Argomento:Domande e Risposte


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L’esperienza, frutto dell’errore

di Athos A. Altomonte

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D: «….dall’errore il "piccolo uomo" raccoglierà la sua ricompensa karmica …» Non sappiamo con esattezza in che cosa consistono le "ricompense" karmiche che otteniamo, nel caso di un fallimento, nell'Occultismo…?

 

R: Il "piccolo uomo" è, naturalmente, la personalità. Che può essere piccola, nella propria idea di "orgogliosa grandezza", o grande, nella coscienza di essere "limitata e sacrificabile".

L’errore in se non porta punizione, se non le sue "naturali" conseguenze, che si riverseranno sull’attore, e dovranno essere in qualche modo affrontate e sanate (pensiamo alle conseguenze morali e materiali di un incidente d’auto). La "ricompensa", se così la si vuole chiamare, dal punto exoterico, è l’esperienza dell’errore stesso e la tendenza inconscia ad evitarne i dolori in futuro.

Questo per quanto riguarda la memoria fisica.

Dal punto di vista esoterico, però, conseguentemente all’errore, si aggiunge un meccanismo di riconoscimento del giusto da parte dell’Ego sup. che l’errore non conosce. Da questo correttivo, genera una reazione fisica che potremmo definire un sottile complesso di colpa interiore, ovverosia, la cosiddetta voce della coscienza, che spingerà anche la prossima personalità fisica a sospendersi automaticamente dal commettere lo stesso errore, evitandone anche il conseguente dolore.

Questo automatismo superconscio, che appartiene alla sfera mentale dell’Ego sup. errore dopo errore, è uno dei correttivi involontari (dal punto di vista fisico), che agisce sull’orientamento istintivo, che anche Kant riconobbe nei termini di "senso di giustizia innato".

Fraternamente

 

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