfrancano il riconoscimento della propria cultura storica e cristiana nella Regola, nella Fratellanza Una e nella comprensione del Simbolo Cosmico della Croce a cui, infisso dai quattro chiodi dei quattro elementi, gli sorride il Maestro.

La Croce filosofica ed i quattro chiodi che simbolizzano i quattro elementi del Corpo di manifestazione
a cui si crocifigge l’Anima dell’Iniziato nella Sua Opera di una vita al Servizio all’Umanità.

 

Il Templare rispetta a tutt’oggi la Regola di non dichiararsi mai tale. Tanto meno usa e mostra gingilli, anelli e simboli che l’attestino tale alla curiosità delle genti. Quelle sono da considerare “procedure in uso ai profani”.

Elaborazione su foglio elettronico del volto della S. Sindone

 

Rappresentazione Geometrica dell’Uomo (il Cristo), infisso alla Croce Cosmica, legata alla Ruota delle Rivoluzioni.

 

«Impara a conoscere tutto ma serbati ignoto» (r+c)

Il Fr. RosaCroce usa operare nell’Ordine “beneficiando” invisibilmente la mente dei Fratelli della Luce di comprensione ai Misteri, perché così facendo rende possibile a quella mente “preparata” e “pronta”, l’allineamento con l’Anima (la Triade), premessa al grande mutamento iniziatico.

Disponibilità, conoscenza e scienza si fondono in un divulgatore ed in una Guida (maestro) naturale; che per la propria adattabilità psicologica è in grado di sintonizzarsi con tutti i linguaggi, pensieri ed interpretazioni che la mente dell’uomo ha saputo creare, e comunicare in tutta semplicità a quelle menti “bocca-orecchio”, una risposta ed un sostegno a tutte le loro incomprensioni, problemi e fatiche, sino all’unico segreto iniziatico che viene riconosciuto con il termine di: Porta dell’Iniziazione e che in verità è un punto «nell’Uomo».

Questo il significato del Fr. R+C che parla cento e più lingue.

Scienziato della Materia e scienziato dello Spirito emana attorno a se, nella modestia iniziatica che contraddistingue la Confraternita, la Luce della comprensione, nella fusione delle braccia orizzontale e verticale della Croce Cosmica (Materia-Spirito), in maniera eguale, a tutti i Fratelli che sanno bussare e sanno chiedere, obbedendo all’insegnamento «riconoscendo tu sarai riconosciuto».

L’opera maggiore a cui si sono predisposti gli appartenenti alla Confraternita è il combattere la mistificazione antropomorfa proliferata in Europa e la volgarizzazione della Scienza Sacra che rivestiva i concetti divini. Mantenendo i concetti del sacro rivestiti con forme geometriche e numeri, come nell’Antica Tradizione, cercano di preservarli alla mente degli iniziati minori dallo svilimento d’una rappresentazione dalle caratteristiche umane, abitudine ormai diffusasi nelle Caste inferiori e meno colte della società profana, nelle immagini pubbliche e di culto.

Ma questo è un “male” che viene da lontano.

Senofonte, provando lo stesso profondo disagio d’innanzi a queste mistificazioni di dei con sembianze e caratteristiche umane era spinto a scrivere:

«Vi è un Dio supremo sopra tutti gli dei (i Logoi),
più divino dei mortali, di cui la forma è dissimile dall’umana, dissimile dalla sua natura;
ma i comuni mortali concepiscono gli dei con umane sensazioni
e voce e membra corporee.

Vi è un Dio supremo di cui la forma è dissimile a quella dell’uomo
e diversa è la sua natura;
ma vani mortali immaginano gli dei simili a se stessi.

Se buoi o leoni mani avessero ed a guisa umana potessero tracciare con lo scalpello
o pennello, della divinità il loro concetto, i cavalli come cavallo lo dipingerebbero,
ed i buoi simile a bovino,
ogni specie il Divino di sua natura e forma dotando.»

Senofonte, Clemente d’Alessandria, Strom V/14, 110.

 

L’opportunità offerta all’Adepto Minore che varca la soglia del Sentiero Iniziatico, velato nel Pavimento Massonico nella ricostituzione dei 32+1 livelli della Piramide dello Scozzesismo, è quella di sviluppare integralmente in sé la capacità di comprensione del linguaggio di conoscenza, ma ormai completamente materializzato, ereditato dall’ebraismo ed il suo simbolismo (III Aspetto, attività) per unirlo alla spiritualità occidentale (VI Aspetto, devozionale) che, ancora incapace di costituire una propria via iniziatica “secca e solare” e gelosa delle prerogative raggiunte, non diffonde ne condivide ciò che detiene, ma ne difende l’accesso con l’uso della forza del proprio astralismo.

Fondendo la conoscenza concreta dei Misteri (la Terra) all’idealismo devozionale dell’occidente (l’Acqua) si apre la via della Gnosi o conoscenza diretta del metafisico (l’Aria) che valicata con la volontà illuminata dall’Ego dell’iniziato (il Fuoco), porta al completamento dell’Uomo nell’Iniziazione Maggiore (la Luce Spirituale).

Dalla fusione di quei quattro Poteri nasce l’Uomo “che domina col suo equilibrio” gli Elementi. Questo è il significato ri-velato nell’espressione del prossimo Simbolo.

La Croce di Gerusalemme è anche, in chiave esoterica, il segno distintivo tra i FF. Quattuor Coronati.

Simbolo dell’Iniziato che col suo equilibrio domina, equilibrandoli, i Quattro Elementi che compongono la Materia.

 

L’immagine che segue è un esempio della geometrizzazione, priva di caratteristiche fisiche e umane, del concetto divino nella presenza della triplice manifestazione della Volontà dell’Uno nel nostro universo.

 

 

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