Argomento:Psicologia


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La via della mano destra

di Athos A. Altomonte

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L’insegnamento esoterico (termine generico) indica nella Via della mano destra, Bianca, l’iniziazione volta a liberare l’umanità. La Via Bianca è in opposizione a quella della mano sinistra, che invece è la Via Nera. Dominio delle effimere passioni (Maya) e del pos-sesso (la via sensuale).

Da qui la scelta di una vita. Ogni candidato ad un certo punto si trova ad un bivio, e deve scegliere (vedi Libertà di scelta e Libero Arbitrio) se continuare a sottostare agli impulsi della natura inferiore, che desidera possedere, legandosi sempre più ai dettami della via sensuale o seguire "la voce interiore" della coscienza dell’Ego che "lo spinge" a tornare verso sé stesso, procedendo sulla via interiore. Dove potrà rincontrare il primo Maestro occulto (l’Ego sup.) che lo condurrà verso il vero Maestro (l’anima) e verso la Luce del Dio interiore (la Monade).

Prima, però, il candidato dovrà riordinare (illuminare con l’attenzione della propria coscienza) i contenuti del proprio subconscio, sino a "liberarne l’energia" delle forme (immagini) pensiero che vi sono trattenute (in psicologia: l’indagine fantasmatica).

Senza aver compiuta questa prima opera di liberazione (simboleggiata nella discesa negli "inferi" del proprio sé), non è pensabile approcciare un tentativo verso la parte superconscia del proprio sé.

Questo spiega l’eterno fallimento della cultura (?) devozionale che vorrebbe "ascendere in cielo" (che è solo interiore) "punendo e mortificando" se non addirittura "distruggendo" la personalità di superficie con tutte le sub-personalità che popolano il proprio subconscio. Immagini prigioniere, vittime d’intenzioni barbare, che ognuno di noi ha relegato nella "censura" totale (tenebra psichica). In verità, quei pensieri (immagini) andrebbero considerati le vittime dei nostri abusi piuttosto che demoni tentatori. Forme pensiero che noi stessi abbiamo forgiato ed usato come carta igienica dei nostri escrementi psichici. E Bernard Russel (padre della filosofia analitica), efficacemente ha definito l’inconscio collettivo: la fossa biologica dell’umanità.

Il subconscio (personale e collettivo) è l’inferno che noi stessi abbiamo edificato (come singoli e come umanità), usando i nostri peggiori sentimenti che, per i motivi più diversi, abbiamo modellato nelle forme più indesiderabili. Per poi sprofondarle in un impossibile dimenticatoio, dissociandoci da "loro", per cercare di riaffermare una impossibile verginità coscienziale.

Ma questo giochetto non funziona.

Ogni immagine (passione o sentimento) che abbiamo sprofondato nell’ipocrisia delle nostre censure, continua a vivere e a generare nuove immagini. Per la regola del salmone, quelle immagini vogliono continuare a vivere. E torneranno sempre alla superficie dove sono state generate. Per tornare alla propria fonte di vita (la coscienza di veglia) si uniranno ad altri pensieri simili (associazione mentale), creando quelle spinte emotive (stimoli-tentazioni) che fanno commettere quelle azioni impulsive che, poi, non vengono riconosciute come proprie e vengono addebitate all’influenza di chissà quale entità demoniaca.

Ma noi siamo attori e registi di tutto. E di questo teatrino bisogna riprendere il controllo, riconquistando alla luce ed alla libertà tutti gli "attori" (di per sé incolpevoli), recuperandone l’energia vitale che potrà essere utilizzata in scopi più proficui.  

 

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