Argomento:Domande e Risposte


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Il metodo a spirale: esempio per un insegnamento occulto

di Adriano Nardi

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I 4 VIAGGI

V.I.T.R.I.O.L.

TEGOLATURA

LA MASSONERIA IN ITALIA

LE SCUOLE MISTERICHE

I 4 ELEMENTI

ALCHIMIA SPIRITUALE

IL TEMPIO

OBBEDIENZA

ANTICHI MISTERI

IL CICLO ZODIACALE

I COLORI DELLA MASSONERIA

L'ALBERO SEPHIROTICO

LA COMUNIONE

MISTERI MINORI

LE 12 FATICHE DI ERCOLE

TRASMUTAZIONE METALLICA

IL QUADRO DI LOGGIA

GERARCHIA PIRAMIDALE

PROVE INIZIATICHE

I LUMINARI

LA GRANDE OPERA

LA CATENA D'UNIONE

ORDO AB CHAOS

MISTERI MAGGIORI

INIZIAZIONE

 

D: Caro Adriano, studiando il tuo "progetto" che ho soprannominato la "Ruota di Adriano", volevo condividere alcune riflessioni al riguardo, ed alcune domande.
Lo spicchio Blu lo trovo lineare.
Lo spicchio Arancione ovviamente sente delle influenze del tipo di Obbedienza alla quale si appartiene, nel senso che volendo usare tale progetto andrebbe ad essa adattata.
Lo spicchio Viola, mi pareva non coerente, invece ripensandoci, funziona, solo che non capisco perchè come prima cosa ci sia la Tegolatura, io avrei messo "il simbolo", per poi passare al contenitore dei simboli... il Tempio... non so, lo sento più lineare.
Nello spicchio Rosso, non riesco a capire il perchè dell'inserimento "i Colori della Massoneria". In prima battuta credo che trovi un collegamento con i colori dell'Opera.
Nello spicchio Giallo, avrei invertito i 4 viaggi con i 4 elementi, così come il ciclo zodiacale con le 12 fatiche. Dei Luminari non ne capisco il perchè.

Ultima domanda: nella parte operativa, si segue l'ordine degli spicchi, nel senso dall'esterno al centro, oppure si segue l'ordine delle circoferenze dalla più esterna alla più interna?
Però bella l'idea di fare un programma così... complimenti veramente. M.

 

R: Caro M., sicuramente i temi scelti non hanno la presunzione di essere esaustivi del sapere in Massoneria. L'elemento primario dello schema è rappresentato dal metodo ch'esso implicitamente contiene. La forma circolare suggerisce non tanto un indice ma più un "contenitore di contenuti" tra loro correlati e che hanno come obiettivo l'Iniziazione.

Per metodo in particolare, mi riferisco al movimento continuo che collega un tema all'altro con un volo a spirale che può essere mantenuto a grandi altezze (una lettura per punti salienti) così come a distanza ravvicinata (entrando nel merito degli argomenti, compatibilmente con la capacità di penetrarli del singolo e del gruppo); il tutto prevede quindi un passare e ripassare sugli stessi argomenti, che in pratica significa ripetere ma da punti d'approccio diversi.

Moto e ripetizione sono il fondamento dell'insegnamento occulto, quello che neutralizza la mente concreta e sedimenta nella coscienza i fondamenti dell'insegnamento.

Infatti, è la mente che ha bisogno di un indice progressivo, ma in natura non c'è niente che sia suddiviso così nettamente. È un artificio che si usa per l'incapacità di usare il cuore come strumento che abbraccia, attraverso la percezione e il riconoscimento di ciò che è giusto, mantenendo il calore (leggi vita) delle idee che tocca. La mente solo dopo entra in gioco nell'esplorare ed analizzare ciò che in volo si è scoperto.

Un altro problema derivante dall'uso di un indice progressivo, sta nel fatto che un gruppo si modifica nel tempo con nuovi ingressi, allora per mettere in condizione di capire chi è appena arrivato si tende a ricominciare dall'inizio il "programma", tanto che il Gabinetto di Riflessione (inteso come primo contenitore simbolico con il quale viene a contatto il postulante) risulta uno dei temi più dibattuti nella maggior parte delle logge.

 

Entrando nel merito delle tue osservazioni, posso risponderti che la sequenza degli argomenti non è un ordine prestabilito ma semplicemente il risultato di un ragionamento. Il criterio usato procede dall'esterno all'interno. Se la prima fascia (quella più esterna) rappresenta gli argomenti d'approccio, andando verso l'interno si punta al cuore dell'istruzione massonica che ha come obiettivo l'Iniziazione.

Perciò, se ad esempio, i 4 Viaggi rappresentano l'esperienza dell'apprendista introdotto, il successivo riconoscimento è dato dagli Elementi che quei viaggi rappresentano; ma gli elementi sono connessi al Ciclo Zodiacale (il grande rituale celeste) che va conosciuto per capire il significato esoterico delle Fatiche di Ercole e l'influenza che i Luminari hanno nel caratterizzare le energie, che influenzano il cammino dell'Uomo nel Tempio (il Pianeta).

Così se il Vitriol è il primo passo suggerito al neofita che vuole essere introdotto, non possiamo certo pensare ch'esso si esaurisca nel Gabinetto di Riflessione, ma ci accompagna per lungo tempo; senz'altro la chiave psicologica è quella da usare in questo "spicchio" alchemico. I Colori sono certo un richiamo a questo linguaggio, così come lo è l'acronimo V.i.t.r.i.o.l., ma sono un simbolo efficace anche delle emozioni (ed in senso più profondo velano energie precise), come anche la cultura popolare trasmette nei suoi modi di dire (verde dalla rabbia, di umore nero e così via). Va da sé che la Trasmutazione metallica sempre a quel linguaggio faccia riferimento e rappresenti la condizione operativa per far si che possa compiersi la Grande Opera.

La Tegolatura è un tema poco dibattuto ma d'importanza vitale, perché non si esplica solo nell'azione che va sotto questo nome, ma nell'acquisizione di una capacità discriminante dei propri collaboratori (formare i Tegolatori dovrebbe essere una parassi comune) che è una delle prove dell'Aspirante Maestro ed è alla base di un armonico lavoro di loggia (prima di giocare va scelta la squadra, in base all'obiettivo che ci si è prefissi, per poi selezionare i giocatori dalle caratteristiche rispondenti al traguardo stabilito). Visitare il Tempio senz'altro prevede l'utilizzo del linguaggio simbolico e la sua comprensione, chiave interpretativa di questa sezione ed i temi che si susseguono sono un percorso nel Labirinto, fino a conquistare l'uscita al centro (vale per l'uomo e per il gruppo).

Certamente nella sezione che ha la conoscenza storica come elemento comune, il fatto di conoscere l'Obbedienza alla quale si appartiene è fondamentale, ma lo è ancor di più capire l'origine dell'eresia, della quale i Massoni italiani sono ancor oggi protagonisti attivi, studiando le ragioni assai poco iniziatiche che li hanno condotti a quest'assurda separazione in casa (vedi articolo). Il resto è, invece, patrimonio comune di ogni massone, o meglio dovrebbe esserlo; perché concetti come Comunione, Gerarchia, Ordine, se lo fossero nella loro essenza esprimerebbero tutt'altro che queste patetiche pratiche contradditorie e non ci troveremmo oggi ad incarnare l'ennesima anomalia italica.

Anche la sezione relativa alla scienza iniziatica rispetta un progresso dall'esterno all'interno, ...nel vero senso della parola in questo caso.

 

Le correlazioni tra argomenti posti in sezioni e livelli diversi, sono molte e proprio la capacità di muoversi tra di essi, cercando corrispondenze e analogie in linguaggi diversi e apparentemente distanti, aiuta il Gruppo ed il singolo, a sviluppare una mobilità psichica (proprietà mercuriale) che servirà nel tempo a conquistare quella capacità di visione sintetica, propria della mente che ha sviluppato la facoltà intuitiva.

Inoltre, se nell'affrontare più temi in un incontro, si ha la capacità di evidenziare delle parole chiave toccate durante il lavoro comune, esse costituiranno delle porte d'accesso a nuovi approfondimenti, facendo sì che il percorso (l'esplorazione) non trovi mai punti d'arresto, ma diventi un ragionamento collettivo. In questo modo il moto continuo governerebbe lo studio, togliendo la monotonia e soprattutto rendendo la ricerca praticabile a vari livelli interpretativi e di conoscenza.

Solo rispondendo alle necessità di ognuno (dal più veloce al più lento), chi governa i lavori di un'officina potrà tenere assieme le diverse "anime" (leggi temperamenti) che compongono una Loggia e far emergere così quel Sé di gruppo, che è la chiave del lavoro della Massoneria del futuro, dove la cooperazione sarà il requisito minimo affinché il Gruppo possa esprimersi come un'entità unica e non come un insieme di individui.

Per ottenere ciò il riconoscimento dell'intento comune è fondamentale, poiché solo il lavoro comune dissipa le differenze. Appartenere ad una Comunione purtroppo non basta a ricordarlo, perché sono ancora troppo pesanti le zavorre dei "piombi" non ancora trasmutati. Il cuore può entrare in comunione ma non la mente che per affermarsi separa, a meno che da esso sia governata. L'uno per natura è inclusivo, mentre l'altra separa per conoscere. Una mente senza cuore non può entrare in comunione. Il sentimento veicola l'energia psichica.

Tutto parte dalla volontà di raffinare quel "piombo" e per farlo bisogna cominciare a rompere le nostre gabbie di abitudini e pregiudizi, entro le quali ci sentiamo sicuri, raramente felici ma mai gioiosi.

Questo strumento potrà essere destabilizzante rispetto ai metodi ai quali si è abituati, che poi sono quelli della formazione ordinaria. Trasmutare, però, significa cambiare non solo forma (in quel caso si parla solo di trasformazione) ma sostanza, e «non si può diventare celesti rimanendo terrestri».

 

D: Caro Adriano, delle tue interessanti affermazioni, una fra tutte mi ha colpito al cuore, e mi riferisco a quando dici «Moto e ripetizione sono il fondamento dell'insegnamento occulto, quello che neutralizza la mente concreta e sedimenta nella coscienza i fondamenti dell'insegnamento».

Tale sintesi a mio avviso, dopo un'attenta riflessione, credo che si possa altresì usare per indicare il modus operandi di un Rituale, dove il "moto" e la "ripetizione" la fanno da padroni, quasi come a voler diventare il contenitore dell'insegnamento che il rituale "trasporta".

Per il resto, ho ben compreso le tue parole e la tua analisi del "cerchio" ed evidentemente gli argomenti si possono "modificare", anche a seconda del "peso specifico" della Loggia.

 

R: Il rituale è uno strumento potente che fin dal tempo dei Veda viene considerato come uno strumento che educa ad essere coscienti di pensare. Roberto Calasso, indagando quella tradizione, nel suo ultimo libro Ardore scrive: «C'è il gesto e c'è l'attenzione che si concentra sul gesto. L'attenzione trasmette al gesto il suo significato». Penso sia una significativa definizione del senso che il rituale porta con sé.

Ma c'è anche dell'altro, come i ritmi, le cadenze e i cicli che costituiscono le fondamenta del rituale.

Il rituale poi, non penso sia tanto un contenitore, ma costituisca la trama, la geometria, sulla quale si svolgono gli eventi che definiscono l'espansione di coscienza del singolo e del gruppo chiamato Loggia. Non a caso il rituale esprime un ordine, che regola il progresso degli eventi, con una immersione (la fase di allineamento) seguita poi da una crescita fino ad una fase culminante (la catena d'unione) per poi discendere e concludere il ciclo ed esprimere così, con questo moto sinusoidale,  la sintonia con qualsiasi fenomeno di natura, della quale il respiro è una emblematica rappresentazione.

Certamente il metodo scolastico col quale s'impostano i programmi di lavoro nelle officine non tiene conto di ritmi, cadenze e cicli e questo la dice lunga sulla distanza che ancora ci separa dal riflettere ciò che è in alto, in basso.

Fraternamente

 

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