Argomento:Alchimia del Fuoco


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Legge di Ripulsa /2

a cura di Adriano Nardi

prodotto per Esonet.it

 

Estratti dagli scritti di Alice A. Bailey e del Maestro D. K.

 

La Legge di Ripulsa e Desiderio

Questa parte riguarda in modo specifico il problema maggiore dell’umanità. Non lo tratteremo tuttavia che molto brevemente, per esaminarne in modo particolare l’aspetto che si sposta dal problema dell’aspirante a quello del discepolo. Sottostante all’intero problema psicologico dell’umanità nel suo insieme sta la fondamentale attitudine verso l’esistenza che indichiamo come desiderio.

Tutte le complessità minori sono basate su questo impulso fondamentale, o vi sono subordinate o ne derivano. Freud lo chiama "sesso", ma questo non è che un altro nome per l’impeto di attrazione verso il non-sé. Altri psicologi parlano di questa attività dominante come della "vita di desiderio" dell’umanità, e spiegano tutte le tendenze caratteristiche associate, tutte le reazioni emotive e la tendenza della vita mentale in termini di desideri, brame e aspirazioni acquisitive sottostanti, quali "mezzi di difesa" o "vie di evasione" dall’ineluttabilità delle circostanze. A queste brame, a questi desideri e alle fatiche occorrenti per appagarle, tutti gli uomini dedicano la vita; tutto ciò che si fa tende a soddisfare le esigenze, a fronteggiare la sfida dell’esistenza con la richiesta di felicità, di un paradiso, della definitiva realizzazione dello stato ideale sperato.

Ogni cosa è dominata da qualche forma di necessità pressante di soddisfazione, caratteristica dell’uomo a qualsiasi livello di sviluppo, sia essa l’impulso istintivo di conservazione, visibile nel selvaggio in caccia di cibo, quanto nei problemi economici dell’uomo civile moderno; sia l’impulso alla riproduzione e all’appagamento dell’appetito che oggi causa la complessa vita sessuale dell’umanità; sia la brama di essere popolare, rispettato e stimato; sia il desiderio di godimento intellettuale e di conquista mentale del vero, o quel bisogno profondamente radicato di paradiso e di pace che è proprio del cristiano, o l’aspirazione all’illuminazione del mistico, o l’anelito a identificarsi con la realtà che è il "desiderio" dell’occultista.

Sono tutte forme di desiderio, che governano e dominano l’umanità; direi proprio che la dominano in modo totale, poiché è una constatazione di fatto.

L’aver compreso questa tendenza fondamentale, questo fattore dominante dell’uomo è implicito nell’insegnamento impartito dal Buddha, contenuto nelle Quattro Nobili Verità della filosofia buddista, che possono essere così riassunte:

Le quattro nobili verità.

a. L’esistenza nell’universo fenomenico è inseparabile dal dolore e dalla sofferenza.

b. La causa della sofferenza è il desiderio di esistere nell’universo fenomenico.

c. Alla cessazione della sofferenza si perviene sradicando il desiderio per l’esistenza fenomenica.

d. La Via che conduce alla cessazione della sofferenza è il nobile, ottuplice sentiero.

L’aver compreso l’impellente esigenza, per l’uomo, di esser liberato dalla propria natura di desiderio, condusse il Cristo ad insistere sulla necessità di cercare il bene del prossimo anziché il proprio, e ad invitare a una vita di servizio, di sacrificio di sé e di amore per tutti gli esseri.

Solo così la mente e "l’occhio del cuore" possono essere distolti dalle proprie necessità e soddisfazioni e rivolti alle più profonde esigenze dell’umanità.

Fino a quando l’uomo non poggia saldo sul Sentiero della Perfezione non può veramente comprendere la perentoria richiesta dell’anima di essere liberata dalla ricerca di soddisfazioni esterne, tangibili e materiali, e dal desiderio. Per quella ricerca essa dovette incarnarsi e vivere, per un certo periodo, sotto la Legge della Rinascita. Ma procedendo sul Sentiero della Purificazione, la richiesta di liberazione si fa più forte e distinta, e quando l’uomo raggiunge il Sentiero del Discepolato, la Legge di Ripulsa può, per la prima volta, cominciare a controllarne le reazioni. Dapprima ciò avviene a sua insaputa, ma in seguito si fa più forte ed è percepito dalla coscienza, a mano a mano che il discepolo consegue le varie iniziazioni, con comprensione sempre più acuta.

Non intendo trattare lo sviluppo dell’uomo non evoluto in relazione a queste Leggi dell’Anima. Mi limito ad aprire la strada all’uomo d’elevata intelligenza, agli aspiranti e ai discepoli. Il progresso dell’uomo non evoluto e comune si compendia con queste enunciazioni, che descrivono gli stadi successivi raggiunti e superati sotto l’incalzare del desiderio:

1. L’impulso all’esperienza di esistere e soddisfare la natura istintiva.

2. Esperienza, cupidigia, esistenza, seguite da nuove richieste di maggiori condiscendenze del destino.

3. I cicli si susseguono, si alternano periodi di richieste di appagamento e altri di soddisfazione temporanea e di ulteriori richieste. Questa è la storia dell’umanità.

4. Esperienza, costantemente cercata e perseguita sui tre piani dell’evoluzione umana.

5. Ancora la stessa esperienza, ma ora vissuta come personalità integrata.

6. Richiesta appagata fino a sazietà, perché gli uomini finiscono per ottenere ciò che chiedono.

7. Sopravviene la richiesta di felicità e beatitudine spirituali e interiori. Il "desiderio celeste" si fa potente.

8. Realizzazione vaga di due necessità, purificazione e capacità di giusta scelta, ossia corretta discriminazione.

9. Visione delle coppie di opposti.

10. Realizzazione dello stretto sentiero che procede fra le coppie degli opposti.

11. Discepolato e ripudio del non-sé (esteso su un lungo periodo di tempo).

Questa è la storia, espressa in modo sommario e inadeguato, dell’uomo e della sua ricerca di felicità, gioia e beatitudine o (per esprimerla in termini di realizzazione) del suo progresso dalla vita degli istinti a quella dell’intelletto, e dall’apprendimento intellettuale all’illuminazione e all’identificazione ultima con la realtà, quando infine è libero dalla Grande Illusione.

Due cose determinano la rapidità con cui, sul Sentiero del Discepolato, può far agire la Legge di Ripulsa. Una è la qualità del movente. Soltanto il desiderio di servire è adeguato per determinare il necessario ri-orientamento e a sottometterlo ad un nuovo metodo di vita. L’altra è la ferma volontà di obbedire a tutti i costi alla luce che è in lui e attorno a lui. Servizio e obbedienza sono grandi mezzi di liberazione, e sono le cause fondamentali che mettono in giuoco la Legge della Ripulsa, aiutandolo a conseguire la liberazione tanto sospirata. Il servizio lo libera dalla propria vita di pensiero e dall’auto-determinazione. L’obbedienza all’anima lo integra nel tutto maggiore dove i suoi desideri e impulsi sono negati a favore della vita più ampia dell’umanità e di Dio stesso. Dio è il Grande Servitore ed esprime la Sua vita con l’Amore del Suo cuore per il genere umano...

Eppure, quando si enunciano queste semplici verità e si esorta a servire i nostri fratelli e obbedire all’anima, tutto ciò sembra così comune e di scarso interesse che non suscita risposta. Se si dicesse che seguendo una certa forma di meditazione, praticando una precisa tecnica di respirazione e con la concentrazione su un centro determinato ci si libera dalla ruota della vita per identificarsi con il sé spirituale e il suo mondo, le istruzioni verrebbero seguite volentieri, con gioia e fedeltà. Ma l’esortazione a servire e obbedire, in termini di occultismo, non suscita interesse. Eppure il servizio è il metodo per eccellenza per risvegliare il centro del cuore, e l’obbedienza è ugualmente potente nell’evocare la risposta dei due centri della testa all’influsso della forza dell’anima e unificarli in un solo campo di riconoscimento egoico. Gli uomini capiscono così poco la potenza dei loro impulsi! Se l’impulso a soddisfare il desiderio è fondamentale della forma umana, quello a servire è altrettanto fondamentale dell’anima.

Questa è una delle affermazioni più importanti di questo studio.

 

La Legge di Ripulsa sul sentiero del Discepolato

Quando il senso della discriminazione (corrispondenza spirituale dell’olfatto, l’ultimo dei cinque sensi che compare nell’umanità) è sufficientemente sviluppato, e l’aspirante conosce le coppie degli opposti ed ha una visione di ciò che non è nessuno dei due, passa sul Sentiero del Discepolato, ove intraprende l’arduo compito di cooperare con le leggi spirituali e in particolare con quella della Ripulsa...

All'inizio difficilmente ne avverte l'influenza. Comprenderne le implicazioni e valutarne i possibili effetti è altrettanto arduo per lui quanto lo sarebbe, per una persona comune di mediocre cultura e ignorante di esoterismo, capire il senso di una verità occulta come questa: "La costruzione dell’antahkarana fra il manas superiore e l’inferiore da parte del divino Agnishvatta, l’angelo solare, operante tramite il loto egoico, è compito da svolgere nello stadio contemplativo nella meditazione". Una frase del genere, abbastanza semplice da comprendere intellettualmente per uno studioso di esoterismo, non ha alcun significato per l’uomo comune. Così è della Legge di Ripulsa per il discepolo ai primi passi sul Sentiero. Per prima cosa deve apprendere a riconoscerne l’influenza; poi imparare a fare tre cose:

1. Mediante il servizio, a decentrarsi di continuo e in tal modo cominciare a "respingere" occultamente la personalità. Deve badare che il movente sia l’amore per tutte le creature e non il desiderio della propria liberazione.

2. Mediante la comprensione delle coppie di opposti comincia a "isolare", in senso esoterico, il "nobile sentiero di mezzo" indicato dal Buddha.

3. Mediante la comprensione delle parole del Cristo rivolte agli uomini: "la loro luce risplenda...", comincia a costruire il "sentiero di luce" che porta al centro della vita e lo guida dalle tenebre alla luce, dall’irreale al reale, e dalla morte all’immortalità. È il vero sentiero dell’antahkarana, che il discepolo tesse da sé (in senso simbolico) come il ragno tesse il suo filo.

Servire, comprendere la Via e costruire la vera linea di evasione, ecco il compito da assolvere sul Sentiero del Discepolato. Tale è l’obiettivo proposto a tutti gli studiosi di esoterismo dei giorni nostri, purché lo vogliano e imparino a lavorare in modo impersonale per i loro simili. A mano a mano che riescono a farlo e si avvicinano a ciò che non è gli opposti (e imboccano la "Via centrale"), la Legge di Ripulsa comincia ad operare. Dopo la terza iniziazione essa predomina nella condotta della vita.

Il termine "ripulsa" ha un significato poco attraente per molti, e quest’avversione indica il pregiudizio spirituale innato dell’uomo. La ripulsa, il desiderio di ripudiare e gli atteggiamenti, le parole e le azioni repulsive evocano alla mente, tutto un complesso di cose spiacevoli. Eppure il termine "ripulsa" considerato spiritualmente e in senso scientifico, indica semplicemente "l’atteggiamento verso ciò che non è desiderabile". Ciò, a sua volta (mentre si cerca di determinare ciò che è desiderabile) attiva nel discepolo le virtù della discriminazione, del distacco imparziale e della disciplina, nonché la capacità di decentrarsi...

Questi termini sono lo stimolo a svalutare ciò che è irreale e indesiderabile, a disciplinare la natura inferiore per operare, con prontezza e facilità, quelle scelte che permettono di scartare ciò che imprigiona od ostacola l’anima. I concetti principali sono la via o il processo scelti con decisione e con cura, che liberano l’anima dal mondo delle forme e l’identificano dapprima con se stessa (liberandola dall’illusione), poi con il mondo delle anime, che è la coscienza della Superanima.

Non occorre diffondersi ora sulla tecnica per pervenire a questa scelta. Il metodo della discriminazione, del distacco imparziale e della disciplina di vita è stato spiegato e reso accessibile dagli insegnamenti degli ultimi due millenni, nonché dai molti libri scritti per dare rilievo a quelli del Cristo e del Buddha. Interpretandoli in modo corretto si può fare la giusta scelta e "respingere" ciò che non dovrebbe essere amato o desiderato.

Molti seri studiosi (come i lettori di questo trattato) trovano utile annotare per proprio uso l’interpretazione personale dei quattro termini:

1. Discriminazione.

2. Spassionatezza.

3. Disciplina.

4. Decentramento.

È sufficiente anche una sola pagina per ogni definizione, se veramente contiene il concetto più alto di cui si è capaci. Sarà chiaro che praticando queste quattro virtù, caratteristiche principali di un discepolo, automaticamente si attiva la Legge di Ripulsa che, sul Sentiero dell’Iniziazione, porta rivelazione e capacità di comprendere. La sua espressione su questo Sentiero è troppo avanzata per chi non è ancora versato nelle discriminazioni fondamentali ed è lungi dall’essere spassionato. È dunque necessario dilungarsi sui suoi effetti nella vita dell’iniziato? Credo di no. Il discepolo cerca di acquisire senza passione, dolore o sofferenza, la distinzione esistente fra:

1. Giusto ed errato.

2. Bene e male.

3. Luce e tenebra, in senso spirituale.

4. Prigione e libertà.

5. Amore e odio.

6. Introversione ed estroversione. Riflettete su questa dualità.

7. Vero e falso.

8. Conoscenza mistica e occulta.

9. Sé e non-sé.

10. Anima e corpo.

Moltissime altre dualità si potrebbero ancora elencare. Scoperta la realtà di queste coppie di opposti, si deve scoprire ciò che non è nessuno dei due. Questa via intermedia e centrale è rivelata all’iniziato dalla Legge di Ripulsa, che occultamente gli consente di "respingere con entrambe le mani, lontano dalla sua strada, ciò che ostruisce e vela la via centrale di luce. Perché, né a destra né a sinistra vi è salvezza per l’uomo che cerca quella via illuminata". Ha un senso questa frase per qualcuno di noi? Definiamo a noi stessi le qualità e il nome della terza via, o via di mezzo, che, ad esempio, non è né luce né tenebre, né amore né odio. Non possiamo vedere con chiarezza cosa sia, né ci riusciremo fino a quando l’azione stimolatrice liberata in noi sulla via dell’Iniziazione non avrà compiuto la sua opera.

 

La Legge di Ripulsa e il pellegrino sulla via della vita

Formuleremo il nostro pensiero in base alle parole precedentemente citate:

"La Legge di Ripulsa trascina in sette direzioni e costringe tutto ciò con cui viene in contatto a tornare in seno ai sette Padri spirituali".

Giungiamo ora allo studio vero e proprio della Via della Ripulsa, governata dalla legge omonima, che è la via o la tecnica per ogni raggio. Sebbene nei sette casi e nelle sette direzioni la legge sia la stessa, i risultati sono diversi poiché molto diverse sono la qualità e l’apparenza fenomenica su cui la legge della volontà divina agisce e di conseguenza s’imprime. Perciò la complessità del problema è grande.

Le sette leggi dell’anima sono alla base di tutte le presentazioni della verità, impartite dai Maestri in ogni epoca. Tuttavia al discepolo di media evoluzione occorre una notevole dote di visione interiore per scoprire, ad esempio, la corrispondenza o affinità di concetto fra:

1. Le beatitudini (enunciate dal Cristo) e queste sette leggi.

2. Gli stadi del Nobile Ottuplice Sentiero e queste potenze dell’anima.

3. Gli otto mezzi dello Yoga o di unione dell’anima e questo settenario d’influenze.

4. I Dieci Comandamenti della religione semitica e queste sette leggi spirituali.

 

Le sette direzioni della Legge di Ripulsa

È opportuno ricordare che questa legge, che è quella degli Angeli distruttori, opera in sette direzioni; produce effetti su sette differenti categorie di esseri e di uomini, e induce il figliuol prodigo a tornare alla casa del Padre. Essa lo decide ad "alzarsi e partire". Ma ricordiamo che quando il Cristo narrò questa parabola, spiegò chiaramente che quel pellegrino lontano non avvertì l’impulso a tornare che quando ebbe ripreso coscienza di sé, avendo appagato il desiderio con una esistenza dissoluta. Ne seguirono sazietà e scontento, e un’intensa sofferenza che ne frantumò la volontà di vagare o desiderare. Lo studio di questa parabola porterà molta rivelazione. In nessuna Scrittura la sequenza degli eventi (riguardanti l’esistenza e la vita del pellegrino nella contrada lontana e il suo ritorno) sono esposti con altrettanta concisione e bellezza. Cercatela nel Vangelo, studiatela e applicatela a voi stessi.

L’effetto della Legge di Ripulsa che nel mondo del discepolo distrugge tutto ciò che gli è di ostacolo, incalza senza posa il pellegrino a risalire coscientemente al centro seguendo uno dei sette raggi. Ora non è possibile discuterne i particolari. Il compito immediato è di percorrere il Sentiero della Prova o del Discepolato e imparare la disciplina, il distacco imparziale e le altre due virtù indispensabili sulla Via: discriminazione e decentramento.

 

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