Argomento:Domande e Risposte


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Rappresentazione rituale e pratica teurgica

di Athos A. Altomonte

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D: …Beh, se il calcio fosse stato popolare allora come oggi, sicuramente l’avrebbero incluso...

 

R: Caro Amico, ho apprezzato la pacatezza del tuo intervento. Corroborante, direi, per il suo humour nonostante l’argomento sia per molti versi "spinoso". Vuoi perché esalta passioni facili all’ira, vuoi perché la religione è un argomento che presuppone sempre un certo grado di simpatia faziosa.

Quantunque si voglia salvarne l’apparenza, parlare di religioni significa indirizzare l’attenzione su un complesso di regole materialiste, passionali, carnali e sensuali. Che, nonostante le pretese virtù, hanno sempre messo a nudo (basta guardarsi intorno) i peggiori difetti dell’umanità.

Diverso è parlare di spiritualità. Argomento sottile. Che presuppone si sappia distinguere la metafisicità del "potere spirituale" dai "santi pasticci": fatti dall’uomo a misura d’uomo, per l’uomo.

Un distinguo per molti versi impraticabile. Perché, ognuno di noi è "depositario" di un notevole transfert culturale che ci rende difficile distinguere la "professione" del materialismo religioso dalla spiritualità, che con la fisicità (anche morale) non ha nulla a che vedere.

 

Nei vortici della cultura generalista cadono anche gli iniziati simbolici. Incapaci di distinguere le "pratiche devozionali" dei cerimoniali exoterici, dalla spiritualità (luce interiore) di cui si vorrebbero portatori. Se questo, invece, fosse vero, i cerimoniali exoterici (esteriori) sarebbero esoterici (interiori). Senza bisogno di materiali simbolici o di strumenti posticci.

Ecco il nocciolo della questione, caro amico.

Si discute dei precetti di una fede convenzionale, dimenticando che la spiritualità è pura astrazione ed immaterialità. Si eseguono rituali fisici credendoli sacri, senza sapere che la sola ritualità iniziatica è quella teurgica.

Ma quanti massoni sanno distinguere tra rappresentazione rituale e pratica teurgica?

Ecco, caro amico. Parlando d’iniziazione può capitare di sentire di tutto.

Inoltre, credo che molti equivoci massonici nascano da confusioni d’origine. Ad esempio, da parole come queste: «…costruttori di cattedrali, …».

Alcuni massoni si gratificano nell’autodefinirsi eredi di questa o di quella nobile tradizione. Senza conoscerne i fondamenti, ma solo esibendone alcuni simboli esteriori. Avvalendosi di decorazioni Templari, Rosa+Croce o quant’altro, ma senza vera cognizione.

Ci si assimila pure agl’ideatori e costruttori di Templi e Cattedrali. Di fatto, dimenticandosi della modesta realtà di cui è portatore il nostro quotidiano istituzionale.

Pochi vogliono esser eredi di chi aveva come unico privilegio, quello di ottemperare senza discernimento agli ordini degli Architetti iniziati depositari del "divin progetto…".

Muratori e scalpellini, altro che profondi conoscitori di cose religiose o depositari di Antiche Tradizioni iniziatiche!

Quando si scambia l’operaio per l’ingegnere si pecca di orgoglio, prima che d’incompetenza.

Se si prendesse atto che non bastano "tre colpi di maglietto" per fare un iniziato, o sedere sullo scranno più alto per essere competenti in materia iniziatica, tutto andrebbe meglio e sarebbe più facile.

Ma l’orgoglio scorre sotto maschere incapaci a distinguere tra un principio iniziatico (la teurgia sacra degli "antichi misteri", ad esempio) ed un criterio edonista (ostentazione dei "piccoli misteri").

Fraternamente

 

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